L’ANALISI

Da una parte il sorriso, dall’altra una mezza ombra sul viso. L’assessore regionale all’Ambiente, Fernanda Cecchini fa i conti dei rifiuti e festeggia la raccolta differenziata che cresce. Così tanto nei mesi che vanno da febbraio a giugno del 2019 che l’Umbria tocca il 65,5% rispetto ai dati certificati del 2017, stacca forte sulla media nazionale (55,5%) e sul dato del Centro Italia( 51,8%), guardando da vicino il 66,2% del Nord Italia. Di più: sul periodo è stato superato il dato fissato dalla legge nazionale che è del 65 %. E mai in Umbria per cinque mesi consecutivi c’era stato un dato superiore al dato fissato a livello nazionale. «Alla crescita delle raccolta differenziata- analizza l’assessore Cecchini- si aggiungono due effetti combinati fondamentali per la migliore gestione ambientale dei rifiuti: nel periodo 2009-2018 si è ridotta del 16% la produzione di rifiuti scesa da 540mila a 460mila tonnellate, il conferimento in discarica è sceso del 57% riducendosi di altri quattro punti percentuali rispetto al 2017 passando per 455.988 tonnellate a 196.244 tonnellate». La metà dei 92 Comuni umbri ha raggiunto l’obiettivo del 65% e sedici hanno superato il target del 72,3 % previsto per il 2018. In 18 Comuni il dato , però, crolla anche sotto al 50%. Ecco che i numeri se da una parte fanno sorridere, dall’altra indicano una situazione che è un po’ a macchia di leopardo. A fine anno la stima è del 68% di differenziata. Nei primi mesi dell’anno quel traguardo del 72,3% lo superano Assisi (74,8%), Terni e Narni (stabili sul dato precedente), resta invariato Orvieto (68,4%), arretra di un punto Amelia (dal 70,5% al 69,5%). Cresce Perugia che tocca il 70,7% dal 64,5% del 2018. Romizi vede il traguardo non lontano, ma Latini è in fuga, anche se le previsioni su fine anno sono di “obiettivo 72,3%” centrato. Bastia cresce al 71%, Cresce di due punti Corciano; mentre dal fronte del Lago indicate dalla Regione situazioni di stabilità. Tra Alto Tevere e la fascia appenninica cresce Città di Castello (tocca quasi il 65%) frena Gualdo Tadino (dal 67,2% al 66,9%) e cala
Gubbio che ha una performance da retrocessione passando dal
53,5% al 53% Stazionaria Umbertide con un ottimo 69%. Diversa, e non completamente soddisfacente, la situazione nell’area gestita dalla Vus. Spoleto ha un bello scatto in avanti che da un misero 47,8% passa al
55,9%, ma il dato resta molto basso. Così come sotto la media regionale arriva Foligno che tocca il 63% con un passo avanti limitato dal 61,7%.
Luca Benedetti

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