Santa Maria della Misericordia sotto pressione: atteso l’esito del tampone su un uomo
La Regione potrebbe mettere in quarantena il personale sanitario e intervenire su alcuni reparti

E’ stata un’altra giornata ad alta tensione sul fronte sanitario in Umbria a causa del coronavirus. Se è vero che i nuovi positivi sono soltanto due (il numero sale così a 28), c’è stato però un caso che ha tenuto in apprensione i sanitari e un’intera comunità:
si è trattato del ricovero di una bambina di Bastia di soli 8 anni nel reparto di Malattie infettive. La piccola era considerata un caso a rischio perché entrata in contatto con i figli dell’uomo ricoverato in Terapia intensiva (positivo al Covid 19 e le cui condizioni stanno migliorando) che però dopo i controlli e i tamponi è risultata fortunatamente negativa al Coronavirus.
Ma tra casi sospetti e paura, si vivono giornate molto complesse dentro l’ospedale. Domenica infatti si è presentata una persona in pronto soccorso che è stata sottoposta al triage avanzato, come prevedono le attuali norme.
Il soggetto sarebbe poi stato sottoposto a una radiografia ai polmoni, dalla quale si sarebbe potuta ipotizzare anche la presenza del coronavirus. E’ scattato subito il tampone di verifica (per il quale ieri sera non si conosceva ancora l’esito) e nel frattempo però alcuni sanitari potrebbero essere stati posti in isolamento e sanificati alcuni Reparti.

SOSPIRO DI SOLLIEVO
La bambina era entrata in contatto con l’area-contagio di Bastia Umbra isolamento e sanificati alcuni Reparti. Il responso è atteso per oggi. Dei 28 positivi dunque sei sono ricoverati in ospedale, di cui due in terapia intensiva. Le persone in isolamento sono 533, mentre quelli usciti dalla ‘quarantena’ fiduciaria 124. Migliorano intanto le condizioni del paziente di Baschi risultato positivo dieci giorni fa. Anche l’infermiere cinquantenne in servizio al reparto di chirurgia che era stato contagiato dal figlio a Città della Pieve continua ad essere controllato dai medici dopo essere risultato positivo al tampone mercoledì scorso. L’ospedale viene gestito in condizioni di emergenza e tale situazione dovrebbe protrarsi fino a giovedì. Il direttore sanitario della Uls Camillo Giammartino ha ribadito l’invito a tutti i cittadini a non recarsi spontaneamente al pronto soccorso, ma di contattare in caso di necessità il medico di base, il pediatra
di libera scelta e la continuità assistenziale per avere le indicazioni sul percorso più appropriato.
Gli accessi all’ospedale restano bloccati per evitare la diffusione del contagio e che gli operatori medici e gli infermieri a rischio sono stati posti in isolamento domiciliare fiduciario e vengono sottoposti a test. Ieri mattina è iniziata la sanificazione dei due reparti nell’occhio del ciclone che sono stati chiusi, ovvero chirurgia e ortopedia.
I reparti interessati continuano a rimanere chiusi, l’assistenza dei pazienti ricoverati viene garantita e saranno dimessi progressivamente appena le condizioni cliniche lo consentiranno e inviati al proprio domicilio in isolamento fiduciario con monitoraggio quotidianamente. Le attività ambulatoriali sono momentaneamente sospese tranne tranne le attività di day hospital oncologico e di dialisi.

Ancora off-limits il nosocomio Carit dona 1 milione al Santa Maria
Nel frattempo la Fondazione Carit (Cassa di risparmio Terni e Narni) dona un milione di euro all’ospedale Santa Maria per affrontare l’emergenza Coronavirus. Lo ha deciso il Cda, deliberando all’unanimità lo stanziamento dei fondi «per iniziative volte a dare risposte utili a fronteggiare l’eventuale difficoltà sanitaria conseguente alla diffusione del Covid-19». «Le risorse messe a disposizione dalla Fondazione- spiega il presidente Luigi Carlini- serviranno per dotare in tempi rapidissimi il nostro ospedale di strumentazioni e strutture idonee a contrastare
e a fronteggiare la particolare emergenza sanitaria, secondo le modalità che saranno stabilite a livello nazionale e regionale, nonché in base alle richieste della stessa Azienda ospedaliera.

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