Crescita e sviluppo continuo per il centro “Maschiella” di Bastia. Circa 30 eventi all’anno : fiere, rassegne, concorsi e convegni e per il futuro un importante ampliamento

IL COMMENTO Il presidente Lazzaro Bogliari: “Siamo un’isoletta felice perché andiamo avanti con la forza delle nostre fiere e quindi la gestione è quasi privatistica”

L’ASSETTO Umbriafiere spa ha come soci Sviluppumbria per il 50 per cento, Unioncamere per il 30, il Comune di Bastia che ha una partecipazione del 12 per cento e la Provincia di Perugia per l’8

I NUMERI Ci sono tre padiglioni, collegati tra di loro da un corpo edificato e destinato ai servizi per una superficie di quasi 14mila metri quadrati completamente cablati, più un centro congressi

di Marina Rosati

BASTIA UMBRA – Dai concorsi pubblici alle fiere per il consumo sostenibile, dall’Expo casa alla mostra dell’Antiquariato, dall’Umbriasposi al Caccia village, dalla Terra dei mercati all’Expo regalo fino ad arrivare all’evento clou di tutto l’anno fieristico del centro “Maschiella” di Bastia rappresentato da Agriumbria,la rassegna per eccellenza, la grande festa di agricoltura, zootecnia e alimentazione. L’elenco delle manifestazioni, degli eventi, dei concorsi che fanno capo all’Umbriafiere è lungo e variegato tanto che il presidente del centro fieristico Lazzaro Bogliari, alla guida della struttura dal 2003, non può nascondere una naturale e legittima soddisfazione. “Siamo un’isoletta felice perché, attraverso una gestione privatistica, siamo riusciti a crescere e ad avere tutti i conti in ordine. In Umbria non c’è un’altra realtà come la nostra. Facciamo circa 30 eventi all’anno, di cui 17 fiere che spaziano dai settori più diversi, organizzati anche da soggetti provenienti da fuori regione. Qui vengono per i concorsi pubblici perché siamo gli unici ad avere aree espositive così grandi, qui vengono per rassegne specifiche come l’antiquariato, la caccia, l’alimentazione, qui vengono anche i partiti politici quando devono fare delle convention”. Insomma per il centro Maschiella ci passa un po’ di tutto. Tanta acqua è passata sotto i ponti da quel 1969 quando nello spazio dove ora sorgono gli spazi espositivi nasceva la fiera dell’agricoltura con un forte impatto già allora a livello regionale. Anche se riminescenze e documentazione di fiere del bestiame nei stessi luoghi fanno fare un tutto nel passato fino al 1800. La felice intuizione organizzativa e capacità dei membri del “Comitato per la fiera Bastia” in particolare di Lodovico Maschiella, politico e giornalista, già sindaco della città, hanno portato ad un crescendo di espositori e visitatori che ora sono arrivati a circa 400mila ed alla nascita delle altre attuali manifestazioni. “L’altro passaggio fondamentale – spiega Bogliari – c’è stato nel 1980 quando è iniziata la progettazione e realizzazione del quartiere fieristico”.Nasce dunque l’Associazione regionale manifestazioni fieristiche Agriumbria che ha gestito il forte sviluppo del centro poi dedicato a Maschiella sino alla fine del 1998. Le notevoli dimensioni raggiunte ela forza dell’impatto economico prodotto hanno portato alla trasformazione dell’ente gestore in Umbriafiere spa, oggi riononosciuto come ente fieristico regionale di cui sono soci Sviluppumbria per il 50 per cento, Union camere per il 30, il Comune di Bastia che ha una partecipazione del 12 per cento e la Provincia di Perugia per l’8. Insieme al presidente c’è un cda, un collegio sindacale ma soprattutto cinque bravi dipendenti che, dietro le indicazioni di Bogliari, mandano avanti la macchina. Una piccola eccellenza che nasce nel pubblico ma si scopre privata da un punto di vista gestionale e di promozione. “La nostra grande forza, oltre al fatto di poterci muovere con libertà come un’azienda privata – sottolinea ancora il presidente – sta sicuramente nella posizione baricentrica rispetto al territorio nazionale, nel cuore della nostra regione,lungo il principale asse viario dell’Umbria. Questo ne fa una piazza unica, un punto ideale per fiere di spessore, rassegne e convegni di ogni genere”. L’altra importante punto di forza è la dimensione: un corpo centrale costituito da tre padiglioni, denominati 7,8 e 9 che sono collegati tra di loro da un corpo edificato e destinato ai servizi. “Parliamo complessivamente di una superficie pari a quasi 14mila metri quadrati e, ai fini della gestione e fruizione avanzata delle nuove tecnologie il quartiere è stato completamente cabalato”. C’è poi il centro congressi dotato di spazi importanti, come una hall, un punto bar, il guardaroba e una sala plenaria con una capacità massima di circa 500 posti, la stessa che può essere modulata ed allestita secondo le esigenze specifiche.Sempre all’interno dell’edificio sono presenti: una sala da 120 posti e due salette autonome per eventi più piccoli e ristretti. “Per non parlare dei piazzali antistanti che, se non destinati ad esposizione come avviene per esempio per Agriumbria, possono essere impiegati come parcheggi con una capienza pari a 700 posti auto e 40 posti pullman”. Questi dati, seppur importanti e imponenti, non segnano certo un punto di arrivo bensè di partenza e di sviluppo. Il presidente Bogliari ha le idee ben chiare: “Realizzare una struttura fissa per l’esterno nella parte dove vengono solitamente allestiti i posti per il bestiame. Ogni volta ci troviamo a realizzarli, invece vorremmo arrivare ad averli pernanentemente e ci stiamo attrezzando economicamente in tal senso”. La sfida economica non spaventa il numero uno di Umbriafiere, avvezzo a fare il passo a seconda della gamba. “Ecco perché andiamo bene”. C’è anche questo, dunque, alla base dei successi di una struttura che fattura sui 2 milioni l’anno ma muove un indotto di circa 30. “Siamo sempre andanti avanti bene con la forza dei nostri eventi, in particolare Agriumbria che è diventata una vera e propria festa di popolo. Poi negli anni altre manifestazioni hanno preso piede e ci sono altri enti che ci hanno chiesto collaborazioni e con i quali siamo in contatto”. Le sinergie servono anche in questo contesto e Bogliari è sempre aperto ai contatti con altre regioni e situazioni simili alla sua. “Guardando gli altri si imparano tante cose – conclude – e noi vogliamo continuare a crescere e migliorarci”.

Agriumbria, una vera e propria festa di popolo

BASTIA UMBRA Non più e non solo la principale fiera legata all’agricoltura, alla zootecnia e all’alimentazione Agriumbria ormai come,la definisce il presidente di Umbriafiere Lazzaro Bogliari, è “una festa popolare, basta guardare i visitatori per rendersene conto”. Famiglie con bambini per vedere quegli animali domestici e delle nostre campagne che i più piccoli neanche conoscono, giovani appassionati di motori, signore con il pollice verde,insomma Agriumbria è un momento di condivisione e incontro per molti. E non solo per coloro che vogliono affrontare alcuni dei punti nodali che coinvolgono in misura maggiore le aziende agroalimentari, impegnate a rivedere la proprie gestioni finanziarie per far fronte alle sfide sempre più agguerrite che si delineano nello scenario internazionale dei mercati . E neanche solamente per chi gravita nel settore zootecnico di primaria importanza che hanno così la possibilità di confrontarsi sui risultati ottenuti con tecniche di allevamento che in misura sempre maggiore ottimizzano le risorse. Agriumbria rappresenta poi una vetrina dell’agroalimentare italiano che dimostra tuttala sua vivacità dovuta alla qualità, all’innovazione e alla tracciabilità dei suoi prodotti dotati di una forte identità territoriale.Una sfida per il settore agroalimentare italiano che oggi fornisce una vasta quantità di derrate alimentari ottenute in modo sostenibile.Ecco perché finita un’edizione Bogliari&company iniziano a pensare subito alla successiva: “Dobbiamo offrire ogni anno qualcosa di più e di nuovo”. E fino ad ora ci sono realmente riusciti!

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