Eccellenza Il classe 1981 si sfoga: “Al Villabiagio avevo perso l’entusiasmo, in biancorosso trovo una piazza unica”

L’arrivo del bomber fa impazzire i tifosi. “Unico obiettivo: andare in serie D”

di Tommaso Ricci
BASTIA UMBRA – Il sole sorge all’ora che volete, ma sempre a Bastia. Tramonta nel triangolo dell’alta pressione, quello compreso tra Villanova, San Biagio e Castiglione della Valle. “E io avevo bisogno di luce adesso, dopo un anno così. Non del buio che ho visto al Villabiagio”.Gianluca Porricelli ha ritrovato se stesso a 36 anni, gli sono bastate una telefonata al momento giusto
e una stretta di mano per tornare ad amare il calcio. Gli è bastato indossare la maglia biancorossa del Bastia per sentire di nuovo le farfalle allo stomaco. “Dopo qualche giorno
dalla finale di Coppa Italia nazionale vinta col Villabiagio a Firenze contro il Troina – si sfoga il nuovo bomber di mister Luca Grilli -, ogni sera prima di dormire, maturavo l’idea di
dire basta col calcio giocato e fino a dieci giorni fa ho creduto che forse sarebbe stata la cosa più giusta da fare. Quest’anno trascorso al Villabiagio mi ha segnato molto, veramente duro sotto tutti gli aspetti. Una stagione durante la quale, a un certo punto, era diventato difficile anche andare all’allenamento. Si trattava per il sottoscritto della prima esperienza con allenamenti di sera, uscivo dal lavoro e via al campo per tornare a casa non prima delle 21,30… Molti mi avevano avvisato ed avevano ragione: fatto così, é un altro sport! In più non vedevo crescere i miei bimbi perché al mio ritorno loro già dormivano… Eppure pensavo di doverglielo: dovevo riuscire a vincere tutto anche solo per far dire a Gianmaria e Leonardo tra qualche anno ‘papà non l’abbiamo visto perché era impegnato a vincere tutto’. Ecco, è questo il punto: vincere tutto e non riuscire a godersi niente. Era tutto dovuto perché il Villabiagio era la squadra più forte e doveva vincere sempre. Se lo facevi avevi fatto semplicemente il tuo, altrimenti era buio totale alle prime difficoltà. Io vedo il calcio in un altro modo, l’entusiasmo non deve mai mancare ed io quest’entusiasmo l’avevo perso”.
Nato due volte Poi quell’amore è sbocciato una seconda volta. Bastava un po’ di sole. Potere del Bastia e di Bastia Umbra che,dopo il suo arrivo, ha visto schizzare l’entusiasmo per i vicoli della città, con i tifosi che hanno organizzato anche una cena con la dirigenza per saldare ancor di più il legame con la propria squadra di calcio. “Giusto che la gente sogni e io lo faccio con loro, perché senza sogni, senza amore e senza totale passione verso questo sport, è preferibile non farlo perchè ci sono persone, ancorché pochissime, che investono molto anche in queste categorie ed è giusto che i loro sforzi vengano ripagati sempre, sia che si comportino bene, sia che si comportino male. Alla fine della stagione ti potranno dire che sei scarso, ma mai nessun dirigente dovrà attaccarti a livello personale perchè chi veramente ti ha voluto conoscere non dimentica la persona. Questa è la vittoria personale più grande e io a 36 oggi posso confermarlo. Da domani (oggi, ndr) inizierò
già a preparare il mio corpo e la mia testa per questo nuovo impegno; non l’ho mai fatto, vero, ma avrei voluto far provare a tutti ciò che io ho vissuto sulla mia pelle al
mio arrivo a Bastia: un’intera società che era lì ad aspettarti, parole emozionanti, voglia di vincere che era di una carica unica”.Indietro nel tempo E se nel calcio i segnali contano qualcosa, l’esperienza a Bastia è cominciata sotto una buona stella. Anche se lì, per Gianluca, c’è sempre il sole. “Parcheggio in sede e dietro di me chi c’era? Il dottor Forini, che dopo 17 anni, ancora si ricordava di me. Ma la cosa più bella è che aveva in mente le parole dell’allora mister Massimo Cocciari che, a me giovane 17enne e primo cambio dietro alla coppia d’oro Marchesi-Varini,
ogni settimana, davanti a tutti, mi diceva ‘tu diventerai l’attaccante più forte in Umbria’… Beh, ci aveva visto bene perchè questo è quello che io provo. Ciò che è successo
giorni fa in a Bastia, per la prima volta, mi ha fatto capire che forse qualcosa di buono l’ho fatto nel calcio. Benzina pura”.
Il perchè A Foligno e Santa Maria degli Angeli gli avrebbero steso tappeti rossi ma evidentemente qualcosa è mancato. “A molte società telefonicamente ho dovuto dire che
non avrei fatto un altro anno di sera – continua Porricelli -, tranne all’Angelana perchè mi permetteva di giocare un altro anno con Bernicchi e Ventanni che, calcisticamente, per me sono
come fratelli e solo io so cosa hanno fatto per far sì che il mio incontro con la società avvenisse, dall’anno scorso fino a 15 giorni fa. Poi, 48 ore dopo, la chiamata che non mi aspettavo: il Bastia,
qualcosa di unico. Vogliamo vincere il campionato.Mi hanno fatto una corte spietata,fino a otto telefonate al giorno, c’era il desiderio di rivedere Porricelli biancorosso.Sono piccole cose, ma per me sono tutto perchè ti gratificano, ti bussano dentro come un tamburo…E stiamo parlando di Bastia, ad oggi la piazza più importante in Eccellenza.L’accoglienza che mi hanno riservato in sede
non ha eguali”. Un solo obiettivo Non esistono obiettivi personali. “Quello che conta è solamente portare il Bastia in serie D! Tutti dalla società al custode, dai miei nuovi compagni
all’intera città, nessuno escluso, dobbiamo pensare a raggiungerlo questo obiettivo perchè solo così si possono cancellare gli ultimi anni difficili per questa grande piazza e soprattutto riportarla dove veramente merita” sono le parole di Porricelli. Quindi a Gianluca andrebbe bene anche un solo gol, ma quello decisivo per l’Interregionale? Dubitiamo. “Non scherziamo – sorride -, mi caccerebbero prima…”. In fondo, quello striscione al Comunale parla chiaro. “Lottare e soffrire per vincere, il mio stadio dice questo – chiosa Porricelli – e non aggiungo altro…”.

PER I VICOLI DELLA CITTA’

Circa 50 supporters a tavola con la società Carne, birra e sorrisi

BASTIA UMBRA – Nei giorni scorsi, dopo l’ufficializzazione di Porricelli, i tifosi del Bastia hanno organizzato per i vicoli della città una cena a base di carne e fiumi
di birra, a cui hanno partecipato anche il presidente Sandro Mammoli acclamatissimo, il tecnico Luca Grilli, Il team manager David Ricci e il direttore sportivo Luca Bordichini. Erano
circa una cinquantina i supporters che hanno allietato la serata anche con cori, striscioni e con l’accensione di fumogeni… rigorosamente biancorossi.

Alla festa non mancava l’inossidabile Paolo Siena

BASTIA UMBRA – Non poteva mancare nemmeno lui alla serata organizzata dai tifosi in città per testimoniare l’affetto
della gente alla società del presidente Sandro Mammoli.Lui, Paolo Siena (nella foto), dal 1955 ad oggi non si è perso mai una partita della sua squadra del
cuore,il Bastia,e ha portato la sua carica di entusiasmo anche nei giorni scorsi durante la cena tra i vicoli della città. E’ la memoria storica del club e il Bastia se lo tiene ben stretto (giustamente)…
T. Ric.

Mammoli il più acclamato Il lavoro fatto sta pagando

BASTIA UMBRA – Durante la cena organizzata dai supporters per brindare alla passata stagione e, soprattutto, alla prossima che dovrà essere ancora più gratificante,il più acclamato di
tutti è stato certamente il presidente biancorosso Sandro Mammoli (nella foto), anche se non si possono dimenticare i gesti di apprezzamento nei confronti del tecnico Luca Grilli. Il
progetto Mammoli, evidentemente, sta raccogliendo consensi e i risultati si vedono. La passione della gente per il Bastia è un buon “termometro”.

Grilli applaude la società “Gianluca sa come si fa”

BASTIA UMBRA – (T. Ric.) Ieri sono arrivate ufficiali anchele conferme di Davide Zanchi e Nicolò Stirati, dopo gli ingaggi di Pinazza, Fiorucci e Porricelli. Luca Grilli
(nella foto), durante la serata coi tifosi, ha avuto modo di esprimere la sua su Porricelli.“Gianluca ha grande personalità e carattere – dice il tecnico biancorosso – e soprattutto è uno
abituato a vincere. Speriamo che non si sia stancato… – sorride -. Il suo curriculum parla da solo ed io sono molto contento di come sta operando la società”.

 

 

 

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