Da tempo si trovava nel degrado. Mantenuto l’impegno dell’amministrazione di restituire ai ragazzi del quartiere lo storico campetto

Arriva l’inaugurazione Sabato pomeriggio l’apertura ufficiale

BASTIA UMBRA A breve i ragazzi di Bastia Umbra avranno un posto dove giocare. È giunto al termine l’adeguamento dell’area verde sita nei pressi dei palazzi di via San Michele Arcangelo (detti “Faticoni” dal cognome del costruttore che li edificò negli anni ’70 e il cui degrado era stato segnalato più volte dai residenti, che chiedevano di riqualifica- re l’area garantendo decoro e sicurezza). Uno degli impegni dell’amministrazione era quello di restituire ai ragazzi del quartiere lo storico campetto, sede di partite e luogo di incontro, soprattutto per gli adolescenti e ora la zona, totalmente riqualificata e messa a nuovo (in questi giorni si stanno ultimando le coperture dei pali di sostegno dei canestri per attuttire potenziali cadute) e dotata di attrezzature moderne, sarà inaugurata sabato prossimo, 7 luglio alle 18: “In occasione dell’inaugurazione -anticipa l’amministrazione comunale – si organizzeranno partite di calcetto: tutti i ragazzi sono invitati a partecipare”. Nello specifico – anticipa la giunta Anssideri – si è lavorato molto sulla ridistribuzione degli spazi e sull’adeguamento alle norme di sicurezza attuali, dando risposte sia in termini di funzionalità complessiva dell’area che sicurezza dell’impianto nel mo- mento dell’utilizzo. “A distanza di qualche mese dal primo step di intervento, relativo alla parte di giardino, con panchine ed attrezzature per i più piccoli – è scritto in una nota dell’amministrazione comunale – c’è soddisfazione dell’utenza che si trova ad avere a disposizione un’area verde pensata per più fasce di età, dalla prima infanzia ai me- no giovani. Un generale miglioramento dunque che non farà rimpiangere la situazione iniziale in cui versava l’area. La riqualificazione complessiva si completerà con i lavori che riguarderanno via Allende e via Olaf Palme, che permetteranno così di sistemare in maniera radicale un’area che da quarant’anni attendeva risposte definitive”.

 

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