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Stagione teatrale 2012


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«Voglio solo dimenticare»

Il bambino venuto alla luce lunedì ad Assisi gode di buona salute

Il drammatico racconto della mamma del neonato salvato a Perugia dopo che il tappino di un tubetto di pomata gli era finito nello stomaco

BASTIA UMBRA – (mau.barz.) “Ora che tutto è finito e che mio figlio ha superato ogni genere di problema, ho solo voglia di non pensare più a quello che è successo. Qualsiasi altra azione non mi riguarda, anche se non è facile dimenticare. E’ successo una settimana fa, ma ancora fatico a prendere sonno”. Vuole dimenticare, difficile darle torto, la mamma del bimbo nato lunedì all’ospedale di Assisi e poi ricoverato d’urgenza a Perugia dopo che il tappino di una pomata medicinale gli era finito nell’esofago. Dimenticare però è difficile, tanto più perché qualche dichiarazione e certi atteggiamenti di alcuni dei protagonisti hanno lasciato con l’amaro in bocca la giovane mamma bastiola. “A sentire qualcuno di questi signori – racconta la donna – ho avuto addirittura l’impressione che tutto ciò sia accaduto per pura fatalità, o peggio ancora per ‘colpa’ del mio bambino, che aveva solo poche ore di vita quando è accaduto tutto ciò″. Invece è successo che un gesto estremamente di routine, come l’applicazione di una pomata nell’ambito della profilassi postnatale, abbia rischiato di assumere m contorni del dramma. “Me ne sono resa ancor più conto – racconta la mamma – quando l’infermiera che stava compiendo la medicazione è venuta da me, come per condividere un dolore che solo ma madre, e lei lo è, può capire”. Parole piene di significati, quelle che si sono scambiate, che in par te servono a dimenticare la delu sione e lo sconcerto vissuti duran te quegli interminabili moment: in cui, invece, tutti avevano difficoltà a comunicare alla giovane mamma e ai familiari quanto era accaduto. “L’atroce scoperta – racconta la signora – l’abbiamo fatta quasi per caso, mentre l’euforia per il lieto evento ci stava tacendo perdere di vista il tempo che passava senza che mi venisse portato in camera il bambino. E’ successo così che una mia zia, arrivata in un secondo tempo, è andata a vedere il piccolo e s’è accorta che era intubato. Incredibile, per una creatura che solo pochi minuti prima, appena dato alla luce, avevo potuto accarezzare”. Momenti terribili anche quelli che sono seguiti, con tutta una serie di spiegazioni difficili da accettare, mentre il tappino del tubetto di pomata, che per fortuna aveva imboccato l’esofago e non la trachea, diventava con il passare del tempo irrecuperabile. “Ho ascoltato mille versioni dell’accaduto -confessa la mamma – ma intanto la situazione si stava complicando e per quanto fosse tutto sotto controllo, il dramma era e restava tale”. Il piccolo è stato quindi trasferito all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, dove con una tecnica tanto collaudata, quanto delicata, il tappino è stato estratto dallo stomaco del neonato. “Ho chiesto di essere trasferita a Perugia – dice la mamma – ma mi hanno detto che non c’era posto, quindi ho dovuto fare la spola per poterlo vedere e, anche per poco, stargli vicino”. Ansia e angosce vissute in prima persona fino a venerdì, quando il bimbo è stato dimesso e la felicità per il suo arrivo ha potuto finalmente manifestarsi appieno.

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