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Pozzi a rischio: l’area si allarga

Nuova ordinanza del sindaco dopo la denuncia presentata al Noe
Ansideri: “Sconosciute le cause dell’inquinamento”

BASTIA UMBRA (al.ga.) – Pozzi inquinati. Non si trovano più soltanto presso la frazione bastiola di Costano e la zona di San Lorenzo, ma anche tra la strada statale 75, lungo via del Lavoro, e il confine del comune di Bastia Umbra, lungo il corso del fiume Chiascio e via Cipresso. Ieri mattina il sindaco Stefano Ansideri ha emanato una nuova ordinanza per ribadire il divieto dell’utilizzo delle acque dei pozzi privati, che era già stato comunicato tramite la precedente ordinanza del 4 dicembre 2009. Questa volta la novità consiste nell’area che comprende i pozzi dalle acque inutilizzabili, che si è estesa molto oltre quella indicata precedentemente. “Il 22 febbraio 2010 – si fa sapere, infatti, dal palazzo del municipio bastiolo – l’Arpa ha inviato una comunicazione relativa ai risultati del monitoraggio effettuato nell’area di San Lorenzo, che hanno evidenziato l’ampliamento del perimetro dell’area a rischio inquinamento. Successivamente, il dipartimento di prevenzione, igiene e sanità pubblica della Usl 2 ha chiesto al sindaco di Bastia Umbra l’adozione di un provvedimento che, a scopo cautelativo, disponesse il divieto d’uso domestico dei pozzi in una vasta area, fino a accertamento delle caratteristiche di potabilità di ciascun pozzo”. La zona in questione è stata individuata nel corso dell’incontro che il primo cittadino ha tenuto, nella mattinata di giovedì 4 marzo, con i rappresentanti di Arpa e Usl. “Purtroppo – rileva il primo cittadino – non solo si è allargata l’area a rischio, toccando altri quartieri del nostro comune e località dei comuni confinanti, ma non sono state ancora individuate le fonti di tale inquinamento da tetracloroetilene. Nonostante la nostra denuncia inviata nei mesi scorsi al Noe, nucleo operativo ecologico dell’Arma dei carabinieri, non sono arrivate indicazioni concrete, neanche da parte della Regione Umbria e della Provincia di Perugia, istituzioni che abbiamo informato dettagliatamente con una comunicazione dello scorso gennaio. Le dimensioni dell’emergenza sono tali che nessuno può dichiararsi estraneo, meno di tutti la Regione e la Provincia per le loro specifiche responsabilità politiche, oltre che amministrative”.

Pdf: Corriere-2010-03-06-pag22

Un Commento a “Pozzi a rischio: l’area si allarga”

  • Domenico Ascani:

    Vattelapesca da quanto sono inquinati. Non è posibile che siano inquinati dal giorno dopo le elezioni, credo che la verità molti la sanno ma nessuno la dice. I pozzi a uso familiare sono inquinati, ma i pozzi dell’acquedotto comunale come sono? Il cloro per queste sostanze non basta, quindi questi pozzi sono immuni o ci dobbiamo preoccupare?

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