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Il Chiascio reclama la messa in sicurezza

Nessuna notizia dei finanziamenti previsti per la riqualificazione delle sponde del fiume
BASTIA UMBRA – L’anno scorso, dalla collaborazione tra l’amministrazione comunale di Bastia Umbra e la Provincia di Perugia era nato un accordo per la realizzazione di una serie d’interventi che sarebbero stati utili alla messa in sicurezza, nonchè alla riqualificazione, delle sponde del fiume Chiascio. Gli scopi dell’operazione erano molteplici. Innanzi tutto, mettendo in sicurezza la sponda del fiume, sarebbe stato possibile modificare le limitazioni urbanistiche attualmente previste dal piano regolatore generale, che ad oggi impediscono interventi di recupero e sviluppo urbanistico nell’area ex Ovodoro e del centro fieristico regionale Maschiella. In questo modo si sarebbe fornita una risposta a quegli imprenditori desiderosi di investire nella propria azienda, mediante ristrutturazioni o ampliamenti, in un momento così difficile per l’economia. In secondo luogo, la novità aveva riattivato un processo di confronto tra gli imprenditori della zona in questione, che avrebbero potuto recuperare l’ipotesi di aggiornare il regolamento dell’area che risulta essere condominiale, anche ipotizzando di cederne la gestione all’amministrazione comunale. Nel bilancio provinciale le opere di messa in sicurezza e riqualificazione delle sponde del fiume Chiascio risultavano essere già coperte dal relativo finanziamento e si era dato annuncio della procedura di avvio per procedere alla realizzazione dei bandi per le gare d’appalto, sebbene, ad oggi, non se ne sia più avuta alcuna notizia. “Il rischio è quello di perdere tempo prezioso dietro alle lungaggini burocratiche”, si commenta dalla sezione bastiola del Partito Democratico, “purtroppo registriamo un forte disinteresse verso queste problematiche, recentemente confermato a mezzo stampa dall’assessore Fratellini, il quale ha ridotto la questione dei parcheggi selvaggi in occasione delle fiere a una mera problematica tra condomini, di cui l’attuale amministrazione non si sarebbe interessata. Il nostro gruppo politico ritiene che il governo comunale dovrebbe, invece, sollecitare la Provincia alla realizzazione della sponda, rilevare lo stato dei servizi pubblici esistenti nella zona, quali fogne, illuminazione e strade, concordare con i privati i necessari interventi e, infine, prenderne in carico le parti che dovranno rimanere pubbliche”.
Alberta Gattucci

Pdf: Corriere-2010-03-31-pag61

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Un Commento a “Il Chiascio reclama la messa in sicurezza”

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  • Il Chiascio non reclama nulla , semmai lo sono i cittadini, che hanno attività lavorative presso la “vecchia zona industriale” che da anni sono bloccati negli interventi edili.Ero presente a quella riunione e già da allora qualcosa non mi quadrava.I lavori sono iniziati in parte realizzando un laghetto ed uno sbarramento!!!(scic)Mi sembra tanto una presa per i fondelli.Qui devono parlare i fatti e l’ articolo dice tutto e niente, come al solito, chiedo alla giornalista che approfondisca l’ argomento sia con l’ attuale governo che con la provincia ,altrimenti la scambio per la portavoce del pd.grazie!

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