Sull’adeguamento del regolamento d’igiene del Comune di Bastia, è bene fare chiarezza. E’ necessario smentire le bugie e le falsità che vengono propinate ai cittadini come verità assoluta.

Io non ci sto a lasciar passare il concetto che l’adeguamento dell’art 115 del regolamento comunale d’igiene, alle norme statali e regionali sia un “un clamoroso passo indietro e un triste ritorno al passato”, perché in realtà si fanno molti passi avanti adottando una normativa molto più stringente di quella in vigore con l’attuale regolamento inapplicabile.

Si, inapplicabile, perché attualmente l’art 115 prevede che reflui zootecnici debbano essere obbligatoriamente conferiti ad un impianto che ha chiuso più di dieci anni fa.  E’ giusto consentire sul territorio di Bastia lo spandimento in superficie del letame e non lo spandimento dei liquami con una tecnica innovativa che deposita il concime naturale circa 30-40 cm interrato?

Io non ci sto a tutelare l’ambiente e il territorio con i trucchi di un articolo di un regolamento che di fatto è inapplicabile e che per questo è un dovere di chi amministra adeguarlo alle normative vigenti che sicuramente prevedono ampie tutele per preservare la qualità dell’Ambiente.

Io non ci sto a sostenere che la tutela delle acque passa attraverso il divieto di fertirrigazione, lasciando utilizzare tranquillamente i concimi chimici che possono fare anche più danni di quelli naturali. Se così fosse dopo dieci anni di blocco della fertirrigazione, la qualità delle falde acquifere, dovrebbe essere migliorata sensibilmente, ma così non è.

Io non ci sto a inneggiare alle culture biologiche e poi non consentire la concimazione delle culture con concimi naturali di origine animale.

Io non ci sto a lasciar passare il concetto che “la modifica non salvaguarda più la specificità del nostro territorio,

perché tra l’altro cancella il divieto di smaltire sul suolo liquami grezzi non sottoposti a trattamento di depurazione”

perché l’uso dei liquami grezzi è da sempre consentito dalla legge, non esiste alcun dovere di sottoporli a trattamento di depurazione. L’obbligo di conferirli alla Codep serviva in primo luogo a garantire volumi in grado di sostenere economicamente l’impianto e poi a gestire le grandi quantità di liquami prodotti dai tantissimi allevamenti del comprensorio. Oggi sono pochi i suini allevati sul nostro territorio di Bastia, probabilmente neanche quelli per usa familiare.

Io non ci sto a lasciar passare come verità, la falsità che l’adeguamento del regolamento “liberalizza la pratica di fertirrigazione” perché per effettuare l’interramento, un azienda deve ottenere l’autorizzazione dalla Regione e rispettare le prescrizioni molto stringenti della DGR 86 del 10 febbraio 2021, fare la comunicazione 30 gg prima l’inizio dell’attività al Comune  che verifica tutta la documentazione e che i terreni usati non siano presenti in altre autorizzazioni concesse ad altre aziende. Quarantotto ore prima di portare il concime sui campi deve comunicarlo all’ARPA che può effettuare i controlli previsti anche in tempo reale.

Io non ci sto a far passare il concetto che prima dell’adeguamento serve “formalizzare un quadro ambientale dello stato attuale dei luoghi nella frazione di Costano in Bastia Umbra” perché il quadro ambientale del territorio dell’Umbria e quindi anche di Costano, lo fa sistematicamente l’ARPA Umbria che controlla anche che nelle zone definite vulnerabili la quantità di liquame spandibile per ettaro sia sensibilmente ridotta.

Per scoprirlo basta andare sul sito https://www.arpa.umbria.it/.

A proposito, bisognerebbe tutelare solo Costano? Le altre parti del territorio di Bastia, non hanno importanza?

Sono per la tutela di tutto l’ambiente  perché le falde acquifere e l’aria non sono circoscritte in un recinto. L’Ambiente va difeso sempre e tutto.

Io non ci sto a far prendere in ostaggio L’Amministrazione di Centrodestra di Bastia da un “Comitato” che attacca politicamente la Presidente della Regione definendola una persona che usa “tristi espressioni” e il Centrodestra regionale che “perdura nell’inadempienza di non designare nuove aree vulnerabili” sorvolando sul fatto che probabilmente le inadempienze erano della giunta Marini. Ultimamente la Regione Umbria ha definito tutto il territorio di Bastia vulnerabile.

Io non ci sto a far passare l’attuale Amministrazione non attenta alla salute dell’ambiente e dei cittadini, mentre invece a Costano c’è chi lo difende strenuamente (strano…solo a Costano)

Io non ci sto a tacere sul fatto che mentre in passato a Bastia si allevavano ed erano presenti oltre 20mila suini che davano lavoro a molte famiglie, oggi non si allevano più neanche i maiali per fare la famosa sagra della porchetta nata 47 anni fa. Questo comporta che un prodotto di eccellenza di Bastia non possa svilupparsi come potrebbe se non si organizza tutta la filiera che deve partire dall’allevamento e arrivare al consumo, rischiando di rendere una importante sagra di successo solo un’occasione di aggregazione e commerciale, ma non una risorsa per lo sviluppo della frazione e quindi dell’intero territorio.

Io ci sto, invece a lavorare affinché l’Amministrazione di cui faccio parte agisca con la consapevolezza di non poter accontentare tutti, ma determinata nel garantire attenzione a tutti i soggetti presenti sul territorio attraverso un’azione amministrativa di qualità in grado di emettere provvedimenti rispettosi dei diritti di tutti in linea e non in contraddizione alle normative regionali. Le provocazioni politiche travestite da tutela dei Cittadini, le lascio a chi le fa.

Francesco Fratellini

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comments (2)

  • Antonio Bagnetti Reply

    Condivido. Perché l’art. 115 dell’attuale Regolamento d’Igiene è illegittimo in quanto prevede una condizione impossibile da rispettare, cioè quella di conferire i liquami prodotti nelle stalle presso l’impianto di digestione anerobica gestito dalla Codep Bettona e riutilizzare gli stessi, previo trattamento, sui terreni come fertilizzanti. Tale impianto ha dismesso la propria attività dal 2009. Pertanto, allo stato attuale l’art, 115 del Regolamento risulta illegittimo in quanto prevede una disposizione alla quale è impossibile adempiere

  • Semplicemente irrazionale.
    Irrazionale attendere per 13 anni un adeguamento ad un articolo che regola la “salute pubblica”.
    Irrazionale addurre a motivazioni di “sviluppo economico di una filiera produttiva” partendo dal “permesso allo scarico”.
    Irrazionale e irresponsabile farsi scudo a delle guide di indirizzo generale calate da un ente sovra comunale (regione) che traccia la via ma demanda alle specificità territoriali proprio la corretta applicazione attraverso i regolamenti d’igiene comunali.
    Irrazionale modificare solo dopo una diffida di un privato (per giunta fuori comune) un regolamento che impatta sulla salute pubblica.
    La managerialità trascina, non si fa spingere.
    Questo vale sia nel privato che nel pubblico.

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