Bastia

Agriumbria, da venerdì 450 espositori La zootecnia è il cuore della rassegna

L’APPUNTAMENTO

BASTIA UMBRA Non solo una fiera, ma un luogo di incontro tra economia reale, politiche agricole e nuove tecnologie. Prende il via venerdì la 57ª edizione di Agriumbria. «Parlare di questa manifestazione – sottolinea il presidente di Umbriafiere, Antonio Forini, alla sua prima Agriumbria – significa parlare di agricoltura italiana, di territorioe di futuro». I numeri confermano la portata dell’evento: 85mila metri quadrati di superficie espositiva, oltre 450 espositori e più di 600 capi zootecnici presenti. Dati che raccontano una fiera solida, capace di rinnovarsi senza perdere il legame con le proprie radici. La zootecnia resta il cuore pulsante della manifestazione. Nei padiglioni e nei ring si alterneranno mostre, concorsi e rassegne dedicate alle principali razze italiane. Riflettori puntati sui bovini da carne, con le mostre nazionali delle razze chianina e romagnola, affiancate da limousine e charolaise, ma anche sul comparto latte con la frisona italiana. Accanto alla spettacolarità degli eventi, trova spazio la dimensione tecnica e formativa. Le associazioni di allevatori, tra cui l’associazione italiana allevatori, propongono momenti di approfondimento e divulgazione, con particolare attenzione alla biodiversità e alla sostenibilità degli allevamenti. Non mancano le curiosità, a partire dalla tradizionale presenza degli animali di bassa corte, sempre tra le attrazioni più apprezzate dal pubblico, fino alle gare di valutazione morfologica dedicate agli studenti degli istituti agrari, segno concreto di un dialogo sempre più stretto tra scuola e impresa. Grande attenzione anche alla meccanica agricola. La partecipazione di Federacma porta al centro temi cruciali come l’accesso ai finanziamenti, la revisione dei mezzi e il ricambio generazionale. Tra le novità di quest’edizione spicca il rafforzamento dell’area dedicata alla forestazione con dimostrazioni pratiche che mostrano le diverse fasi del lavoro nel bosco e nella prima lavorazione del legno. Il programma si apre venerdì mattina con il convegno organizzato da Aia e FedAna, dedicato al ruolo della zootecnia da carne nello sviluppo rurale. Un confronto che mette al centro innovazione, miglioramento genetico e sostenibilità economica delle aziende. «Le fiere non sono più soltanto spazi espositivi –conclude Forini – ma piattaforme di relazioni e sviluppo». Ed è proprio questa la cifra della manifestazione: un luogo in cui imprese, istituzioni e mondo della ricerca si incontrano per costruire il futuro dell’agricoltura.
Massimiliano Camilletti

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