Bastia

Agriumbria, novità e grandi numeri «Presenze record: 450 espositori e 600 capi di bestiame in fiera»

La manifestazione apre i battenti dal 27 al 29 marzo all’Umbriafiere di Bastia. L’assessore Meloni:
«Uno dei principali appuntamenti del settore a livello nazionale». Padiglioni rinnovati e più fruibili

Con oltre 450 espositori, più di 600 capi zootecnici e una superficie espositiva di 85.000 metri quadrati, Agriumbria è un’importante vetrina per l’innovazione, la sostenibilità e la valorizzazione delle eccellenze italiane. La 57° edizione del “salone dell’agricoltura“, che si terrà dal 27 al 29 marzo al centro fieristico regionale Umbriafiere a Bastia, è stato presentato a palazzo Donini dall’assessora regionale all’agricoltura, Simona Meloni, dal presidente di Umbriafiere, Antonio Forini, e dal sindaco di Bastia Umbra, Erigo Pecci. «Questa edizione di Agriumbria – spiega Meloni – vedrà un allestimento rinnovato dell’area fieristica che confermerà i grandi numeri cui ci ha abituato l’evento e questo nonostante i lavori in corso per la costruzione di un nuovo padiglione della fiera. Come assessorato porteremo alcune novità, a cominciare dall’anteprima di giovedì 26 marzo quando presso la sede di Afor organizzeremo un evento aperto a tutti gli stakeholders del settore e che servirà a ragionare intorno ai grandi temi dell’agricoltura umbra. Per la prima volta, poi, siamo riusciti a far riconoscere alla manifestazione il patrocinio della Conferenza politiche agricole delle Regioni italiane, questo a conferma dell’importanza strategica di Agriumbria a livello nazionale». «La manifestazione – aggiunge Forini – rappresenta un punto di riferimento nel panorama agricolo nazionale ed è molto più di una semplice manifestazione fieristica: è un luogo di incontro e confronto tra imprese, allevatori, istituzioni e operatori del settore, chiamati ad affrontare sfide cruciali come il cambiamento climatico, la sostenibilità e l’innovazione tecnologica. Questo evento è una vera piattaforma di sviluppo per il comparto agricolo, capace di generare valore per il territorio grazie al dialogo tra le filiere. Allo stesso tempo si distingue per la sua dimensione profondamente “popolare”, capace di coinvolgere non solo gli operatori ma anche famiglie, giovani e cittadini, come dimostrano gli oltre 90.000 visitatori registrati nell’ultima edizione».
Silvia Angelici

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