Bastia

Agriumbria tra tradizione e futuro

L’edizione 2026 conferma il successo di pubblico. Il presidente di Umbriafiere, Forini: “Forte attenzione ai giovani”

Oggi gran finale della manifestazione: stand aperti sino alle 19 con degustazioni, showcooking, mercati e convegni

L’edizione 2026 di Agriumbria si svolge sotto il segno della tradizione e dell’innovazione, confermandosi come uno dei principali appuntamenti nazionali dedicati all’agricoltura, alla zootecnia e alle filiere agroalimentari. La giornata di ieri ha visto il consueto afflusso di visitatori dalle prime ore del mattino presso Umbria Fiere, anticipando una domenica che si preannuncia di grande richiamo per famiglie, consumatori e operatori del settore. La manifestazione conferma la sua duplice vocazione: piattaforma commerciale per gli addetti ai lavori e occasione di festa popolare per il grande pubblico. In questo contesto, la zootecnia da carne italiana e la filiera vacca-vitello si pongono al centro di momenti di confronto su miglioramento genetico, organizzazione di filiera, innovazione tecnologica e sostenibilità, con particolare attenzione al ruolo delle nuove generazioni. Numerose tavole rotonde hanno analizzato le ricadute economiche, sociali e ambientali della produzione di carne nazionale, evidenziando l’importanza di investire nella selezione genetica, nella gestione produttiva e sanitaria, e nella valorizzazione delle razze tradizionali. Oggi spazio anche alla zootecnia da latte, con la tavola rotonda organizzata da Aia, Aaum, Izs Umbria e Marche, Usl Umbria 1 e l’Università degli Studi di Perugia- Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali, sul tema “Allevamento da latte tra sfide e opportunità: una visione d’insieme”, presso lo stand Italialleva.Agriumbria conferma inoltre la promozione delle carni 100% italiane, grazie alla collaborazione tra AIA, Umbriafiere ed Enti Selezionatori. L’iniziativa valorizza gli allevamenti legati al Sistema Allevatori e alle razze tradizionali, consolidando la fiera come Polo delle Carni Italiane. L’Ara Umbria e Marche propone al pubblico una vetrina dedicata alla biodiversità allevatoriale (bovina, equina e ovicaprina), sottolineando il ruolo della zootecnia nella tutela del territorio e nella sostenibilità ambientale. Per l’ovinicoltura, Agriumbria ospita i concorsi Asso.Na.Pa., dedicati alla razza sarda, con categorie per pecore primipare e pluripare, arieti giovani e adulti. Nel pomeriggio di oggi il Consorzio di Tutela del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale Igp sarà protagonista con iniziative di showcooking guidate dallo chef Samuele Bovini, tra cui lo storico T’amo Vitellone Bianco: ma come farlo in maniera corretta?. La mattina sarà dedicata a un secondo showcooking e a momenti di degustazione, sottolineando la centralità della qualità agroalimentare regionale. Parallelamente ai convegni e alle attività dimostrative, le associazioni di categoria arricchiscono l’offerta. Confagricoltura Umbria,
presente al Padiglione 7, organizza incontri tematici e momenti di divulgazione con il pubblico. Coldiretti Umbria, nello spazio esterno al Padiglione 7, propone Il Villaggio di Campagna Amica , mercato di vendita diretta con prodotti locali di eccellenza, tra cui formaggi, olio extravergine di oliva, salumi e norcinerie. Anche la Cia Umbria ha preso parte con convegni dedicati all’agricoltura e alla sicurezza alimentare, collegando le prospettive delle politiche europee e regionali con l’innovazione dei sistemi del cibo. Agriumbria 2026 si distingue anche per l’attenzione al capitale umano e alla formazione. Il premio Antonio Ricci, giunto alla settima edizione, ha valorizzato la figura del giornalista e divulgatore nel settore agricolo, con Andrea Rosati premiato nella sezione giornalismo/divulgazione, e Federico Quaglia dell’Università degli Studi di Perugia nella sezione tesi di laurea. Oggi sarà inoltre assegnato il Premio nazionale Sante Filippetti, dedicato a chi promuove progetti di crescita umana, sociale e innovazione nell’agr icoltura. “Agriumbria rappresenta oggi molto più di una fiera -sottolinea il presidente di
Umbria Fiere, Antonio Forini – è una piattaforma di sviluppo per imprese, allevatori, istituzioni e cittadini, capace di unire tradizione e innovazione, agricoltura e società, e creare valore per
l’intero territorio umbro. Nonostante i lavori di ampliamento e modernizzazione del quartiere fieristico, abbiamo aumentato il numero degli espositori, mantenuto centrale la componente zootecnica e rafforzato il dialogo con le associazioni di settore. Accanto alla tradizione, introduciamo nuove esperienze e servizi per migliorare l’acco glienza e attrarre un pubblico sempre più ampio, con particolare attenzione ai giovani, alla formazione e al rapporto tra scuola e lavoro”.
R.C.

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