Bastia

“Aiutate mio figlio a trovare lavoro”

Appello di papà Gabriele per Lorenzo, poco più che diciottenne e autistico: “Ci sono tante cose che può fare”

Da poco diplomato “La casa non deve essere una galera per un innocente”

Solidarietà “Ringraziamo tutti coloro che si stanno interessando a noi”

di Flavia Pagliochini
BASTIA UMBRA Un lavoro per Lorenzo. Non chiede altro il papà Gabriele, che ha lanciato un appello sui social per trovare un lavoro al figlio poco più che diciottenne, autistico, arrivando anche
alla “provo cazione” di dire che potrebbe pagare pur di far lavorare suo fig l i o. E Bastia Umbra non ha mancato di rispondere, con incoraggiamenti ma anche con offerte concrete: “Ci hanno proposto diversi incontri e nei prossimi giorni risponderemo a tutti e fisseremo dei colloqui – dice il signor Masciotti contattato dal Corriere dell’Umbria – sappiamo che ci sono percorsi di inserimento e ci muoveremo anche su questo fronte, ma intanto vorremmo ringraziare tutti per la grande attenzione e gli incoraggiamenti, in tanti si sono proposti di dare una mano. In questo inizio settimana avrò un intervento programmato, ma già dalla prossima chiameremo tutti quelli che ci hanno contattato. Non è stato facile scrivere questo post, ma per mio figlio non ho limiti! Grazie”.
Il post ha raccolto circa 500 mi piace e tante condivisioni, e racconta, nel suo piccolo, una storia che dovrebbe sensibilizzare anche i legislatori: “Mi chiamo Gabriele e sono il padre di Lorenzo:
sinceramente non avrei mai creduto di fare un post simile ma a quanto pare è ora… Mio figlio è un ragazzo autistico, no speciale, no handicappato. È un ragazzo che malgrado la sua disabilità ha provato con tutte le sue forze ad avere amici e siccome non vengo da Marte capisco tutto e tutti per l’amor di Dio ma alla fine gli ‘am i c i’ sono la famiglia e capisco che questa condizione gli va troppo stretta! Da quando ha finito la scuola noi come famiglia facciamo il possibile per lui ma casa non può essere e non deve essere una galera per un innocente! Nella nostra città ci sono
svariate attività dove potrebbe lavorare: sono disposto a pagare io per il disturbo ma questo ragazzo deve avere la possibilità di sentirsi utile! Da tempo chiede di poter lavorare ma sinceramente non so dove mettere le mani: qualcuno di Bastia potrebbe tendergli la mano?”. In tanti hanno risposto, e ora si valuteranno le varie offerte che potrebbero permettere a Lorenzo di vivere qualche ora fuori casa, guadagnando qualcosa – e non perché ci penserà il padre – soprattutto sentendosi utile. Nella speranza che il “caso Lorenzo” con il suo lieto fine diventi la regola e non sia più un’eccezione.

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