Bastia

Ansideri tra mondiali e toto-assessori

Intanto nel centrosinistra bastiolo proseguono le tensioni post-sconfitta
TIMOTEO CARPITA
BASTIA – Stasera Stefano Ansideri, confermato sindaco domenica scorsa, ha convocato al Centro Congressi Umbria Fiere tutti i suoi sostenitori per una popolare “Amatriciana del Sindaco e mondiali” durante la quale, oltre a tifare gli azzurri, verrà festeggiata la sua rielezione.
Ad ogni buon conto la testa e gli umori del primo cittadino di Bastia è concentrata sulla costruzione della nuova Giunta, un rebus che come succede ovunque a qualunque istituzione eletta, più passa il tempo e più diventa complicato e stressante da risolvere.
Rispetto a cinque anni fa la questione sembra essere più complicata, anche per il banale fatto che adesso ci sono 5 anni alle spalle, ossia diversi assessori provati che si sono dimessi durante la precedente consiliatura, con le relative implicazioni politiche oltre che personali, Ciò detto, ad oggi si parla di Fabrizia Renzini di Bastia Popolare confermata assessore al Commercio e alla Cultura oltre che vicesindaco, Catia degli Esposti (lista Ansideri) “si gioca” l’assessorato ai Lavori pubblici con Franco Possati di Forza Italia. Il presidente del consiglio comunale dovrebbe essere Stefano Santoni di Fratelli d’Italia. In questo modo, se al partito di Giorgia Meloni non spettasse nessun assessorato, Luca Livieri in quanto arrivato secondo nella lista resterebbe fuori dal Consiglio comunale.
Sul fronte dell’opposizione targata centrosinistra continuano i commenti del post ballottaggio in un clima complessivo non proprio rasserenato. Al botta e risposta tra l’ex consigliere Pecci e la candidata sindaco Carosati dei giorni scorsi, si è aggiunta l’analisi della sconfitta messa per iscritto e comunicata alla stampa da parte dell’ex segretario comunale Nicolò Violini. «Il giudizio negativo si aggrava per il boom del Pd alle elezioni europee, che evidenzia come si sia sprecata una ulteriore occasione di presentare ai cittadini un chiaro e limpido progetto di cambiamento e sfruttare la favorevole onda renziana. Il risultato – ha continuato Violini – è un Pd che ha raggiunto il minimo storico dal momento del la sua fondazione. In aggiunta, la scelta del candidato sindaco è avvenuta nel chiuso di una stanza e con una pericolosa azione oligarchica che poco ha a che vedere con la promessa di apertura propria del progetto pluralista del Pd che abbiamo sempre convintamente portato avanti». A difendere quanto è stato fatto in campagna elettorale ci ha pensato Amelia Rossi della lista Sinistra per Bastia. “Quella di Simona Carosati non è stata una debacle, come qualcuno afferma, ma un risultato di tutto rispetto. La valutazione positiva rispetto alla scelta della candidata da parte nostra va al di là dei numeri e si basa anche sul grande lavoro che Simona ha svolto, con serietà e passione, in sei mesi di lunga e complessa campagna elettorale”.

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