Bastia

Apre il cantiere sul ponte Ecco come cambia la viabilità da giovedì e per settanta giorni

L’opera di Bastiola attesa da tempo

BASTIA UMBRA Dopo tante polemiche e tanto parlare ci siamo. Sono finalmente al via i lavori per la riapertura del ponte di Bastiola, con annesse modifiche al traffico per circa 70 giorni. L’amministrazione comunale di Bastia Umbra annuncia che a partire dalle ore 8 di giovedì sarà chiuso al traffico veicolare e pedonale il ponte lato via Firenze per l’inizio dei lavori di messa in sicurezza del ponte danneggiato da un mezzo pesante e da quel momento diventato e mezzo servizio per i cittadini che lo utilizzano. Apposita segnaletica di colore giallo sarà predisposta ad
indicare i percorsi alternativi in via Roma (rotatoria) e lungo via Firenze. Analoga segnaletica sarà predisposta lungo via Bastiola e via Campiglione, che rimarranno aperte al traffico, salvo eventuali temporanee necessità di cantiere, durante le quali il traffico procederà a senso unico alternato regolato dal personale presente sul posto. Inoltre sarà vietata la sosta in via Carmelo Battaglia lato ponte. I pedoni potranno usufruire della passerella sul torrente Tescio. In via del Guado (strada inclusa nel percorso alternativo) sarà vietata la circolazione agli autocarri
con portata superiore ai 35 quintali. Intanto è botta e risposta tra Erigo Pecci e l’amministrazione comunale bastiola: per quest’ultima, le scelte sul ponte sono “in linea con le prescrizioni tecniche e di tutela del patrimonio culturale, non certamente tutelato dalle amministrazioni che hanno preceduto le ultime due Ansideri (vogliamo ricordare la piscina Eden Rock ed il conservificio Lolli?)”. Per l’ex consigliere comunale però puntualizza: “L’Eden Rock è stato demolito venti giorni prima che Stefano Ansideri diventasse sindaco e a distanza di nove anni, l’amministrazione comunale non è stata in grado di proporre alternative”, mentre sul conservificio, “…il recupero dell’area fa discutere Bastia Umbra da più di trent’anni: c’è da ricordare che la Soprintendenza non aveva ritenuto di nessun valore una parete del muro perimetrale dell’edificio industriale. Se non ci fosse stato quel recupero, non avremmo rivisto la Rocca così com’è oggi – conclude Pecci – bella con le sue mura libere da edifici fatiscenti e officine dismesse e non avremmo avuto la nuova viabilità di via Caduti delle Forze dell’Ordine”.

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