ÌL CASO
BASTIA UMBRA Il primo aprile è avvenuto l’avvicendamento al vertice della polizia locale: un passaggio che ha suscitato perplessità nel coordinamento delle forze di centrodestra e civiche che pone l’attenzione non solo sul cambio al comando, ma anche sul contesto più ampio in cui la decisione è maturata, ritenuto particolarmente delicato. Secondo quanto evidenziato dalle forze di minoranza, il nuovo comandante avrebbe avuto in passato un impegno politico attivo nel Partito Democratico, sia a livello locale che regionale, ricoprendo incarichi interni e candidandosi alle elezioni comunali. Un elemento che, pur non configurando alcuna incompatibilità formale, viene considerato politicamente sensibile. Il coordinamento sottolinea come la questione non sia personale, ma riguardi piuttosto il piano dell’opportunità istituzionale, dell’imparzialità e della trasparenza. Il timore espresso è che l’assegnazione di incarichi chiave a figure con percorsi politici riconducibili alla stessa area della maggioranza possa alimentare dubbi sulla piena neutralità dell’azione amministrativa e incidere sulla percezione di equilibrio nelle scelte pubbliche. A rendere il quadro più complesso, secondo le opposizioni, sarebbero anche indiscrezioni relative al possibile ingresso di ulteriori figure con trascorsi politici locali analoghi, circostanza che rafforzerebbe le necessità di chiarimento e maggiore attenzione. Da qui la richiesta di trasparenza sulle procedure adottate per la nomina: dalle eventuali selezioni comparative ai criteri utilizzati, fino alle garanzie di autonomia previste per il nuovo vertice della polizia locale. «Non basta richiamare la sicurezza stradale per giustificare tutto», puntualizza il coordinamento, che insiste sulla necessità di rendere pubblici gli atti e di chiarire ogni passaggio dell’avvicendamento, ritenuto cruciale per la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Massimiliano Camilletti
