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	<title>cronaca nera &#8211; Bastia</title>
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	<description>Notizie da Bastia U.</description>
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		<title>Morte di Samuele De Paoli «Patrizia si è difesa»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 07:14:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bastia]]></category>
		<category><![CDATA[Bastia Umbra]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo ricostruisce la Corte di Cassazione, respingendo il ricorso della Procura contro l’assoluzione della trans dall’accusa di omicidio preterintenzionale]]></description>
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<p><strong>Lo ricostruisce la Corte di Cassazione, respingendo il ricorso della Procura contro l’assoluzione della trans dall’accusa di omicidio preterintenzionale</strong></p>



<p>di <em>Luca Fiorucci</em><br>PERUGIA Patrizia Pinheiro Duarte si è difesa dall’aggressione di Samuele De Paoli. Che è morto in seguito alla pressione, ritenuta involontaria, del nervo vagale, innescando una «reazione» letale accelerata dall’assunzione di alcol e droga. Lo ricostruisce la Corte di Cassazione, respingendo il ricorso della Procura generale contro l’assoluzione della trans dall’accusa di omicidio preterintenzionale del giovane, e stabilendo definitivamente che Patrizia, quella notte dell’aprile 2021 a Sant’Andrea delle Fratte, si è difesa senza avere intenzione di uccidere. Come evidenziato dai giudici di terzo grado, l’imputata non poteva sapere quale tipo di conseguenza la sua azione di difesa, proporzionata anche in virtù dell’assenza di particolari segni di colluttazione sul corpo della vittima, avrebbe potuto avere. Nelle trentacinque pagine di sentenza, inoltre, si motiva il perché il ricorso della Procura generale sia da considerarsi inammissibile, in quanto «finisce per proporre una nuova lettura del materiale probatorio esaminato dal giudice di merito, così limitandosi a formulare una difforme ricostruzione della fattispecie concreta e di quanto accaduto; trattasi di una attività estranea al giudizio della Corte di Cassazione, cui non può chiedersi di procedere ad una terza valutazione degli elementi di fatto, posti a fondamento della decisione impugnata». I giudici, lo scorso marzo, hanno ritenuto inammissibile anche il ricorso della difesa di Pinheiro Duarte, perché «la ricorrente non potrebbe conseguire conseguenze extrapenali più favorevoli» anche se la Cassazione ha rilevato che la decisione della Corte di Assise di Appello di Perugia, nel’assolvere, è corredata da una motivazione, comunque, non corretta in diritto in punto di inquadramento dell’omicidio preterintenzionale, in quanto «la sentenza impugnata non ha formulato, in maniera logica ed aderente alle risultanze istruttorie, un giudizio di prevedibilità in concreto dell’evento morte da parte dell’odierna imputata». «Leggiamo con soddisfazione la motivazione della sentenza della V sezione penale Cassazione, che con articolato percorso argomentativo conferma l’assoluzione di Patrizia &#8211; commentano i difensori di Patrizia, gli avvocati Francesco Gatti e Fabio Basile &#8211; ritenendo in primo luogo la piena sussistenza della difesa legittima, insindacabile in sede di legittimità, e aggiungendo per 20 pagine le ragioni per cui Patrizia sarebbe dovuta essere assolta in Appello anche per difetto di colpevolezza in ordine all’omicidio preterintenzionale».</p>
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		<title>Giovane travolto dal treno al passaggio a livello</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2026 17:20:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bastia]]></category>
		<category><![CDATA[Bastia Umbra]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[Il Corriere dell'Umbria]]></category>
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					<description><![CDATA[Tragedia ieri pomeriggio intorno alle 15 al passaggio a livello di Ospedalicchio]]></description>
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<p><strong>Ospedalicchio</strong></p>



<p>BASTIA UMBRA Tragedia ieri pomeriggio intorno alle 15 al passaggio a livello di Ospedalicchio. Secondo una prima ricostruzione un ragazzo di 25 anni ha perso la vita travolto da un treno che transitava lungo i binari della ferrovia che corre tra Bastia Umbra e Ponte San Giovanni. Sulla dinamica di quanto accaduto indagano le forze dell’ordine, nello specifico la polizia ferroviaria e la polizia di Stato. Secondo una prima ricostruzione, il giovane era in auto con il padre quando &#8211; per cause in corso di accertamento &#8211; sarebbe sceso dal veicolo fermo, per attendere il Passaggio del convoglio, dirigendosi verso i binari. Avrebbe poi scavalcato il passaggio a livello, finendo sulle rotaie, dove è stato inevitabile &#8211; e purtroppo mortale &#8211; l’impatto con il treno. Inutili tutti i soccorsi, per il giovane non c’è stato niente da fare. Per buona parte del pomeriggio il traffico ferroviario sulla linea Terontola &#8211; Foligno tra Perugia Ponte San Giovanni e Bastia Umbra è stato interrotto per consentire gli accertamenti dell’autorità giudiziaria. Attivate delle corse con bus.<br>F.P.</p>
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		<title>Spaccia dentro casa, arrestato un 43enne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jun 2025 14:01:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[Il Messaggero]]></category>
		<category><![CDATA[albanese]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
		<category><![CDATA[spaccio droga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’OPERAZIONEBASTIA UMBRA Troppo strano quel via vai notturno da una casa. Un sospetto trasformato in certezza e che ha portato i carabinieri della Stazione di&#8230;</p>
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<p></p>



<p>L’OPERAZIONE<br>BASTIA UMBRA Troppo strano quel via vai notturno da una casa. Un sospetto trasformato in certezza e che ha portato i carabinieri della Stazione di Bastia Umbra ad arrestare, in flagranza di reato, un cittadino albanese 43enne per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.<br>I carabinieri avevano infatti notato troppo movimento fuori da un’abitazione e immaginando potessero essere in atto attività connesse agli stupefacenti, hanno deciso di effettuare un controllo. La successiva perquisizione ha dato un riscontro positivo: l’abitazione era infatti utilizzata dal cittadino albanese, irregolare nel territorio nazionale, sia per la preparazione di dosi di cocaina, che come covo dello spaccio.<br>I militari lo hanno sorpreso in possesso di 61 dosi di cocaina già confezionate per un peso complessivo di circa 50 grammi, oltre a materiale per il taglio, un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento delle dosi e tre telefoni cellulari. Arrestato, su disposizione del pm di turno, l’uomo è stato portato nel carcere di Capanne a disposizione dell’autorità<br>giudiziaria.</p>
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		<title>A Bastia mezzo chilo di droga e una pistola, un folignate condannato a 3 anni di carcere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jun 2025 13:58:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[Il Messaggero]]></category>
		<category><![CDATA[condanna]]></category>
		<category><![CDATA[detenzione per spaccio]]></category>
		<category><![CDATA[foligno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>IN TRIBUNALEPatteggia la pena a tre anni di carcere Loris Petrini, il cinquantenne di Foligno arrestato lo scorso gennaio a Bastia Umbra con un carico&#8230;</p>
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<p></p>



<p>IN TRIBUNALE<br>Patteggia la pena a tre anni di carcere Loris Petrini, il cinquantenne di Foligno arrestato lo scorso gennaio a Bastia Umbra con un carico di droga e un’arma clandestina nel bagagliaio della sua Audi Q5. L’uomo, difeso dall’avvocato Delfo Berretti, già detenuto agli arresti domiciliari, ha definito la sua posizione processuale dinanzi al giudice per l&#8217;udienza preliminare Margherita Amodeo.<br>Il blitz era scattato il 4 gennaio: all’interno dell&#8217;auto gli agenti della polizia hanno trovato 64 grammi di cocaina e 443 grammi di marijuana, suddivisi in varie confezioni e buste, pronte per essere distribuite. Ma a colpire gli investigatori fu soprattutto il rinvenimento di una pistola semiautomatica calibro 22 marca Tanfoglio, completa di serbatoio e 23 proiettili.<br>L’arma era clandestina: senza alcuna denuncia di possesso &#8211; si legge nelle carte del pubblico ministero &#8211; e con matricole e contrassegni resi illeggibili da componenti metalliche applicate appositamente per nasconderne la provenienza. Si legge nelle carte: all’arma «clandestina », con guanciole in legno e «munita di serbatoio caricatore e di 23 proiettili», «risultavano applicate componenti metalliche che rendevano illeggibili e comunque coprivano interamente i numeri di matricola e i contrassegni». Secondo quanto emerso neppure dei proiettili era stata «fatta denuncia all’autorità ». I reati contestati dalla Procura sono la detenzione ai fini di spaccio di droga, la detenzione abusiva di armi, contestazioni che disciplinano le armi clandestine e la ricettazione. Secondo il pm, infatti, «al fine di trarne profitto acquistava o comunque riceveva una pistola semiautomatica » dalla quale sono risultati «contraffatti o cancellati i numeri e i contrassegni, recando segni palesi della volontà di occultamento e della provenienza illecita». La cocaina era nascosta tra un piatto di ceramica, un secchiello e involucri di cellophane. La marijuana &#8211; più di 400 grammi &#8211; presentava un principio attivo di 17 grammi di delta-9-THC, pari al 4,4% del totale.<br>Accanto alle sostanze, i rilievi hanno incluso fotografie, verbali e anche l’interrogatorio reso dall’indagato davanti al gip. È tutto indicato nell&#8217;elenco delle fonti di prova.<br>Enzo Beretta</p>


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		<title>La casa dello spaccio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jun 2025 13:53:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[La Nazione]]></category>
		<category><![CDATA[spaccio detenzione droga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>BASTIA UMBRA – Detenzione ai fini di spaccio di coca. I carabinieri della stazione Bastia Umbra hanno arrestato un albanese di 43 anni, irregolare. I&#8230;</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>BASTIA UMBRA – Detenzione ai fini di spaccio di coca. I carabinieri della stazione Bastia Umbra hanno arrestato un albanese di 43 anni, irregolare. I militari hanno notato un insolito via vai nei pressi di un’abitazione, soprattutto di notte, scoprendo una sorta di centrale dello spaccio. Sequestrati 50 grammi di coca.</p>



<p></p>
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		<title>Morte Samuele, nuovi esami sul dna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Oct 2024 09:29:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bastia]]></category>
		<category><![CDATA[Bastia Umbra]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[Il Corriere dell'Umbria]]></category>
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		<category><![CDATA[samuele de paoli]]></category>
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					<description><![CDATA[L’avvocato della famiglia ha disposto accertamenti per svelare l’identità della “terza persona”]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>L’avvocato della famiglia del 22enne trovato cadavere ha disposto accertamenti per svelare l’identità della “terza persona”</strong></p>



<p><strong>Gatti ribadisce “Patrizia assolta perché ha detto la verità”</strong></p>



<p>di Alessandro Antonini<br>PERUGIA C’è un dna misto di una possibile terza persona sul luogo del delitto. E l’avvocato della famiglia della vittima, Samuele De Paoli, 22 anni, trovato morto all’alba del 28 aprile 2021, nudo, disteso dentro un fosso nella campagna di Sant’Andrea delle Fratte, ha richiesto il reperto per effettuare le analisi comparative. La legale Marilena Mecchi, che ha fatto riaprire il caso con l’avocazione del caso da parte della procura generale dopo l’assoluzione in primo grado della trans Patrizia dall’accusa di omicidio preterintenzionale (il pg Sergio Sottani nei giorni scorsi ha chiesto sei anni), ha sporto una nuova denuncia sulla quale la stessa procura generale ha avviato un’indagine “bis”. Un binario parallelo rispetto all’iter giudiziario iniziale, nel quale Mecchi vuol gettare una luce sulle ombre lasciate da quella doppia versione di Patrizia nel primo interrogatorio. “All’inizio &#8211; spiega Mecchi &#8211; la trans aveva parlato di una terza persona in auto con lei e Samuele quella sera, poi ha cambiato versione dopo un confronto con il suo legale. Nel secondo interrogatorio poi dice di essere stata avvicinata e minacciata se avesse parlato. Tutto questo fa pensare a un terzo soggetto che non è stato ancora identificato e che potrebbe modificare anche la dinamica stessa della colluttazione che ha portato alla morte per strozzamento di Samuele De Paoli. Per questo abbiamo deciso di chiedere alla procura generale di poter identificare quel dna misto isolato dalla polizia scientifica”. Anche perché in questa vicenda non si è ancora risposto a una domanda: chi ha fornito lo stupefacente, la cocaina, assunta dai ragazzi quella sera e ritenuta dalla difesa di Patrizia una con -causa del decesso di Samuele che aveva anche ingerito alcol? PARLA GATTI “Dalle analitiche e scientifiche affermazioni, più volte ribadite, dei periti Fineschi e Maiese &#8211; scrive Francesco Gatti, difensore della trans &#8211; nominati dal Giudice in primo grado, tale assunzione ha determinato in Samuele De Paoli uno stato di intossicazione acuta da cocaina (pagina 80 della perizia),con concentrazione del principio attivo della stessa tale da doversi considerarsi già letale di per sé. Patrizia non ha confessato alcunché, ma solo raccontato la verità, limpidamente confermata dai fatti. Del resto, altrimenti, non si spiegherebbe nè la richiesta di archiviazione della procura ordinaria nè tantomeno l’assoluzione con formula piena del giudice di primo grado”, conclude Gatti.</p>
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		<title>“Samuele non si è tolto la vita da solo”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2024 07:06:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bastia]]></category>
		<category><![CDATA[Bastia Umbra]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[Il Corriere dell'Umbria]]></category>
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		<category><![CDATA[bastia notizie]]></category>
		<category><![CDATA[samuele de paoli]]></category>
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					<description><![CDATA[La famiglia di Samuele De Paoli è “fermamente convinta che il giovane non si sia tolto la vita da solo”]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Dopo la presentazione delle memorie difensive di Patrizia interviene l’avvocato della famiglia del 22enne</strong></p>



<p>PERUGIA La famiglia di Samuele De Paoli è “fermamente convinta che il giovane non si sia tolto la vita da solo”. E’ quanto fa sapere Marilena Mecchi, avvocato dei congiunti del giovane di 22 anni trovato morto nudo in un fosso a Sant ’Andrea delle Fratte il 27 aprile 2021. La nota arriva il giorno dopo l’intervento di Francesco Gatti, legale della trans Patrizia, assolta in primo grado dall’accusa di omicidio preterintenzionale e ora prossima all’appello. Gatti aveva ribadito l’innocenza della sua assistita, producendo una memoria e una serie di perizie. “Le perizie &#8211; ribatte Mecchi &#8211; presentate finora mostrano numerose incongruenze, rendendo inverosimile la ricostruzione ufficiale dei fatti. È difficile credere che un uomo robusto come Pinheiro sia rimasto passivo sotto il corpo di De Paoli, senza reagire, mentre veniva picchiato. Inoltre, l’assenza di ecchimosi sul corpo della trans rafforza il sospetto che gli ematomi siano stati inscenati per giustificare la morte del ragazzo”. La famiglia De Paoli, scrive l’avvocato di famiglia, chiede con forza una revisione della sentenza, sperando di ottenere un minimo di giustizia per Samuele. È fondamentale che le istituzioni comprendano che la famiglia non si fermerà finché non avrà scoperto la verità su quanto accaduto al figlio. Non si accontenteranno di una verità di comodo. In questo contesto, la famiglia “spera che la signora Pinheiro decida di rivelare chi era presente in quella macchina la sera del delitto, insieme a Samuele De Paoli. Solo così sarà possibile fare chiarezza e rendere giustizia al giovane”.Il procuratore generale Sergio Sottani, nell’atto di impugnazione in appello della sentenza di primo grado, “confuta innanzitutto le dichiarazioni dell’imputata nella parte in cui afferma di aver soltanto allontanato e non cercato di strozzare il suo aggressore. In realtà &#8211; dice una nota della procura generale &#8211; dalle risultanze mediche viene dimostrato che il decesso è avvenuto a seguito di un’azione di strozzamento”. Il procuratore effettua inoltre una diversa ricostruzione del momento della morte di Samuele rispetto alla sentenza di primo grado. Secondo il gip, il rapporto sessuale, la colluttazione e la morte del giovane sono avvenuti tutti all’interno dell’abitacolo della Panda rossa della vittima nella posizione di guida. Invece per Sottani “la colluttazione, pur iniziata all’interno dell’abitacolo dell’autovettura, è proseguita all’esterno ed il giovane è morto nel fosso. D’altronde,che l’omicidio sia avvenuto fuori dall’automobile e che non ci sia stato trascinamento sembra dimostrato anche dalla posizione del corpo del ragazzo nel fosso, la cui testa è nella direzione dell’autovettura. Secondo l’atto di impugnazione &#8211; recita la nota della procura generale &#8211; la vittima voleva far scendere l’imputata dall’autovettura e per questo l’ha aggredita. Quest’ultima ha apposto resistenza e quando il giovane è caduto nel fosso, l’imputata, invece di scappare, come avrebbe potuto, ha seguitato ad afferrare il collo del ragazzo e lo ha strozzato cagionandogli la morte, pur non voluta”.<br>Ale. Ant .</p>
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		<title>Tenta di accoltellare un barista disarmato da un passante eroe</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jul 2024 07:39:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[Il Messaggero]]></category>
		<category><![CDATA[aggressione bar]]></category>
		<category><![CDATA[in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[tenta accoltellamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>BASTIA UMBRATenta di colpire con un coltello il gestore di un bar del centro ma fortunatamente viene disarmato da un passante. Gli agenti del commissariato&#8230;</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><br>BASTIA UMBRA<br>Tenta di colpire con un coltello il gestore di un bar del centro ma fortunatamente viene disarmato da un passante. Gli agenti del commissariato di polizia di Assisi guidato dal vicequestore Francesca Domenica Di Luca sono intervenuti in piazza Giuseppe Mazzini a seguito di una lite che ha visto coinvolto un uomo di 27 anni. Nato nel 1996 in Albania è stato arrestato con l&#8217;accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.<br>Secondo le prime ricostruzioni, il 27enne avrebbe minacciato il gestore di un esercizio pubblico della zona, tentando di colpirlo con un coltello. L&#8217;intervento tempestivo di un passante ha però evitato il peggio, riuscendo a disarmare l&#8217;aggressore. Tuttavia, l&#8217;uomo è riuscito a fuggire prima dell&#8217;arrivo delle forze dell&#8217;ordine. Una volta sul posto, i poliziotti hanno raccolto testimonianze e elementi utili per identificare l&#8217;autore dell&#8217;aggressione.<br>La ricerca dell&#8217;uomo è subito scattata ed ha portato al suo rintracciamento poco dopo in via Roma. Alla vista degli agenti, il 27enne ha tentato nuovamente la fuga ed ha opposto resistenza, ferendo uno dei poliziotti che ha riportato ferite giudicate guaribili in otto giorni dai medici. L&#8217;aggressore è stato arrestato e condotto nelle camere di sicurezza della questura, dove è rimasto fino all&#8217;udienza di convalida dell&#8217;arresto tenutasi ieri mattina.<br>Il giudice per le indagini preliminari ha confermato l&#8217;arresto e disposto per il 27enne la misura cautelare dell&#8217;obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. La pronta risposta delle forze dell&#8217;ordine e la collaborazione dei cittadini per garantire la sicurezza pubblica e prevenire ulteriori violenze si sono rivelate decisive per evitare che l&#8217;episodio potesse avere un tragico epilogo.<br>Massimiliano Camilletti</p>
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		<title>Un chilo di cocaina nascosta in casa Arrestato 18enne</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jul 2024 17:10:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[Il Corriere dell'Umbria]]></category>
		<category><![CDATA[arresto diciottenne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sostanza è stata trovata in un tavolo della cantina di Gabriele BuriniBASTIA UMBRAAveva nascosto più di un chilo di cocaina in un tavolo della&#8230;</p>
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<p>La sostanza è stata trovata in un tavolo della cantina<br></p>



<p>di Gabriele Burini<br>BASTIA UMBRA<br>Aveva nascosto più di un chilo di cocaina in un tavolo della cantina di casa: per questo motivo, un giovane di 18 anni albanese è stato arrestato dalla polizia di Stato di Perugia per il<br>reato di detenzione di stupefacente ai fini di spaccio.<br>Il ragazzo, classe 2006, è stato fermato durante un controllo stradale: gli agenti, mentre erano impegnati in un servizio di osservazione, hanno notato un veicolo sospetto e per questo motivo hanno effettuato un controllo più approfondito.<br>I poliziotti, una volta fatto accostare il conducente dell’auto a bordo strada, hanno perquisito sia il 19enne che il veicolo, dove hanno trovato un bilancino di precisione e del materiale<br>che gli sarebbe stato utile per il confezionamento dello stupefacente.<br>Così, la perquisizione si è estesa anche alla casa del giovane: qui, nascosto nel tavolo della cantina, gli agenti hanno trovato un panetto di oltre un chilo sostanza polverosa bianca che, dagli accertamenti tecnici del personale del gabinetto provinciale della polizia scientifica, è risultata essere cocaina.<br>Accompagnato in Questura per le attività di rito, il 18enne è stato tratto in arresto per il reato di detenzione di stupefacente ai fini di spaccio.<br>Su disposizione del pubblico ministero è stato trattenuto nella casa circondariale di Perugia – Capanne, in attesa dell’udienza di convalida.</p>
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