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	<title>La Stampa &#8211; Bastia</title>
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	<description>Notizie da Bastia U.</description>
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		<title>Boom di turisti e cittadini Sant’Antonio fa il pienone</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 06:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Assisi]]></category>
		<category><![CDATA[Fede & Tradizioni]]></category>
		<category><![CDATA[La Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ASSISI LA FESTA IN ONORE DEL PROTETTORE DEGLI ANIMALI  IL FREDDO frena, ma non ferma il calore e la devozione per Sant’Antonio Abate, protettore per gli&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">ASSISI LA FESTA IN ONORE DEL PROTETTORE DEGLI ANIMALI  IL FREDDO frena, ma non ferma il calore e la devozione per Sant’Antonio Abate, protettore per gli animali, e le tradizionali solenni celebrazioni che si tengono nella cittadina della Porziuncola. Sono stati in tanti a partecipare alle manifestazioni in programma ieri, giornata clou dei festeggiamenti, con presenze da tutta l’Umbria e anche da fuori regione; manifestazioni, iniziate nei giorni scorsi, <span id="more-18552"></span>organizzata dalla prioranza servente 2011: Francesco Bartocci, Alberto Buini, Giancarlo Ciambella, Michele Cipolla, Giulio Franceschini, Francesco Marchetti, Daniele Martellini, Giulio Pinchi, Marcello Pirani, Massimo Pizziconi, Ennio Tardioli, Alberto Zanin.  Tanti anche gli animali, con i cani in maggioranza (parecchi con ‘cappottino’ per evitare malanni, ma anche gatti, cavalli, pesci, criceti. NELLA BASILICA si è tenuta la messa solenne, presieduta dal parroco, padre Francesco De Lazzari; durante il rito si è svolta l’investitura dei ‘priori entranti’, ‘serventi’ nel 2012: Giuseppe Caforio, Mauro Rapo, Giuseppe Montanari, Gaspare Genovesi, Giancarlo Menichelli, Simone Cipolla, Angelo Moccaldo, Stefano Nodessi, Michele Siculi, Marco Sorci, Francesco Nizzi, Corrado Martellini.<br />
AL TERMINE si è svolta la processione per le vie della cittadina con la statua del santo, aperta dalla fanfara a cavallo della Polizia di Stato, la benedizione degli animali, del pane benedetto e di tutti i presenti impartita da padre De Lazzari con la reliquia di Sant’Antonio Abate.  UNA CORONA d’alloro è stata deposta per ricordare i caduti per la pace nel mondo sulle note dell’«Inno del Piave», del «Silenzio» e dell’«Inno di Mameli» eseguiti dalla fanfara della Polizia. Al termine nei ristoranti di Santa Maria degli Angeli è stato consumato il ‘piatto’ (centinaia e centinaia quelli venduti, testimonianza di grande partecipazione da parte della gente) mentre nel pomeriggio e nella serata c’è stato spazio per le auto e carrozze d’epoca, la recita delle scuole, l’estrazione della lotteria, la cena del ‘piatto’.<br />
INTANTO oggi è in programma la giornata di commiato e di scambio delle consegne fra i priori ‘serventi’ e gli ‘entranti’: è già tempo di ‘piatto’ 2012.<br />
Maurizio Baglioni<br />
 <a href="http://www.bastia.it/wp-content/uploads/2011/01/Nazione-2011-01-24-Pag04.pdf">Nazione-2011-01-24-Pag04</a><br />
 <br />
 </p>
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		<title>Il pane torna al centro di una corretta alimentazione Progetto di valorizzazione legato ai prodotti tipici</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Nov 2010 05:29:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Assisi]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[La Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>IL CONVEGNO «PROFUMI E SAPORI D’AUTUNNO» A SANTA MARIA DEGLI ANGELI  IL PANE e la sua importanza alimentare al centro del dibattito «Ritorno alle origini», per&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">IL CONVEGNO «PROFUMI E SAPORI D’AUTUNNO» A SANTA MARIA DEGLI ANGELI  IL PANE e la sua importanza alimentare al centro del dibattito «Ritorno alle origini», per quanto riguarda un alimento che è antico come l’uomo, il pane. È stato questo il messaggio emerso dal convegno di sabato scorso a S.Maria degli Angeli, organizzato dalla Pro Loco, dal Consorzio Agrario di Perugia e dal Ctf. <span id="more-15337"></span>«Il vasto mondo dei consumatori, che anche in un recente passato ha sostituito il pane con prodotti similari, quali crissini e crakers, adesso preferisce tornare ad abitudini dei nostri nonni, il pane di macina, quello cioè che contiene proprietà alimentari legate a una lievitazione naturale più lunga e materie prime di prima scelta», ha detto Ferdinando Novelli rappresentante dell’omonimo Gruppo che vanta oltre 500 addetti nel settore della produzione di prodotti da forno. Un altro aspetto è stato sottolineato, è quello che «il pan di macina tiene sotto controllo i valori della glicemia e pertanto ne possono beneficiare i diabetici, patologia sempre più in espansine in Italia e nel mondo», lo ha affermato Massimiliano De Angelis della clinica Scienze Endocrine dell’Università di Perugia. «Il mondo agricolo non ha solo bisogno del sostegno delle istituzioni che disciplinano le normative, ma è il mondo dei giovani quello che maggiormente va incentivato», gli ha fatto eco il direttore del Consorzio Agrario di Perugia Antonio Margiotta nell’annunciare i nomi dei giovani studenti di scuole medie inferiori e superiori vincitori di un concorso sui i prodotti di eccellenza della agricoltura umbra. I riconoscimenti della giuria, presieduta da Mino Lo Russo, sono andati a Giulia Gatti, della scuola media Giovanni Pascoli di Perugia, a Milena Manini e Ilaria Murali della scuola media Alessi di Santa Maria degli Angeli, e a Sara Pero Nullo dell’Istituto Alberghiero di Assisi. Il commissario liquidatore del Consorzio Agrario Maurizio Salari ha ribadito «come la crisi che attanaglia da tempo il mondo agricolo non può essere presa a pretesto per abbassare la guardia e far sì che scada il livello qualitativo dei prodotti della terra».  <br />
 <br />
 <a href="http://www.bastia.it/wp-content/uploads/2010/11/Nazione-2010-11-10-Pag11.pdf">Nazione-2010-11-10-Pag11</a></p>
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		<title>Le ruspe in marcia sulla casa-gioiello inventata da Piano</title>
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		<pubDate>Sun, 16 May 2010 07:44:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;edificio fu costruito nel &#8217;78 per i malati di mente &#8211; Il Comune di Bastia Umbra: &#8220;A noi non serve&#8221; ALESSANDRA CRISTOFANI PERUGIA Una firma,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bastia.it/wp-content/uploads/2010/05/La-stampa-160510.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-7598" title="La-stampa-160510" src="http://www.bastia.it/wp-content/uploads/2010/05/La-stampa-160510-105x150.jpg" alt="La-stampa-160510" width="105" height="150" /></a>L&#8217;edificio fu costruito nel &#8217;78 per i malati di mente &#8211; Il Comune di Bastia Umbra: &#8220;A noi non serve&#8221;</p>
<p>ALESSANDRA CRISTOFANI<br />
PERUGIA</p>
<p>Una firma, la sua, che non riuscirà, forse, a fermare le ruspe. Che, immemori della storia, anche quella recente, rischiano di far fuori, a colpi di trivelle, l&#8217;unico esemplare di casa evolutiva realizzato da Renzo Piano. Poco importa se il guru dell&#8217;architettura e del design mondiale, proprio in Umbria, ai tempi del Centre Pompidou, realizzò, nel &#8217;78 un piccolo «Beaubourg» nel cuore verde d&#8217;Italia, destinato ad accogliere i malati di mente liberati dalla riforma Basaglia.<span id="more-7597"></span> Renzo Piano, allora quarantenne, in collaborazione con Peter Rice, concepisce un&#8217;abitazione in progress che grazie a una parete mobile può raddoppiare la superficie abitabile, pensando ai malati psichiatrici che, in quel parallelepipedo di calcestruzzo armato, con tanto di pareti a vetro scorrevoli, avrebbero dovuto imparare a convivere con il resto del mondo. Ora, a distanza di trent&#8217;anni, sfrattati gli inquilini a causa di una dichiarata inadeguatezza della struttura, la casa evolutiva di Renzo Piano, realizzata nell&#8217;area dell&#8217;ex tabacchificio «Giontella» di Bastia Umbra, rischia di finire sotto le ruote cingolate di un caterpillar. Sarà l&#8217;azienda sanitaria di Assisi-Bastia, proprietaria del terreno e  dell&#8217;immobile, a decidere sul destino dell&#8217;opera giovanile dell&#8217;architetto genovese. Un destino legato a doppio filo al progetto di riqualificazione dell&#8217;area, al centro della quale sorge un vecchio opificio che negli anni Cinquanta diede lavoro ad oltre mille operaie, dove l&#8217;Asl 2<br />
dell&#8217;Umbria intende realizzare il «Palazzo della salute», un centro unico di erogazione dei servizi sanitari attualmente dislocati nel territorio distrettuale dell&#8217;azienda. Né il Comune, dal canto suo, intende fare alcunché per evitare che la casa d&#8217;autore di Bastia Umbra, griffata<br />
Renzo Piano, venga demolita.<br />
«Non intendiamo imporre il vincolo artistico all&#8217;opera», dichiara Stefano Ansideri, sindaco di<br />
Bastia Umbra. Che aggiunge: «Rilevare il fabbricato comporterebbe dei costi e noi dobbiamo<br />
far quadrare il bilancio e non certo fare i mecenati. Del resto, dell&#8217;opera di Piano, non sapremmo che farcene».<br />
Chi della difesa dell&#8217;architettura contemporanea (in Umbria, nei borghi di Solomeo e Corciano, esistono altri due esempi di casa evolutiva firmata Piano) ne ha fatto invece una missione è il professor Paolo Belardi, ordinario del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell&#8217;università di Perugia: «La casa evolutiva di Renzo Piano, caratterizzata da flessibilità, facilità di montaggio e basso costo, in linea con la filosofia radical-autarchica dell&#8217;autore, merita di essere salvata, non fosse altro che per la vocazione utopica della sua idea progettuale». Dello stesso parere Carlo Rossi, laureando in Ingegneria a Perugia, che proprio domani discuterà la tesi sul «Rilievo architettonico-ambientale casa evolutiva di Renzo Piano e Peter Rice»: «Laddove il bene architettonico non sia parte di un sistema, cittadino o rurale, e non sorga in zone interessate da rilevanti afflussi turistici, l&#8217;attenzione delle autorità locali alla conservazione cede il passo a considerazioni di altro tipo. Gli interessi commerciali soverchiano quelli strettamente culturali e può capitare che un&#8217;opera di architettura contemporanea debba far posto a negozi di abbigliamento odi calzature. È questo, probabilmente, il caso del complesso edilizio di Bastia Umbra».<br />
E Piano? Non commenta. Dal suo ufficio di Parigi fanno sapere che «mai, in tanti anni, lo studio Piano è stato coinvolto in un&#8217;ipotesi di demolizione». Già. Disfarsi di un&#8217;opera di Piano non deve essere proprio cosa che accade tutti i giorni.</p>
<p><a href="http://www.bastia.it/wp-content/uploads/2010/05/stampa.pdf">Scarica il PDf della pagina</a></p>
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