<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>MAGIC &#8211; Bastia</title>
	<atom:link href="https://www.bastia.it/category/magic/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.bastia.it</link>
	<description>Notizie da Bastia U.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 02 Dec 2009 12:37:31 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
	<item>
		<title>Criscuolo vince le primarie. Premiata la discontinuità?</title>
		<link>https://www.bastia.it/criscuolo-vince-le-primarie-premiata-la-discontinuita/</link>
					<comments>https://www.bastia.it/criscuolo-vince-le-primarie-premiata-la-discontinuita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 12:37:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MAGIC]]></category>
		<category><![CDATA[Archivio storico Bastia.it]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bastia.it/criscuolo-vince-le-primarie-premiata-la-discontinuita/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizia pubblicata su Magic Bastia n 18 &#160; Umbriafiere &#8211; Valter Veltroni benedice le primarie del PD a Bastia e afferma: “Il futuro non passa&#8230;</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><FONT size=3><br />
<DIV>Notizia pubblicata su Magic Bastia n 18</DIV><br />
<DIV>&nbsp;</DIV><br />
<DIV>Umbriafiere &#8211; Valter Veltroni benedice le primarie del PD a Bastia e afferma: “Il futuro non passa per il passato”</FONT></DIV><br />
<DIV><BR><FONT size=3>Il PD di Bastia in fila per un voto storico. 1844 i votanti complessivi. Antonio Criscuolo prevale con 1238 preferenze (67,1%), Erigo Pecci 514 (27,9 %), l’Ascani 66 (3,6%)</FONT></DIV><br />
<P>&nbsp;</P><br />
<P>DI FRANCOIS FURBINA</P><br />
<P>“Con questi dirigenti non vinceremo mai”</P><br />
<P><IMG height=100 src="http://www.bastia.it/RTE/my_documents/my_pictures/magic.jpg" width=200 align=left border=0>Le parole quanto mai attuali di Nanni Moretti, con dietro all’epoca le sfingi di Rutelli e Veltroni, mi sono ritornate in mente nella sala del consiglio comunale semivuota durante l’ultimo appello dei candidati sindaci alle primarie di Bastia Umbra: “con questi dirigenti non vinceremo mai”.<BR>Sono passati quasi otto anni e la profezia di Moretti si è avverata in tutta la sua durezza. Gli apparati hanno vinto contro la spinta dal basso della società civile progressista e hanno portato la sinistra italiana alla rovina.<BR>Rutelli (quello che ha consegnato Roma ad Alemanno ha subito preteso una poltrona più comoda) e come lui altri hanno costruito il Partito Democratico nella peggior maniera e con le peggiori intenzioni. In Italia e quindi anche a Bastia è nato il partito degli assessori dove sinora si è parlato di potere e di soldi ma mai di politica. Un partito dal percorso travagliato e litigioso fino all’ultimo che ha prodotto due candidati alle primarie: Pecci e Criscuolo e preso un altro in prestito da un PS del valore dell’1% tanto per farle sembrare di coalizione. Un PD dove la segreteria regionale ha lanciato un monito a quella bastiola di una pericolosa fuga in avanti e dove ancora le Liste Civiche dell’Aristei, l’IDV e gli altri pariti della sinistra si sono chiamati fuori dai giochi.<BR>Un PD che purtroppo ancora non c’è perché l’unica cosa che ha contato sinora sono state le poltrone, lo sviluppo della speculazione e delle carriere. Per non parlare della crisi tra DS e Margherita durata tre anni di legislatura che ha fatto vittime illustri come lo stesso Criscuolo, oggi invece vittorioso alle primarie, per ricorrere a figure provenienti da esperienze politiche diverse. Una coalizione fatta nel 2004 con il manuale Cencelli nella quale l’unica cosa che ha prevalso oltre ai giochi di potere è stato l’immobilismo e l’apertura di corsie preferenziali in svariati campi. Altro che innalzamento dell’asticella.<BR>Il PD è nato a Bastia con il segretario Stornelli, subito dopo è arrivato Capocchia che ha tenuto duro e nonostante le forti sollecitazioni esterne è riuscito a portare il partito alle primarie. I candidati non sono stati calati dall’alto per cui si può ritenere che siano state primarie vere; tanta, infatti, è stata la battaglia tra Criscuolo e Pecci. Un politico di centro-sinistra non può dovere la propria legittimità ad altri che non alla fiducia degli elettori, che sia un banchiere o uomo di apparato, un imprenditore o un operaio.<BR>Il popolo del PD è così. Illuso, ingenuo, non vuole la luna né la rivoluzione ma è disposto ai sacrifici e se i dirigenti non sono degni di mettersi alla testa del sogno di volere una Bastia migliore e continuare a governare la città allora dovranno rotolare le teste dei dirigenti. Una, dieci, mille teste dovranno cadere se si consegnerà la città di Bastia al centrodestra di Ansideri.<BR>Come si fa a non capire che non si può portare avanti così a lungo la questione delle scuole nell’area Giontella demolendo parte della storia dei bastioli e permettendo una marcia di protesta di oltre 500 persone mai vista. Oppure governare processi di insediamenti produttivi con Pip e contro Pip così lungamente e dare certezze con Suap dell’ultimo momento. Oppure ancora aspettando infinitamente un Prg mai presentato e arrivare a fine legislatura con un inedito masterplan.<BR>Non si può far finta di non vedere che ad Ospedalicchio ai cittadini non piace il progetto della piazza. Non si può governare litigando ed escludendo chi non è d’accordo accusandolo ingiustamente di incapacità.<BR>Il garantismo non può significare la mancanza di qualunque codice etico, ovvero che fino a condanna definitiva (tra cent’anni) il consigliere comunale, il politico come il ministro può fare quello che gli pare arrogantemente.<BR>Prima di andare a cena con i palazzinari e le multinazionali si deve andare a cena con gli inquilini e gli operai. Se si va a cena solo con i palazzinari e le multinazionali non si può pretendere di rappresentare gli inquilini e gli operai.<BR>Non si può far finta che il problema è dato solo da un paio di assessori incapaci e dirci che occorre guardare avanti.<BR>Il problema è politico.<BR>Un dibattito veramente costituente sul PD non può non toccare i nodi centrali di cosa voglia essere il PD.<BR>Non s’illudano i partitini della sinistra e le liste civiche che criticano giustamente il Partito Democratico di Bastia. Perché il PD, o quello che verrà dopo il PD, resta centrale per governare questa città e senza una grossa forza di centro-sinistra è pronto a governarla, con l’Aristei o senza, Ansideri, e gli ansideros, fino al 7 giugno 2055.</P><br />
<P>Non ci sono altre vie. Occorrono rigidi codici etici sulla trasparenza per i quali è giusto sapere anche se il candidato sindaco ha preso una multa per divieto di sosta; se uno non li accetta non si candida e va (o torna) a lavorare. La presunzione d’innocenza deve valere solo rispetto al processo, non rispetto alla carica che si occupa ed è necessario un vero salto generazionale, un profondo rinnovamento della classe dirigente. E la nuova classe dirigente del PD a Bastia deve finalmente decidere sulle scuole, sui posti di lavoro che stanno scomparendo, sulla cultura, sull’informazione, sul prg, sulla viabilità, sull’ambiente, sulla sicurezza, su tutto quello che fino adesso non è ancora stato deciso. I cittadini hanno bisogno di risposte veloci e affidabili. E se qualcuno non l’avesse ancora capito, con Criscuolo vincitore delle Primarie, il popolo del PD ha premiato la discontinuità con l’attuale amministrazione. O no?</P><br />
<P>Obama sperem</P><br />
<P>&nbsp;PER QUESTA NOTIZIA PUOI DIRE LA TUA OPINIONE SUL BLOG <A href="http://www.bastiaumbra.org/blog/?p=237"><FONT size=5>CLICCA QUI</FONT></A></P><br />
<P>&nbsp;</P></p>
<p>Articolo in PDF:</p>
<p><a href="https://www.bastia.it/wp-content/uploads/2024/09/Magic-Magic_18.pdf">Scarica qui il PDF</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.bastia.it/criscuolo-vince-le-primarie-premiata-la-discontinuita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Su la maschera!  Che lo spettacolo cominci!</title>
		<link>https://www.bastia.it/su-la-maschera-che-lo-spettacolo-cominci/</link>
					<comments>https://www.bastia.it/su-la-maschera-che-lo-spettacolo-cominci/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 15:24:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MAGIC]]></category>
		<category><![CDATA[Archivio storico Bastia.it]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bastia.it/su-la-maschera-che-lo-spettacolo-cominci/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Arrivano i tempi dei teatrini, delle bugie, delle promesse, dei pappagalli, degli show in cui non si riflette più Di Francoise Furbina Dopo tante battaglie&#8230;</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><P><BR><FONT size=3>Arrivano i tempi dei teatrini, delle bugie, delle promesse, dei pappagalli, degli show in cui non si riflette più</FONT></P><br />
<P>Di Francoise Furbina</P><br />
<P>Dopo tante battaglie in nome dell’etica, della legalità, del sociale, dello sviluppo, ma scarsamente per i lavoratori, per la sicurezza, per i diritti, per la politica con la P maiuscola, finalmente a Bastia il cerchio per le prossime amministrative si chiude. Tutti uniti, ma anche tutti divisi. Sia nel centrosinistra che nel centrodestra. Ma al di là delle singole questioni partitiche e di interessi di parte Tutti sanno che i media, i professionisti della cultura, della società civile e di alcuni del volontariato sono di una qualche parte politica e non provvedono ad informare e fornire una cultura completa e corretta. Tantomeno pubblicazioni istituzionali, alcuni free-press alternativi e associazioni del cinquepermille. <BR>Tuttavia a pochissimi viene in mente che vi sono, se non altro per la ragione appena esposta, serie possibilità di NON sapere che cosa esattamente stia accadendo in città, anche leggendo quella parte di comunicazione che tenta di scrivere un pò di verità. Chiunque si incontri è assolutamente sicuro del fatto suo, pur non avendo mai dedicato una sola briciola del suo tempo alla OSSERVAZIONE e RIFLESSIONE PERSONALE ed OBIETTIVA dei fenomeni che ha davanti agli occhi.<BR>S&#8217;incontrano interi sciami di pappagalli arroganti e orgogliosi delle loro inezie intellettuali, dei loro simboli e incapaci di acquisire informazioni ed elementi di una cultura in perenne cambiamento. Alla faccia di tutti i richiami alla realtà per il solo fatto di ottenere il diritto di mantenere o acquisire quel potere frutto della deriva e incultura storica.<BR>Ebbene, mentre la gran massa agisce senza pensare ripetendo sempre gli stessi errori, qualcuno rimane sempre, per gran fortuna collettiva, a riflettere in modo originale sui fenomeni sociali. Sono persone rare, rarissime, e per questo oltremodo preziose. E quando se ne incontra una da parte mia non posso non fare che gran festa e ringraziarla per il suo fresco e schietto apporto.<BR>Purtroppo queste persone, quando dicono le cose come stanno e il loro comportamento è da esempio, vengono spesso dileggiate fino a disegnargli intorno una cappa di delegittimazione per il solo fatto che non vogliono fare parte del sistema: “O con me, o contro di me”.<BR>Durante la notte di Pasqua, una di queste persone, senza paura, ha parlato della nostra società civile, politica, spirituale, economica e sociale esprimendo profonda riflessione e ripensamento su quello che oggi viene definito “Impegno per la comunità”. E che partendo da quelle osservazioni, che molti hanno definito dure e inopportune all’imminenza delle elezioni amministrative, identificare nuove forme di intervento civile e spirituale più corrette ed efficaci di quelle attualmente in voga. Perché solo riflettendo senza il minimo timore di dover mutare quelli che sembrano i caposaldi della nostra cultura personale, si riuscirà ad avanzare.</P></p>
<p>Articolo in PDF:</p>
<p><a href="https://www.bastia.it/wp-content/uploads/2024/09/Magic-Magic_27.pdf">Scarica qui il PDF</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.bastia.it/su-la-maschera-che-lo-spettacolo-cominci/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La crisi mondiale attanaglia anche Bastia</title>
		<link>https://www.bastia.it/la-crisi-mondiale-attanaglia-anche-bastia/</link>
					<comments>https://www.bastia.it/la-crisi-mondiale-attanaglia-anche-bastia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 16:46:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MAGIC]]></category>
		<category><![CDATA[Archivio storico Bastia.it]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bastia.it/la-crisi-mondiale-attanaglia-anche-bastia/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Pubblicato su Magic Bastia n 20 Economia &#8211; I favolosi anni settanta e ottanta sono passati e oggi anche la nostra città ha i suoi&#8230;</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><P><BR>Pubblicato su Magic Bastia n 20</P><br />
<P><FONT size=3>Economia &#8211; I favolosi anni settanta e ottanta sono passati e oggi anche la nostra città ha i suoi problemi. Nasconderli non serve a nulla</FONT></P><br />
<P>&nbsp;</P><br />
<P>DI FRANCOIS FURBINA</P><br />
<P><A title="guarda il PDF" href="http://file.bastia.it/giornali/Magic/Magic_20.pdf"><IMG height=342 src="http://www.bastia.it/RTE/my_documents/my_pictures/Magic_20-1.jpg" width=250 align=left border=0></A>Nel 1933 il neopresidente Franklin D. Roosevelt per combattere la crisi scoppiata&nbsp;&nbsp; nel Ô29 si presentò agli americani con una rinnovata fiducia nello Stato e una nuova morale. La solidarietà doveva servire a&nbsp; superare gli anni dell’egoismo individuale responsabile di aver causato la crisi. Più o meno quello che sta accadendo in Italia&nbsp; e quindi anche a Bastia.<BR>La crisi è un fatto certo. La disoccupazione sta aumentando, i consumi sono diminuiti, la fiducia nelle istituzioni è ai minimi. Come se ne viene fuori? Poiché a Bastia siamo in campagna elettorale sarebbe interessante conoscere dai candidati a sindaco le loro ricette di stimolo per l’economia locale<BR>Alla fine degli anni Venti, gli americani si risvegliarono improvvisamente da un sogno che durava da molti anni. Il boom economico aveva incoraggiato gli investimenti e le speculazioni in borsa. Il valore delle azioni si era impennato sproporzionatamente rispetto all’economia reale tanto che tutti giocavano al rialzo. Si era arrivati al punto che molti prendevano il denaro in prestito per fare miracolosi guadagni. Molti ancora si indebitavano per sostenere i propri consumi, ma anche per speculare sui terreni. La pacchia finì nel 1929, con il crac finanziario di Wall Street. La crisi colpì tutta la popolazione americana e furono in tanti a perdere molto: i capitali chi aveva speculato, il posto di lavoro chi venne travolto dai fallimenti. <BR>Negli anni ’20 non erano i ricchi a giocare in Borsa, ma il ceto medio che investiva anche a credito. E si rovinò. Gli americani smisero di comprare azioni e chiusero i propri mercati. Le esportazioni crollarono, la produzione calò, gli industriali furono costretti a ridurre il numero dei dipendenti e le strade si riempirono di disoccupati. L’idea generale era che i fallimenti in fondo avrebbero ripulito il mercato. Le scelte adottate dall’allora presidente degli Stati Uniti Herbert Hoover (1929-1933) non brillarono per efficacia, riteneva che il libero mercato&nbsp; avrebbe automaticamente riallineato l’economia reale, invece la crisi economica si diffuse lenta e inesorabile. L’anno peggiore fu il 1933 con quasi 15 milioni di disoccupati e per chi conservò il posto di lavoro il salario venne pesantemente ridotto. Il piano di salvataggio cominciò il 9 marzo 1933 con il nuovo presidente Franklin D. Roosevelt (1933-1945) che firmò l’Emergency Banking Act, una legge che proteggeva le grandi banche. Il successore di Hoover aveva capito che l’economia reale da sola non ce l’avrebbe fatta a risollevarsi e prescrisse agli americani un patto chiamato “New Deal” con cui il presidente si rivolgeva con tono amichevole e perentorio del buon padre di famiglia ai concittadini raccolti intorno alla radio. “San Roosevelt”, come fu ribattezzato si presentò agli americani come colui che era stato chiamato a combattere la crisi con la fiducia nello Stato e una nuova morale. La solidarietà doveva servire a superare gli anni dell’egoismo individuale responsabile della drammatica situazione. Più o meno quello che è accaduto e sta accadendo anche in Italia e soprattutto a Bastia. <BR>Fedele alle sue parole convocò il Congresso e il 15 marzo 1933 iniziò i famosi cento giorni del New Deal. Il crollo della fiducia dei mercati convinse i banchieri e i grandi imprenditori che lo Stato poteva aiutarli. Arrivarono gli&nbsp; incentivi, vennero finanziati progetti di assistenza e lavori pubblici, si rafforzò il controllo della Stato sulla Borsa, assicurò i depositi dei risparmiatori contro il fallimento senza dimenticarsi di artisti e letterati. La ricetta anti-depressione funzionò e nonostante lo Stato si fosse trasformato, seppure per breve tempo, in Pantalone permise agli americani di superare la grande crisi.<BR>Oggi il ribasso dei prezzi quali la bolletta elettrica, la rata del mutuo e la benzina fanno si che il potere d’acquisto dei cittadini italiani sia aumentato, ma così non è purtroppo per chi è precario o ha perso il posto di lavoro. La crisi è un fatto certo. I consumi sono diminuiti così come la fiducia, ma allora come se ne viene fuori? Roosevelt nel 1933 produsse il “New Deal”, Obama oggi ha stanziato più di mille miliardi di dollari. Berlusconi e Tremonti in un’Italia piena di debiti si stanno facendo avanti timidamente con qualche proposta, ma è a livello locale che bisogna pensare. I favolosi anni settanta e ottanta sono passati e oggi Bastia ha i suoi problemi. Nasconderli non serve a nulla, e aspettare che il mercato si riequilibri da solo, come la pensava il presidente americano Hoover, si è visto, non è servito a nulla. Poiché siamo in campagna elettorale sarebbe interessante conoscere dai candidati a sindaco le loro ricette di stimolo per l’economia locale. L’unica chiara sinora è quella dell’attuale Amministrazione che ha prediletto il commercio rispetto all’industria con l’innesto nel mercato interno di multinazionali francesi e grossi gruppi nazionali di distribuzione alimentare. Sarà questa la strada giusta per non perdere posti lavoro?</P><br />
<P>“San Roosevelt sperem”<BR></P></p>
<p>Articolo in PDF:</p>
<p><a href="https://www.bastia.it/wp-content/uploads/2024/09/Magic-Magic_20.pdf">Scarica qui il PDF</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.bastia.it/la-crisi-mondiale-attanaglia-anche-bastia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
