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	<title>Opinioni &#8211; Bastia</title>
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	<description>Notizie da Bastia U.</description>
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		<title>Nuovo Portale internet per il Comune Front-office telematico a Bastia Umbra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Mar 2017 06:51:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Nazione]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[videocamere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>BASTIA UMBRA –NUOVO portale Internet per il Comune di Bastia, che l’ha inserito in rete a gennaio. Nel 2016 è iniziato un cammino di innovazione&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="articlePlainTitle">BASTIA UMBRA –NUOVO portale Internet per il Comune di Bastia, che l’ha inserito in rete a gennaio. Nel 2016 è iniziato un cammino di innovazione del «front-office telematico», che si sta attuando attraverso fasi successive, a partire dal sito web istituzionale. L’obiettivo finale, fa sapere in una nota l’amministrazione comunale, oltre a rendere sempre più semplice e fruibile il sito istituzionale, è quello di ampliare i servizi online attraverso uno Sportello Telematico che costituisca il front-office per l’utenza (cittadini, professionisti, imprese). Si intende fornire a tutti la possibilità di presentare istanze, dichiarazioni, segnalazioni attivando i relativi procedimenti amministrativi e la connessa gestione informatizzata.</div>
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		<title>Buste, mastelli e cassonetti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Feb 2016 15:05:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Corriere dell'Umbria]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[MASTELLI]]></category>
		<category><![CDATA[raccolta differenziata]]></category>
		<category><![CDATA[Renzo Massarelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se fosse per noi i rifiuti domestici li faremmo evaporare con un soffio magico, che è l&#8217;arte di lavorare il vetro ma anche il potere&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Se fosse per noi i rifiuti domestici li faremmo evaporare con un soffio magico, che è l&#8217;arte di lavorare il vetro ma anche il potere di far crescere o far sparire gli oggetti come nella favola di Biancaneve.</strong><br />
In campagna, nel passato, le poche cose che restavano sul tavolo finivano nel camino o venivano recuperate in qualche modo, ma c&#8217;era veramente poco da smaltire nelle case di una volta. Nelle città, poi, si buttava quasi tutto dalla finestra. In qualche caso proprio tutto, ma questo ai tempi di Boccaccio. Così, l&#8217;idea di doverci occupare delle cose che non ci servono più non arriva in modo naturale nella nostra mente oppressa dal logorio della vita moderna.<br />
Noi pensiamo a consumare, che è il nostro compito primario, insieme al lavoro, si capisce, e a ciò che resta ci pensino gli altri.<br />
Il camino sempre acceso in città è un lontano ricordo e il nostro cagnolino usa le crocchette. Chi pensa ai rifiuti? Beh, lo sappiamo chi pensa ai rifiuti, ma chi ci pensa non entra nelle nostre case, al massimo ci aspetta fuori. Dunque, per un breve tratto del loro lungo cammino questo compito spetta a noi.<br />
Dalla cucina alla strada. Sappiamo anche dove va a finire tutto ciò che non ci serve, ma non ci pensiamo troppo spesso. Le discariche stanno lontane e gli inceneritori, quando ci sono, ancor di più. Protestano solo coloro che ci debbono convivere, le famiglie che hanno la sfortuna di viverci vicino. Così, questo fastidio che dobbiamo sopportare per azzeccare il colore giusto dei sacchetti di plastica che custodiscono per qualche giorno la nostra identità di consumatori e le modeste pratiche da seguire per arrivare al portone di casa ci sembrano un sacrificio, un fastidio talvolta una fatica. Sono almeno trent&#8217;anni che cerchiamo la formula giusta per smaltire al meglio tutto ciò che resta nelle nostre case e che non si può distruggere e tantomeno buttare dalla finestra.<br />
Ci stiamo arrivando un po&#8217; alla volta ecomunque sempre troppo lentamente. Ora c&#8217;è questa storia dei mastelli che sostituiscono alcuni giorni della settimana le nostre vecchie buste abbandonate vicino al portone di casa.<br />
E&#8217; vero, i mastelli sono un po&#8217; grandi per le nostre piccole cucine del centro e ci rubano lo spazio. Ci sono famiglie grandi e persone sole. C&#8217;è chi deve smaltire i pannolini e chi i pannoloni. Poi c&#8217;è la lettiera del gatto ma, soprattutto, c&#8217;è un mare infinito di plastica di tutti i formati e di ogni spessore finché non si arriva a quella così sottile che non si sa più a quale genere di rifiuto appartenga.</p>
<blockquote><p>La parola magica, in questo caso, si chiama, lo sappiamo da tempo, raccolta differenziata. E&#8217; il minimo che possiamo fare in un mondo dove la questione ambientale tocca direttamente e sempre più da vicino il nostro futuro. Discutere di buste e di mastelli non ci serve. La Gesenu e il Comune hanno fatto un passo in avanti.</p></blockquote>
<p>Magari c&#8217;era bisognodi più informazione e di qualche giorno ancora per allenarsi alle difficoltà dei cambiamenti che non sono, certo, insormontabili. Smettiamola di perdere la pazienza e, in qualche caso, anche il decoro civico. In giro c&#8217;è ancora troppa confusione<br />
e poca responsabilità e non possiamo sempre prendercela con qualcun altro. <strong>Non ci possiamo fermare alla lamentazione sulle buste di plastica e sulla dimensione dei mastelli</strong>. Nello stesso tempo  occorre che il Palazzo si renda conto che questa battaglia si può vincere solo con un grande consenso dei cittadini, aprendo le finestre, facendo di questa questione una delle grandi sfide alle quali chiamare tutta la città. Sappiamo come è messa Gesenu, almeno da ciò che leggiamo sui giornali, poi dovremmo capire meglio come funziona questa<br />
scommessa della raccolta differenziata.<br />
Come va il recupero della carta? e quella del vetro? E le tariffe sono quelle giuste o c&#8217;è chi tira un po&#8217; troppo dalla sua parte in una società che è a capitale misto? Insomma, in che mani stiamo e dove vanno a finire i nostri palloncini colorati? Poi c&#8217;è il fenomeno dell&#8217;evasione legata agli appartamenti fantasma, alla cosiddetta economia in nero. Insomma, c&#8217;è troppa gente che non paga e questo non rafforza le ragioni di chi cerca di fare il proprio dovere. Infine, dovremmo sapere che i rifiuti possono essere una risorsa e la raccolta differenziata una scelta chiara, senza ombre.<br />
Solo che viviamo in un paese dove questa battaglia è patrimonio di una minoranza. Il governo pensa a imporre un po&#8217; ovunque e persino in Umbria un programma per la realizzazione di quei mostri che chiamano graziosamente termovalorizzatori. Ci dicano una volta per tutte cosa vogliono fare in questo paese dove c&#8217;è troppo inquinamento, troppi territori indifesi, troppe discariche abusive, troppi interessi melmosi<br />
sullo smaltimento dei rifiuti.<br />
I nostri mastelli sono una virtù o una presa in giro?</p>
<p>Renzo Massarelli</p>
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		<title>Nasce Terrenostre web news</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2014 06:43:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Bastia]]></category>
		<category><![CDATA[BASTIA NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[terrenostre news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nasce il videogiornale web di Terrenostre. Una finestra aperta sul territorio. Auguri da Bastia.it.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nasce il videogiornale web di <a title="Vai al portale" href="http://www.terrenostre.info/new/2014/03/terrenostre-web-news-1-puntata/" target="_blank">Terrenostre</a>. Una finestra aperta sul territorio. Auguri da Bastia.it.</p>
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		<title>Ritiro regolare dei rifiuti il giorno di Natale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Dec 2013 13:20:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bastia]]></category>
		<category><![CDATA[BASTIA NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[bastia notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come previsto per i giorni festivi infrasettimanali, si rende noto che mercoledì 25 dicembre la Gest effettuerà regolarmente il servizio di ritiro dei rifiuti, nel caso&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bastia.it/?attachment_id=47209" rel="attachment wp-att-47209"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-47209" alt="stemma comunale" src="http://www.bastia.it/wp-content/uploads/2013/06/Logo-comunale-ufficiale.jpg" width="100" height="133" /></a>Come previsto per i giorni festivi infrasettimanali, si rende noto che mercoledì 25 dicembre la Gest effettuerà regolarmente il servizio di ritiro dei rifiuti, nel caso specifico il rifiuto secco residuo.</p>
<p>Ufficio Stampa del Sindaco</p>
<p>Bastia Umbra, 23 dicembre 2013</p>
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		<title>Il sondaggio non è un elastico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 07:05:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Assisi]]></category>
		<category><![CDATA[Il Corriere dell'Umbria]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La reazione più intelligente sarebbe stata quella di spulciare i dati, stamparsi nella mente le priorità della gente e rimboccarsi le maniche per una campagna&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La reazione più intelligente sarebbe stata quella di spulciare i dati, stamparsi nella mente le priorità della gente e rimboccarsi le maniche per una campagna elettorale seria e non basata sugli slogan o sugli spot. Invece no, i due candidati a sindaco Giorgio Bartolini e Carlo Cianetti (in ordine alfabetico e anche in ordine di punteggio) si sono incazzati e hanno sparato a zero contro il sondaggio pubblicato dal Corriere dell’Umbria e commissionato alla società TechnoConsumer di Milano. <span id="more-21308"></span>La delusione ci sta, anche la voglia di capire quali metodologie sono state usate, ma ritenere inattendibile il sondaggio soltanto perché i risultati non sono graditi significa avere l’orizzonte limitato. E’ il terzo anno che il Corriere dell’Umbria pubblica sondaggi e lo ha sempre fatto, come questa volta, esclusivamente per offrire un contributo al dibattito e un servizio ai lettori. Non esistono altre ragioni e chi se le inventa vuol dire che è in malafede. E se lo è un cittadino qualsiasi pazienza, se lo è chi si propone come amministratore pubblico è preoccupante.<br />
an.mo.</p>
<p>Corriere-2011-04-13-pag17</p>
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		<title>Un giorno dopo l‘altro passando in bicicletta o a piedi, sentivo che là dovevo rivolgere il mio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Dec 2010 07:54:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bastia]]></category>
		<category><![CDATA[Il Corriere dell'Umbria]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La “casa di Pronto” aveva un’anima sguardo. La “casa di Pronto (Celori)“ dicevano, indicando con gli occhi e a volte con un giro di gomito&#8230;.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La “casa di Pronto” aveva un’anima<br />
</strong>sguardo. La “casa di Pronto (Celori)“ dicevano, indicando con gli occhi e a volte con un giro di gomito. C‘era la bettola “da Pronto“: rigagli, puntarelle, porchetta e non ho idea di quanto fumo di sigarette e quante bevute si fossero intrecciate fra quelle quattro mura. Fermavo i miei passi sotto quel “ballatoio“, impreziosito da colonne rotonde che ne delineavano la caratteristica architettonica: se avessero potuto parlare&#8230;! <span id="more-17458"></span>Quanta “politica“ da raccontare, quanti discorsi sul futuro proletario di Bastia Umbra, quanti inviti a lottare, a non abbassare la guardia, a camminare a schiena dritta! Non ho potuto provare confidenza con quella piccola casa: passando avvertivo la presenza della sua anima! Ho sempre creduto che anche le case hanno un‘anima, esattamente percepibile nei sottili cigolii e leggeri rumori con cui ti accolgono o ti respingono (e allora senti un freddo al cuore, e il desiderio di andartene al più presto!). La “casa di Pronto“ è sempre stata, e lo immagino ancora, accogliente: altrimenti perché fermarsi per un bicchiere di vino e quattro chiacchiere con gli amici? Era diventata un luogo di approdo da un sentiero antico e piacevolmente avvolgente! Era lì e ti aspettava paziente: il suo respiro antico ti accoglieva sempre benevolo e ti sentivi accettato, anche se professavi un credo politico diverso. Ho cercato, a un certo punto, di farle sentire che tutto poteva tornare al suo posto, come prima! Ho provato a metter dentro i miei piedi, l‘avrei fatto con rispetto e affetto. Ero e sono sicuro &#8211; tra l‘altro &#8211; che qualche immagine sacra, nonostante il lungo abbandono fosse presente e ben visibile all‘interno, forse avvolta da generazioni di ragni a farle rispettosa compagnia intessendo indisturbati la loro tela, sicuro che non fossero andati via anche loro lasciando un vischioso polverume. La scena raffigurata può lasciare commozione, riflettendo un immaginario popolare e fiducioso, forse con divertimento o un pochino di nostalgia. E poi&#8230; poi è arrivato qualcuno. “Reputo &#8211; diceva &#8211; che dobbiamo andare oltre quel sogno (se sogno è stato!)“ e&#8230; allora quattro pali, due “bandoni“ e una ruspa: il sogno di una “icona comunista“ è stata inghiottita dall‘incuria di troppi. Nulla, è servito a farlo riflettere sul proprio peggio né a tenerlo fresco e non farlo seccare! Si sa, un uomo è quello che ha commesso: se dimentica quello che è stato è un bicchiere messo alla rovescia, un vuoto chiuso. Ma con gli uomini il peggio è possibile di nuovo, perché pochi sono orgogliosi della loro “intesa“ con l‘altezza. Oggi biciclette e motorini occupano, senza lodo ma con infamia, un angolo della “vivace Bastia“: e allora addio per sempre, ma non nei ricordi, alla “casa di Pronto“&#8230;!<br />
P.S. Tanto dovevo e ho desiderato per Giacomo, Alfonsa e Peppe.<br />
Antonio Criscuolo Consigliere comunale Pd Bastia</p>
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		<title>Viabilità: «Sinistra Critica» punta il dito su via Patrono d’Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 05:27:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>UN TRATTO di strada venuto proprio male, a giudicare dai continui interventi di manutenzione ai quali si deve provvedere. E’ quello di via Patrono d’Italia,&#8230;</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">UN TRATTO di strada venuto proprio male, a giudicare dai continui interventi di manutenzione ai quali si deve provvedere. E’ quello di via Patrono d’Italia, che costeggia la Basilica, nel cuore della frazione, realizzato con ‘sanpietrini’. «Almeno una volta al mese, come sta accadendo in questi giorni, la via più trafficata della città, si è obbligati a zigzagare tra i vari cantieri nati a causa della rottura del fondo stradale — dice Sinistra Critica —. Ci chiediamo se l’aver tappezzato metà Patrono d’Italia (dove per altro storicamente non ci sono mai stati) di sanpietrini sia stato una mossa azzeccata o comunque è lecito domandarsi come sono stati fatti i lavori e quali controlli sono stati effettuati?». <br />
 </p>
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		<title>Agli assisani non piace essere colonizzati</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Dec 2010 08:47:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Assisi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In relazione all’intervento del consigliere regionale Mantovani dal titolo “Bartolini si comporta come Fini”, desidero precisare che tale accostamento mi sembra un’idiozia, essendo del tutto&#8230;</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In relazione all’intervento del consigliere regionale Mantovani dal titolo “Bartolini si comporta come Fini”, desidero precisare che tale accostamento mi sembra un’idiozia, essendo del tutto fuori luogo la mia fattispecie rispetto a quella di Fini. Intanto Fini è un politico. Cosa che io non sono, né voglio esserlo. Sono stato sempre interessato a occuparmi dell’amministrazione nell’interesse dei miei concittadini e del territorio nel quale sono nato e abito. <span id="more-17175"></span>In tale veste, fin da studente, iscritto alla Democrazia cristiana, ho esercitato la funzione di assessore alle Finanze del Comune di Assisi. Al termine del mandato, ho lasciato tutto per occuparmi del lavoro e non sono stato più iscritto ad alcun partito. Invece l’accostamento più appropriato a Fini mi sembra sia quello di Mantovani. Infatti quest’ultimo prima ha fatto politica attiva nel Msi, insieme a Fini, che conosce sicuramente bene, poi in An sempre con Fini, poi, per problemi di una sua mancata candidatura, lo ha lasciato e, dopo una sosta nelle liste civiche a Bastia, è passato a FI, per poi ritrovarsi sempre con Fini nel Pdl, e ora diviso di nuovo. Non intendo entrare nel merito delle sue elucubrazioni sulle stagioni passate e future in Umbria del Pdl, Udc, Pd, Rifondazione comunista, Comunisti italiani e Idv in quanto, a mio modesto parere, non tengono conto che per le elezioni amministrative gli elettori sono più propensi a privilegiare le persone, per lo più conosciute, che non le sigle dei partiti. Probabilmente, come egli afferma, non so riconoscere gli amici dai nemici. Però diffido dai falsi amici che operano per un interesse personale di carriera politica, soprattutto oggi dopo che il “figlioccio” Ricci mi ha estromesso dal Comune. Mi attengo ai fatti. Dopo appena un anno dalle elezioni del 2006, grazie al lavoro di Mantovani e di un gruppetto che ha scelto a capo l’attuale coordinatore Vescovi, è stato sostituito il responsabile locale di Forza Italia Valorosi, che aveva collaborato non poco, con il suo equilibrio e impegno, alle vittorie del centrodestra in Assisi. Da quel momento sono iniziate di nuovo le divisioni in Assisi, quelle stesse divisioni operate nel 2005 da alcuni di An di Perugia che, osteggiando con forza la candidatura di Ricci a sindaco, da me sostenuto in quanto sotto il mio indirizzo aveva agito con diligenza e, facendo indebite pressioni per modificare l’assetto della giunta, tutte da me respinte, operarono per far cadere l’amministrazione sei mesi prima. Altro fatto inoppugnabile che tutti ricordano è che Ricci si è candidato alla presidenza della Regione, candidatura bocciata da Rossi e dal suo braccio destro Mantovani. Per l’occasione Ricci ha dichiarato agli organi del partito romani e perugini, e pubblicato nei giornali il 15 novembre 2009, che “non era più interessato ad Assisi”. Non è forse vero? Altro fatto. L’eventuale candidatura di Ricci a consigliere regionale del Pdl, una volta svanita quella a presidente della giunta, comunque avrebbe tolto a Mantovani la possibilità di essere eletto alla Regione. Infatti quest’ultima mancata candidatura di Ricci gli ha dato la possibilità di essere eletto con i voti di Assisi. Da qui il perché del suo attuale appoggio, senza se e senza ma, a Ricci e il suo astio nei miei confronti, reo di rompere le uova nel paniere. Di conseguenza, sempre su forti suggerimenti dello stesso e del “gruppetto”, il sindaco è stato indotto a cacciarmi dall’amministrazione togliendomi le deleghe senza un valido motivo amministrativo, ma solo per ragioni personali. Altro fatto. Prima che mi cacciasse, tramite un “ambasciatore”, Ricci mi ha proposto di ritirarmi da candidato sindaco, in quanto lui, dopo due anni, avrebbe abbandonato il Comune, lasciando a me la possibilità di svolgere le funzioni di sindaco. Un soggetto che si candida a sindaco di Assisi già pensa fin d’ora di partirsene dopo due anni? Sono convinto che questi stili politici “usa e getta” non piacciono alla gente, che vuole solo essere ben amministrata. Direi che è ormai opportuno, ed è questo l&#8217;invito, che Mantovani faccia minori ingerenze sul nostro territorio sia per non creare ulteriori confusioni, che vanno sì a vantaggio di carriere politiche, ma non dei cittadini di Assisi, sia perché, di fronte a tale invadenza, pensiamo di avere sufficiente esperienza amministrativa ed anche perché agli Assisani non piace essere colonizzati.<br />
Giorgio Bartolini Candidato sindaco</p>
<p>Corriere-2010-12-19-pag22</p>
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		<title>Accendiamo i riflettori sul buio del centrodestra</title>
		<link>https://www.bastia.it/accendiamo-i-riflettori-sul-buio-del-centrodestra/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Dec 2010 08:42:35 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Il Corriere dell'Umbria]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Punti di vista<br />
</strong>Avverto la necessità, che deriva dalla passionaccia atavica che alligna nella viva profondità della mia vita politica e dall’impegno che mi ha visto protagonista nelle ultime amministrative di Bastia Umbra, e credo con un risultato abbastanza lusinghiero considerando che chi ha fatto di tutto e il contrario di tutto (tra l’altro ho individuato con estrema freddezza “chi e i perché”), di portare il mio contributo al dibattito politico che va assumendo toni sempre più evidenti e attesi dal popolo che si assume l’onere di scegliere i suoi rappresentanti nel futuro consiglio comunale di Assisi<span id="more-16907"></span>, disponibilità già a suo tempo offerta a chi ha l’onore e l’onere della rappresentatività degli iscritti e/o simpatizzanti del territorio. Troppe camarille non aiutano la soluzione del problema, perché di problema mi sembra che si tratti: e se problema è, si scatenano troppe supposizioni che imbarbariscono le posizioni. Le difficoltà del centrodestra &#8211; oggi al potere politico-amministrativo della città di Assisi &#8211; si appalesano in maniera ancora più stridente rispetto a cinque anni fa, e noi del centrosinistra forse non cogliamo appieno il “buio politico” offertoci per accendere dei possenti riflettori sulla nostra presenza: programmi lungimiranti, individuazione di percorsi chiari e condivisibili, dispiegamento nel territorio per diffondere la nostra pulsante presenza, individuazione del candidato e dell’intera squadra. Tutto sembrerebbe ricondurci a un’attesa a eliminazione: no a “questo candidato” perché si è proposto troppo presto, no a “quest’altro/a” perché non si proposto/a, no ad altri perché&#8230; Perché? E il popolo di centrosinistra si chiede e non sa darsi risposte! Si pensa di individuare risposte senza l’aiuto di tutti? E poi si cercheranno&#8230; &#8211; quando? &#8211; quando forse sarà troppo tardi per chi è presente sul territorio e il popolo di centrosinistra lo riconosce come interlocutore privilegiato! Non facciamoci ulteriormente del male, usiamo un po’di coraggio in più, sostenuti dall’umiltà di coloro i quali si pongono in ascolto di chi ancora vuol dare un po’ di aiuto (!) e per favore facciamo vedere che ci siamo ancora! Grazie.<br />
Antonio Criscuolo &#8211; Consigliere comunale Pd Bastia Umbra</p>
<p>Corriere-2010-12-14-pag21</p>
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		<title>Si parte con l’Inno di Mameli Ma ci sarà anche «the Boss»</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Nov 2010 10:24:31 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">SONO circa 250 i giornalisti, fotografi e operatori accreditati in vista della kermesse che presenterà il Manifesto dei valori del movimento e che, con l’intervento di Fini, domani dovrebbe fornire indicazioni sul futuro della maggioranza di governo e dello stesso centrodestra. Oltre all’inno di Mameli, che come tradizione aprirà i lavori, la colonna sonora prevede Bruce Springsteen. </p>
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		<title>Alloggi popolari, Lunghi (Udc): «Cento famiglie sono senza un tetto»</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Nov 2010 10:18:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Assisi]]></category>
		<category><![CDATA[La Nazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ASSISI POLEMICA SULLA MANCATA REALIZZAZIONE DI ABITAZIONI A BASSO COSTO  QUESTIONE alloggi popolari.Fra polemiche e puntualizzazione, la morale di Antonio Lunghi, capogruppo consiliare dell’Udc. «Al di&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">ASSISI POLEMICA SULLA MANCATA REALIZZAZIONE DI ABITAZIONI A BASSO COSTO  QUESTIONE alloggi popolari.Fra polemiche e puntualizzazione, la morale di Antonio Lunghi, capogruppo consiliare dell’Udc. «Al di là del dibattito sui criteri di assegnazione delle case, sui quali è intervenuto l’assessore competente, il reale problema è rappresentato dal fatto che da oltre 15 anni nel nostro territorio non vengono realizzati interventi di edilizia popolare per precisa scelta dell’amministrazione comunale», dice Lunghi. «Nel nostro Comune — continua — ci sono da diversi anni un centinaio di richieste per l’assegnazione di edilizia economica popolare che non possono essere evase per mancanza di alloggi». Una diatriba che ha visto scendere in campo il consigliere Stefano Pastorelli (Lega) e anche Carlo Cianetti, candidato sindaco del raggruppamento ‘Buongiorno Assisi!’. A far discutere, in particolare, le difficoltà incontrate da una famiglia con cinque figli ad accedere ad un alloggio popolare. «La valutazione delle domande pervenute per la richiesta delle case popolari è effettuata da un’apposita commissione tecnica, che verifica la sussistenza dei requisiti previsti dalla legge — spiega l’assessore Massucci —. Va ricordato che le case popolari rappresentano un sostegno per le famiglie cosiddette ‘disagiate’, con i soldi di tutti i contribuenti; pertanto l’accesso a tale beneficio deve avvenire nella trasparenza, nel rispetto delle regole e senza interferenze. Sempre più immigrati sono in fila per le case popolari, in quanto sono quelli a minor reddito e con il maggiore numero di figli. L’assegnazione di un maggior punteggio a quelle famiglie e o singoli, che risultano residenti nel Comune di Assisi da almeno 15 anni, come previsto dal nostro regolamento, vuole essere un elemento a tutela del principio di appartenenza e radicamento nella comunità assisiate, a difesa della nostra identità culturale, per una migliore coesione sociale e sicurezza sociale».<br />
«Dal 2000 a oggi la popolazione è aumentata di 2000 unità — ribadisce Lunghi — e tale incremento demografico avrebbe imposto un opportuno intervento nel settore edilizio a basso costo che invece è stato totalmente ignorato. Non si può giocare con la politica stando contemporaneamente al governo ed all’opposizione, se si è in maggioranza occorre impegnarsi a far sì che vengono rimosse le cause che determinano tali situazioni di difficoltà».<br />
Maurizio Baglioni  <br />
 <a href="http://www.bastia.it/wp-content/uploads/2010/11/Nazione-2010-11-06-Pag16.pdf">Nazione-2010-11-06-Pag16</a><br />
 </p>
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		<title>«Sì al sottopasso di via Firenze» La Confcommercio esce allo scoperto</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Nov 2010 05:56:50 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[La Nazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«NON SIAMO affatto contrari al sottopasso ferroviario di via Firenze, anzi saremmo lieti che un’opera attesa da decenni fosse realizzata, secondo le aspettative di tutti»&#8230;.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">«NON SIAMO affatto contrari al sottopasso ferroviario di via Firenze, anzi saremmo lieti che un’opera attesa da decenni fosse realizzata, secondo le aspettative di tutti». E’ il passaggio più significativo del comunicato con cui la Confcommercio vuole precisare le proprie intenzioni manifestate con l’osservazione presentata in Comune sul piano urbanistico Franchi adottato dal Consiglio comunale il 30 agosto scorso. L’osservazione ha suscitato reazioni critiche da più parti.<span id="more-14951"></span> La nota sottoscritta dal presidente di Confcommercio Sauro Lupattelli ricorda che l’intervento di osservazione dell’associazione sul piano è frutto di «un equilibrato dibattito all’interno del consiglio direttivo composto da 15 persone, con l’espressione di pareri che hanno trovato spazio nel documento presentato in Comune». Il sottopasso sì, ma ‘con modalità tecnicamente sostenibili e condivise’. Il solo commerciante citato, a titolo di esempio, non è iscritto all’associazione e, sottolinea Lupattelli, merita di essere tutelato dall’associazione di categoria come ogni altro operatore. La preoccupazione che agita Confcommercio, spiega il presidente «è che si continui a vedere i commercianti come soggetti estranei alla vita della città, che devono stare rinchiusi nei loro negozi senza rompere tanto, salvo poi essere cercati quando c’è da chiedere contributi o sponsorizzazioni». In realtà, conclude Lupattelli, Bastia da tempi immemorabili è terra di commercianti che hanno contribuito a renderla ciò che è oggi e che intendono operare ancora per migliorarla.<br />
m.s.  <br />
 <a href="http://www.bastia.it/wp-content/uploads/2010/11/Nazione-2010-11-03-Pag13.pdf">Nazione-2010-11-03-Pag13</a><br />
 </p>
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