Bastia

Coldiretti, l’agricoltura al centro

Partecipatissimo il forum intitolato Dove va l’Europa. Ma anche masterclass, workshop e tutta l’area oleotica

BASTIA UMBRA Oltre 400 metri quadrati colorati di giallo, stand 33 del padiglione 7 griffato Coldiretti e Aprol Umbria e il mercato di Campagna Amica esterno con 16 aziende agricole di vendita diretta; 20 tra workshop, de gustazioni, show cooking e masterclass e una web radio no stop per tre giorni: sono alcuni dei numeri dell’organizzazione agricola, per l’edizione numero 57 di Agriumbria, in svolgimento a Bastia Umbra. La partecipazione della Coldiretti regionale ad Agriumbria, si caratterizza per l’intera durata della manifestazione, per la presenza presso il Padiglione 7 – stand 33 dellaCasa degli agricoltori, con l’Arena di Coldiretti: a tu per tu con le imprese un grande spazio dedicato ad approfondimenti e dimostrazioni, con tutte le informazioni per il settore agricolo e zootecnico, sui servizi alle imprese, sull’innovazione digitale per la transizione ecologica ed energetica con Demetra e il portale del socio e il coinvolgimento degli istituti tecnici dell’Umbria. Ma anche con l’oleoteca di Aprol Umbria, con mini corsi di avvicinamento all’olio e di potatura, con degustazioni e show cooking con i cuochi contadini e le lady chef dell’Unione regionale cuochi, con un’area per l’ospitalità rurale, il turismo e le eccellenze umbre con Campagna Amica e Terranostra e il protagonismo di Coldiretti Giovani Impresa e Donne Coldiretti Umbria per i laboratori didattici.
Tra i vari focus da segnalare, quelli su sicurezza alimentare e sui luoghi di lavoro, sui servizi al cittadino e su risorse irrigue e consorzi di bonifica, dal titolo Acqua, Costi e Territorio: scenari ed opportunità, con la partecipazione di Paolo Montioni, presidente Consorzio bonificazione umbra; Massimo Manni, presidente Consorzio di bonifica Tevere-Nera, Simone Viti, presidente Eaut, Louis Montagnoli, dirigente Afor servizio irrigazione bonifica, Bernardo Cirignoni e Adriano Birelli, imprenditori agricoli. Un appuntamento importante per riflettere anche sulla possibilità di un diverso assetto organizzativo del servizio irriguo. Per l’intera rassegna di Agriumbria, di fronte al Padiglione 7, Il Villaggio di Campagna Amica, con la spesa di qualità al mercato di vendita diretta di Campagna Amica con le aziende agricole. Nei caratteristici gazebo gialli della Coldiretti, il meglio del Made in Umbria agroalimentare. Formaggi di mucca e pecora, birra, salumi e norcinerie, marmellate, zafferano e infusi, farine, prodotti da forno, legumi e cereali, marmellate, miele e gelato agricolo: queste alcune delle produzioni che i visitatori possono acquistare. “La presenza di Coldiretti ad Agriumbria si conferma anche quest’anno come uno dei punti di riferimento della manifestazione, non solo per la dimensione espositiva, ma soprattutto per la capacità di creare
contenuti, confronto e partecipaz i o n e” sottolinea Mario Rossi direttore Coldiretti Umbria.
L’EVENTO
Tra gli eventi di spicco di Agriumbria 2026, il convegno organizzato da Coldiretti Umbria Dove va l’Europa: agricoltori a confronto, con l’apertura lavori di Dominga Cotarella presidente nazionale Campagna Amica e presidente Coldiretti Terni, i saluti istituzionali della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, del presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti, di Antonio Forini, presidente Umbriafiere, di Erigo Pecci, sindaco di Bastia Umbra, e gli interventi di Felice Adinolfi, professore di Economia e Politica Agraria Università di Bologna, Piermichele La Sala, professore di Economia, Università degli Studi di Foggia, Simona Meloni, assessora Agricoltura, Turismo e Aree Interne, Regione Umbria e Albano Agabiti, presidente Coldiretti Umbria. A moderare i lavori Giovanni Parapini, direttore Rai Umbria. Dal caro energia e dei costi di produzione, legati alla situazione geopolitica mondiale, alle politiche europee nel settore e alla difesa dei fondi della Pac; dalla necessità di cancellare l’attuale norma sull’ultima trasformazione sostanziale del codice doganale a quella dell’obbligo dell’etichettatura di origine su tutti i prodotti alimentari venduti in Europa, fino alla fondamentale applicazione del principio di reciprocità. Questi alcuni dei temi affrontati. “Noi di Coldiretti – ha sottolineato Dominga Cotarella -siamo europeisti convinti, ma abbiamo bisogno di un’Europa diversa, che non sia miope e che riconosca agli agricoltori un ruolo centrale e strategico”. “Sosteniamo il cambiamento dell’Europa, che deve tutelare, cittadini, imprese e territori. Oggi
paghiamo le conseguenze di politiche europee inadeguate. Non è più sostenibile che gli agricoltori debbano produrre al di sotto dei costi di produzione. A livello regionale, già nella mobilitazione dei giorni scorsi, abbiamo portato avanti delle istanze fondamentali per le imprese agricole” ha affermato Albano Agabiti. “Viviamo in una situazione geopolitica difficile -ha precisato Simona Meloni -che pesa sul settore primario.
Noi vogliamo costruire filiere locali forti. Stiamo lavorando anche su quanto ci ha chiesto Coldiretti, in primis sulla semplificazione”.
Sa.Nu.

La nocciola, tra chance e sviluppo Una filiera sempre più eccellente

Il convegno ad Agriumbria ha raccontato una realtà in rapida espansione

BASTIA UMBRA La nocciola dell’Umbria tra opportunità e sviluppo della filiera produttiva al centro del convegno che ha preso il via venerdì a Umbriafiere di Bastia Umbra, nell’ambito dell’edizione 2026 di Agriumbria. L’incontro, promosso da ProAgri, ha offerto l’occasione per conoscere più da vicino una realtà in forte crescita. All’appuntamento hanno partecipato Antonio Boggia (direttore Dipartimento di scienze agraria, alimentari e ambientali dell’Università degli Studi di Perugia), Luca Crotti e Mara Bodesmo (Servizio fitosanitario Regione Umbria), Domenico Brugnoni e Iacopo Bianconi (Pro Agri).
Se in passato l’Umbria non era considerata una regione vocata alla coltivazione del nocciolo, oggi si pone al livello di territori con una tradizione più consolidata, come Piemonte e Lazio. La nocciola rappresenta infatti una delle opportunità più interessanti per lo sviluppo agricolo regionale, grazie a un progetto concreto che unisce tradizione e visione imprenditoriale moderna. Durante il convegno è stato fatto il punto sul percorso avviato. Domenico Brugnoni (Pro Agri), tra i primi a credere nella coltivazione del nocciolo in Umbria, ha sottolineato: “Siamo partiti nel 2018 come una sfida. Oggi abbiamo dati concreti e soprattutto aziende che hanno investito in questa coltura, guardando a un futuro di sostenibilità economica. La filiera si presenta ora ai produttori con basi solide. Vogliamo raccontare quanto fatto, il percorso è destinato a crescere ”. Tra i traguardi raggiunti, è stato ricordato anche il nuovo stabilimento di Città di Castello, inaugurato nel novembre 2025: il primo impianto regionale dedicato al ritiro, allo stoccaggio e alla commercializzazione delle nocciole della filiera Pro AgriFerrero. Un’infrastruttura strategica, situata in località Garavelle, che rappresenta un passo decisivo per la corilicoltura umbra e per la costruzione di una filiera locale solida, trasparente e sostenibile. A illustrare il quadro aggiornato è stato infine Iacopo Bianconi (Pro Agri): la coltura del nocciolo rappresenta attualmente il 2,6% della produzione lorda vendibile regionale, con circa 600 ettari impiantati in oltre 70 aziende agricole. L’impegno di Ferrero prevede l’acquisto del 75% della produzione (l’accordo vale sino al 2037). La nocciola umbra è infine il marchio registrato per la trasformazione delle nocciole fuori contratto, destinate alla commercializzazione sul mercato attraverso prodotti come la crema Nocciolà.
Sa.Nu

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