Non si ferma il botta e risposta sul tema. La coalizione progressista: “Il Comune non ha aderito neanche in passato”
BASTIA UMBRA Ancora botta e risposta sulla rottamazione delle cartelle esattoriali, possibilità concessa dal governo di rateizzare i debiti dei contribuenti alla quale il Comune di Bastia non ha aderito. E se il centrodestra aveva attaccato la giunta, la coalizione progressista – Uniti per Bastia, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Progetto Bastia, Partito Socialista Italiano -ricorda che “Bastia Umbra non ha mai aderito alle definizioni agevolate facoltative prese in esame. Le occasioni non sono mancate: 2016-2017, prima definizione agevolata delle ingiunzioni locali; 2017, definizione delle controversie tributarie; 2017-2018, nuova definizione delle ingiunzioni; 2018-2019, nuova definizione delle liti; 2019, rottamazione delle entrate locali prevista dal Decreto Crescita; 2023, ulteriori possibilità di definizione agevolata. Il risultato a Bastia è sempre stato lo stesso: nessuna adesione”. E addirittura nel 2023 “il consiglio comunale approvò la deliberazione n. 5, il cui oggetto parla di annullamento automatico dei debiti di importo residuo fino a mille euro. Esercizio dell’opzione di non applicazione della misura di stralcio. Quella volta, quindi, non si trattò semplicemente di non cogliere un’opportunità. Il Comune scelse formalmente di impedire l’applicazione dello stralcio. La misura nazionale riguardava singoli carichi fino a mille euro, affidati alla riscossione dal 2000 al 2015. Per i tributi comunali il capitale restava da pagare, mentre lo stralcio riguardava determinate sanzioni e interessi. E allora se siete d’accordo con le rottamazioni -conclude la nota – perché non lo avete fatto quando amministravate? Basterebbe dire di aver cambiato idea, meno credibile è dare oggi lezioni agli altri dimenticando ciò che si è fatto quando si aveva la responsabilità di amministrare”.
F.P.
