Bastia

DICERIE: Se fare l’assessore diventa una carriera

 di BRACCIO DA MONTONE


Il centrosinistra umbro sta dando di sé un’immagine pietosa. Mentre a livello nazionale è prevalsa la forza centripeta facendo nascere il listone Prodi, alle nostre latitudini trionfa la difesa degli interessi di bottega. Del caso Bastia (quattro candidati sindaco: due diesse, uno margheritico e uno di Rifondazione) Braccio ha già detto. Ma adesso il vento bastiolo ha investito anche Foligno, Torgiano, Magione, e minaccia di non fermarsi. Di toccare ogni e qualsiasi campanile. Ieri a Panicale è stata espulsa dal Diesse l’attuale vicesindaco Francesca Caproni: un provvedimento che evoca altri climi e altre latitudini. Perché questa bufera? Naturalmente esistono – come sempre in questi casi – responsabilità soggettive. Qualcuno ha sbagliato e c’è anche chi di errori ne ha fatti parecchi. Ma ciò non basta a spiegare questa sorta di “cannibalismo istituzionale”, in cui i compagni di partito o di schieramento divorano quelli che dovrebbero essere i loro sodali e alleati. Ci sono almeno due ragioni oggettive che inducono a questa contesa feroce. La prima è che in Umbria il centrosinistra è “condannato” a vincere e, quindi, una volta che questo schieramento ti candida a sindaco, l’elezione ce l’hai praticamente in tasca. La lotta, dunque, più che con gli esponenti dell’altro schieramento viene ingaggiata al proprio interno.
La seconda ragione sta nel fatto che la politica è diventata un buon business. Non vogliamo qui insinuare di strani traffici illegali che avverrebbero dietro le quinte, ma di ciò che ci passa tutti i giorni sotto gli occhi. Ormai, a fare l’assessore o il sindaco si guadagna bene. In alcuni casi parecchio bene e si dispone di una valanga di bende e prebende da distribuire: roba da sistemare un bel po’ di persone. Il potere da gestire inoltre è cresciuto: la linea del decentramento ha fatto parecchia strada.
Insomma, quella del sindaco o dell’assessore è diventata una gran bella carriera, da procrastinare – se possibile – sino alla pensione. Prima di approdare alla serie A, si passa dalla serie B, il girone cioè dei consiglieri: meno vantaggioso, ma che rappresenta una sorta di corso di formazione. Per entrare fra questi “eletti” si comincia a litigare sin da ragazzi. Se la spunti, hai davanti a te una vita da assessore, magari passando da un ente all’altro: dal Comune alla Provincia sino alla Regione. Sempre meglio che lavorare.


 

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