Il professionista deve ripensarsi in chiave “digitale” per essere di supporto alle imprese
Nuovi scenari con la legge 182/25 che ne consente l’uso per la distribuzione dei fitofarmaci
BASTIA UMBRA – Un rilancio della figura dell’agronomo come professionista qualificato in grado di affiancare le imprese agricole nell’affrontare i nuovi scenari che si aprono, tra l’altro, all’utilizzo dei droni in agricoltura, soprattutto dopo la legge 182 (Decreto Semplificazioni) del 2025. Con questo obiettivo la Federazione regionale Ordini dei dottori agronomi e dottori forestali (Fodaf) dell’Umbria ha promosso durante Agriumbria un incontro dal titolo ‘Droni in agricoltura: nuove competenze e opportunità professionali’. Al workshop, moderato da Francesco Martella, segretario dell’Ordine degli agronomi di Perugia, hanno partecipato Luca Mocci e Francesco Longari, presidente e vicepresidente di Fodaf Umbria, Marco Vizzari, docente del Dipartimento DSA3 dell’Università degli Studi di Perugia, Mara Bodesmo per il Servizio fitosanitario della Regione, e Lorenzo Iuliano del Servizio tecnico FederUnacoma. A portare la loro testimonianza sull’uso dei droni in agricoltura anche alcuni dottori agronomi e aziende che fanno esperienza sul campo. «La Fodaf dell’Umbria – ha commentato Mocci – vuole portare il suo contributo, che da anni manca, a questa manifestazione diventata un punto di riferimento per l’agricoltura del centro sud Italia. È un rilancio della nostra presenza e attività come agronomi a supporto del mondo agricolo per l’introduzione delle tecnologie innovative che oggi rappresentano il vero sviluppo dell’agricoltura chiamata a sfide strategiche». «Questo – ha aggiunto Martella – è anche un momento formativo importante ed è l’inizio di un percorso rispetto a nuove competenze che riguardano le tecnologie in agricoltura. Per questo stiamo lavorando a un protocollo d’intesa con FederUnacoma, finalizzato a proporre momenti di formazione sulle nuove tecnologie». «Viviamo in una fase interessante per l’agricoltura – ha commentato il professor Vizzari – proprio relativamente ai droni che, fino ad adesso, sono stati impiegati per il rilievo delle superfici agricole e per obiettivi diagnostici, per capire come la coltura si sviluppa dal punto di vista delle rese previste. Con la svolta del decreto di dicembre, i droni potranno essere impiegati in via sperimentale per la distribuzione dei fitofarmaci e questo apre prospettive interessanti». «Il professionista agronomo – ha concluso Longari – deve ripensarsi e diventare esperto digitale».
