Bastia

“Enti virtuosi a bocca asciutta” Il sindaco Ansideri scrive a Renzi

Nel mirino i ricalcoli a livello centrale che si faranno sentire inevitabilmente sul bilancio

di Sara Caponi
BASTIA UMBRA”E’ già un problema programmare le attività comunali,data la scarsità di trasferimenti che vengono continuamente ridotti dallo Stato, ma se questi vengono tagliati a metà anno,il compito diventa quasi impossibile”.E’ quanto scrive il sindaco di Bastia Umbra Stefano Ansideri in una dura lettera inviata al presidente del Consiglio Matteo Renzi, diffusa alla stampa nella giornata di ieri. Da professionista “prestato alla politica” Ansideri rimarca la non condivisione di una metodologia in materia di ricalcoli delle spettanze e ripartizione del fondo di solidarietà comunale – metodologia tra l’altro avallata dall’Associazione nazionale dei comuni italiani presieduta da Piero Fassino, altro destinatario della missiva insieme al ministro dell’Interno Angelino Alfano.Politiche, secondo Ansideri, dagli effetti insostenibili sul bilancio comunale. “Ad aggravare la situazione – si legge ancora nella lettera – si è aggiunto il recentissimo scandaloso riparto dei 625 milioni di cui al comma 731 della legge di Stabilità,che ha perseverato nel premiare i Comuni con più elevata imposizione Imu prima abitazione, lasciando a bocca asciutta gli Enti più virtuosi, che pur di non aumentare l’imposizione fiscale hanno scelto la strada della riduzione della spesa corrente. Il Comune di Bastia Umbra, per assicurare il pareggio di bilancio 2014, deve ora reperire quasi 1 milione di euro nel secondo semestre (il 5%delle entrate correnti); l’aumento della pressione fiscale, evitata con grandi sacrifici per cinque anni, diventa una eventualità non remota. I provvedimenti di taglio dei trasferimenti – prosegue la dura critica del sindaco – non tengono conto delle modalità con cui vengono gestiti i Comuni, è stata abbandonata la politica della premialità ed anzi, chi si comporta peggio viene agevolato”.Continuando a limitare le amministrazioni virtuose con il patto di stabilità, conclude Ansideri manifestando seria preoccupazione,”difficilmente potrà ripartire l’economia e difficilmente potranno esserci miglioramenti per la situazione occupazionale”.

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