Bastia

Il Rione Sant’Angelo inaugura le sfilate della 64ª edizione del Palio de San Michele con “IL CORAGGIO DI RICORDARE”

Palio de San Michele 2026 Bastia Umbra dal 19 al 29 settembre

COMUNICATO STAMPA – Foto FAP Bastia Umbra

Domenica 20 settembre, ore 22:00 – Piazza Mazzini, Bastia Umbra

Con la Cerimonia di Apertura e la Benedizione degli Stendardi e dei Mantelli di ieri sera, si è aperta ufficialmente la 64ª edizione del Palio de San Michele. Questa sera, domenica 20 settembre, sarà il Rione Sant’Angelo a inaugurare le sfilate 2026 con “IL CORAGGIO DI RICORDARE”.

Grande partecipazione ed emozione hanno accompagnato ieri sera la Cerimonia di Apertura della 64ª edizione del Palio de San Michele, trasmessa in diretta streaming su terrenostre.info e paliodesanmichele.it.

Gli spalti gremiti di Piazza Mazzini hanno restituito fin dalla prima serata l’immagine di una Bastia pronta a vivere intensamente i dieci giorni della Festa: tanto entusiasmo, partecipazione e quella voglia di Palio che accompagna l’attesa per le sfide tra i quattro Rioni.

Particolarmente intenso l’intervento della Presidente dell’Ente Palio Federica Moretti, alla sua ultima Cerimonia di Apertura alla guida dell’Ente. Un momento particolarmente carico di emozione, nel quale Federica Moretti ha ripercorso il valore umano e collettivo di questi anni, rivolgendo il proprio ringraziamento ai rionali, al Consiglio Direttivo attuale e a quanti ne hanno fatto parte in passato, al coordinatore dell’Ente Palio Claudio Fiorucci, alla Parrocchia e all’Amministrazione Comunale.

Un discorso ampio e sentito, concluso tornando a uno slogan che accompagna il suo percorso da nove anni e che, nelle sue parole, è diventato un vero e proprio mantra: “Il Palio fa la forza”.

Una frase scelta per racchiudere ciò che la Festa riesce a generare nella comunità in termini di energia, entusiasmo, creatività, fratellanza e spirito di aggregazione, valori che Federica Moretti ha indicato come l’essenza più autentica del Palio de San Michele.

Tra i momenti più simbolici della cerimonia, il Sindaco Erigo Pecci ha consegnato idealmente le chiavi della città a San Michele Arcangelo, affiggendole alla statua del Santo Patrono che, per i dieci giorni della Festa, diventa il riferimento centrale della comunità bastiola.

Alla cerimonia ha partecipato attivamente anche il parroco Don Marco Armillei, accompagnando uno dei riti più sentiti della serata: la Benedizione degli Stendardi e dei Mantelli dei quattro Rioni, momento nel quale la dimensione religiosa della Festa si intreccia con la sua storia e la sua tradizione.

Nel corso della cerimonia sono stati presentati ufficialmente anche il Palio e il Minipalio 2026. Sul palco è intervenuta Lucia Fiore, autrice per il terzo anno consecutivo dello Stendardo del Palio, che ha ringraziato la città e l’Ente Palio per la fiducia rinnovata e per il legame costruito con la manifestazione. Spazio poi alle giovanissime Caterina Ansideri e Silvia Lovoi, della classe 2ªG della Scuola secondaria di I grado “Colomba Antonietti”, autrici dello Stendardo del Minipalio. Visibilmente emozionate, le due alunne hanno affidato a una lettera, letta dallo speaker del Palio Gianluca Bazzoffia, il loro ringraziamento e le emozioni legate a un’esperienza che le ha portate a diventare, per una sera, protagoniste della Festa.

Archiviata la Cerimonia di Apertura, da questa sera la scena passa alle sfilate dei Rioni. Ad aprire Piazza Mazzini sarà il Rione Sant’Angelo con “IL CORAGGIO DI RICORDARE”.

In attesa della sfilata, Matteo Battistini racconta le emozioni del suo secondo anno da Capitano del Rione Sant’Angelo.

Matteo, è il tuo secondo anno da Capitano. Come stai vivendo queste ore che precedono la sfilata?

«Con un po’ di ansia e tantissima energia addosso. Lo scorso anno era tutto nuovo: ogni passaggio, ogni momento che accompagna il Capitano verso la sfilata rappresentava per me una prima volta. Oggi quei passaggi sono più familiari, ma l’emozione resta immensa e la tensione è sempre la stessa. Quello che cambia è forse la consapevolezza: conosco meglio la responsabilità del ruolo e so cosa significa arrivare fino a questa sera dopo mesi e mesi di lavoro. Vedere la struttura già montata in Piazza e i carri pronti per entrare in scena rende improvvisamente concreto tutto il percorso che abbiamo fatto.»

Che Rione hai visto durante questi mesi di preparazione?

«Un Rione capace di coinvolgersi completamente. È probabilmente la cosa che mi ha colpito di più: vedere persone di tutte le età partecipare alle lavorazioni, all’organizzazione e alle tantissime mansioni necessarie per costruire uno spettacolo così grande. Dietro quello che il pubblico vedrà questa sera c’è un lavoro lunghissimo e soprattutto collettivo.»

“Il coraggio di ricordare” affronta un tema molto delicato. Cosa vorresti arrivasse al pubblico?

«È una sfilata che affronta un tema sensibile e molto attuale. Credo che possa arrivare dritta al cuore di chi sarà in Piazza e di chi assisterà allo spettacolo. Se dovessi scegliere il messaggio che vorrei rimanesse alla fine, sarebbe molto semplice: non dimenticare. Avere il coraggio di ricordare

Tra pochi minuti avrai davanti tutto il tuo Rione. Cosa dirai ai tuoi rionali prima di entrare in Piazza?

«Di dare il massimo, di concentrarsi e di portare in Piazza tutto ciò che abbiamo costruito durante questo lungo anno insieme. Dietro questa sfilata ci sono mesi di lavoro, serate condivise, gioie e anche discussioni, perché fanno parte anche quelle di un percorso vissuto insieme. Tutto ha contribuito a portarci fino a qui. Adesso è arrivato il momento di trasformare quel lavoro nello spettacolo per cui abbiamo dato tanto. Forza ragazzi, in bocca al lupo. Siamo pronti: comincia la nostra sfilata!»

TRAMA DELLA SFILATA “IL CORAGGIO DI RICORDARE”

“E se esistesse un luogo in cui i ricordi possono essere scelti, modificati e confezionati in piccoli frammenti di felicità?

Un universo distopico e immaginario in cui la felicità non è più soltanto un sentimento, ma qualcosa che può essere costruito, selezionato e persino acquistato. Un mondo completamente diverso dal nostro, o forse no…

Ogni giorno costruiamo e mostriamo una versione di noi stessi fatta di momenti filtrati e condivisi. Conserviamo ciò che vogliamo ricordare e lasciamo fuori dall’inquadratura tutto ciò che stona. Costruiamo la nostra realtà attraverso immagini di felicità, fino a trasformare il ricordo in vetrina e la nostra vita in narrazione.

Ma cosa succederebbe se potessimo spingerci ancora oltre?

Se potessimo davvero eliminare tutto ciò che non vogliamo mostrare? Anche da noi stessi…”

Domani sera, lunedì 21 settembre, sarà invece il turno del Rione Moncioveta con “ERRORE DI STAMPA”.

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