Bastia

“La civiltà della cooperazione: una rete di comunità, una rete di associazioni.”

CONVEGNO FORMATIVO UVISP

Sabato 6 aprile 2019, presso la sede dell’UVISP di Bastia Umbra (zona industriale ovest – settore H), si è tenuto un convegno a carattere formativo. Il tema che è stato sviluppato era “La civiltà della cooperazione: una rete di comunità, una rete di associazioni.”. Relatore era il prof. Gaetano Mollo (professore ordinario di Pedagogia generale presso il Dipartimento di Filosofia, scienze sociali, umane e della formazione dell’Università di Perugia); moderava il sig. Franco Barigozzi. Il prof. Mollo ha indicato gli elementi essenziali che esistono e caratterizzano il mondo associativo. Innanzi tutto – ha sottolineato – più di facili teorizzazioni occorre partire dall’esperienza e poi cercare di dare nozioni sistematiche semplici e facilmente comunicabili. Ciò che definisce una associazione di più persone è l’identità del fine. Posto questo si possono distinguere due tipi di comunità: una a carattere piramidale, ed una che si sviluppa sul piano orizzontale con un centro di comando  ed operatori periferici che comunicano con chi poi in realtà prende le decisioni. Le associazioni in genere possono presentarsi secondo tre modalità nel perseguire il fine identitario: con carattere di continuità, con carattere di discontinuità oppure con marcati ed auspicabili segni di rinnovamento. Il favore accordato a chi non si ferma mai nel perseguire il proprio fine è essenziale per coloro i quali intendono non isolarsi ma creare una rete di cooperazione. Per questo il prof. Mollo predilige quei sodalizi che pur mantenendo il fine si evolvono. Elemento indefettibile di ogni aggregato umano è la comunicazione che nelle comunità a struttura piramidale assume una fisionomia estremamente verticale. Nelle comunità orizzontali vi è al contrario una comunicazione che dai vari punti viene resa nota a chi deve in ultima analisi determinare la linea da perseguire. Sotto il profilo etico ci sono molti pericoli per le società a carattere verticale. In esse la mancanza di socialità, la mancanza di alterità e quindi l’ignoranza di Dio sono pericoli mortali Al contrario l’eterogeneità, la reciprocità, il dialogo sono punti di forza delle aggregazioni orizzontali. In ogni caso va curata la empatia, tramite il dialogo e soprattutto l’ascolto. Il prof. Mollo, dopo alcune notazioni a carattere pedagogico, concludeva con un invito al maggior dialogo tra le varie generazioni

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