Bastia

La percentuale dei positivi torna al 15%

Domenica ’nera’: i morti sono undici e 657 contagi. Già 437 in ospedale e 71 in Terapia intensiva. Assisi e Bastia tra i comuni più colpiti
PERUGIA Nel giorno in cui si sperava in un trend in diminuzione, la percentuale di positivi torna a quota 15% rispetto ai tamponi eseguiti, considerando anche screening e re-testing mentre è al 30% se non si considerano test a tappeto e tamponi per confermare la negativizzazione dello stesso soggetto. I numeri del contagio Ieri i nuovi contagi hanno toccato quota 657 su 4.329 tamponi analizzati. I ricoveri sono stati otto, 437 in tutto, 71 dei quali (tre i più di ieri) in terapia intensiva. Ma soprattutto domenica è stata un’altra giornata nera di morti che di nuovo sono stati 11: 235 dall’inizio della pandemia. In particolare a Terni sono decedute una donna di 94 anni residente a Spoleto, un’altra di 96 anni di Terni e un uomo di 83 anni, ternano. A Città di Castello invece sono deceduti un 88enne di Citerna, un 84enne di Città di Castello e una 94enne di Spoleto. I comuni più colpiti Analizzando i dati si scopre che, ci sono comuni molto più colpiti dalla pandemia, rispetto ad altri. Lo dice l’indicatore dei positivi per mille abitanti. Certo, occorre anche valutare che – ad esempio –Scheggino con il 19.4 ha un’incidenza totale molto più bassa di Assisi che si posizione al terzo posto con il 18,2 e Bastia, subito dopo con il 17,9 dei contagi per mille abitanti. Alta la percentuale anche a Valfabbrica con il 16,3 mentre Perugia si attesta sul 14,5. Luci & ombre Analizzando l’ultimo Report dell’Istituto superiore della sanità, quello che intendersi in base al quale vengono definite le fasce rossa, arancione e gialla, emergono alcuni dati significativi sia per l’allerta sulla diffusione del contagio che per quanto riguarda la capacità del sistema sanitario o di tracciamenti di rispondere all’ondata. Ma anche sul fronte della completezza dei dati. L’Rt puntuale analizzato venerdì è a 1,43 ed è calcolato utilizzando due indicatori nasati su data inizio sintomi e data di ospedalizzazione. Valore più puntuale rispetto all’Rt calcolato sui contagi. L’Rt tra 1,25 e 1,5 è compatibile con uno scenario 3. Mentre la Toscana che è diventata rossa ha un Rt di 1,8, la Valle d’Aosta di 1,74 il Lazio e la Liguria poco sopra l’1. Ben 4.576 contagi sfuggono invece alle catene note di trasmissione mentre quanto alla completezza dei dati (ovvero il processo di capacità di monitoraggio) l’Umbria è carente nell’ultima settimana perché solo nel 67,4 dei casi è stato comunicato il caso sintomatico con inizio data sintomi rispetto al totale. Quanto, ancora, all’indicatore sul processo di capacità di accertamento diagnostico l’Umbria si attesta sul 90,3% (con un’allerta) per il numero di casi confermati di infezione nella regione per cui sia stata effettuata una regolare indagine epidemiologica con ricerca dei contatti. La pressione sugli ospedali In particolare 11 sono i pazienti ricoverati nell’ospedale da campo dell’Esercito, 13 a Branca, 46 a Castello (di cui 7 in Terapia intensiva), 125 a Perugia (22 in Uti), 46 a Spoleto (10 in TI), 117 a Terni (24 in Uti) e 38 a Pantalla. I tempi dei ricoveri Le persone che hanno più di 80 anni restano in ospedale per 7,7 giorni. Quelle tra 40 e 59 anni, 21. Un altro segnale evidente che purtroppo dimostra come la letalità sia molto elevata nelle persone più anziane. Il calcolo è stato effettuato dal Comitato tecnico scientifico della Regione, che nella settimana dal 25 ottobre al 2 novembre, ha calcolato l’età e la permanenza media dei pazienti Covid negli ospedali umbri. Proprio il primo dato (età) mostra come sia pari a 44 anni e mezzo, più bassa per gli uomini (43,2) più alta per le donne (45,6). Il ricovero si conferma più probabile tra i maschi (5,3% dei positivi) rispetto alle femmine, che è di due punti inferiore (3,2). Identica invece la durata media dei giorni in cui si resta in ospedale che è pari a 9,2 giorni, con i 60-79enni restano ricoverati in media dieci giorni. Erika Pontini

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