Bastia

L’aggressore di Caterina ha già una condanna

Ventiduenne pestata dal fidanzato, la Procura indaga anche per sequestro. Nel 2017 lui staccò un pezzo di orecchio a un giovane

di Flavia Pagliochini

ASSISI “Correte, c’è una donna che urla”. È partita così, da una telefonata di un cittadino, l’indagine sulle violenze subite da una giovane bastiola che ha poi deciso di denunciare, oltre che ai carabinieri di Assisi agli ordini del tenente colonnello Marco Vetrulli, anche su Facebook: “Così mi ha ridotto divertendosi”, si legge nel messaggio, che in una prima versione recitava anche “chi pensavo di amare”. A corredo del post, foto pesantissime, in cui si vede un volto massacrato e pieno di lividi, su occhi e bocca, e il corpo preso a morsi. Lei è Caterina Degli Esposti, giovane ventiduenne di Bastia Umbra, picchiata – come da denuncia – dal compagno, elettricista ed ex boxer che già aveva dei precedenti simili. All’ospedale dove si è fatta visitare dopo che i militari assisani  hanno chiamato il 118 le hanno dato dieci giorni di prognosi; dopo le cure del caso, ai militari la ragazza ha raccontato le violenze subite: botte e morsi, capelli tirati e pugni. Non sarebbe stata la prima volta, quella accaduta a metà della settimana scorsa, sarebbe stata però quella che l’ha spinta a denunciare,  alle  forze dell’ordine competenti, prima ancora che sui social. I carabinieri, coordinati dalla pm Annamaria Greco, indagano per lesioni e per sequestro di persona. Le violenze sarebbero state consumate nell’auto di lui, dalla quale alla giovane sarebbe stato poi impedito di uscire. Dopo l’allarme dato in un primo momento – ma quando i militari sono arrivati sul posto, non c’era più nessuno – in seguito a una nuova chiamata le forze dell’ordine sono riuscite a individuare la giovane e a chiamare il 118 dopo aver visto le sue condizioni. La ventiduenne è stata portata in ospedale e ai militari ha raccontato la violenza subita. Poi ha deciso di sfogarsi anche su Facebook, dove ha ricevuto numerose condivisioni, commenti di solidarietà, molte storie di rinascita e di speranza dopo aver trovato il coraggio di denunciare. Non manca chi le consiglia e chi le offre assistenza legale, molte altre manifestano vicinanza, solidarietà e anche apprezzamento per il coraggio . E, per il fidanzato presunto aggressore, solo parole di condanna: lui è un trentenne della zona, qualche anno fa condannato a due anni con rito abbreviato per aver preso a pugni un giovane, al quale aveva anche morso un orecchio. All’epoca la vittima, un giovane della zona, aveva subìto la parziale amputazione del padiglione auricolare ed era finito in ospedale con 40 giorni di prognosi. L’uomo, che aveva scelto il processo con rito abbreviato, era accusato di lesioni volontarie e gravissime: il gup Carla Giangamboni aveva disposto per lui la libertà vigilata per un periodo di sei mesi e il pagamento di una provvisionale risarcitoria subito esecutiva di 50 mila euro. Era il 2017 e il giovane- che già allora i militari definivano “noto alle forze dell’ordine per analoghi episodi di violenza” – era stato esaminato anche da un perito che, in relazione a quella vicenda, aveva evidenziato una capacità di intendere e di volere “grandemente scemata”, con un quadro clinico in miglioramento anche viste le cure cui si era sottoposto ma una pericolosità sociale da non potersi ancora escludere, data la gravità della situazione iniziale e la brevità delle terapie intraprese.

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