BASTIA UMBRA
Il consiglio comunale era chiamato ad approvare importanti atti: la convenzione tra Comune di Bastia Umbra, Regione Umbria e RFI per il sottopasso di via Firenze e la realizzazione del sottopasso ferroviario; la delibera che regolarizza la situazione del campanile di Ospedalicchio; l’approvazione del piano per l’abbattimento delle barriere architettoniche; l’assestamento di bilancio; l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio per la realizzazione della rotonda di Via Hochberg. A tenere banco solo però state le polemiche per l’assenza della minoranza, anche visto che l’unico consigliere presente, Giulio Provvidenza, è poi uscito, “motivando la scelta con una presunta non condivisione dell’organizzazione del consiglio comunale”.
E la maggioranza ora va all’attacco: “Abbiamo avuto da soli la responsabilità di approvare provvedimenti destinati a segnare il futuro di Bastia Umbra e la motivazione di Provvidenza è del tutto infondata, dal momento che il presidente del consiglio ha proceduto a tutte le convocazioni nei tempi previsti e che anche la conferenza dei capigruppo era stata convocata e svolta con largo anticipo. Qualora i consiglieri assenti avessero realmente voluto partecipare ai lavori, avrebbero potuto richiedere il collegamento da remoto, possibilità prevista e praticabile. Ma nessuna richiesta in tal senso è mai pervenuta”. La minoranza non ci sta: “Cinque consiglieri erano assenti per impegni lavorativi e personali inderogabili e la data dell’8 luglio non costituiva un termine inderogabile. Nessuno degli undici punti all’ordine del giorno era soggetto a una scadenza di legge che imponeva tassativamente la trattazione in quella specifica data: non vi erano atti in scadenza imminente, ratifiche di urgenza improrogabili né adempimenti normativi il cui termine cadesse l’8 luglio”, sottolineano dal centrodestra.
“Per questo, concordemente con gli altri consiglieri, Provvidenza ha lasciato l’aula”. E lo stesso consigliere spiega la sua uscita: “La maggioranza era perfettamente a conoscenza, già durante la conferenza dei capigruppo e attraverso una successiva comunicazione scritta, che quattro consiglieri di opposizione sarebbero stati impossibilitati a partecipare per inderogabili impegni personali e professionali. Nonostante ciò, ha scelto di confermare la seduta senza alcuna reale disponibilità a spostarla di pochi giorni. Il punto è tutto qui. Non la presenza o l’assenza dell’opposizione, ma la precisa volontà della maggioranza di non favorire un confronto pieno su atti di grande rilevanza amministrativa”. Quanto alla possibilità di collegarsi da remoto, “Non è la soluzione al problema ma è un argomento pretestuoso. La partecipazione a distanza non risolve l’impossibilità di prendere parte alla seduta quando gli impedimenti sono di natura lavorativa o professionale e, soprattutto, non cancella il fatto che era stata avanzata una richiesta ragionevole di modificare la data della convocazione”.
F.P.
