Bastia

Maggioranza, vertice per lo strappo del PdCi

BASTIA UMBRA – Tocca al vertice di maggioranza convocato per stamattina cercare di sciogliere il nodo legato alla presenza in giunta dei Comunisti Italiani. Che hanno chiesto maggior visibilità istituzionale minacciando l’addio alla coalizione di centrosinistra che sostiene il governo Lombardi. Uno strappo che significherebbe l’uscita dalla giunta dell’assessore Boccali. Sul piatto diverse ipotesi, non ultima quella di un appessantiento delle deleghe dello stesso Boccali (lo sport oltre alal finanze e all’ambiente) con l’ipotesi di una nomina all’Ato per il Pdci. Ma, nelle ultime ore, sembra che l’ipotesi che l’altra sera veniva data per buona, abbia perso terreno. Il vertice di stamattina, chiarirà meglio la situazione. Intanto l’altra sera la maggioranza, Pdci compresi, ha fatto il punto sulla vicenda Franchi. L’azienda ha la necessità di trasferire in periferia le produzioni ed ha presentato in Comune un’ipotesi di riutilizzo dell’area a ridosso del cento. Una nuova fetta di città che apre il confronto sul recupero. Per i Ds, che hanno parlato per bocca del segretario dell’Unione comunale Erigo Pecci, per esempio, il problema non può solo risolversi con il gioco delle cubature. Ma c’è da pensare al verde, alla viabilità, agli spazi sociali. E al fatto che quella fetta di centro da recuperare si trova a due passi dalla Rivierasca, cioè dalla spiaggia di Bastia. Intanto sulla situazione politica cittadina, interviene Luigino Ciotti, capogruppo di Rifondazione Comunista. Una situazione che per Ciotti “lascia molto da pensare, basti vedere come siano tesi i rapporti tra Ds e Margherita, del Pdci con la maggioranza, che c’è maretta dentro ai Ds. Dobbiamo interrogarci su quello che sta realmente accadendo in città. C’è, a meno di un anno dal voto amministrativo, un evidente scollamento della maggioranza. Va fatta una riflessione collettiva e non basta certo il bilancio partecipativo presentato a bilancio chiuso per dialogare con la gente. E- chiude Ciotti- non è secondaria una riflessione sulla mancanza di rappresentatività in Regione di una città che, pur avevano una buona forza economica, ma ha perso peso politico”.
 
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