Bastia

Morte in cantiere, ‘omesse le procedure di sicurezza’

Vittima un operaio 31enne nel mangimificio Grigi di Bastia. Le accuse della procura per i 5alla sbarra

Agonia Il decesso era avvenuto dopo due giorni in ospedale

Imprudenza Per la procura i titolari delle ditte hanno agito con negligenza

di Francesca Marruco

ASSISI Sono accusati di omicidio colposo per la morte del giovane operaio di origine romena che rimase folgorato da una scarica elettrica mentre stava lavorando all’azienda Nuovo Molino di Assisi. La Procura contesta ai cinque indagati, che adesso rischiano un processo, la “colpa consistita, per tutti, nell’omissione di ogni procedura di pianificazione delle fasi di lavoro ed eseguire, in modo da evitare in concreto, scelte tecniche, organizzative e operative improntate ad un aumento dei fattori di pericolo per i lavoratori coinvolti nell’operazione di cantiere, in particolare  non  impedendo che, con decisione inopinata e improvvida, senza considerazione dei prevedibili fattori di rischio connessi alla presenza dell’impianto a media tensione nell’area sovrastante il piazzale di riporto dei silos e alla dislocazione fisica dei manufatti, si attendesse al trasporto di un silos metallico, mediante ancoraggio dello stesso alla gru, e con l’ausilio da terra di Cristea Adrian (la vittima, ndr) articolando la manovra in spazi e percorsi angusti e non idonei a una simile operazione”. In pratica, quella mattina del 14 novembre 2016, Adrian, assieme a un collega di una ditta che aveva preso in sub-appalto il lavoro di spostamento di 29 silos dal mangimificio di Bastia Umbra, venne investito da una scarica di 20mila volts. La Procura contesta a uno degli imputati di aver “dato indicazioni” e agli altri di “averle condivise”. Ad Adrian venne chiesto di controllare manualmente il silos mentre il collega- capocantiere lo spostava con la gru, per evitare che andasse a sbattere contro le pareti. Ma, “appena giunti nel piazzale, la gru intercettava il conduttore di media tensione” che finì tutta addosso a lui. Morì dopo due giorni di agonia. Ieri i cinque sono comparsi dinanzi al gup che dovrà decidere sul loro rinvio a giudizio. Alla sbarra, assistiti tra gli altri dagli avvocati Francesco Falcinelli e David Zaganelli, ci sono i titolari della  ditta  committente,  di quella che si era aggiudicata il lavoro e di quella che lo aveva preso in sub-appalto, per cui la vittima lavorava. I suoi familiari sono pronti a costituirsi parte civile.

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