Il Tar ha annullato anche il secondo decreto che era stato imposto dalla Soprintendenza
BASTIA UMBRA Non si ferma la vicenda della demolizione della torre e del complesso industriale del mangimificio Mignini-Petrini, dopo che il Tar ha annullato anche il secondo decreto di vincolo imposto dalla Soprintendenza sul complesso industriale Spigadoro Petrini di Bastia Umbra -includendo anche la “Torre Petrini”. Accolti i ricorsi di Mignini & Petrini spa e Molini Spigadoro spa contro il decreto del ministero della Cultura del 19 settembre 2025 perché – secondo i giudici -la Soprintendenza non ha fornito motivazioni valide per giustificare un vincolo culturale particolarmente importante (tanto più che si parla di proprietà private), senza contare che alcune valutazioni tecniche non sarebbero state condotte in loco ma basandosi su foto e immagini di Google Maps, senza tenere conto anche del deterioramento della struttura. La proprietà aveva comunicato l’inizio d e l l’attività di smantellamento totale del complesso industriale; nel 2023 era arrivato il vincolo, fondato sul riconoscimento del sito come “elemento identitario connotante fortemente il contesto urbano di Bastia Umbra con il suo skylin e” oltre che sul “suo rilevante interesse storico-artistico”, sancito dal suo inserimento nel Censimento nazionale delle Architetture italiane del secondo novecento promosso nel 2018 dal Ministero della Cultura. A questa disposizione si era opposta l’allora maggioranza di centrodestra, mentre il Pd e il Movimento 5 stelle (oggi in maggioranza) e il consigliere Lucio Raspa si erano “allineati” con il giudizio espresso dalla Sovrintendenza, ritenendo il vincolo un’opportunità per una riqualificazione dell’area orientata a funzionalità pubbliche al servizio dei cittadini.
F.P.
