A Umbriafiere si conferma il successo della rassegna. Cambiamento climatico e sicurezza alimentare tra i temi trattati
BASTIA UMBRA Oltre 85 mila presenze per Agriumbria, che si conferma protagonista del sistema fieristico nazionale e rafforza il ruolo di Umbriafiere come hub strategico per il comparto agricolo e zootecnico. Un risultato significativo, maturato nonostante un avvio segnato dal maltempo, che non ha frenato l’affluss o già dalla giornata inaugurale. La 57ª edizione ribadisce così la centralità della manifestazione, capace di attrarre imprese, allevatori, istituzioni e pubblico. Dopo un venerdì caratterizzato da condizioni meteo invernali, il fine settimana ha fatto registrare una crescita costante delle presenze, con il picco nella giornata di ieri, particolar mente partecipata da famiglie e operatori.
“Agriumbria è agricoltura nel senso più autentico”, ha sottolineato il presidente di Umbriafiere, Antonio Forini, evidenziando la capacità dell’evento di unire tradizione e innovazione, dimensione popolare e sviluppo d’impresa. I numeri, in linea con l’edizione precedente, consolidano la rassegna tra le principali fiere di settore in Italia e punto di riferimento per la zootecnia, soprattutto nel CentroSud. Ampia e qualificata la partecipazione del Sistema Allevatori, con Aia, Aaum, FedAna e gli enti selezionatori, insieme alle associazioni di razza come Anabic e Anacli, protagoniste delle mostre nazionali. Al loro fianco, istituzioni e partner strategici: Regione Umbria, Università di Perugia, FederUnacoma e Federacma, oltre alle principali organizzazioni agricole – Coldiretti, Confagricoltura e Cia. La manifestazione rafforza anche il posizionamento di Umbriafiere come infrastruttura chiave per lo sviluppo regionale.
Non più solo sede espositiva, ma piattaforma di connessione tra imprese, innovazione e mercati, sostenuta da un piano di rilancio che prevede il restyling e l’ammodernamento del quartiere fieristico in chiave sostenibile e competitiva. Significativo anche il ruolo della Regione presente con la “Casa dello sviluppo rurale”, spazio di confronto su transizione ecologica, innovazione e politiche agricole, oltre che strumento concreto di supporto alle imprese attraverso bandi e opportunità legate allo sviluppo rurale. L’edizione 2026 ha acceso i riflettori sui grandi temi del settore: cambiamento climatico, gestione sostenibile delle risorse, sicurezza alimentare e innovazione tecnologica. Ampio spazio a digitalizzazione, agricoltura di precisione e gestione delle risorse idriche, leve sempre più strategiche per la competitività delle imprese. Agriumbria si conferma così non solo vetrina espositiva ma anche una piattaforma
capace di orientare il futuro d e l l’agricoltura, coniugando sviluppo, sostenibilità e identità territoriale.
R.C.
Coldiretti: “Serve impegno concreto per il futuro degli agricoltori”
Il presidente Albano Agabiti e il direttore Mario Rossi fanno il punto sulla manifestazione appena conclusa e sui nodi del settore
BASTIA UMBRA Una vetrina d’eccezione che ha visto Coldiretti protagonista. Non solo un modo per mettersi in mostra per le eccellenze agricole del territorio, in primis quelle zootecniche, ma soprattutto un momento di confronto sui grandi nodi che interessano il settore agricolo, al pari delle tante opportunità del comparto. Così Agriumbria edizione 2026, che si chiude con un messaggio chiaro che arriva sia dal presidente che dal direttore di Coldiretti Umbria, rispettivamente Albano Agabiti e Mario Rossi: serve un impegno concreto per garantire futuro, competitività e dignità al mondo agricolo, riducendo la burocrazia e rafforzando il sostegno alle imprese. – Presidente Agabiti, che significato ha avuto questa Agriumbria per Coldiretti? È stata un’importante occasione di confronto, prima ancora che espositiva. Abbiamo portato all’attenzione di istituzioni e cittadini le criticità che le nostre imprese stanno affrontando: aumento dei costi di produzione, cambiamenti climatici, difficoltà legate all’accesso al credito e alla burocrazia, o alla mancanza di manodopera. Ma anche il potenziale e le tante opportunità che il lavoro agricolo consente, grazie ad un ruolo rilevante a livello economico e sociale. La nostra presenza ha voluto ribadire con forza che senza agricoltori non c’è futuro né per l’economia né per il territorio. – Direttore Rossi, quali sono state le priorità emerse durante la tre giorni di Bastia Umbra? Il tema centrale resta quello della sostenibilità economica e della tutela del reddito agricolo. Le imprese devono poter lavorare con margini adeguati e con regole chiare. Abbiamo affrontato questioni cruciali come le politiche europee che condizionano e impattano sulla vita aziendale, la gestione delle risorse idriche, o le conseguenze dei cambiamenti climatici. Ma anche la sicurezza sul lavoro e quella alimentare, che sono elementi imprescindibili per la tutela degli agricoltori e dei consumatori. – Presidente Agabiti, quanto è stato importante il confronto sulle politiche europee? Fondamentale. Il convegno “Dove va l’Europa: agricoltori a confronto” ha evidenziato ancora una volta la necessità di un’Europa diversa, più vicina ai bisogni di imprese e cittadini. Non possiamo accettare norme che penalizzano gli agricoltori. Serve sostenere la produzione alimentare europea, assicurando che le risorse vadano agli agricoltori veri e consolidando i risultati ottenuti con le mobilitazioni di Coldiretti che hanno consentito di recuperare 10 miliardi della Pac rispetto ai tagli proposti dalla Commissione Ue. Ma serve pure l’applicazione del principio di reciprocità: regole uguali per tutti, a partire dai fattori di produzione. Ribadiamo la necessità di cancellare l’attuale norma sull’ultima trasformazione sostanziale del codice doganale che pesa sull’economia delle imprese e rappresenta un inganno per tutti i cittadini consumatori europei. Occorre anche l’obbligo dell’etichettatura di origine su tutti i prodotti alimentari venduti in Europa su cui abbiamo portato avanti una raccolta di firme per una proposta di legge di iniziativa popolare. – Direttore Rossi, Coldiretti punta molto anche sull’innovazione. Con Demetra e il Portale del Socio stiamo accompagnando le aziende verso una gestione più efficiente e sostenibile. Siamo sicuramente a favore d e l l’utilizzo delle più moderne tecnologie nel comparto, che sono già una realtà in molte aziende, migliorando la sostenibilità economica e ambientale. Agricoltura di precisione, digitalizzazione, sensori, droni: l’innovazione, agevolando il lavoro degli agricoltori e degli allevatori, può pure mitigare gli effetti del cambiamento climatico, allertando il territorio per attivare le necessarie misure precauzionali. Tuttavia, la transizione ecologica ed energetica non può ricadere interamente sulle spalle degli agricoltori, ma va adeguatamente sostenuta e accompagnata. – Il Villaggio di Campagna Amica ha rappresentato il volto più diretto del rapporto con i cittadini. Presidente Agabiti, che valore ha? Ha un valore anche sindacale, perché dimostra concretamente quanto sia importante riconoscere il giusto prezzo agli agricoltori. La vendita diretta è una risposta alle distorsioni della filiera lunga, dove spesso il valore si disperde. Difendere il Made in Umbria agroalimentare significa difendere il lavoro delle nostre imprese e garantire un cibo di qualità ai consumatori, che fa bene all’economia, alla salute e all’ ambiente. – Rossi, quale ruolo può avere la formazione per affrontare le sfide future del settore agricolo? Ha un ruolo decisivo. Oggi più che mai gli agricoltori devono essere imprenditori preparati, capaci di adattarsi ai cambiamenti e di cogliere le opportunità offerte dal mercato e dall’innovazione. Come Coldiretti stiamo investendo molto nella formazione, sia per i giovani che per le aziende già strutturate, perché competenze tecniche, digitali e gestionali sono fondamentali per garantire competitività e sostenibilità nel lungo periodo. Ma altrettanto impegno lo riserviamo all’educazione alimentare dei cittadini-consumatori e a quella delle giovani generazioni nelle scuole.
R.C.
