Bastia

Rottamazione dei tributi comunali: perché a Bastia Umbra nessuno ne parla?

COMUNICATO STAMPA – Bastia Popolare

BASTIA UMBRA Mentre numerosi Comuni italiani stanno valutando o hanno già deliberato l’adesione alla definizione agevolata delle cartelle relative ai tributi locali, a Bastia Umbra il tema sembra completamente assente dal dibattito politico e amministrativo.

Una scelta che sorprende, soprattutto considerando le difficoltà che famiglie e imprese hanno dovuto affrontare negli ultimi anni a causa dell’aumento dei costi energetici, delle materie prime, dei servizi, dei trasporti, del credito e della pressione fiscale complessiva.

Ci chiediamo quindi se l’Amministrazione comunale abbia intenzione di affrontare la questione o se ritenga, forse, che tutti coloro che presentano pendenze tributarie siano semplicemente evasori da perseguire e punire.

La realtà è ben diversa.

I dati nazionali mostrano che circa il 70% del non riscosso affidato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione è riferibile ad attività economiche e partite IVA, mentre soltanto il 30% riguarda persone fisiche. Questo significa che il problema interessa in larga misura il tessuto produttivo del Paese e non soltanto i singoli cittadini.

Parliamo di imprese che, in molti casi, si sono trovate a scegliere tra il pagamento degli stipendi, dei fornitori e delle banche oppure il versamento nei termini di IMU, TARI e altri tributi locali.

Naturalmente esistono gli evasori veri, quelli che non pagano per scelta e che non pagherebbero neppure in presenza di una rottamazione. Ma esistono anche aziende e professionisti che riconoscono il proprio debito e che semplicemente non hanno avuto la liquidità necessaria per far fronte a tutti gli impegni contemporaneamente.

Confondere queste due realtà significa commettere un grave errore politico e amministrativo.

La mancata adesione del Comune di Bastia Umbra alla definizione agevolata rischierebbe inoltre di provocare un danno economico al tessuto imprenditoriale locale, soprattutto se altri Comuni limitrofi, come Perugia, hanno invece deciso di cogliere questa opportunità.

Si verrebbe infatti a creare una disparità di trattamento tra imprese che operano nello stesso mercato ma che si trovano ad avere condizioni differenti semplicemente in base al Comune in cui hanno sede.

Occorre inoltre sgomberare il campo da un equivoco.

Il Comune non rinuncia alle proprie entrate tributarie, ma consente semplicemente ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione attraverso modalità più sostenibili.

Anzi, sotto il profilo finanziario, l’operazione potrebbe rivelarsi vantaggiosa per lo stesso Ente, che avrebbe maggiori possibilità di trasformare crediti oggi difficilmente esigibili in incassi reali e concreti.

In sostanza, il tributo dovuto resterebbe integralmente garantito al Comune, mentre verrebbe reso più sostenibile il percorso di rientro per imprese e contribuenti che intendono mettersi in regola.

Per Bastia Popolare questa non è una battaglia a favore degli evasori.

È una battaglia a favore dell’equità, del buon senso e della tutela delle Imprese e del sistema economico locale.

Per questo chiediamo al Sindaco e alla Giunta di esprimersi pubblicamente sulla questione, illustrando ai cittadini e alle categorie economiche se intendano aderire alla definizione agevolata delle cartelle comunali oppure no, e soprattutto quali siano le motivazioni di tale scelta.

Perché tra evasione e difficoltà economica c’è una differenza sostanziale.
E governare significa saperla riconoscere.

Bastia Popolare  – Bastia Umbra

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