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	<title>Antonio Perrella &#8211; Bastia</title>
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	<description>Notizie da Bastia U.</description>
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		<title>Morì a 14 anni Arrivano ora due assoluzioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Mar 2025 10:38:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bastia]]></category>
		<category><![CDATA[Bastia Umbra]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[Antonio Perrella]]></category>
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					<description><![CDATA[La Corte d’Appello di Perugia ha assolto il responsabile dei lavori pubblici e il capo del servizio impianti e infrastrutture del Comune di Bastia U.]]></description>
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<p>BASTIA UMBRA – La Corte d’Appello di Perugia ha assolto il responsabile dei lavori pubblici Vincenzo Tintori e il capo del servizio impianti e infrastrutture del Comune di Bastia Umbra, Alvaro Gullia per la morte del giovanissimo Antonio Perrella. Il quattordicenne, l’8 agosto del 2015, cadde per il crollo della rete di recinzione di un campo da beach volley e calcetto in sabbia adiacente al palazzetto dello sport di viale Giontella, area di proprietà del Comune di Bastia Umbra; caduta avvenuta per la rottura di un palo di sostegno, dove si era arrampicato. Una sentenza, quella della Corte di Appello, che ribalta quella di primo grado quando i due tecnici, nel 2022, vennero condannati per omicidio colposo (a sei mesi di carcere, pena sospesa e non menzione) per la mancata manutenzione del palo, usuratosi nel tempo. Ora l’appello presentato dagli avvocati dei due, Marco Marchetti e Francesco Falcinelli per il responsabile dei<br>lavori pubblici Tintori e Andrea Menichetti per il capo del servizio infrastrutture Gullia ha portato all’assoluzione; si dovranno attendere le motivazioni per conoscere su quali punti si fonda la nuova sentenza. La morte del giovane nella notte fra sabato 8 e domenica 9 agosto quando Antonio Perella, aveva tentato di arrampicarsi sulla rete sorretta da un palo alto 6 metri.<br>M.B.</p>
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		<title>Morto schiacciato dal palo, due condanne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2022 05:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Il Corriere dell'Umbria]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Perrella]]></category>
		<category><![CDATA[BASTIA NEWS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sei mesi con pena sospesa a due dipendenti del Comune di Bastia Umbra per la tragedia del 15enne Antonio Perrella Il giudice ha condannato gli&#8230;</p>
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<p><strong>Sei mesi con pena sospesa a due dipendenti del Comune di Bastia Umbra per la tragedia del 15enne Antonio Perrella</strong></p>



<p><strong>Il giudice ha condannato gli imputati insieme all’ente a risarcire la famiglia per 120 mila euro</strong></p>



<p>di Francesca Marruco<br>PERUGIA Sei mesi con pena sospesa e non menzione. Finisce così in primo grado il processo con l’accusa di omicidio colposo per due dipendenti del Comune di Bastia Umbra, finiti sul banco degli imputati per la tragica morte di Antonio Perrella, il 15enne che l’8 agosto del 2015 morì schiacciato dal palo della rete di un campetto di beach volley di Bastia. Per quella morte assurda, la Procura di Perugia &#8211; il sostituto procuratore titolare delle indagini è Mario Formisano &#8211; aveva indagato dapprima e chiesto di processare poi tre dipendenti del Comune, ritenuti, vario titolo, responsabili per la mancata manutenzione dell’area. Gli imputati erano tre, per due di loro, il giudice ha emesso -come richiesto dal pm &#8211; una sentenza di condanna a sei mesi, mentre per il terzo, anche in questo caso come sollecitato dalla Procura è arrivata l’assoluzione. Nello specifico, il capo del servizio infrastrutture del Comune di Bastia Umbria e il responsabile dei lavori pubblici sono stati condannati anche in solido col Comune -citato in giudizio come responsabile civile &#8211; al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva nei confronti della famiglia di 120 mila euro. I genitori di Antonio si erano costituiti parte civile con gli avvocati Andrea Giugni e Giuseppe Giliberti. Gli imputati invece erano assistiti dagli avvocati Francesco Falcinelli e Andrea Menichetti. Nel corso della requisitoria, il pm aveva detto che “su quella struttura nessuno ha mai passato nemmeno una mano di vernice”, il palo era costruito male e si è infradiciato; purtroppo quando i ragazzi per scherzare si sono arrampicati è venuto giù e il povero Antonio è morto. Ilpm aveva parlato di un&#8217;area “abbandonata” che invece “doveva essere recintata o messa in sicurezza”. Il Comune, stando agli accertamenti aveva acquisito quello spazio che in origine sarebbe stato costruito da un privato.<br>Ma non era mai stata collaudata o sottoposta a manutenzione e quel palo della rete para palloni su cui Antonio si era arrampicato, dagli iniziali millimetri era sceso a 1,5, e si era spezzato, piegandosi sul povero ragazzino.</p>
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		<title>Morì nel campetto Parlano le difese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jul 2022 05:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[La Nazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>IL PROCESSO In tre alla sbarra accusati di omicidio colposo La vittima aveva 15 anni PERUGIA È prevista per il 22 settembre la sentenza del&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>IL PROCESSO In tre alla sbarra accusati di omicidio colposo La vittima aveva 15 anni</strong></p>



<p>PERUGIA È prevista per il 22 settembre la sentenza del processo per la morte di Antonio Perrella, il 15enne che l’8 agosto del 2015 rimase schiacciato dal palo della recinzione di un campo da beach volley, realizzato in un’area verde di Bastia Umbra. Per quella morte sono a processo in tre: il responsabile dei lavori pubblici e il capo del servizio infrastrutture del Comune di Bastia Umbra, il presidente della cooperativa che gestiva l’area. La Procura contesta l’ipotesi di omicidio colposo. Dopo le richieste del pm Mario Formisano – 6 mesi per i due funzionari pubblici, l’assoluzione per il terzo – è stata volta delle difese. A cominciare da quella del presidente della cooperativa: l’avvocato Francesco Blasi ha fatto sue le conclusioni della Procura, ribadendo la richiesta di assoluzione. A settembre le altre difese. Gli altri imputati sono difesi dagli avvocati Francesco Falcinelli e Andrea Menichetti.</p>
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