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	<title>Carlo Menichini &#8211; Bastia</title>
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	<description>Notizie da Bastia U.</description>
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		<title>“Professionale unica scuola superiore del Comune”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 10:22:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Bastia]]></category>
		<category><![CDATA[Bastia Umbra]]></category>
		<category><![CDATA[Il Corriere dell'Umbria]]></category>
		<category><![CDATA[BASTIA NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[bastia notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Menichini]]></category>
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		<category><![CDATA[Ipsc Bastia Umbra]]></category>
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					<description><![CDATA[A scrivere una lettera aperta la professoressa Claudia Melelli, docente di Italiano a Storia all’Ipsc Bastia Umbra]]></description>
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<p><strong>La docente Melelli scrive una lettera aperta dopo la decisione di spostare classi del liceo Properzio da Assisi a Bastia Umbra</strong></p>



<p>BASTIA UMBRA “I<em>nsegno all’Istituto professionale per i servizi commerciali di Bastia Umbra da quindici anni. Ho visto studenti crescere, diplomarsi e trovare una strada; ho osservato docenti investire tempo, energie e risorse personali per trasformare quella scuola in un luogo accogliente, inclusivo e dignitoso</em>”.<br><strong>A scrivere una lettera aperta la professoressa Claudia Melelli, docente di Italiano a Storia all’Ipsc Bastia Umbra</strong>, che interviene in seguito alla notizia del trasferimento temporaneo di 350 studenti del liceo Properzio di Assisi nella sede di via Giontella (nella foto) a Bastia Umbra, decisione della Provincia che ha suscitato diverse prese di posizione nelle due città. “<em>Abbiamo imbiancato e abbellito aule e corridoi, curato spazi verdi, piantato alberi e cespugli</em> -dice l’insegnante rivolgendosi agli studenti &#8211; <em>Abbiamo realizzato molto più di quanto fosse richiesto al nostro ruolo, perché quella scuola per noi non era un edificio, era una comunità. È difficile assistere oggi a una vicenda che mi lascia un profondo senso di amarezza, delusione e sconcerto. La decisione di destinare la sede dell’Ipsc all’accoglienza temporanea degli studenti del liceo Properzio (in attesa dei lavori di adeguamento sismico della loro scuola)</em> &#8211; come evidenziato nei recenti articoli usciti sulla stampa locale &#8211; <em>è stata presentata come una grande opportunità per il territorio e, con entusiasmo, è stato già celebrato l&#8217;arrivo di 350 studenti, sottolineandone i benefici economici e l’arricchimento culturale che ne deriverebbero. Eppure, mi colpisce un&#8217;assenza: quella dei miei studenti. I circa 100 ragazzi che frequentano l’Ipsc sembrano essere scomparsi dal racconto biblico e pubblico della vicenda. Come se non esistessero. Come se il loro percorso scolastico, il loro legame con la scuola e con il territorio fossero un dettaglio marginale; gli articoli ringraziano la dirigenza per la disponibilità dimostrata, ma si parla poco delle conseguenze concrete che questa scelta avrà sulla vita quotidiana di chi quella scuola la frequenta ogni giorno; ci sarà persino chi dovrà affrontare a breve l’esame di Stato in un contesto inevitabilmente complesso. Sono aspetti che meritano attenzione e rispetto. Non lo avete mai apprezzato veramente, ma l’Ipsc rappresenta da anni una realtà importante per Bastia Umbra. Non è soltanto una scuola professionale per i servizi commerciali: è l’unica scuola superiore del Comune, scelta da famiglie che hanno trovato in essa una risposta concreta alle esigenze formative dei propri figli, non siamo una presenza marginale, ma una risorsa alle vostre attività. Ciò che mi ferisce maggiormente non è la necessità di affrontare una situazione logistica complessa, me ne vado volentieri, ma le emergenze edilizie esistono e vanno gestite diversamente. Ciò che mi lascia perplessa è il modo in cui tutto questo è stato raccontato. Come se l’arrivo di un liceo meritasse celebrazioni e visibilità, mentre il sacrificio richiesto a una scuola professionale potesse essere dato per scontato. È una percezione che richiama un pregiudizio antico e duro a morire: l’idea che il liceo rappresenti la cultura ‘alta’ e che l’istruzione professionale occupi un gradino inferiore. Il valore di una scuola non si misura dal nome che porta, ma dalla qualità del lavoro che svolge e dalle opportunità che offre ai suoi studenti. In questa fase di cambiamento c’è inoltre un altro elemento che merita di essere ricordato</em>. <em>Il professor Carlo Menichini, dirigente scolastico che ha guidato l’Iis M. Polo – R. Bonghi encomiabilmente e instancabilmente si avvia al pensionamento. Per tutti noi la sua uscita rappresenterà uno strappo significativo. Ha accompagnato generazioni di studenti con attenzione e umanità, contribuendo a costruire un ambiente educativo che molti porteranno con sé ben oltre il diploma. Li ha rispettati come se fossero le più alte cariche in grado, li ha educati come figli suoi e istruiti rendendoli cittadini adulti e consapevoli. Le scuole sono storie condivise. Quando si prendono decisioni che le riguardano, sarebbe auspicabile che nel dibattito pubblico trovassero spazio tutte le voci coinvolte. Anche quelle dei cento studenti che, pur essendo meno numerosi, meritano di essere visti</em>”. Infine conclude: “<em>Ai miei studenti &#8211; ogni anno grazie a voi imparo più di quanto insegno</em>”.<br>N.B.</p>
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		<title>21 marzo 2022- L’IIS Polo Bonghi, presso la sede IPSC di Bastia Umbra, ha oggi commemorato le vittime innocenti delle mafie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Mar 2022 13:45:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BASTIA NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Bastia Umbra]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Menichini]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Di Vita]]></category>
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		<category><![CDATA[Polo Bonghi]]></category>
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<p>Il Dirigente Scolastico Carlo Menichini ha aperto l’evento ricordando il valore della legalità, strumento capace di contrastare soprusi e mancanza di rispetto, accompagnando i presenti a individuare la condivisione di valori comuni come principio di bene assoluto.</p>



<p>Il prof. Giuseppe Di Vita ha riportato alla memoria nomi significativi di vittime innocenti, che con la loro vita hanno pagato a caro prezzo il disprezzo delle organizzazioni mafiose verso la giustizia e le istituzioni.</p>



<p>L’assessore alle politiche sociali e scolastiche Daniela Brunelli ha testimoniato il costante impegno dell’Amministrazione comunale nel sostenere progetti e iniziative care alla scuola, affinché dalla memoria si possa presto giungere alla verità.</p>



<p>Il Dirigente ha scoperto la targa commemorativa appositamente collocata presso il giardino della scuola, omaggiata con fiori donati dagli studenti, unitamente alla messa a dimora di un olivo della pace.&nbsp;</p>



<p>Dopo aver osservato un minuto di silenzio, l’evento si è concluso con un canto capace di stimolare e coinvolgere tutti i presenti ricordando loro l’importanza di “pensare, prima di sparare, prima di dire e di giudicare, pensa che puoi decidere tu”.</p>
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		<title>«Vuoi un lavoro? Sii umanista»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jan 2019 08:11:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[La Nazione]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Granelli]]></category>
		<category><![CDATA[Bastia Umbra]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Menichini]]></category>
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		<category><![CDATA[Istituto Polo Bonghi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>DAI BANCHI ALL’IMPIEGO Il convegno è stato ideato dall’Istituto Polo Bonghi per orientare i giovani I consigli del “cacciatore di teste” agli studenti: puntare sulle&#8230;</p>
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<p><strong>DAI BANCHI ALL’IMPIEGO Il convegno è stato ideato dall’Istituto Polo Bonghi per orientare i giovani</strong> </p>



<p><strong>I consigli del “cacciatore di teste” agli studenti: puntare sulle soft skills</strong> BASTIA UMBRA &#8211; COME farsi assumere e quali errori evitare per scongiurare il rischio di vedersi cestinare il curriculum (e con esso veder sfumare anche la possibilità di trovare un lavoro): questo il tema del convegno, organizzato dall’Istituto di Istruzione Polo Bonghi di Assisi, guidato dal preside Carlo Menichini, tenutosi giovedì pomeriggio negli spazi messi a disposizione dall’azienda S&amp;R Farmaceutici di <strong>Bastia Umbra</strong>. A orientare gli studenti e i loro insegnanti in un mercato del lavoro sempre più difficile e competitivo è stato Andrea Granelli, dal 2004 al timone della società di consulenza direzionale Kanso, attiva sul fronte dell’innovazione e della customer experience, che ha affrontato il tema delle soft skills, ovvero quelle competenze trasversali (velocità di apprendimento, creatività e apertura al cambiamento, senza dimenticare la dimestichezza con le tecnologie informatiche e con le potenzialità del networking) che tanto piacciono alle aziende. <strong>ALL’INCONTRO </strong>di formazione, ideato dal professor Gian Piero Roscini e organizzato in collaborazione con Confindustria Umbria, CNA e Fondazione ITS Umbria Academy, i partecipanti hanno appreso le tecniche per cogliere al volo le opportunità offerte dal mercato, evitando così la frustrazione di rispondere ad annunci di lavoro senza poi essere mai richiamati o partecipare ad assessment senza ricevere risposta. <strong>PERCHÉ SÌ</strong>, il voto conta (sia quello del diploma che quello di laurea) ma a fare la differenza sono quelle abilità che i cosiddetti “cacciatori di teste” (i “recruiter” d’Oltreoceano) ricercano in una selezione di lavoro e che garantiscono a chi le possiede un vantaggio competitivo sugli altri candidati. Capacità, queste, che non sempre si imparano sui banchi di scuola o frequentando qualche corso di perfezionamento. Ne è convinto Carlo Menichini, dirigente dell’Istituto Polo Bonghi di Assisi che nell’iniziativa ha creduto fin dal primo momento: «Dagli input del personale docente emerge un grande bisogno di formazione e informazione sul tema, precondizione per la promozione di abilità e competenze, che non necessariamente e non tutte le volte coincidono con i contenuti, sempre più attuali e determinanti per affrontare con successo le sfide del mercato occupazionale». <strong>MA PER</strong> una vera educazione alla cittadinanza occorre puntare sull’altra metà del pensiero, il negletto sapere umanistico, cui andranno associate le competenze tecniche: «È di fondamentale importanza – ha chiosato in proposito Andrea Granelli, già amministratore delegato di Telecom Italia Lab ed ex presidente dell’Archivio Storico Olivetti – il cosiddetto umanesimo tecnologico».</p>



<p> <strong>La voce degli esperti </strong></p>



<p><strong>Il preside</strong> «Il nostro obiettivo – dice Menichini – è evitare che i ragazzi arrivino impreparati a un colloquio di lavoro. E aiutarli a sviluppare capacità che faranno di loro affidabili lavoratori ma anche e soprattutto buoni cittadini».</p>



<p><strong>Il “recruiter”</strong> «La scuola – ha spiegato Granelli – deve rifondarsi su una visione umanistica del sapere e spingere i giovani ad avventurarsi nel cambiamento, inteso come opportunità e responsabilità».</p>



<p> <strong>Il segreto </strong></p>



<p>La preparazione deve essere totale Come trovare un lavoro dopo la scuola? Il voto ha la sua importanza, certo: è ovvio che ci si debba diplomare e laureare con il punteggio più alto possibile, ma spesso a fare la differenza sono abilità che non necessariamente e non tutte le volte coincidono con i contenuti. </p>
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		<title>Scelta della scuola, in molti in visita al “Polo Bonghi”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2017 10:27:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Il Corriere dell'Umbria]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Menichini]]></category>
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		<category><![CDATA[Polo Bonghi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Numerose adesioni alla giornata dedicata alla scoperta dell’istituto superiore e dei suoi indirizzi BASTIA UMBRA Accompagnati da genitori e famiglie, in tanti, tra gli studenti&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Numerose adesioni alla giornata dedicata alla scoperta dell’istituto superiore e dei suoi indirizzi</strong></p>
<p>BASTIA UMBRA Accompagnati da genitori e famiglie, in tanti, tra gli studenti che entro il 6 febbraio dovranno scegliere per l’anno 2017-2018 la scuola secondaria di secondo grado, hanno voluto conoscere la proposta formativa dell’istituto “Polo Bonghi”, suddivisa in due settori, tecnico e professionale, e cinque indirizzi, ospitati nelle sedi di <strong>Bastia Umbra</strong> e Santa Maria degli  Angeli.Durante la giornata i partecipanti hanno potuto visitare la scuola, incontrare gli insegnanti, svolgere colloqui attitudinali e motivazionali e prendere parte a esperienze di laboratorio con docenti e studenti dell’istituto. “Uno studente &#8211; ha spiegato il dirigente scolastico, Carlo Menichini &#8211; esce da questo istituto con un profilo che è sicuramente quello di un tecnico o di un operatore capace di applicarsi immediatamente nel mondo del lavoro ma che consente anche, a chi è più ambizioso, di proseguire la formazione professionale e universitaria”. A quella tradizionale, la scuola affianca una didattica attiva che vede come primi attori i ragazzi e la loro capacità di condividere con la classe quanto appreso. L’approccio interdisciplinare e aperto della scuola passa anche dall’alternanza scuola lavoro, opportunità di cui usufruiscono tutti gli studenti: oltre alla sinergia con le aziende del territorio per permettere ai ragazzi di fare esperienze nel campo lavorativo, facendo sì che le competenze maturate a scuola possano emergere anche fuori, per gli studenti più meritevoli sono previsti anche stage all’estero. La scuola è inoltre dotata di uno sportello counseling e orientamento in cui i ragazzi hanno la possibilità di incontrare una psicologa, non a scopo terapeutico ma di consiglio e supporto. Promuove, inoltre, attività extra curriculari come il laboratorio di musica.</p>
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