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	<title>Fabio Salerno &#8211; Bastia</title>
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	<description>Notizie da Bastia U.</description>
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		<title>“Piccolo Carro” apre le porte e si fa conoscere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Nov 2016 07:38:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Corriere dell'Umbria]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro Salerno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La cooperativa sociale ha mostrato laboratori e attività dei giovani ospiti delle tre strutture: “Per far capire la nostra realtà” BASTIA UMBRA &#8220;Non una conferenza&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La cooperativa sociale ha mostrato laboratori e attività dei giovani ospiti delle tre strutture: “Per far capire la nostra realtà”</strong></p>
<p>BASTIA UMBRA &#8220;Non una conferenza stampa ma una visita di conoscenza, per far capire cosa racchiude la nostra realtà, fatta di attività, di tanti giovani ospiti e professionisti. Una realtà rimasta sempre dietro le quinte non, come insinuato da alcuni, per nascondere qualcosa, ma per proteggere chi vi abita: minori e ragazzi con un passato difficile&#8221;. È con questa riflessione che ha avutoinizio ieri l&#8217;incontro organizzato dalla cooperativa sociale &#8220;Piccolo Carro&#8221;, da tempo al centro di una &#8220;tempestamediatica&#8221;in relazione ai tragici fatti che hanno riguardato Sara Bosco e Daniela Sanjuan. Un&#8217;occasione voluta per mostrare agli operatori dell&#8217;informazione i metodi e i laboratori che si svolgono nelle tre comunità della cooperativa (Assisi, Bettona, Ripa), ma anche di conoscere educatori e ragazzi ospitati. &#8220;Ho sempre sognato di dare una casa a tutti i bambini, soprattutto a quegli adolescenti con una storia da dimenticare &#8211; ha spiegato Cristina Aristei, presidente della cooperativa &#8211; quei ragazzi ingestibili, chiusi a riccio, a volte provocatori e aggressivi e che la società definisce problematici. Giovani che invece sanno dare tanto e si aprono solo se si sentono amati, ascoltati, compresi &#8211; ha poi continuato -. Noi partiamo sempre con la logica del foglio bianco: dalla nostra comunità, che loro chiamano casa, possono riscrivere la loro vita e progettare il loro futuro, perché non sono inadeguati e sbagliati, ma pieni di potenzialità. Dia loro che le loro famiglie trovano il coraggio di raccontarsi, cosa che provoca sofferenza. E la sofferenza non va spettacolarizzata ma rispettata e tenuta al sicuro, cosa che facciamo da sempre&#8221;. Da oltre vent&#8217; anni il &#8220;Piccolo Carro&#8221; opera nel territorio e ha ospitato oltre 700 giovani. Ogni anno vengono percorsi circa 314mila km, gestite 26mila scritture contabili, lavorati 10mila documenti e preparati quasi 92mila pasti. Un organico composto da 73 dipendenti, di cui l&#8217;86% a supporto diretto degli ospiti (33 ad oggi).Presente ancheil vicepresidente della cooperativa Pietro Salerno e l&#8217;intero consiglio d&#8217;amministrazione, il direttore generale Fabio Salerno, i legali e lo staff della cooperativa. Si è parlato dei rapporti del &#8220;Piccolo Carro&#8221; con la pubblica amministrazione, degli aspetti sanitari che fanno capo a medici di base ed Asl, della supervisione dei tribunali e degli assistenti sociali, dei sistemi di vigilanza e dell&#8217;afflusso degli utenti che è tuttavia stabile.Molte le attività, in un clima sereno, che impegnano i giovani ospiti tra cui:musica, palestra, teatro, estetica, biblioteca. Infine laboratori cheli vedono acontattocon animali enatura.</p>
<p>Cristiana Costantini</p>
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