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	<title>FRATELLINI FRANCESCO &#8211; Bastia</title>
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	<description>Notizie da Bastia U.</description>
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		<title>«Sottopasso di via Firenze, grazie alla Regione»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 07:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bastia]]></category>
		<category><![CDATA[Bastia Umbra]]></category>
		<category><![CDATA[La Nazione]]></category>
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					<description><![CDATA[il sindaco non può fingere di ignorare che già nel 2023 esisteva un tavolo politico-tecnico]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>BASTIA UMBRA &#8211; «<em>Accogliamo con soddisfazione l’approvazione da parte della Regione Umbria dello schema della nuova convenzione per il sottopasso di via Firenze: si compie finalmente un passo concreto verso un’opera attesa dalla città da oltre quarant’anni. Sorprendono e amareggiano però le dichiarazioni del sindaco che, nel tentativo di attribuirsi interamente il risultato, arriva a sostenere pubblicamente di non aver trovato atti scritti</em>». Così Francesco Fratellini, ex amministratore cittadino e capolista di Bastia Popolare per ricordare come il percorso che oggi porta alla nuova convenzione non nasca nel 2024 e dall’insediamento dell’attuale amministrazione. «<em>Nasce soprattutto dal lavoro enorme svolto per superare i vincoli idraulici introdotti dal PAI del 2015, che rese impossibile realizzare il sottopasso senza prima mettere in sicurezza tutta l’area attraverso la realizzazione dell’argine sul Tescio</em> – aggiunge Fratellini -. <em>Argine finanziato inizialmente anche con risorse comunali, poi sostituite da finanziamenti statali, ma intanto opera partì subito. Ma soprattutto, il sindaco non può fingere di ignorare che già nel 2023 esisteva un tavolo politico-tecnico formalmente aperto tra Regione Umbria, Rfi, Comune di Bastia Umbra e Prelios</em>».</p>
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		<title>Rifiuti: bene ridurre i conferimenti in discarica, ma attenzione agli effetti sulla TARI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 14:01:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Bastia]]></category>
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					<description><![CDATA[Comunicato stampa di Francesco Fratellini ex assessore all’Ambiente del Comune di Bastia U.
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>I piani finanziari che dovrà approvare l’AURI potrebbero far ad aumentare la Tari, nonostante il calo dei rifiuti smaltiti in discarica.</strong></p>



<p>BASTIA UMBRA Le notizie diffuse in questi giorni sulla riduzione dei conferimenti in discarica in Umbria sono certamente positive dal punto di vista ambientale. Ridurre lo smaltimento finale e aumentare il recupero dei materiali è un obiettivo condivisibile e previsto dalle direttive europee sull’economia circolare.</p>



<p>Proprio per questo, però, è bene evitare facili entusiasmi e soprattutto creare aspettative che potrebbero rivelarsi infondate per i cittadini.</p>



<p>Il costo del servizio rifiuti, per legge, deve essere coperto integralmente dalla <strong>TARI</strong>, e il sistema economico che lo regola è molto semplice: nei costi complessivi del servizio vengono inseriti anche quelli per il trattamento e lo smaltimento/conferimento per le quantità di rifiuti gestite.</p>



<p>In termini molto elementari il meccanismo può essere riassunto così:</p>



<p><strong>Costo totale del servizio = Servizio di raccolta + servizi accessori + costo a tonnellata per conferimento: (Costi fissi + costi variabili) / quantità di rifiuti portati in discarica</strong></p>



<p>Questo significa che, se diminuiscono le tonnellate conferite agli impianti ma i costi del sistema restano invariati – o addirittura aumentano per effetto dell’inflazione e dei maggiori costi operativi – il costo per tonnellata tende inevitabilmente a crescere.</p>



<p>È quindi tutt’altro che automatico che la riduzione dei conferimenti in discarica si traduca in una riduzione della TARI. In alcuni casi potrebbe verificarsi l’esatto contrario.</p>



<p>Va inoltre ricordato che il sistema delle discariche non riceve solo rifiuti urbani, ma anche rifiuti <strong>speciali provenienti da altre regioni</strong>, che normalmente vengono conferiti a tariffe più elevate rispetto a quelle applicate ai Comuni per lo smaltimento dei rifiuti urbani.</p>



<p>Questi conferimenti aggiuntivi rappresentano di fatto una fonte di ricavo per l’impianto e contribuiscono a distribuire i costi di gestione su una quantità maggiore di rifiuti trattati. In altre parole, possono contribuire ad <strong>abbassare il costo unitario per tonnellata applicato ai Comuni</strong>, con un effetto positivo anche sulla TARI pagata dai cittadini.</p>



<p>Se questi conferimenti diminuiscono o vengono meno, il rischio è che il costo unitario dello smaltimento aumenti e che questo incremento si rifletta, direttamente o indirettamente, sulle tariffe.</p>



<p>A questo si aggiunge un altro elemento spesso trascurato. La raccolta differenziata comporta inevitabilmente:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>costi maggiori di raccolta e logistica,</li>



<li>costi di selezione e trattamento dei materiali,</li>



<li>necessità di impianti sempre più complessi.</li>
</ul>



<p>Questi costi possono essere compensati solo se i materiali raccolti vengono <strong>effettivamente valorizzati sul mercato</strong> e generano ricavi adeguati.</p>



<p>Il vero indicatore da osservare non è quindi solo la quantità di rifiuti che finisce in discarica, ma soprattutto <strong>quanto valore economico si riesce a recuperare dai materiali raccolti in modo differenziato</strong>.</p>



<p>Proprio per questo la precedente amministrazione regionale di centrodestra aveva previsto, nel piano regionale dei rifiuti, la chiusura del ciclo attraverso la realizzazione di un <strong>termovalorizzatore</strong>, (come sta facendo l’amministrazione di sinistra a Roma) con l’obiettivo di ridurre ulteriormente l’indifferenziato destinato alla discarica e allo stesso tempo produrre energia e valore dal trattamento dei rifiuti non riciclabili.</p>



<p>L’attuale amministrazione regionale ha invece scelto di cancellare quella previsione, ritenendo che l’obiettivo dei cosiddetti “rifiuti zero” potesse essere raggiunto senza nuovi impianti di recupero energetico.</p>



<p>È una scelta politica legittima, ma che dovrà dimostrare nei fatti di essere sostenibile non solo dal punto di vista ambientale, ma anche da quello economico.</p>



<p>Perché la realtà dei sistemi di gestione dei rifiuti è molto concreta: se non si chiude il ciclo con impianti adeguati e se non si riesce a valorizzare economicamente i materiali recuperati, il rischio è che i costi del sistema aumentino.</p>



<p>In altre parole: meno discarica è certamente una buona notizia per l’ambiente, ma non è automaticamente una buona notizia per le bollette dei cittadini.</p>



<p>Per questo sarebbe opportuno attendere i dati completi sul sistema dei rifiuti prima di parlare di risultati economici o di possibili effetti sulla TARI.</p>



<p>I cittadini hanno diritto a sapere non solo quanta discarica è stata evitata, ma anche <strong>quanto costa realmente il sistema e quanto valore economico viene recuperato dai rifiuti differenziati</strong>.</p>



<p>Solo da questi numeri si potrà capire se la transizione verso un modello più sostenibile porterà benefici anche alle tasche delle famiglie umbre.</p>



<p>Bastia Umbra, 05/03/26</p>



<p><strong><em>Francesco Fratellini ex assessore all’Ambiente del Comune di Bastia Umbra</em></strong></p>
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		<title>“Le giornate dell’arte”: istallazioni artistiche o abusi edilizi?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Nov 2025 09:09:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bastia]]></category>
		<category><![CDATA[BASTIA NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Bastia Umbra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[FRATELLINI FRANCESCO]]></category>
		<category><![CDATA[in evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[A pochi giorni dalla manifestazione “Le giornate dell’arte – Dal contemporaneo al monumentale”, permangono legittimi interrogativi sull'operato dell'Amministrazione comunale ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="878" height="1024" src="https://www.bastia.it/wp-content/uploads/2021/08/Francesco-Fratellini-878x1024.jpg" alt="" class="wp-image-113616" style="width:143px;height:auto" srcset="https://www.bastia.it/wp-content/uploads/2021/08/Francesco-Fratellini-878x1024.jpg 878w, https://www.bastia.it/wp-content/uploads/2021/08/Francesco-Fratellini-257x300.jpg 257w, https://www.bastia.it/wp-content/uploads/2021/08/Francesco-Fratellini-768x896.jpg 768w, https://www.bastia.it/wp-content/uploads/2021/08/Francesco-Fratellini.jpg 1200w" sizes="(max-width: 878px) 100vw, 878px" /></figure>
</div>


<p>BASTIA UMBRA Dopo il mio post sui social dell&#8217;1 novembre, in cui segnalavo l&#8217;assenza di atti amministrativi pubblicati relativi all&#8217;evento &#8220;Le giornate dell’arte&#8221;, il 5 novembre è comparsa una delibera approvata il 31 ottobre con un “atto d’indirizzo” per un’iniziativa ormai conclusa. Di solito gli “atti di indirizzo” si approvano prima che si dia corso ai preparativi dell’evento e non a poche ore dal suo inizio a meno che non si debba procedere a modificare o integrare un precedente atto.</p>



<p>A pochi giorni dalla manifestazione “Le giornate dell’arte – Dal contemporaneo al monumentale”, svoltasi l&#8217;1 e 2 novembre, permangono legittimi interrogativi sull&#8217;operato dell&#8217;Amministrazione comunale e sulla mancanza di trasparenza che ha accompagnato l&#8217;intero percorso amministrativo.</p>



<p>I contenuti di un atto amministrativo devono essere chiari, coerenti e motivati, in modo che ogni cittadino possa comprenderne il significato, le ragioni e gli effetti senza ambiguità. Invece, sembra che la redazione di atti con testi ridondanti e spesso criptici, nei quali è difficile individuare le parti essenziali previste dalla legge, sia diventata una prassi e non un&#8217;eccezione. Allo stesso modo, il perfezionamento di tali atti immediatamente a ridosso della loro attuazione ha spesso come conseguenza la pubblicazione post evento.</p>



<p><strong>Un evento annunciato, ma senza atti pubblicati</strong><br>L&#8217;iniziativa è stata ampiamente pubblicizzata dal Comune sin dal 21 ottobre, con post e comunicati stampa e con un catalogo ufficiale corredato da testi firmati dal Sindaco, dall&#8217;Assessore competente e da un &#8220;curatore&#8221; volontario. Tuttavia, l&#8217;atto formale che approva l&#8217;evento – la delibera di Giunta n. 293 del 31 ottobre 2025 – è stato approvato solo alla vigilia dell&#8217;inaugurazione e pubblicato il 5 novembre, quando la manifestazione era già terminata.</p>



<p>Nel frattempo, sono stati impiegati mezzi e personale comunali, locali pubblici e risorse dell&#8217;Ente senza alcun atto preventivo redatto dagli uffici che disponesse l&#8217;uso di risorse interne, spazi pubblici e locali comunali. Il catalogo, sembrerebbe completato il 17 ottobre da un dipendente dello staff del Sindaco, riporta lo stemma comunale e la dicitura “COMUNE DI BASTIA UMBRA”, ma non contiene i dati obbligatori (tipografia, data e luogo di stampa), né chiarisce se la stampa sia avvenuta in proprio a cura del Comune.</p>



<p><strong>Le opere permanenti e il nodo delle autorizzazioni</strong><br>Tra le attività dell&#8217;evento figurano anche opere dichiarate permanenti (nell&#8217;atto di indirizzo e nel catalogo) installate nei vicoli del centro storico, classificato come zona A del PRG e quindi sottoposto a vincolo paesaggistico. Sarebbe dunque opportuno sapere se sia stato acquisito il parere della Commissione comunale per la Qualità Architettonica e il Paesaggio. Se il parere non fosse stato ritenuto necessario, va chiarito se da oggi ogni cittadino proprietario di un immobile nel centro storico possa rivendicare lo stesso diritto a modificare facciate e/o sostituire infissi, definendo il proprio intervento come “opera d’arte contemporanea”, senza ottenere il parere preventivo della commissione comunale e quindi senza titolo autorizzativo.</p>



<p><strong>Trasparenza a corrente alternata</strong><br>Non è in discussione il valore culturale dell&#8217;iniziativa, ma il metodo con cui è stata condotta, in evidente contrasto con i principi di trasparenza e buona amministrazione. Chi governa ha certamente il diritto di proporre e organizzare eventi culturali coerenti con la propria visione politica, ma ha anche il dovere di rispettare le regole che valgono per tutti.</p>



<p><em>“L&#8217;arte non può diventare una scorciatoia amministrativa.”</em></p>



<p><strong>Il silenzio di chi ieri gridava alla legalità</strong><br>Colpisce il silenzio di coloro che, negli anni in cui sedevano all&#8217;opposizione, si ergevano a paladini della legalità e della trasparenza. “Davvero non hanno nulla da dire, oggi al governo della città, di fronte a un modo di amministrare che aggira la pubblicità degli atti e utilizza risorse pubbliche senza i necessari provvedimenti formali?”</p>



<p>Mi auguro che il Sindaco e il Segretario comunale vogliano rendere pubblici, se esistono, tutti gli atti, le determine e le relazioni relative all&#8217;evento, fornendo risposte puntuali sui procedimenti adottati e chiariscano i dubbi che ho sollevato, magari è tutto a posto e mi sbaglio io….</p>



<p>La trasparenza non è un principio a giorni alterni: è il fondamento stesso dell’amministrazione pubblica.</p>



<p><strong>Bastia Umbra, 07/11/25</strong><br><strong>Francesco Fratellini</strong><br><em>(Ex amministratore del Comune di Bastia Umbra)</em></p>
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		<title>Piano regolatore e centrodestra I “sassolini“ dell’ex vicesindaco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Sep 2025 07:29:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Solo una nuova discesa in campo di un centrodestra unito e inclusivo può rappresentare una opportunità e una speranza per l’elettorato di centrodestra maggioritario a Bastia]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Bastia, Fratellini dopo la chiusura della vicenda giudiziaria: «Querelo per diffamazione. E lavoriamo per l’unità»</strong></p>



<p>BASTIA UMBRA “Sassolini“, spiegazioni, auspici. Sono quelli che si è tolto, ha fornito e ha espresso ieri Francesco Fratellini, ex vicesindaco e assessore all’urbanistica: sulla carta per parlare del nuovo Piano regolatore generale e del rilancio del centrodestra, ma anche e soprattutto per la vicenda giudiziaria che lo ha coinvolto dopo l’adozione del piano, a seguito di un esposto della ex sindaca Lungarotti, datato 8 settembre 2022. «<em>Le indagini si sono concluse nel 2025 con la piena archiviazione</em> – ha sottolineato -. <em>La giustizia ha riconosciuto l’infondatezza delle accuse ma resta l’amarezza per il danno umano e politico subito. Non permetterò più che il discredito personale diventi uno strumento di lotta politica. Per questo è stata depositata una denunciaquerela contro chi ha reso dichiarazioni false e diffamatorie durante le indagini</em>». Una vicenda dolorosa, anche a livello personale, ha sottolineato Fratellini – insieme a lui il già sindaco Stefano Ansideri e l’avvocato Fabrizio Masci -, che lo scorso anno ha preferito non scendere in campo alle elezioni. E anche interrogativi. «<em>È accettabile che un sindaco, senza prove certe, faccia un esposto in procura sollevando dubbi sulla correttezza della sua amministrazione? È credibile un sindaco che denuncia presunte speculazioni e poi non blocca l’iter dell’approvazione?</em>». Ma Fratellini è andato oltre, parlando del Prg adottato il 25 luglio 2023, due giorni prima di essere convocato dalla guardia di finanza che gli notifica un atto di iscrizione nel registro degli indagati. «<em>Il rischio oggi è che la nuova amministrazione di centrosinistra modifichi profondamente il lavoro svolto, ma sarebbe un errore trasformare il Prg in un piano pesante e rigido, che ingessa l’urbanistica e obbliga a continui ricorsi alle varianti</em>». Puntando su un lavoro di ricucitura politica – presenti, fra gli altri, Andrea Romizi, Nilo Arcudi, Roberto Morroni: «<em>Il centrodestra, se vuole tornare a vincere, la coalizione deve archiviare le divisioni e ritrovare unità, competenza e credibilità. Le risorse e le energie ci sono: occorre solo rimetterle in cammino, individuando insieme – partiti e liste civiche – il percorso giusto per tornare a governare Bastia</em>». Con o senza Lungarotti? «<em>Solo una nuova discesa in campo di un centrodestra unito e inclusivo può rappresentare una opportunità e una speranza per l’elettorato di centrodestra maggioritario a Bastia, oggi sfiduciato e deluso da quanto accaduto</em>» conclude Fratellini.<br>Maurizio Baglioni</p>


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		<title>La pantomima delle ordinanze di abbattimento dei pini</title>
		<link>https://www.bastia.it/la-pantomima-delle-ordinanze-di-abbattimento-dei-pini/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Mar 2025 09:43:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[Emessa una ulteriore ordinanza per abbattere i pini: la n 21]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading"><strong>Emessa una ulteriore ordinanza per abbattere i pini: la n 21</strong></h1>



<p>L’amministrazione comunale sta mettendo in atto una <strong>inutile messa in scena</strong> delle cosiddette “<strong>ordinanze CONTINGIBILI ED URGENTI</strong> di abbattimento” dei pini di via San Francesco e delle vie limitrofe.</p>



<p>Il progetto di riqualificazione di quelle strade prevedeva già l’abbattimento dei pini e, poiché ufficialmente non è stato modificato, <strong>non serve alcuna ordinanza</strong> per attuare un progetto già approvato e affidato a un’impresa.&nbsp;</p>



<p>Allora, perché il Sindaco continua a firmare ordinanze di abbattimento (siamo già alla <strong>terza</strong> per via San Francesco e vie limitrofe) a “piccole dosi”, se non erano necessarie?&nbsp;</p>



<p>Probabilmente, a causa della <strong>mancanza di unità di intenti</strong> in maggioranza e soprattutto in giunta sul tema, il Sindaco ha preferito la “<strong>messa in scena della pantomima</strong>” delle ordinanze contingibili e urgenti per superare lo stallo in giunta. Alcuni assessori erano manifestamente <strong>pro motosega</strong> (tanto la colpa sarebbe stata data ai precedenti amministratori), mentre altri erano per la tutela “<strong>costi quel che costi</strong>” dei nidi delle gazze e dei brozzoli pericolosi sulle strade.&nbsp;</p>



<p>Intanto, in tutto siamo già all’ottava ordinanza di abbattimento per alberi pericolosi in classe di rischio <strong>D</strong> in varie parti del territorio. Niente male per un Sindaco che ha proposto un programma ambizioso e condivisibile per la tutela degli alberi e che è stato eletto anche grazie al sostegno di un comitato chiamato <strong>SALVIAMO I PINI</strong>, nato proprio per contrastare l’abbattimento degli alberi in via San Francesco, via Roma e vie limitrofe.&nbsp;</p>



<p>Che fine ha fatto la “<strong>voce</strong>” del <strong>COMITATO SALVIAMO I PINI</strong> e del suo promotore (oggi assessore)? Dopo aver strombazzato ai quattro venti l’insensibilità e l’incoscienza del Centrodestra, ha illuso i <strong>duemila firmatari</strong> della petizione, sottoscritta nei vari banchetti posizionati per molti giorni nei punti strategici della città, con la certezza di salvare i pini se i cittadini gli avessero dato il potere, facendoli accomodare sui “trespoli del potere”.&nbsp;</p>



<p>Le uniche iniziative del comitato, dopo che la giunta della coalizione progressista si è insediata, sono state <strong>quattro chiacchiere al bar</strong> il giorno dell’apertura del cantiere, dove i presenti minacciarono di fare di tutto per salvare gli alberi condannati a morte dal Centrodestra.&nbsp;</p>



<p>Incatenarsi ai tronchi? Presenziare come sentinelle ai lavori, affinché i brozzoli sulle strade venissero rimossi con delicatezza e pazienza, anche se dopo sei mesi sarebbero ricomparsi? Ribadire le <strong>diffide legali</strong> che, al tempo, notificate alla Sindaca e che evidentemente servivano solo per fare articoli di giornale e post sui social per creare un consenso elettorale?&nbsp;</p>



<p>Molte le ipotesi sul tavolo, ma l’unica cosa fatta sono stati alcuni <strong>cartelli A4</strong> fissati sui tronchi, durati pochi giorni e di cui oggi rimangono visibili solo le strisce di scotch che li sostenevano. Niente più. Nessuna voce si è levata dal comitato, e le <strong>2000 persone</strong> che hanno firmato per salvare i pini dovranno prendere mestamente atto che il loro sostegno, in realtà, era funzionale solo alla <strong>conquista del potere</strong>, in modo che il loro alfiere entrasse nella “stanza dei bottoni”. Lì, però, non si è preoccupato di pigiare quelli necessari a mantenere l’impegno, ma altri a lui più congeniali e bocca chiusa sulla questione “abbattimento pini”.&nbsp;</p>



<p>I fatti parlano chiaro. Fino ad oggi, <strong>nessun pino</strong> è stato “salvato”, e ho l’impressione che non se ne salverà nessuno. I prossimi saranno quelli nei pressi dell’ingresso della scuola media: transitare in quella via è da tempo molto pericoloso. L’unico risultato ottenuto è stata una <strong>grande perdita di tempo</strong> <strong>dell’impresa</strong> e lo <strong>spreco di risorse pubbliche</strong>, che speriamo si fermi qui.&nbsp;</p>



<p>Intanto, però, <strong>nessuno spiega</strong> dal Comune perché i pini in <strong>Via Roma</strong>, classificati già a luglio 2024 come “<strong>classe D ad alto rischio di schianto</strong>”, siano ancora lì, insieme al rischio che rappresentano. Se le relazioni tecniche hanno un valore, questo va rispettato <strong>sempre</strong>, non solo quando fa comodo.&nbsp;</p>



<p><strong>Sindaco</strong>, se lei è una persona seria (e penso di sì), la smetta con questo <strong>teatrino</strong> e faccia procedere celermente i lavori per eliminare il pericolo davanti alle scuole, garantendo <strong>la pubblica incolumità</strong> in tutti i casi in cui questa possa essere compromessa. Tanto, le prossime elezioni comunali non ci saranno <strong>prima di 4 anni</strong>.&nbsp;</p>



<p><em><strong>Francesco Fratellini</strong></em></p>


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<p></p>
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		<title>Fratellini: “Servono certezze sul taglio dei pini”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jan 2025 08:29:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il coordinatore di FI e Bastia Popolare torna sulla vicenda che riguarda alcune vie della città]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Il coordinatore di  Bastia Popolare torna sulla vicenda che riguarda alcune vie della città</strong></p>



<p>BASTIA UMBRA Chiedono certezze sul taglio dei pini di via San Francesco, vie limitrofe e via Roma, Forza Italia e Bastia Popolare, chiedendosi se, come è avvenuto a Roma, “<em>dobbiamo aspettare qualche tragedia per intervenire</em>”. “<em>Nei giorni scorsi un grosso ramo è caduto da una delle due piante che stranamente, non sono state verificate dall’agronomo, in viale Marconi nei pressi della scuola Don Bosco: si va a scuola in sicurezza da quelle parti o bisogna sperare che non soffi mai il vento forte a Bastia?</em>”, a porsi la domanda è Francesco Fratellini .Per l’ex vicesindaco che è anche coordinatore delle due liste, “<em>Non si può far finta che non esistano criticità per quanto riguarda la sicurezza dei grandi alberi di pino presenti a Bastia. Al momento di decidere ed agire, solo grande confusione</em>”. Fratellini, quindi, ricorda che “<em>il progetto prevede ancora l’abbattimento di tutti e 22 i pini. L’ufficio tecnico però, con una determina, di sua iniziativa impegna la somma di 4.680 euro oltre oneri ed Iva, per proporre l’affidamento ad un tecnico per l’assistenza agronomica in fase di scavo per la tutela degli esemplari di Pinus Pinea</em>”. L’ex vicesindaco afferma ancora riguardo alla vicenda del taglio dei pini: “<em>E’ stato incaricato lo stesso agronomo che aveva redatto a luglio, le due relazioni che segnalavano la necessità di abbattere tutti i pini: quindi o l’agronomo smentirà sé stesso o i soldi impegnati per l’ulteriore incarico sono buttati nel cestino e servono solo a prendere in giro il comitato facendo finta di fare qualcosa per i pini per poi abbatterli</em>”.<br>F.P.</p>



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		<title>Pini da abbattere Ora è scontro sulle consulenze</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jan 2025 10:27:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E’ stato incaricato lo stesso agronomo che aveva redatto a luglio, le due relazioni che concludevano che l’unica soluzione per garantire la sicurezza ed evitare lo sperpero di soldi dei cittadini]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Forza Italia all’attacco</strong></p>



<p>BASTIA UMBRA – Anno nuovo, polemiche vecchie: quelle che riguardano i pini che ornano le strade di Bastia Umbra, in particolare via San Francesco, le vie limitrofe e via Roma e che rimangono al loro posto. «<em>Anche a Bastia dobbiamo aspettare qualche tragedia per intervenire?</em>» dice Francesco Fratellini per conto del coordinamento locale di <strong>Forza Italia</strong> e <strong>Bastia Popolare</strong> che va all’attacco di come sta affrontando la questione l’amministrazione comunale guidata da Erigo Pecci. «<em>Nessuna variante, risulta agli atti, approvata dalla giunta al progetto di riqualificazione di via San Francesco, via Manzoni e via Marsala</em> – dice Fratellini ipotizzando anche una mancanza di unità di intenti in giunta -.<em> Il progetto quindi, ad oggi, prevede ancora l’abbattimento di tutti e 22 i pini</em>». Opposizione che punta l’indice sul fatto che l’ufficio tecnico però, con una determina, di sua iniziativa, (non viene citato nel testo, nessun atto di impulso della giunta) abbia impegnato 4.680 euro per proporre l’affidamento ad un tecnico per l’assistenza agronomica in fase di scavo per la tutela degli esemplari di Pinus Pinea. «<em>E’ stato incaricato lo stesso agronomo che aveva redatto a luglio, le due relazioni che concludevano che l’unica soluzione per garantire la sicurezza ed evitare lo sperpero di soldi dei cittadini, fosse l’abbattimento di tutti i pini</em> – conclude Fratellini -. <em>Delle due l’una,: o l’agronomo smentirà sé stesso e le conclusioni chiare delle sue relazioni, o i soldi impegnati per l’ulteriore incarico sono buttati nel cestino</em>».</p>
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		<title>La sicurezza dei luoghi pubblici è un bene fondamentale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Dec 2024 11:50:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I recenti fatti di cronaca avvenuti in tutta Italia negli ultimi tempi a causa del maltempo, soprattutto l’ultimo avvenuto a Roma il 23 dicembre, riportano alla ribalta la questione sicurezza dei pini di Via San Francesco, vie limitrofe]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Comunicato Stampa Bastia Umbra</p>



<p>BASTIA UMBRA I recenti fatti di cronaca avvenuti in tutta Italia negli ultimi tempi a causa del maltempo, soprattutto l’ultimo avvenuto a Roma il 23 dicembre, riportano alla ribalta la questione sicurezza dei pini di Via San Francesco, vie limitrofe e via Roma nella nostra città.</p>



<p>&nbsp;Anche a Bastia dobbiamo aspettare qualche tragedia per intervenire?</p>



<p>Chi ha anteposto la speculazione elettorale alla sicurezza per poi esporre alberi morti in piazza in occasione della festa della Natività, appare tranquillo da questo punto di vista, forse gli basta utilizzare una abbondante dose di ipocrisia per far finta che non esistano criticità per quanto riguarda la sicurezza dei grandi alberi di pino presenti a Bastia. &nbsp;Al momento di decidere ed agire, solo grande confusione. Nessuna variante, risulta agli atti, approvata dalla giunta al progetto di riqualificazione di via San Francesco, via Manzoni e via Marsala, (<strong>forse in giunta sul tema non c’è unità di intenti</strong>?).</p>



<p>Il progetto quindi, ad oggi, prevede ancora l’abbattimento di tutti e 22 i pini. L’ufficio tecnico però, con una determina, di sua iniziativa, (non viene citato net testo, nessun atto di impulso della giunta), impegna la somma di 4.680 euro oltre oneri ed IVA, per proporre l’affidamento ad un tecnico <em>per l’assistenza agronomica in fase di scavo per la tutela degli esemplari di Pinus Pinea</em>. Da sottolineare che è stato incaricato lo stesso agronomo che aveva redatto a luglio, le due relazioni che concludevano, <strong><em>senza ombra di dubbio</em></strong>, che l’unica soluzione per garantire la sicurezza ed evitare lo sperpero di soldi dei cittadini, fosse l’abbattimento di tutti i pini.</p>



<p>Delle due l’una, quindi: o l’agronomo smentirà sé stesso e le conclusioni chiare delle sue relazioni, o i soldi impegnati per l’ulteriore incarico sono buttati nel cestino e servono solo a prendere in giro, gettandogli fumo negli occhi, confondere il comitato <em>salviamo i pini </em>facendo finta di fare qualcosa, ma poi gli alberi, alla fine, saranno comunque abbattuti.</p>



<p>Intanto però i pini classificati molto pericolosi in via Roma sono ancora lì e i lavori al marciapede di via San Francesco sono fermi.</p>



<p>Possiamo quindi, stare tranquilli che in caso di condizioni meteo avverse e vento forte, nessuno dei pini classificati ad alto rischio si schianti al suolo?</p>



<p>Nei giorni scorsi un grosso ramo è caduto da una delle due piante <strong>che stranamente, non sono state verificate</strong> dall’agronomo, in viale Marconi nei pressi della scuola Don Bosco, si va a scuola in sicurezza da quelle parti o bisogna sperare che non soffi mai il vento forte a Bastia?</p>



<p>Prima della riapertura delle scuole con un’ordinanza sindacale contingibile ed urgente, sono state abbattuti alcuni pini nella zona di via San Francesco classificati in classe di rischi<strong> D</strong> <em>ad alto rischio di schianto</em>.</p>



<p>A noi appare strano emettere una ordinanza “<em>contingibile e urgente</em>” due<strong> mesi e mezzo dopo avuta la notizia del pericolo</strong>… (le ordinanze contingibili ed urgenti vanno fatte subito appena si è a conoscenza di rischio imminente), per i pini in via san Francesco e non fare nulla per quelli in via Roma classificati sempre in classe di rischio <strong>D</strong> <em>ad alto rischio di schianto.</em></p>



<p>Due casi analoghi, comportamenti diversi dell’amministrazione. Perche?</p>



<p>L’amministrazione in carica, deve scegliere cosa fare. DI SICURO <strong>NON PUO RIMANERE IMMOBILE </strong>E NON FARE NULLA.</p>



<p><strong>Finanziare, progettare e realizzare</strong> subito interventi di messa in sicurezza (ammesso che esistano), o abbattere gli alberi dichiarati molto pericolosi.</p>



<p>&nbsp;Non ci sono alternative. &nbsp;<strong>Chi deve, ha l’obbligo morale e soprattutto legale di decidere per garantire la sicurezza di tutti. </strong>Per la questione ambientale, si possono poi reimpiantare un congruo numero di alberi nei luoghi adatti a loro e nelle aree urbane scegliere&nbsp; tipi di piante che non causano problemi alle strade ed ai marciapiede.</p>



<p>I cittadini di Bastia <strong>non</strong> devono correre il rischio un giorno, dopo un violento temporale di dover subire danni e ripetere le solite frasi come “<em>dobbiamo sempre aspettare una disgrazia…</em>” oppure “<em>si poteva evitare</em>”.</p>



<p><strong><em>Francesco Fratellini  </em></strong></p>



<p><em>per conto di</em></p>



<p><strong>FORZA ITALIA e BASTIA POPOLARE </strong></p>



<p><strong>coordinamento di BASTIA UMBRA</strong></p>
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		<title>“Può partire la rigenerazione urbana”</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Sep 2024 06:52:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’ex vicesindaco Fratellini commenta la sentenza del Tar su Mignini Petrini]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>L’ex vicesindaco Fratellini commenta la sentenza del Tar su Mignini Petrini</strong></p>



<p>BASTIA UMBRA “<em>La sentenza del Tar conferma che fu giusta la scelta dell’allora maggioranza di centrodestra, di votare un ordine del giorno per impegnare la giunta a promuovere il ricorso al Tribunale amministrativo dell’Umbria per difendere le prerogative pianificatorie del Comune</em>”. Sono le parole di Francesco Fratellini, coordinatore di Bastia Popolare e allora vicesindaco ed assessore all’assetto del territorio, nel commentare il via libera del Tar alla demolizione del “vecchio” complesso industriale. “<em>Letta la sentenza</em> &#8211; dice Fratellini &#8211; <em>si può affermare che le motivazioni che indussero l’allora maggioranza a produrre ricorso, erano fondate. Il vincolo avrebbe bloccato una parte della città fondamentale per il suo rilancio. Adesso il vincolo non c’è più e quindi spero che l’allora opposizione, oggi maggioranza al governo della città che a dicembre votò contro l’ordine del giorno, facendo proprie le motivazioni della Soprintendenza, oggi censurate dal Tar, riveda le proprie posizioni e si applichi per lavorare insieme alla proprietà e agli enti sovraordinati, per individuare soluzioni condivise e realizzabili in tempi certi, tenendo conto che le norme di salvaguardia scattate con l’adozione del Prg parte strutturale, hanno definito la zona in questione ‘area di rigenerazione urbana</em>’”.<br>F. P.</p>
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		<title>Un’occasione da non perdere</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Aug 2024 16:01:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Probabilmente farà giurisprudenza la sentenza del TAR che ha accolto il ricorso promosso dal Comune di Bastia sulla questione del vincolo che dichiarava l’interesse culturale importante sull’area Petrini-Mignini.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Comunicato Stampa</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="168" src="https://www.bastia.it/wp-content/uploads/2014/03/SPIGADORO-PETRINI-QUALE-FUTURO-300x168.jpg" alt="" class="wp-image-56926"/></figure>
</div>


<p>BASTIA UMBRA Probabilmente farà giurisprudenza la sentenza del TAR che ha accolto il ricorso promosso dal Comune di Bastia sulla questione del vincolo che dichiarava l’interesse culturale importante sull’area Petrini-Mignini.</p>



<p>Il provvedimento di vincolo è stato impugnato anche dalla proprietà che ha visto accolte le sue ragioni.</p>



<p>Secondo il TAR, l’atto non era motivato adeguatamente e non era basato su elementi riscontrabili come previsto dalla norma richiamata che nel caso di proprietà private prevede si debba riscontrare un interesse culturale<strong> particolarmente</strong> importante. Nella sentenza che spiega con chiarezza i motivi alla base dell’annullamento del provvedimento, tra l’altro, viene chiarito che la presenza di un’area o un edificio nel “<em>Censimento nazionale delle architetture italiane del secondo Novecento della Regione Umbria</em>”, non può essere un presupposto per apporre un qualsiasi vincolo, ma casomai avrebbe potuto, al più, costituire il punto di partenza per lo svolgimento di ulteriori approfondimenti di competenza della Soprintendenza.</p>



<p>Giusta, quindi fu la scelta della maggioranza di Centrodestra, di votare un ordine del giorno in Consiglio Comunale il 30 novembre 2023 che impegnava la Giunta a promuovere il ricorso al Tribunale Amministrativo dell’Umbria per difendere le prerogative pianificatorie del Comune, infatti, il TAR nella sentenza sostiene che l’atto di vincolo fu adottato, “<strong><em>in difetto dei presupposti di legge </em></strong><em>e, in particolare, del riferimento al <strong>legame tra il bene e specifici fatti storici</strong>, non essendo a tal fine sufficienti riferimenti generici, non correlati a specifici eventi, quali quelli contenuti nella relazione di vincolo</em>”.</p>



<p>I motivi portati dal Comune a supporto della richiesta di annullamento, sono stati completamente accolti, inclusa la <strong>contraddittorietà</strong> dell’azione amministrativa, in quanto la dichiarazione di interesse culturale del complesso industriale sarebbe in contraddizione con il <strong>precedente</strong> parere reso dalla Soprintendenza, nell’ambito del procedimento di Piano Attuativo di Iniziativa Mista proposto dalla Mignini per il quale la Soprintendenza nel 2018 aveva escluso che il complesso industriale potesse essere considerato un elemento simbolico e ne aveva dato una <strong>connotazione negativa</strong> in termini di impatto paesaggistico, sottolineando che il recupero dell’area ex Mignini Petrini avrebbe potuto costituire un’occasione di riqualificazione attraverso la <strong>rimozione</strong> di elementi di <strong>eccessivo impatto paesaggistico</strong>.</p>



<p>Il Tribunale amministrativo dell’Umbria, quindi ha decretato il “fermi tutti e palla al centro”.</p>



<p>A questo punto si può affermare che le motivazioni che indussero la maggioranza che amministrava Bastia, a produrre ricorso, erano fondate. <strong>Il vincolo avrebbe bloccato una parte della città fondamentale per il suo rilancio</strong>.</p>



<p>Adesso <strong>il vincolo non c’è più</strong> e quindi spero che l’allora opposizione, oggi maggioranza al &nbsp;governo della città che a dicembre <strong>votò contro</strong> l’ordine del giorno, facendo proprie le motivazioni della Soprintendenza, oggi censurate dal TAR, riveda le proprie posizioni e si applichi per lavorare insieme alla proprietà e agli Enti Sovraordinati, per individuare soluzioni condivise e <strong>realizzabili</strong> in tempi certi, tenendo conto che le norme di salvaguardia scattate con l’adozione del PRG parte strutturale, hanno definito la zona in questione “area di rigenerazione urbana”.</p>



<p><strong>Un’occasione da non perdere quindi</strong>, con l’auspicio che l’attuale maggioranza abbandoni posizioni ideologiche presenti nel documento che depositò per giustificare il voto contrario al ricorso e affronti la questione con spirito di collaborazione, insieme ai soggetti preposti, alla redazione del necessario PAIM, che preveda interventi <strong>realizzabili, sostenibili economicamente e con un timing certo</strong>, nell’interesse superiore della Città da conciliare con i diritti di tutti, anche della proprietà che non possono essere certo calpestati.</p>



<p>L’area che congiunge il parco fluviale con il centro e con la Piazza del Mercato, può essere rigenerata nel migliore dei modi, avendo la sentenza del TAR rimosso un <strong>enorme macigno</strong> che era stato posto sulla strada della “rigenerazione urbana” di quel comparto fondamentale.</p>



<p>Ovviamente la Soprintendenza potrebbe fare ricorso al Consiglio di Stato, ma spero che tutti si siedano intorno ad un tavolo per collaborare con l’Amministrazione Comunale per risolvere diversamente la questione, nel rispetto delle prerogative di ognuno in modo da non bloccare lo sviluppo di Bastia.</p>



<p>Bastia Umbra, 31/08/24 Francesco Fratellini</p>



<p><strong>Coordinatore della Lista Civica Bastia Popolare</strong></p>
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		<title>«I soldi ci sono ma i lavori non si fanno»</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Apr 2024 13:50:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Manutenzione delle strade]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Manutenzione delle strade</strong></p>



<p>BASTIA UMBRA Ancora le strade nel mirino dell’opposizione, questa volta per risorse disponibili e non utilizzate. «<em>Una cifra di circa 400mila euro stanziata da oltre 14 mesi non è ancora utilizzata alla quale si devono aggiungere altri 230mila euro messi a disposizione con il bilancio di previsione 2024. Di solito, si dice che le manutenzioni non si fanno per carenza di risorse, ma in questo caso i soldi ci sono</em>». Sono le parole di <strong>Francesco Fratellini </strong>(nella foto), coordinatore di <strong>Bastia Popolare </strong>che si dice sorpreso del fatto che ancora non sono state spese le risorse messe a disposizione con il bilancio di previsione 2023 approvato nei primi giorni di febbraio dello scorso anno. «<em>Il progetto per il piano strade, realizzato da uno studio tecnico esterno al Comune è stato approvato dalla Giunta con delibera 260 a novembre 2023 e le strade interessate sono Via Veneto, Via Firenze, Via San Rocco, Via Atene (frazione San Lorenzo), Via Sofia (frazione Cipresso), Via delle Industrie (Bastia Zona Industriale)</em> – insiste Fratellini –. <em>Non so dove si fermino le procedure, ma a me appare incomprensibile che un comune abbia a disposizione 400mila euro da febbraio 2023, per la manutenzione straordinaria delle strade che messa giù semplice, significa sistemare molte strade piene di buche e i lavori, che risultano sempre più urgenti, non partono. A quanto pare</em> –conclude l’ex vicesindaco – <em>siamo nelle mani della tecnocrazia che prende sempre più potere, nonostante i ministri al governo, continuino a proclamare l’avvenuta semplificazione delle procedure</em>».</p>
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		<title>Che fine ha fatto il piano strade 2023 del Comune di Bastia Umbra?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2024 13:17:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Serve più Democrazia a meno Tecnocrazia]]></description>
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<p><strong>Serve più Democrazia a meno Tecnocrazia</strong></p>



<p><br>BASTIA UMBRA La sicurezza della viabilità, ogni giorno diventa più importante, molte strade del nostro comune hanno necessità urgente di essere oggetto di manutenzione straordinaria, la cosa che mi sorprende è che ancora, non siano state spese le risorse messe a disposizione con il bilancio di previsione 2023 approvato nei primi giorni di febbraio dello scorso anno.<br>Una cifra di circa 400mila euro stanziata da oltre 14 mesi non ancora utilizzata a cui si devono aggiungere altri 230mila euro messi a disposizione con il bilancio di previsione 2024. Di solito, si dice che le manutenzioni non si fanno per carenza di risorse, ma in questo caso i soldi ci sono.<br>Il progetto, realizzato da uno studio tecnico esterno al comune è stato approvato dalla Giunta con delibera 260 a novembre 2023 ed è pubblicato <a href="https://www.comune.bastia.pg.it/c054002/zf/index.php/atti-amministrativi/delibere/dettaglio/table-delibere-public-page/2/atto/GTVRBeUU5Y3c-H" data-type="link" data-id="https://www.comune.bastia.pg.it/c054002/zf/index.php/atti-amministrativi/delibere/dettaglio/table-delibere-public-page/2/atto/GTVRBeUU5Y3c-H" target="_blank" rel="noreferrer noopener">QUI</a> dove potrai scaricare la relazione illustrativa e gli elaborati. In particolare, le strade interessate dall’intervento sono le seguenti:</p>



<p>• TRATTO 1: <strong>Via Veneto</strong>;<br>• TRATTO 2: <strong>Via Firenze</strong>;<br>• TRATTO 3: <strong>Via San Rocco</strong>;<br>• TRATTO 4: <strong>Via Atene</strong> (quartiere <strong>San Lorenzo</strong>);<br>• TRATTO 5: <strong>Via Sofia</strong> (quartiere <strong>Cipresso</strong>)<br>• TRATTO 6: <strong>Via delle Industrie</strong> (Bastia Zona Industriale)</p>



<p>Non so dove si fermino le procedure, ma a me appare incomprensibile che un comune abbia a disposizione 400mila euro da febbraio 2023, per la manutenzione straordinaria delle strade che messa giù semplice, significa sistemare molte strade piene di buche e i lavori (che risultano sempre più urgenti) non partono. Per non parlare poi degli altri 230mila euro a disposizione dall’approvazione del bilancio 2024. Quando saranno utilizzati?</p>



<p><br>A quanto pare siamo nelle mani della Tecnocrazia, che prende sempre più potere, nonostante i ministri al governo, continuino a proclamare l’avvenuta semplificazione delle procedure per privilegiare la “politica del fare” che deve sostituire quella degli annunci.</p>



<p><br>Qualcuno, sarebbe bene, spieghi ai cittadini elettori, i motivi per cui pur avendo le risorse a disposizione, la manutenzione straordinaria di molte strade non viene fatta, nonostante il periodo pre-elettorale che dovrebbe essere un forte stimolo a procedere.<br>Se questo non avviene, il segnale è preoccupante. Forse la <strong>Tecnocrazia</strong> ha preso il sopravvento sulla <strong>Democrazia</strong>?</p>



<p><br><strong><em>Francesco Fratellini</em></strong><br><strong>Coordinatore BASTIA POPOLARE</strong></p>
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