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	<title>Monastero delle Benedettine di Sant ’Anna &#8211; Bastia</title>
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	<description>Notizie da Bastia U.</description>
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		<title>Le suore diventate“super chef”«Cuciniamo per il bene di tutti»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Aug 2025 13:46:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Incontriamo le sorelle del monastero benedettino di Sant’Anna a Bastia Umbra]]></description>
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<p><strong>AL FESTIVAL“LIBRI NEL BORGO ANTICO”AL VIA OGGI A BISCEGLIE</strong></p>



<p><strong>Quattro monache di clausura autrici e protagoniste di un format tv trasformato in un volume<br>«La chiamiamo evangelizzazione domestica.Ci piacerebbe far da mangiare per Papa Leone»</strong></p>



<p><em>DANIELE PRIORI</em><br>Da un borgo all’altro. Di fornello in fornello. Da madre a madre. E’un inseguirsi di storie, cibi legati alla tradizione contadine e vite di donne, quelle di Madre Noemi, Suor Myriam, Suor Debora e Suor Eleonora, protagoniste e autrici de La cucina delle monache, format televisivo in onda da due anni(quattro stagioni)su Food Network che ormai sta girando l’Italia anche sotto forma di libro, pubblicato dall’editore Vallardi, che domenica sera sarà protagonista della sedicesima edizione del Festival letterario Libri nel Borgo Antico al viaoggia Bisceglie (Bt). <strong>Incontriamo le sorelle del monastero benedettino di Sant’Anna a Bastia Umbra</strong> quasi con le valigie in mano. Ad accoglierci Madre Noemi, l’Abbadessa del monastero che ci ricorda come, nonostante il necessario confronto con i social, la televisione, l’editoria, la regola resti pur sempre quella millenaria di San Benedetto: «Ora et labora». <strong>Madre, come si concilia la clausura, la tradizione monastica e il vostro successo mediatico, in tv e sui social?</strong> «Anzitutto bisogna spiegare che la nostra clausura è quella monastica, meno rigida di altre. A noi sono consentiti il lavoro agricolo e l’accoglienza di ospiti. Per il resto, noi tutto sommato siamo a casa nostra, nel nostro monastero e facciamo la nostra attività di cucina. Mentre facciamo diamo la possibilità alle persone di vedere quello che siamo». <strong>Mi faccia l’identikit della monaca benedettina del 2025</strong>. «Siamo giovani donne che pregano e vivono la regola dell’ Ora et Labora cercando di trasmettere i valori della fraternità, della pace, del rispetto». <strong>E il format <em>La cucina delle monache</em> come è nato?</strong> «Un po’per caso ma poi abbiamo continuato perché le persone ce l’hanno chiesto, continuando a dirci come grazie a noi passavano del tempo in pace e serenità». <strong>Quella che voi chiamate «evangelizzazione domestica»</strong> «Esattamente».<strong> Qual è la ricetta più gettonata?</strong> «Sicuramente la pasta e patate di Suor Myriam…Anche la più sostanziosa!» (Sorride) <strong>Perché però oggi una ragazza sceglie di entrare in convento?</strong> «Certamente non per le ragioni di cui si parlava un tempo…Se una volta, infatti, molte ragazze entravano in convento perché deluse dai fidanzati oppure perché non c’era cibo in famiglia, oggi chi entra è veramente convinta della sua scelta, della sua vocazione, che non è una questione egoistica ma qualcosa che serve per il bene di tutti». <strong>Ragazze che, come nel vostro caso, hanno già un loro percorso di studi. Leggiamo che siete architette, psicologhe, plurilaureate…</strong><br>«Certamente, siamo donne di oggi, ognuna con il proprio talento e l&#8217;essere monaca è dare un di più, un&#8217;aggiunta di un orientamento spirituale». <strong>Talenti che sicuramente vi hanno aiutato ad arrivare al successo del vostro format…</strong><br>«Oggi è necessario essere un po’più al passo coi tempi, un po’ aggiornate ecco…Perché oggi il mondo si è spostato sui social, la gente in piazza non va più, va nella piattaforma, quindi essendo cambiati un po&#8217; anche i luoghi, gli spazi fisici, bisogna adeguarsi. Però ci tengo a ripetere che noi comunque restiamo in monastero e riusciamo ad arrivare alle persone. Questo fa sì a sua volta che le persone vengono da noi..» <strong>Qual è stato l’impatto della notorietà sul numero dei visitatori?</strong> «Abbiamo moltissime persone che vengono alla preghiera. Se prima ne venivano 4-5algiorno,oggi ne vengono 40-50 tutti i giorni a pregare con noi». <strong>Avete ricevuto inviti a cucinare anche in eventi vip ,vista la vostra chiara fama?</strong> «Ci hanno chiesto di partecipare a eventi anche all’estero ma abbiamo rifiutato perché comunque noi dobbiamo rimanere nella nostra dimensione monastica, quindi non possiamo accettare tutto, dobbiamo rimanere anche in quello che noi siamo: monache. Benvenga, però,se ad esempio ci chiamano negli ospedali a salutare i malati, questo lo facciamo sempre volentieri». <strong>Vi è capitato di dover “arginare” la curiosità di qualche visitatore, attirato magari proprio dalla “caccia al vip”?</strong> «Chi viene,è invitato principalmente a pregare con noi alla preghiera del Vespro, come dice San Benedettone nella Regola. Poi dopo, se qualcuno vuole farsi anche una foto o vuole l’autografo lo facciamo anche». <strong>Immaginiamo vi piacerebbe cucinare per Papa Leone. È così?</strong> «Beh, sarebbe un onore…Ma soprattutto stare alla suapresenza, poter parlare con lui, magari interagire. Papa Francesco lo incontrammo quando venne ad Assisi alla Porziuncola».</p>
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		<title>Le 17 donne dell’Umbria in rosa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Dec 2023 07:57:32 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Bastia Umbra]]></category>
		<category><![CDATA[Il Corriere dell'Umbria]]></category>
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					<description><![CDATA[Suor Noemi Scarpa, Madre Badessa del Monastero delle Benedettine di Sant ’Anna a Bastia Umbra]]></description>
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<p><strong>Il riconoscimento, nato nel 2016, è andato a chi si è distinta nei campi del sapere e dell’operosità</strong></p>



<p><strong>Chi sono le premiate dalla presidente Proietti nella sala del Consiglio della Provincia</strong></p>


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<figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="304" height="387" src="https://www.bastia.it/wp-content/uploads/2023/12/suornoemiscarpa.jpg" alt="" class="wp-image-127774" srcset="https://www.bastia.it/wp-content/uploads/2023/12/suornoemiscarpa.jpg 304w, https://www.bastia.it/wp-content/uploads/2023/12/suornoemiscarpa-236x300.jpg 236w" sizes="(max-width: 304px) 100vw, 304px" /></figure>
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<p>di Anna Lia Sabelli Fioretti<br>PERUGIA Fiocco rosa sul grande portone del Palazzo della Provincia in Piazza Italia per il ritorno del premio Umbria in rosa interrotto per diverse edizioni a causa della pandemia.Il premio, nato nel 2016 da un’idea dell’allora consigliera di parità Gemma Bracco, intende dare risalto a tutte quelle donne che nella regione operano nei campi del sapere e dell’operosità, esemplari modelli femminili che si distinguono per le capacità professioni valorizzando il proprio patrimonio di conoscenza , tolleranza, laboriosità, umanità. Diciassette le prescelte di quest ’anno dalla presidente Stefania Proietti, da Jean Luc Umberto Bertoni, presidente dell’Associazione Europa Comunica, da Giuliana Astarita,Consigliera di Parità della Provincia di Perugia e da Erika Borghesi,consigliera Provinciale con delega per le Pari Opportunità.Le premiate erano quasi tutte presenti ieri pomeriggio in prima fila nella sala del Consiglio della Provincia.<br><strong>LE PREMIATE</strong> Eccole: Nicoletta Spagnoli per aver portato avanti con creatività e innovazione l’idea imprenditoriale della sua bisnonna Luisa e per aver saputo coniugare la tradizione e i valori con l’innovazione.Anna Chiacchierini, unica donna al mondo imprenditrice e manager a capo di un’azienda particolare come il Centro Tori Chiacchierini dotato di laboratori all’avanguardia di genetica avanzata che riesce ad esportare il materiale seminale e gli embrioni per il miglioramento genetico degli allevamenti.Laura Dalla Ragione per il suo impegno come psichiatra e come fondatrice di una Rete della Usl 1 per curare i disturbi del comportamento alimentare. Gemma Bracco, fondatrice del Premio ma soprattutto Consigliera di Parità premiata per i tanti progetti e attività di supporto nei casi di discriminazione tra donne e uomini nel mondo del lavoro.Monia Filippetti che grazie al suo amore per l’arte,unito alla passione per la moda, ha dato vita al brand Monos, un vero e proprio progetto imprenditoriale iniziato con la creazione di un foulard ispirato al cubismo di Picasso. Francesca Gosti, responsabile della “Sezione Reati contro la persona e reati s essuali” impegnata nell’accoglienza e nella tutela delle donne vittime di violenza Maria Paola Martelli, titolare della Toclinics, una start Up innovativa che opera nella ricerca ematooncologica e oncologica.Maria Concetta Micheli, prima donna elicotterista italiana, che ha lottato contro i pregiudizi sulle donne che vogliono fare lavori considerati maschili.Emanuela Miniati per aver fondato “Carta in fiore ” che produce carta e oggettistica di carta, a<br>Corciano, cooperativa sociale che dà lavoro anche a ragazzi diversamente abili. Maria Giovanna Ranalli, ricercatrice specializzata in discipline statistiche che promuove la cultura della parità di genere </p>



<p><strong>Suor Noemi Scarpa, Madre Badessa del Monastero delle Benedettine di Sant ’Anna a Bastia Umbra, accoglie da anni donne e famiglie in difficoltà.</strong> Laura Teza docente universitaria impegnata a diffondere la conoscenza del nostro patrimonio artistico e ad accrescerne la valorizzazione e la fuizione. Simona Zuncheddu, dirigente scolastica del Liceo delle Scienze Umane che promuove la cultura delle pari opportunità, del rispetto e della non violenza tra i giovani. Chiara Andidero, pcampionessa di nuoto, 19enne ha raggiunto importanti risultati sportivi nonostante le difficoltà legate al disturbo dello spettro autistico. premiate nella sezione Sport Paralimpico.<br>Assenti giustificatissime Monique Veaute, dal 2020 direttrice del Festival di Spoleto, ambasciatrice della cultura contemporanea italiana nel mondo, Laura Chiatti, non solo attrice che sceglie ruoli nel cinema sempre nuovi e diversi ma è anche madre sempre presente nella vita dei figli.E Mirella Alloisio, mitica partigiana “Rossella”, 98 anni, ancora oggi impegnata nelle Associazioni antifasciste.</p>
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