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	<title>pizzo &#8211; Bastia</title>
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		<title>Un sindaco contro il racket</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Aug 2022 07:30:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Messaggero]]></category>
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<p>Alvaro Fiorucci Gli anni &#8217;70 sono agli sgoccioli e<strong> Bastia Umbra è tra i comuni italiani con il più alto reddito pro-capite.</strong> Sono il commercio e l&#8217;artigianato a tanta ricchezza tra i suoi cittadini. La camorra ei suoi derivati ​​locali lo sanno. Conoscono anche il modo di fruttare al meglio per loro tornaconto la situazione.<br>Con il pizzo, ovviamente. Le vittime del ricatto sono già diverse, ma nessuna fiata. Tocca al sindaco, Alberto La Volpe, socialista per cultura e giornalista per mestiere, squarciare il velo di silenzio che più che di omertà sa di tirare a campare senza noie. Dallo scranno più alto dell&#8217;assemblea municipale avverte gli altri politici del rischio dell&#8217;inquinamento economico e sociale e chiama coloro che sanno alla mobilitazione: ribellatevi soli intimidazioni , denunciate, segnalate, non visceremo soli. Confronta così una figura che si considera , sbagliando, propria di altri contest e presente ad altre latitudini. La figura di chi mette e impegno personali nella non facile faccia di frantumare sul nascere i piani, piccoli o grandi che siano, della criminalità organizzata. Insomma, un sindaco antiracket. Alberto La Volpe è nato a Napoli, ma dal 1963 è a Roma, alla Rai. Con Biagio Agnes e Sandro Curzi fa nascere il tg3, poi passa agli speciali del Tg1, quindi va a dirigere il tg2. Non è un mezzobusto, è uno che fa la macchina. Ancora qualche anno e nel 1994 entra in Parlamento con i Progressisti, deputato e più volte sottosegretario. Per dieci anni, dal 1970 al 1980, è sindaco di Bastia Umbra, un ruolo che svolge senza abbandonare l&#8217;attività giornalistica. È dalla primavera del 1976 che ogni tanto una vetrina di negozio viene fatta a pezzi o un ingresso di azienda prende fuoco. Succede anche che spesso tra posta ci siano lettere strane e che al telefono si ascoltino voci contraffatte che propongono e impongono. Sono in pochi farlo, ma qualcuno denuncia gli anonimi che offrono protezione per tenere lontano i guai che altrimenti sicuramente arriveranno. C&#8217;è dunque all&#8217;opera un racket, forse spinto da quei dati della Banca d&#8217;Italia che, poco tempo prima, hanno una città ricca. E c&#8217;è come una cappa che incombe su una buona fetta dell&#8217;economia. I carabinieri indagano e sostenere la collaborazione della gente, di vittime e di eventuali testimonianze. Sono più di venti i commercianti sotto scacco. Servire un tramite che faccia da ponte tra la giustizia e le vittime che pagano in silenzio. Il sindaco Alberto La Volpe analizza la situazione, ne intuisce la pericolosità, si spende come può. Interventi in Consiglio comunale, assemblee con le categorie a rischio. Dai palazzi della regione, si fa sentire il presidente Germano Marri: Il fenomeno esiste da tempo, ma è difficile raccoglierne le prove perché la paura impone di tacere; invece bisogna reagire con fermezza. È dunque partita una campagna inedita , una sorta di prima controffensiva delle istituzioni contro un nuovo nemico. La campagna è convincente, evidentemente. In pochi mesi gli inquirenti acquisiscono gli elementi necessari per definire l&#8217;intero gruppo degli estorsori . Sono una quindicina e tutti giovanissimi. Sono, per la gran parte, figli dinti obbligati o di soggiornanti provenienti dalla Campania. Figli di un ambiente difficile con in testa l&#8217;idea che l&#8217;arricchimento facile , con l&#8217;emulazione dei più grandi, non è un miraggio. Arrestati ,alcuni confessano, altri negano. Ci saranno condanne e assoluzioni. La cappa che aveva sorpresa, ammutolito e indignato una comunità intanto si è allontanata. Alberto La Volpe è morto il 16 maggio 2017. Aveva 83 anni.<br>Alvaro Fiorucci</p>
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