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	<title>rifiuti &#8211; Bastia</title>
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	<description>Notizie da Bastia U.</description>
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		<title>Rifiuti &#8211; Risposta al PD: Aumenta la Tari nel 2018 non per volontà del Comune ma per fronteggiare i maggiori costi di smaltimento dei rifiuti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2018 12:55:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BASTIA NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Tari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Tari 2018 a Bastia Umbra aumenterà mediamente del 9,8%, ma non per responsabilità dell’amministrazione comunale. Il sistema regionale per lo smaltimento dei rifiuti non&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Tari 2018 a Bastia Umbra aumenterà mediamente del 9,8%, ma non per responsabilità dell’amministrazione comunale.</p>
<p>Il sistema regionale per lo smaltimento dei rifiuti non funziona in maniera ottimale e fino ad oggi ha guardato più a riempire le discariche piuttosto che investire in tecnologie moderne in grado di valorizzare i rifiuti e migliorare la raccolta.</p>
<p>La causa dell’aumento della Tari, non solo a Bastia Umbra va ricercata proprio in questi comportamenti che hanno mandato in crisi il sistema regionale di smaltimento e costringendo il gestore del servizio a portare i rifiuti fuori dall’Umbria. Peraltro l’Assemblea dei Sindaci è riuscita a contenere l’importo dell’aumento, in quanto non ha accolto le richieste di extra-costi avanzate dal gestore al quale è stato riconosciuto solo il 15% circa delle richieste.</p>
<p>Da sottolineare che in tale contesto il livello della Tari a Bastia Umbra è tra i più bassi dei comuni con popolazione sopra a 20 mila abitanti.</p>
<p>Il sistema della raccolta differenziata nel nostro Comune ha seguito una evoluzione costante consentendo di conseguire il risultato migliore (70% a fine 2017) tra i comuni con popolazione superiore a 20 mila abitanti. Non è un caso che tutte le amministrazioni municipali umbre che hanno voluto migliorare la raccolta differenziata hanno scelto di adottare il sistema messo in campo a Bastia già nel 2013. Il sistema del ‘porta a porta spinto’ con i mastelli ora viene praticato nella maggior parte dei comuni in sostituzione dei cassonetti.</p>
<p>“Le critiche del Pd manifestate nei giorni scorsi – rileva l’Assessore Francesco Fratellini – non hanno alcun fondamento. Ascoltiamo sempre i cittadini e cerchiamo di risolvere le criticità che di volta in volta si presentano, senza dover fare passi indietro nei sistemi di raccolta adottati. Anzi, intendiamo fare altri passi avanti, come la sperimentazione delle Isole Ecologiche Automatiche, che, se daranno i riscontri previsti, permetteranno di migliorare il servizio e nel tempo anche di ridurre i costi”.</p>
<p>Il PD di Bastia Umbra, anziché ricercare i motivi di contestazione, dovrebbe cercare di fare squadra in Consiglio comunale per sostenere gli interessi dei cittadini le ragioni della cittadinanza che sta facendo sforzi encomiabili per centrare tutti gli obiettivi nel sistema di raccolta differenziata. Un fronte comunale condiviso potrebbe indurre coloro che amministrano la Regione  a lavorare con determinazione e tempi certi per dotare l’Umbria  di un sistema dei rifiuti moderno,  abbandonando il sistema delle discariche, e in grado di chiudere il ciclo di valorizzazione dei rifiuti in maniera stabile.</p>
<p>E’ da evidenziare il risultato raggiunto dal Comune di Bastia Umbra che nel 2017 è stato inserito tra i Comuni “Ricicloni” da Legambiente risultando il primo nell’ambito territoriale di appartenenza. La classifica di Legambiente:</p>
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		<title>Rifiuti, blitz di Perugia: stop alla stangata da 6 milioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jun 2017 05:43:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Il Messaggero]]></category>
		<category><![CDATA[ANSIDERI]]></category>
		<category><![CDATA[auri]]></category>
		<category><![CDATA[Barelli]]></category>
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		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fosse una partita di calcio la non strana coppia Perugia-Bastia (amministrazioni di centrodestra) avrebbe vinto fuori casa. Ma la sfida sui rifiuti è una partita&#8230;</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Fosse una partita di calcio la non strana coppia Perugia-<strong>Bastia</strong> (amministrazioni di centrodestra) avrebbe vinto fuori casa.<br />
Ma la sfida sui rifiuti è una partita a scacchi delicatissima in cui la mossa che stende ancora non è in mano ad alcuno dei player.<br />
Però ieri l’assemblea dell’Auri ha frenato un bel po’. E, per farla veloce, Perugia e <strong>Bastia</strong> hanno piazzato il blitz che blocca (almeno per un po’) un rischio stangata da quasi sei milioni di euro per i comuni del vecchio Ati del Perugino sulla bolletta dei rifiuti.<br />
La partita è quella degli extra costi sostenuti da Gest-Gesenu per portare fuori regione i rifiuti da dicembre. Combinato disposto della chiusura dell’impianto di compostaggio di Pietramelina prima e della discarica di Borgogiglione poi. L’assemblea che si è tenuta a Foligno ha deciso di non cedere all’ipotesi di arbitrato di fronte alle richieste di Gest-Gesenu di un conteggio super che poteva<br />
pesare sulle bollette dei cittadini del Perugino. Tutto rinviato alle scelte del cda dell’Auri con l’ipotesi che il contezioso possa passare per un arbitrato che è già finita nel cassetto.<br />
Anche perché, con la nuova determina dirigenziale della Regione che riporta la situazione tecnica di Borgogiglione allo scorso autunno (di fatto un pesante passo indietro con i nuovi parametri che avevano creato un pesante stallo), c’è una prateria di scelte, in fatto di contenzioso, da esplorare.<br />
Però intanto la stangata (più per l’area del Trasimeno che per Perugia vista la ripartizione dei costi), resta congelata.<br />
Ieri, l’assemblea dell’Auri, ha anche messo mano all’indennità di disagio ambientale. E anche qui la coppia Barelli (vice sindaco di Perugia e <strong>Ansideri(sindaco di Bastia)</strong> hanno portato a casa la pagnotta.<br />
Non ci sarà un doppio prezzo. Città di Castello ha fatto un passo indietro e la quota che verrà pagata a tonnellata per l’utilizzo della discarica di Belladanza sarà pari a quella che era stata pagata quando tocco a Borgogiglione aprire le porte per i rifiuti dell’Alto Tevere: cinque euro a tonnellata e non sette e mezzo.<br />
Quel costo verrà rivisto in più ampio riassetto che l’Auri dovrà studiare nell’ambito del suo mandato per quanto riguarda la partita a scacchi dei rifiuti.<br />
Lu.Ben.</p>
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		<title>«Rifiuti, così i conti sbagliati»</title>
		<link>https://www.bastia.it/rifiuti-cosi-i-conti-sbagliati/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2017 09:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Il Messaggero]]></category>
		<category><![CDATA[fratellini]]></category>
		<category><![CDATA[in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Luca Benedetti &#8211; &#160; Uno sguardo indietro e due avanti. La partita dei rifiuti esce dai silenzi e dalle stanze delle politica, dei faccia a&#8230;</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Luca Benedetti &#8211;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Uno sguardo indietro e due avanti. La partita dei rifiuti esce dai silenzi e dalle stanze delle politica, dei faccia a faccia dentro le assemblee dell&#8217;Ato. Si muove Francesco Fratellini, vicesindaco di Bastia (centrodestra) con delega all&#8217;ambiente, scelte pesanti sul fronte del servizio e differenziata a un passo dal settanta per cento. Fratellini guarda indietro, ma l&#8217;obiettivo è quello di fare due passi in avanti. Prima però c&#8217;è bisogno di capire bene ieri e oggi.</p>
<p><strong>«Così i costi sbagliati»</strong></p>
<p>«Bisogna cambiare il sistema- dice Fratellini- ma bisogna anche capire da dove siamo partiti. Nel 2009, quando è stato avviato il nuovo appalto del Perugino per la raccolta differenziata si pagavano 38 euro a cittadino. Poi è stato introdotto il sistema del metro cubo equivalente. Ma credo che non sia un sistema di calcolo corretto. Perché non si può pensare di partire dalla stessa cifra da incassare per poi imputare i costi al servizio».<br />
Così, basta scaricare dai siti internet dei Comuni dell&#8217;Ato del Perugino i piani economici finanziari e i numeri raccontano il mondo dei rifiuti e dei costi. Per esempio il costo unitario riferito a raccolta e trasporto del secco residuo (cioè il rifiuto che finisce nell&#8217;indifferenziato) è di 750,68 euro che si tratti di raccogliere a Piegaro piuttosto che a Perugia o a Bastia oppure a Todi. Ma il dato che salta all&#8217;occhio è quello della raccolta differenziata costi desunti dalle schede dei servizi base. A Todi, per esempio, nel piano finanziario 2016, il costo della differenziata è di 4.250,13 euro al metro cubo equivalente, a Collazzone e Deruta di 4.340,54 a Perugia di 5.367,84 a Bastia è di 2.874,40 e a Piegaro di 6.599,71. Considerando che il servizio è, di fatto, standard, ai di là che venga effettuato con i cassonetti stradali o quelli affidati al privato (tipo tris). Discorso a parte per il porta a porta. Mentre, per esempio, i costi accessori di pulizia delle fontane è di 0,27 euro per abitante all&#8217;anno in tutti i Comuni.</p>
<blockquote>
<h4>«Credo- dice Fratellini- che ci troviamo di fronte a un sistema di calcolo capovolto. Cioè si parte dalla somma che va all&#8217;incasso». Bastia, per esempio, ha cambiato più o meno la metà dell&#8217;ipotesi progettuale iniziale. «Ma visto che -spiega il vice sindaco con delega all&#8217;Ambiente- al gestore viene comunque riconosciuto un venti per cento in più a piè di lista, credo che un ragionamento diverso sui costi sia necessario».</h4>
</blockquote>
<p>I numeri raccontano e spiegano. Ma da Bastia non arriva solo l&#8217;interpretazione dei numeri. «C&#8217;è bisogno di cambiare passo. Tiriamo una linea e guardiamo avanti. C&#8217;è l&#8217;Auri? Bene, facciamolo funzionare. Un gestore unico? Capisco le difficoltà. Ne abbiamo più di venti in Umbria. La politica ha sempre guardato con interesse al mondo dei gestori e ha anche voluto mantenere una certa situazione, ma ora non si può più. Da ogni gestore va colto il meglio. Per arrivare a un sistema in cui il rapporto qualità-prezzo migliore deve essere spalmato su tutti. Servono nuovi impianti? Facciamoli. Gli adeguamenti non bastano più. Nel Perugino l&#8217;appalto scade nel 2024, non si può pensare di scaricare altri costi sui cittadini con al discarica di Borgogiglione che vede il fine vita. Ottimizzare si può. Se è difficile intervenire sui costi di smaltimento che sono oggettivamente bassi, sulla formazione di altri costi si può lavorare. Come dimostrato dalle differenze sulla spesa per la raccolta differenziata. È decisivo intervenire sul costo del servizio. Sì che i benefici li possono avere i cittadini. Quanto? C&#8217;è una trenta per cento di margine su cui si può lavorare». Ma da Bastia arriva un altro ragionamento: «Serve che la Regione faccia valere le norme. Serve un nuovo piano dei rifiuti. Non basta intervenire con le delibere di giunta. La politica si riprenda un ruolo di indirizzo, ma anche in Comuni facciano la loro parte. Troppi hanno piegato alle proprie esigenze le scelte fatte con le delibere delle giunte regionali invece di intervenire sul sistema di raccolta dei rifiuti. I nodi, poi, vengono al pettine e il caso Pietramelina lo dimostra».<br />
A proposito di rifiuti e dintorni. C&#8217;è chi aspetta che oggi il vice sindaco e assessore all&#8217;Ambiente di Perugia, Urbano Barelli, esordisca in una riunione di giunta del nuovo anno.<br />
Luca Benedetti</p>
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		<title>Rifiuti, c&#8217;è chi blocca la tassa ma non può fare gli sconti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2017 07:29:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Il Messaggero]]></category>
		<category><![CDATA[fratellini]]></category>
		<category><![CDATA[in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Tari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>PERUGIA Qualche numero non torna. E arrivare primi (o tra i primi) riuscendo a non far aumentare la Tari, cioè la bolletta dei rifiuti, alla&#8230;</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>PERUGIA Qualche numero non torna. E arrivare primi (o tra i primi) riuscendo a non far aumentare la Tari, cioè la bolletta dei rifiuti, alla fine ha un retrogusto amaro. Succede a Bastia dove i conti del bilancio di previsione approvato in tempi record, dicono che gli scarti che vanno al compostaggio (in questi giorni non Pietramelina visto è che ancora chiuso)sono, rispetto alla frazione umida del tre per cento con una raccolta differenziata al 69,4%. Ma in fondo a quel risultato c&#8217;è un po&#8217; di amaro.</p>
<blockquote>
<h4>Il perché l&#8217;assessore all&#8217;Igiene urbana, Francesco Fratellini, lo spiega con un tackle che suona così: «Pur esprimendo soddisfazione per i livelli da noi raggiunti rimane il rammarico nel constatare che i buoni risultati ottenuti ancora non possono dare benefici economici ai cittadini di Bastia a causa dell&#8217;inadeguatezza dei sistemi di recupero nello smaltimento dei rifiuti differenziati.</h4>
</blockquote>
<p>Oggi, occorre un impegno maggiore nei controlli da parte di chi finora ha gestito senza risultati utili questa fase». Schiaffo al sistema rifiuti che è anche finito sotto inchiesta proprio per non aver gestito bene la raccolta differenziata. Bastia va alla guerra, annuncia la tariffazione puntuale e sfida quei Comuni che hanno annunciato la differenziata sopra al 75%, ma che da Bastia smontano così: «Quei valori vanno depurati degli scarti della frazione umida». Che a stare stretti, come ammesso da Gesenu, in molti Comuni va sopra al 20%. Come dire il valzer di numeri che non aiuta le tasche dei cittadini. Anzi.<br />
Luca Benedetti</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Anche Umbertide e Bastia nell&#8217;effetto domino Gesenu</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Dec 2016 08:01:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Il Messaggero]]></category>
		<category><![CDATA[ANSIDERI]]></category>
		<category><![CDATA[BASTIA PARTE CIVILE]]></category>
		<category><![CDATA[gesenu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CASO RIFIUTI Effetto domino, Dopo i comuni del Lago Trasimeno e Corciano, si allarga il numero degli amministratori pubblici che stanno monitorando l&#8217;inchiesta giudiziaria sulla&#8230;</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CASO RIFIUTI</strong><br />
Effetto domino, Dopo i comuni del Lago Trasimeno e Corciano, si allarga il numero degli amministratori pubblici che stanno monitorando l&#8217;inchiesta giudiziaria sulla Gesenu e le società ad essa collegate per eventuali azioni risarcitorie. <strong>«Non possiamo dirci sorpresi di alcune questioni chiaramente emerse dall&#8217;indagine e che noi avevamo segnalato già nei primi anni di applicazione del contratto, evidenziando alcune distorsioni ed anomalie che in parte sono state corrette», evidenzia Stefano Ansideri, sindaco di Bastia. «Guardiamo agli sviluppi dell&#8217;inchiesta con evidente interesse e, ora, anche con la massima attenzione su quegli elementi che dovessero evidenziare possibili danni al nostro comune, che si è fortemente adoperato per realizzare ed ottimizzare la raccolta differenziata»,rivela. Perché, conclude Ansideri, «qualora dovessero emergere eventuali danni a carico dei cittadini di Bastia Umbra, ai quali va riconosciuto il grande impegno per gli ottimi risultati ottenuti nella raccolta differenziata, valuteremo ogni iniziativa utile per la loro tutela».</strong> Diversa nel merito, identica nella sostanza la posizione assunta a Umbertide.</p>
<p><strong>LE DECISIONI</strong></p>
<p>«In attesa del completamento delle analisi in corso, confermiamo l&#8217;impegno in un eventuale procedimento per danni ambientali, costituendoci parte civile a tutela degli abitanti di Pierantonio che per decenni insieme a comitati, partiti ed istituzioni hanno denunciato i problemi ora portati all&#8217;attenzione della magistratura dagli organi inquirenti», anticipa il primo cittadino, Marco Locchi. Della questione. in effetti, se ne parlò a febbraio, in consiglio comunale, quando venne approvato con 13 voti favorevoli e 3 contrari (di Umbertide Cambia) un ordine del giorno dove il Pd chiedeva all&#8217;amministrazione di farsi parte in un eventuale processo. «Restiamo in attesa di sviluppi per agire». garantisce Locchi. Assicurazioni che non convincono il Movimento 5 stelle locale. «Se risultassero vere le nostre accuse &#8211; ribattono Valentina Pigliapoco e Michele Venti &#8211; l&#8217;arministrazíone sarebbe smentita su tutti i fronti. mentre ci chiediamo cosa vorrà fare il nostro comune per difendere i suoi cittadini che in questi anni sono stati costretti a pagare servizi non svolti correttamente.</p>
<p>Walter Rondoni</p>
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		<item>
		<title>Un altro giro di giostra sui rifiuti</title>
		<link>https://www.bastia.it/un-altro-giro-di-giostra-sui-rifiuti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Dec 2016 08:17:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Il Corriere dell'Umbria]]></category>
		<category><![CDATA[differenziata]]></category>
		<category><![CDATA[in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una riflessione molto condivisibile da leggere assolutamente. di Renzo Massarelli Il viaggio inquietante dei nostri rifiuti, le discariche usate in modo piuttosto disinvolto, le analisi&#8230;</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una riflessione molto condivisibile da leggere assolutamente.</p>
<p><strong>di Renzo Massarelli</strong><br />
Il viaggio inquietante dei nostri rifiuti, le discariche usate in modo piuttosto disinvolto, le analisi false, il percolato che si diffonde nei torrenti e nei boschi,la presenza di personaggi così poco trasparenti all&#8217;interno delle società che si dovrebbero occupare della cosiddetta nettezza urbana, lascia un segno indelebile nel cuore verde di questa regione.<br />
Pare che l&#8217;Umbria sia diventata uno dei luoghi eletti dei rifiuti di importanti città metropolitane come Roma e Napoli e che attorno alle colline maleodoranti di Pietramelina e di Borgogiglione si mangi meglio di quanto non sappiano fare i gabbiani. Non da oggi e nonostantel&#8217;avvio della raccolta differenziata in tutta la regione.<br />
Eppure è una vita che conviviamo con i sacchetti colorati della Gesenu. In soffitta, in molte case, ci sono ancora quelli di trenta anni fa che costituiscono la riserva incaso di emergenza. A quei tempi venivano lasciati davanti alla porta di casa e poteva succedere che qualche abitazione non fosse abitata così che i sacchetti restavano abbandonati sulle scale. Ora c&#8217;è il self e non sempre le cose sono così semplici, tra codici e schede magnetiche. Dunque, da molto tempo ci misuriamo con questo nuovo mestiere che si chiama riciclaggio che è semplice solo se lo si affronta con superficialità.<br />
Se no ci vuole attenzione e molta pazienza. Il tempo dei cassonetti è quasi finito perché i cassonetti non ci impongono alcuna responsabilità, c&#8217;era sempre qualcuno che butta a casaccio. Ora sta a noi preparare il sacchetto giusto con il contenuto giusto con il mastello giusto. Non siamo più solo<br />
dei consumatori ma anche i primi responsabili del trattamento dei nostri rifiuti. Ci abbiamo provato con responsabilità e coscienza. Non ci siamo scoraggiati neanche in mezzo alle domande che circolavano in città. Dove finisce il viaggio dei nostri sacchetti?</p>
<blockquote><p>
Dubbi e leggende metropolitane. Così abbiamo pensato. Non può essere che si metta in piedi una organizzazione così complessa come la raccolta porta a porta solo per finta. E poi, perché mai?<br />
Certo, il raddoppio delle tariffe nel corso di pochi anni non è molto comprensibile. La nostra carta, la nostra plastica, le lattine, il vetro, non hanno proprio nessun valore? Con il recupero di tutto questo materiale le ditte specializzate  dovrebbero  guadagnarci.</p></blockquote>
<p>Non sembra così sicuro. Con la carta, forse, e certo anche con il vetro. La plastica vale quasi nulla e poi c&#8217;è l&#8217;organico, il più complesso dei nostri problemi. Com&#8217;è noto gli scarti delle nostre tavole devono subire un trattamento per trasformarsi in compost, terriccio fertile per l&#8217;agricoltura. La cosa non èsemplice e per molto tempo i coltivatori si sono tenuti lontani da un prodotto pur offerto gratis. Colpa nostra perché abbiamo buttato nei cassonetti un po&#8217; di tutto? Possibile, però si tratta del passato.</p>
<blockquote><p>La verità è che le società che gestiscono le discariche si sono trovate negli ultimi anni una quantità tale di organico di molto superiore alle capacità di lavorazione degli impianti così che hanno trovato molto più semplice buttare tutto sulle colline maleodoranti e certificare il falso.</p></blockquote>
<p>C&#8217;è chi sostiene che ora dovranno rimborsarci per la questione delle tariffe troppo alte. Abbiamo pagato troppo, anche se al comune di Perugia ci hanno detto che lo sconto è già stato applicato. Tutto a posto. In realtà il furto sulle bollette che dura chissà da quanto tempo è l&#8217;ultimo dei problemi.<br />
Abbiamo un altro conto da saldare molto più salato. Si tratta del danno ambientale, dei disastri causati al nostro territorio e che avranno conseguenze nefaste per chissà quanto tempo. Poi dobbiamo chiedere il pagamento di un altro danno che riguarda noi utenti alle prese ogni giorno con i nostri sacchetti colorati e con i quattro o cinque mastelli allineati in qualche angolo della cucina.<br />
Hanno giocato sulla nostra buona fede e umiliato il senso civico di migliaia di cittadini. Ci hanno derubato di qualcosa che vale molto di più di qualche bolletta.<br />
Ora dovremo necessariamente porci la domanda più scontata: chi doveva controllare un settore così sensibile dove le infiltrazioni malavitose sono ormai la norma?<br />
Beh, ci sono tante istituzioni che potevano farlo. Ora comincerà il solito balletto.<br />
Parlando di Pietramelina abbiamo intanto dimenticato Pietrafitta e i suoi campi di grano che custodiscono un immenso giacimentodi rifiuti tossici. Difficile risanare un disastro così. Erano altri tempi, si dice, e le norme erano inesistenti. Già, ma siamo sempre lì. Forse questo era solo un disastro annunciato dove tutti sapevano, in attesa di piazzare un bel bruciatore in qualche parte<br />
dell&#8217;Umbria. Intanto il sogno di un circolo virtuoso di recupero e trattamento dei nostri rifiuti sembra  fortemente  compromesso.<br />
Comincia un altro giro di giostra e non sappiamo ancora chi ci salirà sopra.</p>
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		<title>Scandalo rifiuti, pagati servizi mai fatti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Dec 2016 07:27:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>PERUGIA Da una parte ci sono le carte dell&#8217;inchiesta che parlano, dall&#8217;altra quelle dei Comuni che raccontano. Dall&#8217;inchiesta spunta un super testimone per l&#8217;inquinamento del&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>PERUGIA Da una parte ci sono le carte dell&#8217;inchiesta che parlano, dall&#8217;altra quelle dei Comuni che raccontano. Dall&#8217;inchiesta spunta un super testimone per l&#8217;inquinamento del torrente Mussino, quello sfregiato dal percolato che fuoriusciva dalla discarica di Pietramelina. Un imprenditore della zona, una volta saputo dell&#8217;inchiesta, ha bussato alla porta della Forestale e ha raccontato. Che lui aveva l&#8217;appalto per portare via il percolato, è stato costretto ai doppi turni degli operai perché ce ne era tanto. Ma in alcune circostanze di percolato da portare via ce ne era molto di meno. E il supertestimone è arrivato alla conclusione che quel percolato poteva solo finire nel Mussino con una sorta di sversamenti controllati. L&#8217;azienda è finita in pezzi perché l&#8217;imprenditore si sarebbe messo contro le scelte di Gesenu.<br />
Altre carte, invece, raccontano che ci sono Comuni (Bastia lo ha anche scritto alla Finanza) che si sono trovati fatturati servizi non fatti o fatti a singhiozzo. in quel caso erano stati messi in fattura più cassonetti di quelli utilizzati. E poi c&#8217;è il braccio di ferro con alcuni servizi per il Comune di Bettona.<br />
Benedetti e Milletti a pag. 47 de IL MESSAGGERO</p>
<h2><strong>Scandalo rifiuti, i Comuni: «Strapagati servizi mai fatti»</strong></h2>
<p><strong>LA PARTITA</strong></p>
<p>Un po&#8217; dentro l&#8217;inchiesta spazzatura d&#8217;oro connection e un po&#8217; dentro la storia, le lamentele dei Comuni per servizi pagati e mai fatti (o fatti a singhiozzo, ma finiti in fattura a costo pieno) diventano una chiave importante non solo per chi ha indagato, ma anche per capire quello che ha girato intorno al mondo Gesenu.<br />
Perché l&#8217;inchiesta di Forestale e Finanza coordinate dal pm Valentina Manuali della Dda sull&#8217;affare dei rifiuti e della raccolta differenziata col trucco, sono uno spaccato nero della placida Umbria.<br />
Un caso è finito dentro alle carte dell&#8217;inchiesta. Forse non ha avuto un peso penale, ma ha certamente aiutato a capire.</p>
<blockquote><p>E il caso è quello del<strong> Comune di Bastia</strong> che ha messo in piedi un braccio di ferro per alcuni servizi che sono stati contestati. Tanto che nel pacchetto di documenti che da <strong>Bastia sono pariti per la Tributaria della Finanza</strong>, <strong>c&#8217;è la storia di note di credito per 420 mila euro. Significa che il Comune non ha riconosciuto i servizi fatti e l&#8217;amministrazione guidata da Stefano Ansideri(sulla partita rifiuti braccio e mente è il vice Francesco Fratellini), ha chiesto uno sconto che è quasi in dieci per cento di un anno di costo del servizio che si aggira sui quattro milioni.</strong> Giusto per capire se le accuse reggerà fino in fondo, quanto il trucco abbia pesato sulle casse dei Comuni e quindi sulle tasche dei cittadini.</p></blockquote>
<p><strong>Il Comune di Bastia ha contestato (tra le note di credito ce n&#8217;è una di Gest del settembre 2011)servizi non fatti a regola d&#8217;arte e imputazione dei costi che non erano ritenuti corretti. Quali? Per esempio cassonetti conteggiati in più o modifiche dei servizi per aggiustare il tiro che sarebbero stati conteggiati due volte. Tra Bastia e il gestore l&#8217;accordo è stato chiaro: nessun rimborso ma usare quei soldi per coprire il territorio con la differenziata e far salire la percentuale di copertura dal 35% al 55%. Ma il Comune di Bastia nel raccontare, come chiesto dalla Finanza, cinque anni di fatture, delibere per l&#8217;importo delle bollette e contestazioni (se ci sono state) dei rapporti tra cliente e affidatario del servizio (sullo sfondo c&#8217;è sempre il mega appalto d&#8217;ambito da un miliardo di euro), ha spiegato anche cosa fossero quelle note di credito. Ma non solo. Perché nelle assemblee dell&#8217;Ato sempre da Bastia, sempre per bocca di Fratellini, sono emersi dubbi. Per esempio sui costi degli automezzi usati per raccolta e smaltimento dei rifiuti, dall&#8217;ammortamento all&#8217;usura delle gomme al costo del carburante, al consumo di carburante. E qui Bastia avrebbe fatto dei conti anche sul costo al chilometro. E dentro l&#8217;assemblea dell&#8217;Ati non c&#8217;è stati identità di vedute tra chi domandava e chi rispondeva. Per esempio: perché nella scheda sarebbe stato indicato un consumo di 0,8 litri per chilometro? Un tir da 44 tonnellate, è stato spiegato, ha un consumo medio di un litro, è stato detto davanti all&#8217;assemblea dell&#8217;Ato, per percorrere 2.5 km (i mezzi moderni arrivano 3) e quindi il consumo sarebbe di 0,40 al chilometro. Cioè la metà. E poi dubbi sull&#8217;Iva contabilizzata o meno nel costo del carburante. Politica, è vero, quando c&#8217;è l&#8217;assemblea dell&#8217;Ato, ma i dubbi sono rimbalzati anche nell&#8217;indagine. E Bastia ha rilanciato nelle carte inviate alla Finanza ed esaminate dalle Fiamme Gialle sulla contestazione dei costi legati ai servizi.</strong><br />
Un altro Comune che ha affrontato la sfida dei costi è quelli di Bettona, centrodestra come Bastia. Il sindaco Lamberto Marcantonini, conferma: «Durante la mia prima legislatura c&#8217;è stata una contestazione dei servizi per due anni pari a centomila euro. Il motivo? Non venivano puliti i vicoli come previsto. E non tornavano i metri quadrati dello spazzamento, per esempio delle piazze». Una vertenza da duecentomila euro(per due anni) che Marcatonini stima pari a circa il 15% del costo totale del servizio pagato dal Comune per tenere pulita Bettona. Come è finita? Cambiate le giunte, cambiata la partita. E Marcantonini quando è tornato a palazzo ha trovato la pratica chiusa. Ma non c&#8217;erano soldi in più nelle casse del Comune, anche se lui non lo vuol dire.<br />
PERUGIA ATTACCA<br />
Si muove la giunta Romizi. Ancora nota, ieri pomeriggio, con replica ai Cinquestelle: anche la Muraro ha esaminato gli impianti usati da Gesenu. Tackle violento sull&#8217;assessora di Roma della giunta Raggi. Ma non solo. La Muraro era stata chiamata come esperta per verificare la congruità dei costi inseriti nel servizio Tari. Ma la giunta Romizi spiega che la Muraro «non ha mai prodotto la relazione richiesta» tanto che i consiglieri di parte pubblica ne aveano chiesto la revoca.<br />
Ma in una pagina e mezza che Carmine Camicia (capogruppo Cor) boccia come fuori tempo massimo tanto da chiedere al sindaco Romizi di togliere le deleghe al vice Barelli, mette qualche punto che racconta meglio il grande mondo, a volte grigio dei rifiuti. Per esempio: «L&#8217;amministrazione comunale sia direttamente che tramite propri rappresentanti i seno alla Gesenu, ha lavorato per la sostituzione dell&#8217;ingegner Sassaroli (arrestato, è ai domiciliari, ndr) al quale, tuttavia, erano state rinnovate le deleghe dagli amministratori straordinari nominati a seguito dell&#8217;interdittiva antimafia». Da palazzo dei Priori spiegano che il 29 ottobre Gesenu aveva informato il prefetto Raffaele Cannizzaro che Sassaroli non avrebbe più ricoperto il suo incarico entro la fine dell&#8217;anno.<br />
Il Comune, visti gli sviluppi giudiziari del caso Gesenu («in gran arte per fatti legati a fatti avvenuti prima dell&#8217;insediamento di questa amministrazione») è pronta a tutelare gli interessi dei cittadini di Perugia. Cioè dalla costituzione di parte civile nell&#8217;eventuale processo alla richiesta danni tutta la gamma delle opzioni sono sul tavolo. Ma i grillini rilanciano con Cristina Rosetti che replica al centrodestra umbro: «La verità è che su Gesenu Romizi è stato a guardare».<br />
Sul caso Gesenu tornerà a muoversi la commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sui rifiuti. In calendario nuovi incontri in prefettura.<br />
Luca Benedetti</p>
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		<title>Rifiuti, caos Borgogiglione E Legambiente boccia tutti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Oct 2016 07:35:35 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Molto male fanno anche Perugia, Umbertide e Bettona. Il motivo? Nell&#8217;organico finiscono, caso italiano da record, i pannolini. <strong>Promossa Bastia, ma non basta per salvare gli altri.</strong></p>
<p>PERUGIA Si racconta di una seduta un po&#8217; agitata ieri mattina all&#8217;Auri, nato, ancora in culla e non decollato. E così sono ancora legge le parole degli Ad. Prendete quello numero 2 del Perugino, quello che ricorda le novità dei decreti sull&#8217;inceneritore. Sempre il 13 ottobre e sempre il direttore, Maria Angela Moriconi, informa i Comuni non solo che per il refitting della discarica di Borgogiglione non c&#8217;è bisogno della procedura di Valutazione di impatto ambientale; ma che c&#8217;è stata la richiesta di una proroga per il funzionamento in modalità bioreattore. Fino a oggi, però, non c&#8217;è alcun atto della Regione per l&#8217;ennesimo via libera. Contestualmente l&#8217;Ati 2 si è informata (proprio per la situazione di Borgogiglione) dagli Ati 3 e 4 se ci fosse la disponibilità per accogliere rifiuti. Ha detto un sì di massima la Sao titolare dell&#8217;impianto privato a Orvieto. Ma ha fatto sapere, poi, che non c&#8217;è spazio per novembre e dicembre per il trattamento della Forsu, cioè la frazione organica umida della frazione organica. C&#8217;è chi ha messo in fila lettera e dati. Per la Forsu a Borgoglione ci sarebbero ancora 6mila metri cubi residui di spazi se non arriva la proroga. Tempo di esaurimento? Una ventina di giorni. Possibile? La proroga in corso scade a fine mese.<br />
Intanto Cittadinanzattiva e Legambiente, su dati Arpa, bocciano la qualità dell&#8217;organico raccolto in Umbria. Dove non si fa il porta a porta la qualità della raccolta è scadente, addirittura Todi (bocciato in ogni classifica ambientalista) raccoglie più materiale non compostabile (soprattutto plastica) che materiale compostabile (cioè vero organico), ma molto male fanno anche Perugia, Umbertide e Bettona. Il motivo? Nell&#8217;organico finiscono, caso italiano da record, i pannolini. <strong>Promossa Bastia, ma non basta per salvare gli altri.</strong><br />
Luca Benedetti</p>
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		<title>Rifiuti, è rebus discarica. Guerra per l&#8217;incubo aumenti</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2016 07:50:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Borgogiglione, fiato corto per il progetto: c&#8217;è chi teme la stangata PERUGIA Nel grande mondo dei rifiuti, un po&#8217; dorato e un po&#8217; grigio tanto&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Borgogiglione, fiato corto per il progetto: c&#8217;è chi teme la stangata</strong></h2>
<p>PERUGIA Nel grande mondo dei rifiuti, un po&#8217; dorato e un po&#8217; grigio tanto che c&#8217;è un&#8217;inchiesta pesante che potrebbe essere arrivata alla svolta e che ne ha messo a nudo i difetti (anche pesanti), si apre un confronto che rischia dì diventare una guerra.<br />
<strong>L&#8217;asticella la alza il Comune di Bastia che con il suo assessore all&#8217;Ambiente, Francesco Fratellini. Che decide di entrare con un tackle duro</strong>. Perché dopo gli allarmi dell&#8217;Ato 2, l&#8217;assembla dei sindaci che si è svolta con qualche imbarazzo e l&#8217;attesa per il destino della discarica dí Borgogiglione, dice chiaro e tondo che<strong> Bastia non ha intensione di tirar fuori un centesimo in più se non dovesse essere garantito correttamente lo smaltimento della frazione organica umida raccolta</strong>.<br />
Il nodo è sempre quello del destino della discarica di Borgoglione appesa a proroghe che si allungano in base alle necessità. Da Bastia hanno scritto all&#8217;Ato 2 per chiedere aggiornamenti sul caso.</p>
<blockquote>
<h4><strong>E poi Fratellini ha spiegato che se i rifiuti finiranno fuori regione (ipotesi messa sul tavolo dei Comuni dai tecnici dell&#8217;Ato 2, da qui l&#8217;allarme dei sindaci) che «l&#8217;amministrazione di Bastia rifiuterà qualsiasi aggravio di spesa»</strong>.</h4>
</blockquote>
<p>Ecco la guerra alle porte per il sacchetto di torsoli di mele e bucce di banane. Nel silenzio dell&#8217;attesa del refitting di Borgogiglione, <strong>Bastia ha il coraggio di alzare il velo nella partita dei rinvii</strong>.<br />
I bene informati raccontano che la scadenza dell&#8217;utilizzo in modalità bioreattore che era stata allungata fino a fine mese, potrebbe andare ancora per le lunghe. E potrebbero scapparci altri due o tre mesi di proroga prima che il refitting (il trattamento della Forsu con la stabilizzazione del sottovaglio di Ponte Rio ) passa entrare in funzione come panacea di tutti i mali, ma che non potrà andare, per ora, oltre i nove mesi di vita.</p>
<blockquote>
<h4><strong>Insomma, di motivi per alzare la voce Bastia (una delle città più virtuose sul fronte della raccolta differenziata) ne ha un bel po&#8217;.</strong></h4>
</blockquote>
<p>E quello del rischio stangata è il più facile da capire al di là delle alchimie tecniche e politiche. Intanto c&#8217;è una determinazione dirigenziale della Regione (la numero 9193 del 28 settembre scorso) che impone alla Tsa delle prescrizioni nel monitoraggio di Borgogiglione legate anche al terremoto del 24 agosto. In particolare vengono richieste letture inclino-metriche «al fine di controllare se, a causa dei recenti eventi sismici del 24 agosto 2016, ci siano stati movimenti», quattro prove «penetrometriche stabili» e l&#8217;istallazione di strumentazioni per la lettura in continuo del volume del percolato e del volume del drenaggio di sotto telo della discarica.<br />
Intanto, a proposito di rifiuti il capogruppo del M5S in consiglio regionale, Andrea Liberati, attacca per il rischio che arrivi in Umbria «una nuova struttura industriale volta all&#8217;incenerimento dei rifiuti». C&#8217;è una richiesta per un impianto che bruci Css ad Assisi.<br />
<strong><em>Luca Benedetti</em></strong></p>
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		<title>Corsa per evitare il caos e la stangata sulle bollette</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Sep 2016 06:26:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Borgogiglione e Pietramelina in bilico Rifiuti, corsa per evitare il caos e la stangata sulle bollette Luca Benedetti PERUGIA La partita dei rifiuti per il&#8230;</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Borgogiglione e Pietramelina in bilico Rifiuti, corsa per evitare il caos e la stangata sulle bollette</strong><br />
Luca Benedetti<br />
PERUGIA La partita dei rifiuti per il Perugino e dintorni, resta un bel po&#8217; complicata. L&#8217;assemblea dell&#8217;Ati 2 che ieri ha chiamato Gest per capire come finiscono la discarica di Borgogiglione e l&#8217;impianto di Pietramelina, non ha chiuso la partita. E il tempo che scorre non depone a favore di un soluzione. Gest, con l&#8217;ingegner Pera, ha parlato chiaro e tondo. Se il progetto di refitting per Borgogiglione non verrà autorizzato entro metà del mese, la proroga dell&#8217;uso della modalità bioreattore della discarica per di fine ottobre, sarà inutile.</p>
<blockquote><p>E ORA SONO IN BILICO LE DISCARICHE DI BORGOGIGLIONE E PIETRAMELINA</p></blockquote>
<p>E allora il rischio concreto di una stangata per lavorare Fou e Forsu è dietro l&#8217;angolo.<br />
I costi? C&#8217;è chi ha fatto di conto con un aumento che passa da 90 a 160 euro a tonnellata se i rifiuti verranno portati fuori regione. Molto meno, se dovranno lavorare gli impianti di Foligno e Terni, ma qualche comune pensa a non far tirar fuori un euro in più ai cittadini. <strong>Tensione alta, con alcuni Comuni (Bastia e Castiglione in testa) che hanno chiesto piani seri per far funzionare l&#8217;impiantistica e soprattutto Bastia (con il vice sindaco Fratellini) che ha messo in fila cifre e circostanze per ricordare che la situazione sfiora il paradosso.</strong><br />
Ecco perché, una volta chiusa l&#8217;audizione, in una riunione bis, i sindaci hanno deciso di mandare il presidente dell&#8217;Auri che non decolla, Betti (sindaco di Corciano) di chiedere alla Regione di entrare in maniera diversa nella, partita. Oggi vertice con la Marini.<br />
C&#8217;è chi ha chiesto impianti di compostaggìo di sub ambito, vista la difficoltà di rimodernare il compostaggio a Pietramelina.<br />
La finezza tecnica vuole che l&#8217;autorizzazione integrata ambientale dell&#8217;impianto venga staccata da quella della vecchia discarica per evitare che i problemi di una diventino zavorra per l&#8217;altro.<br />
La presenza all&#8217;audizione della grillina Cristina Rosetti (&#8220;Assurdo che i sindaci non abbiamo avuto nulla da dire sulla relazione Gest. Così difendono gli interessi dei cittadini? Eppoi perché dell&#8217;assemblea non è stata data notizia nel sito dell&#8217;Ati2&#8221;) e dell&#8217;Osservatorio Borgogiglione con Lucio Pala (&#8220;Il motto è non far sapere ai cittadini&#8221;), ha spiazzato i sindaci.<br />
All&#8217;audizione anche il fresco Ad di Gesenu, Farabbi. E c&#8217;è chi ha nottato il silenzio della coppia Romizi-Barelli, cioè di Perugia.</p>
<p>Luca Benedetti</p>
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		<title>Boom-raccolta differenziata e continua la caccia ai «furbi»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Aug 2016 07:44:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>BASTIA FRATELLINI: «AI PRIMI POSTI IN CLASSIFICA TRA I COMUNI CON OLTRE 15 MILA ABITANTI» BASTIA UMBRA – DA IERI e per tutto agosto rimane&#8230;</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="articlePlainSubHead"><strong>BASTIA FRATELLINI: «AI PRIMI POSTI IN CLASSIFICA TRA I COMUNI CON OLTRE 15 MILA ABITANTI»</strong></div>
<div class="articlePlainText">BASTIA UMBRA – DA IERI e per tutto agosto rimane chiuso lo sportello Gest al Comune, che gestisce i rapporti con l’utenza per la raccolta differenziata, in particolare mastelli e sacchetti. Il servizio di raccolta rifiuti continuerà a funzionare tutto il mese, anche a Ferragosto. Anzì, è l’occasione propizia per fare il punto con l’assessore all’igiene urbana Francesco Fratellini, che si dice soddisfatto di come vanno le cose. I dati sulla differenziata vedono Bastia tra i primi posti dei Comuni con oltre quindicimila abitanti.<br />
«UN DATO che ci fa piacere, ma che era annunciato da una tendenza positiva ormai da mesi e ora consolidata – spiega l’assessore. – Sono, invece, molto soddisfatto dell’atteggiamento della gente che, dopo una fase di esitazione, oggi dà evidenti segnali di adesione, direi di responsabilità attiva. Sono diminuiti i casi di abbandono rifiuti, ma abbiamo voluto in campo le foto-trappole per smascherare i furbetti e tutelare la maggioranza dei cittadini che si comporta bene». L’Isola ecologica? «E’ un fiore all’occhiello di cui andiamo orgogliosi».<br />
m.s.</div>
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		<title>Intervista di Bastiaoggi.it al Vicesindaco Fratellini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2016 14:10:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Vai all&#8217;articolo su www.Bastiaoggi.it</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Vai all&#8217;articolo su <a href="http://www.bastiaoggi.it/cronaca/vicenda-gesenu-fratellini-nessuna-inchiesta-riguarda-bastia-umbra-22608/" target="_blank">www.Bastiaoggi.it</a></p>
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