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	<title>samuele de paoli &#8211; Bastia</title>
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	<description>Notizie da Bastia U.</description>
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		<title>Morte De Paoli, Patrizia: «Accendo candele per lui ma non sono colpevole»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 14:09:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bastia]]></category>
		<category><![CDATA[Bastia Umbra]]></category>
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					<description><![CDATA[IL MESSAGGIO PER MAMMA SONIA: «SPERO UN GIORNO MI PERDONI MA NON È STATA COLPA MIA»]]></description>
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<p><strong>Dopo la terza assoluzione parla la 49enne che era accusata di omicidio preterintenzionale<br>«La mia vita è cambiata da quella notte. Su di me tanti pregiudizi, sono dovuta andare via»</strong></p>



<p><strong>SEI ANNI DI PROCESSI E TRASFERIMENTI: A PERUGIA VENIVA SEGUITA E INSULTATA ANCHE SOTTO CASA</strong></p>



<p><strong>IL MESSAGGIO PER MAMMA SONIA: «SPERO UN GIORNO MI PERDONI MA NON È STATA COLPA MIA»</strong></p>



<p><strong>IL CASO</strong></p>



<p>Non ho vissuto bene questi anni, perché io ho sempre saputo di non essere responsabile della morte di Samuele. E alla mamma dico: spero mi perdoni, ma non è stata colpa mia».<br>A parlare, dopo anni di silenzi e occhi bassi, è Patrizia, la 49enne brasiliana accusata della morte di Samuele De Paoli, trovato cadavere in un fosso di Sant’Andrea delle Fratte il 28 aprile del 2021 e ora definitivamente assolta an-che dalla Corte di cassazione. Transessuale, nata Hudson Pin-heiro Reis Duarte, le indagini avevano subito portato a lei dopo il ritrovamento del corpo di Samuele, elettricista e giocatore del Bastia, morto a soli 19 anni per la compressione del glomo carotideo. Un omicidio volontario per la famiglia De Paoli, un caso da archiviare per la procura di Perugia e da riaprire per la procura generale, con l’imputazione poi tradotta in omicidio preterintenzionale finito in legittima difesa per tre gradi di giudizio, dal rito abbreviato fino alla Cassazione. Sei anni di processi vissuti sempre con discrezione, allontanandosi il più possibile da Perugia, fino alle lacrime con cui giovedì sera alle 19.46 ha saputo dell’ultima decisione a suo favore. <br>«Come ho vissuto questi anni? Non bene &#8211; spiega al Messaggero -. La mia vita è cambiata molto da quella notte. E anche io ho subito un grave lutto, con la perdita di mia mamma, morta in Brasile senza sapermi assolta definitivamente». Patrizia racconta e cerca di spiegare cosa abbia provato da quella notte, iniziata con l’appartarsi nella macchina del 19enne, poi la lite, l’aggressione, il tentativo di difendersi, la sua mano sul collo di lui e poi la fuga da quell’auto rossa. Vivendo poi il peso della morte di un ragazzo, ma sempre con la consapevolezza di essersi difesa, avendo rischiato la vita anche lei. Parole che Patrizia prova a mettere in fila con difficoltà e comprensibile emozione: «Penso ogni tanto a Samuele, ma so di non essere responsabile della sua morte &#8211; ribadisce ancora una volta -. Ogni tanto vado in chiesa a mettere una candela per lui».<br>A pesare tanto, spiega, sono stati anche i pregiudizi. Di lei è stato detto che essendo fisicamente un uomo sapeva di avere la forza di uccidere. Che aveva stretto la mano per strozzare e non per difendersi. Con i fotogrammi di quella notte a tornare sempre in testa. «I pregiudizi hanno contato tanto in questa storia &#8211; ricorda -. Perché sono una prostituta e lavoro per strada». E proprio per strada le è capitato in più occasioni di essere seguita, ripresa e insultata da parenti e amici di Samuele, che cercavano una comprensibile via di fuga al loro dolore senza senso. «Da allora, niente è stato più come prima &#8211; insiste -. Da quella notte, è cambiato tutto tantissimo».<br>Da Perugia, dove non poteva più lavorare, costretta a nascondersi dagli sguardi di chi aveva letto la sua storia e la riconosceva dalle foto, si è dovuta allontanare, dopo essersi trasferita in Umbria da Roma, dove un vigilante di Todi l’aveva accusata di una rapina con un ombrello: ma anche in questo caso il giudice l’ha assolta, con sentenza passata in giudicato, ritenendo improbabile che un uomo armato potesse essere stato sopraffatto da lei con un parapioggia. Ancora una volta il pregiudizio per la trans. Sempre assolta anche dall’accusa di immigrazione clandestina, Patrizia ha poi cambiato definitivamente casa: «Ora vivo in una città del nord Italia, ma non voglio si sappia dove, mi capirà». A restarle accanto in questi anni di processi, viaggi e cambiamenti «è stata soprattutto una mia amica che non mi ha mai mollato. Ma anche il mio avvocato, Francesco Gatti. Che ha fatto tanto, anche troppo». Perché, è il senso delle sue parole, in pochi avrebbero scommesso e investito così tanto per difendere «una che lavora in strada». Fino a quel liberatorio «È finita» di giovedì sera. Eppure, nonostante le lacrime per la sentenza che chiude la sua storia processuale, ha sempre un pensiero anche per Sonia, la mamma di Samuele che per anni si è battuta per vederla condannare. «Spero che lei possa perdonarmi, ma la morte di Samuele non è colpa mia».<br>Egle Priolo</p>
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		<title>Caso Samuele De Paoli Fissata l’udienza in Cassazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Dec 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E’ stata fissata per il 5 marzo prossimo l’udienza in cassazione per il caso riguardante la morte di Samuele De Paoli.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>L’appuntamento è per il 5 marzo. La difesa: “Siamo sereni”</strong></p>



<p><strong>Ricorso L’istanza era stata presentata dal procuratore generale Sottani</strong></p>



<p>PERUGIA E’ stata fissata per il 5 marzo prossimo l’udienza in cassazione per il caso riguardante la morte di Samuele De Paoli. Lo rende noto l’avvocato Francesco Gatti, che assiste l’imputata, Hudson Pineiro Reis Duarte, assolta sia in primo grado che in appello. “Siamo ancora in attesa di ricevere la notifica dell’avviso di fissazione d e l l’udienza &#8211; spiega il legale -. Senza assolutamente sottovalutare il caso per la complessità degli argomenti tecnici e giuridici e la particolare delicatezza della drammatica vicenda, affrontiamo serenamente anche questa ultima fase del processo, certi della innocenza di Patrizia Pinheiro, come fino ad ora è stato affermato”. A presentare ricorso era stata la procura generale con un ricorso nel quale, il procuratore generale, Sergio Sottani, aveva scritto: “- la Corte d’appello pur riconoscendo la correttezza della ricostruzione dei fatti prospettata da quest’accusa, ha ritenuto che non vi fosse prova sufficiente per ribaltare l’assoluzione, confermando la decisione del gup in base al principio del ragionevole dubbio sulla legittima difesa”. “Secondo l’espressa affermazione della Corte, è provato l’elemento oggettivo del reato di omicidio preterintenzionale, vista l’indubbia ascrivibilità a Pinheiro della<br>condotta diretta ad afferrare il collo della vittima. (…) Ove si voglia escludere qualsiasi forma di dolo è evidente come la condotta lesiva che è stata comunque qualificata come reato di percosse abbia di gran lunga superato l’intento difensivo”.<br>F. M .</p>
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		<title>Morte De Paoli in Cassazione</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jul 2025 10:54:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ricorso della procura che in subordine al preterintenzionale ipotizza l’eccesso di difesa. Controbattono i legali di Patrizia]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Ricorso della procura che in subordine al preterintenzionale ipotizza l’eccesso di difesa. Controbattono i legali di Patrizia</strong></p>



<p>di Alessandro Antonini<br>PERUGIA Omicidio preterintenzionale o in subordine “eccesso colposo di difesa”: è questa la nuova fattispecie di reato con cui la procura generale ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo<br>l’annullamento della sentenza di assoluzione (“il fatto non sussiste”) della Corte d’Appello sul caso della morte di Samuele De Paoli, il 22enne ritrovato morto il 27 aprile 2021 in un fosso a Sant’Andrea delle Fratte, nudo e con segni di compressione al collo. La trans Patrizia (Hudson Pineiro Reis Duarte) “aveva avuto un incontro sessuale con la vittima, degenerato in colluttazione”, è riportato nel ricorso presentato dal pg Sergio Sottani. La causa della morte un arresto cardiaco causato dalla compressione del collo e favorito dall’assunzione di cocaina da parte della vittima. In primo grado assoluzione perché il fatto non costituisce reato e confermata poi in Appello. Senonché il giudice di secondo grado ha riscritto la dinamica della colluttazione: non più avvenuta come recita la sentenza di primo grado dentro l’abitacolo col corpo di De Paoli poi trascinato nel fossato, ma iniziata in macchina e poi terminata nel canale “dove Pinheiro, trovandosi sopra la vittima e non sotto l’avrebbe strozzato”. “In conclusione &#8211; argomenta Sottani &#8211; la Corte d’appello pur riconoscendo la correttezza della ricostruzione dei fatti prospettata da quest’accusa, ha ritenuto che non vi fosse prova sufficiente per ribaltare l’assoluzione, confermando la decisione del gup in base al principio del ragionevole dubbio sulla legittima difesa”. “Secondo l’espressa affermazione della Corte, è provato l’elemento oggettivo del reato di omicidio preterintenzionale, vista l’indubbia ascrivibilità a Pinheiro della condotta diretta ad afferrare il collo della vittima. (…) Ove si voglia escludere qualsiasi forma di dolo è evidente come la condotta lesiva che è stata comunque qualificata come reato di percosse abbia di gran lunga superato l’intento difensivo”, evidenzia<br>il procuratore generale. L’avvocato di Patrizia, Francesco Gatti, di contro sottolinea come il ricorso “si basa come impone la legge, riguardando una doppia assoluzione in primo e secondo grado, solo sulla supposta violazione della norma che disciplina della difesa legittima (articolo 52 del codice penale), chiedendo, in subordine, la derubricazione del fatto in eccesso colposo di difesa<br>legittima. Il gravame del dottor Sottani era senz’altro prevedibile. Ci asteniamo dal fare commenti; rileviamo solo che ci troviamo di fronte ad una ‘doppia conforme’. Comunico che anche la difesa di Patrizia, cui si è unito anche il professor avvocato Fabio Basile, ordinario di diritto penale all’Università statale di Milano, con atto depositato giovedì, ha depositato ricorso per cassazione per la riforma della sentenza nella parte in cui ritiene (a differenza della sentenza di primo grado del dottor Frabotta) la sussistenza astratta del delitto di omicidio preterintenzionale, cosa a nostro avviso ingiusta e contraddittoria. Non resta che attendere la fissazione dell’udienza avanti al Supremo collegio”.</p>
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		<title>Il caso di Samuele De Paoli Assolta la trans brasiliana «Non sapeva che fosse morto»</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jun 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le motivazioni della Corte d’appello: «Si è difesa dall’aggressione»]]></description>
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<p><strong>Le motivazioni della Corte d’appello di Perugia: «Si è difesa dall’aggressione<br>E l’unico modo che aveva per farlo era stringere il collo del ragazzo»</strong></p>



<p>di Luca Fiorucci<br>PERUGIA «Hudson Pinheiro Reis Duarte si è difesa dall’aggressione di Samuele De Paoli. E l’unico modo che aveva per farlo, era stringere il collo del ragazzo, che era sopra di lei e la picchiava, con la mano destra, mentre il braccio sinistro era schiacciato contro la portiera dal lato del conducente dell’auto di Samuele. Non aveva idea che il ragazzo fosse morto, sennò non sarebbe tornata sul posto e con un testimone». Lo scrivono i giudici della Corte d’appello di Perugia nelle motivazioni della sentenza con la quale è stata confermata l’assoluzione della trans Patrizia dall’accusa di omicidio preterintenzionale. Samuele venne trovato senza vita il 28 aprile 2021,in un canale di scolo tra i campi,<br>a Sant’Andrea delle Fratte. «Pinheiro &#8211; scrivono i giudici &#8211; in buona sostanza, non avrebbe potuto conoscere le condizioni di peculiare rischio cardiaco in cui si trovava il suo antagonista, in quanto gravato in quel contesto da uno stato di sovraeccitazione psico-fisica cui non era certo estranea la ripetuta assunzione di cocaina». I giudici della Corte d’appello, presidente Paolo Micheli, così ricostruiscono il momento della colluttazione avvalorando l’ipotesi dell’autodifesa: «La ricorrenza della legittima difesa o quantomeno il ragionevole dubbio al riguardo della effettiva sussistenza di siffatta scriminante in favore dell’imputata, asseritamente trovatasi bloccata all’interno dell’abitacolo in posizione supina (sdraiata di schiena) sul sedile del guidatore con il fianco e il braccio sinistro costretti contro la portiera anteriore sinistra da De Paoli che la sovrastava con tutto il proprio corpo; in siffatta posizione obbligata Pinheiro aveva potuto utilizzare, per difendersi dalla brutale aggressione, soltanto il braccio destro afferrando al collo l’antagonista con la sua mano destra, stringendolo e cagionandone il decesso». Ma la lotta all’interno della vettura, per i giudici, è l’ultimo atto di un’aggressione «certamente iniziata con una serie di colpi inferti a freddo dall’esterno dell’auto verso la passeggera Pinheiro nel tentativo di rimuoverla con la forza dal sedile anteriore-destro che costei si rifiutava di abbandonare» e Pinheiro «era in qualche modo riuscita a svincolarsi e ad uscire dal veicolo e la colluttazione era certamente proseguita all’esterno dello stesso».Allo stesso modo, per i giudici, quella che definiscono una irrazionale manovra per spostare il corpo del ragazzo non fu fatta per nascondere il corpo, che sarebbe stato meno facilmente visibile, precisano, dentro l’auto del ragazzo. «Come avevamo intuito, la sentenza assolve Patrizia Pinheiro, sempre con formula piena, per la ritenuta sussistenza della legittima difesa, ricostruendo i maniera differente rispetto al Tribunale la colluttazione che ha portato alla morte di Samuele De Paoli &#8211; sottolinea l’avvocato Francesco Gatti, difensore dell’imputata &#8211; Siamo in ogni caso soddisfatti dell’esito, ed attendiamo serenamente gli sviluppi».</p>



<p><strong>I fatti nel 2021 Samuele De Paoli Aveva 21 anni</strong></p>



<p>Samuele venne trovato senza vita il 28 aprile 2021, in un canale di scolo tra i campi, a Sant’Andrea delle Fratte. Il ragazzo e la trans brasiliana, secondo quanto ricostruito, avrebbero litigato.</p>
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		<title>Morte Samuele De Paoli Assolta anche in Appello Patrizia Pinheiro Duarte</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jan 2025 06:59:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La mamma della vittima: “Non mi fermerò fin quando non verrà fuori la verità”]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Dopo quattro ore di camera di consiglio i giudici hanno confermato la sentenza già emessa in primo grado per la trans imputata</strong></p>



<p><strong>La mamma della vittima: “Non mi fermerò fin quando non verrà fuori la verità”<br>L’avvocato Gatti: “Siamo soddisfatti certo, ma non ci sono vincitori né vinti”</strong></p>



<p>di Francesca Marruco<br>PERUGIA Ha agito per legittima difesa. Per questo motivo è stata assolta. Dopo quattro ore di camera di consiglio, ieri pomeriggio, il presidente della Corte d’Assise d’Appello, Paolo Micheli, ha letto il dispositivo con cui è stata confermata la sentenza di assoluzione di primo grado per Pinherio Reis Duarte Hudson, detta Patrizia, la transessuale imputata per omicidio preterintenzionale in relazione alla morte del 21enne Samuele De Paoli, che venne trovato morto in un fosso nelle campagne di Sant’Andrea delle Fratte il 28 aprile del 2021, dopo aver passato almeno parte della sua serata con la trans. In attesa delle motivazioni quindi, secondo la sentenza emessa, quando Pinheiro esercitò con un solo dito, il pollice, pressione sul collo di Samuele, andando a comprimere il nervo vagale non voleva ucciderlo e comunque, sempre secondo quella che in controluce sembra la ricostruzione dei giudici, lo ha fatto per difendersi dall’aggressione di Samuele. Ieri mattina il procuratore generale, Sergio Sottani, aveva chiesto di condannarla a sei anni di reclusione, sottolineando che non poteva esserci legittima difesa perché se qualcuno può allontanarsi dal luogo del fatto, non si può configurare. Per Sottani l’imputata “non ha agito per difesa quando ha messo la mano sul collo di Samuele, ma è stato un gesto di attacco”. Anche la famiglia di Samuele, rappresentata dall’avvocato Marilena Mecchi, si era associata alla richiesta dell’accusa, sottolineando comunque che si trattava di una indagine “con molte lacune”. Per la parte civile infatti, che a dicembre scorso ha presentato una nuova querela ci sarebbe una verità diversa in cui sono coinvolte anche altre persone. Tornando al processo di secondo grado che si è concluso ieri, appare evidente che la Corte abbia accolto la ricostruzione della difesa tutta incentrata sulla difesa dell’imputata. Per questo motivo l’avvocato Francesco Gatti aveva chiesto l’assoluzione della sua assistita. Dopo la lettura del dispositivo l’avvocato Gatti ha dichiarato: “La sentenza di assoluzione di Patrizia Pinheiro è stata confermata. Non posso nascondere la soddisfazione, anche se, come ho detto in discussione, non ci sono né vincitori né vinti.<br>Avevamo sempre detto che avremmo affrontato serenamente ogni fase processuale, compreso l’appello, certi dell’innocenza di Patrizia, che è stata anche stavolta riconosciuta. Ho già informato la mia cliente, che era assente, la quale è stata felice della notizia. Preciso che da quanto abbiamo capito dal dispositivo e’ stata ritenuta sussistente la scriminante della difesa legittima”. Durissime le parole di Sonia Sorbelli, la mamma di Samuele: “Non mi aspettavo niente di diverso, del resto era una sentenza basata su un’indagine sbagliata. Ma io non mi arrendo e farò venir fuori la verità, quella vera. O vogliamo continuare a dire che Sami è morto per colpa sua? Col nostro avvocato abbiamo avviato nuovi accertamenti, non mi fermerò davanti a nulla”. I giudici si sono presi 90 giorni per depositare le motivazioni della sentenza. Non è escluso il ricordo in Cassazione.<br>f&#114;&#97;&#x6e;&#x63;&#x65;sc&#97;&#46;&#x6d;&#x61;&#x72;r&#117;&#99;&#111;&#x40;&#x67;&#x72;u&#112;&#112;&#x6f;&#x63;&#x6f;rr&#105;&#101;&#x72;&#x65;&#x2e;i&#116;</p>


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		<title>Caso-De Paoli, fu legittima difesa Patrizia assolta anche in appello La mamma di Samuele non ci sta</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jan 2025 06:33:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La sola imputata per il decesso del ragazzo di Bastia Umbra è stata assolta dall’accusa di omicidio preterintenzionale]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>«La legge non è questa», commenta la donna dopo la lettura della sentenza. Soddisfazione dell’avvocato che assiste Hudson Pinheiro: «Non ci sono vincitori né vinti, ma noi eravamo certi dell’innocenza»</strong></p>



<p>di Luca Fiorucci<br>PERUGIA L’assoluzione di Hudson Pinheiro, conosciuta come Patrizia, è stata confermata. Il processo di appello per la morte di Samuele De Paoli, trovato senza vita la mattina del 28 aprile 2021, si è concluso come quello di primo grado. La sola imputata per il decesso del ragazzo di Bastia Umbra è stata assolta dall’accusa di omicidio preterintenzionale. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, Samuele morì la sera del 27 aprile 2021 in seguito a una colluttazione con Patrizia, avvenuta in macchina per poi concludersi all’esterno dell’auto, in un campo lungo il quale la vettura del giovane era stata parcheggiata. I due, sempre secondo quanto ricostruito, avrebbero litigato per questioni legate a una prestazione sessuale concordata. Nel difendersi dall’aggressione, era la conclusione a cui erano arrivati consulenti e periti risentiti anche nella precedente udienza del processo di appello, Patrizia avrebbe fortuitamente esercitato una pressione sul nervo vagale, innescando una «risposta neurovegetativa» che, amplificata da alcol e droga che le analisi avevano rilevato nel corpo di Samuele, ne avrebbe causato l’arresto cardiaco fatale. Un gesto, quello di afferrare il collo, che sarebbe stato di difesa. Ricostruzione che anche i giudici, in attesa di conoscere le motivazioni della sentenza, sembrano aver riconosciuto. «La sentenza di assoluzione di Patrizia Pinheiro è stata confermata. Non posso nascondere la soddisfazione, anche se, come ho detto in discussione, non ci sono né vincitori né vinti. Avevamo sempre detto che avremmo affrontato serenamente ogni fase processuale, compreso l’appello, certi dell’innocenza di Patrizia, che è stata anche stavolta riconosciuta», ha commentato l’avvocato Francesco Gatti, difensore di Pinheiro, ieri assente in aula, che alla notizia ricevuta dal legale si è detta «felice della notizia».<br>Non si arrende Sonia, la mamma di Samuele. «La legge non è questa. Oggi mi sono trovata davanti ad una corte di parte. Sapevo che oggi sarebbe andata così». È lo sfogo che la donna affida ai social. Con il suo legale, l’avvocato Marilena Macchi, aveva sollevato diversi interrogativi in relazione a una ricostruzione diversa dell’accaduto, che ipotizzava il coinvolgimento di altre persone nel delitto, consumato, secondo i rilievi di parte, altrove prima che il corpo venisse abbandonato nel canale di scolo del campo a Sant’Andrea delle Fratte. Ipotesi che il processo, dopo la riapertura del caso, nei due gradi di giudizio, ha però smentito.</p>
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		<title>Morte di Samuele De Paoli Medici legali di nuovo in aula</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Nov 2024 09:27:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La tragedia Samuele De Paoli Il processo si avvia agli atti conclusivi]]></description>
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<p><strong>Processo d’appello per la trans Patrizia. I consulenti della Procura e i periti del Tribunale hanno<br>ricostruito le cause e le modalità del decesso del 22enne, trovato cadavere a Sant’Andrea delle Fratte</strong></p>



<p><strong>LA DIFESA «Emerso il contributo rilevante dell’assunzione di cocaina da parte della vittima»</strong></p>



<p>di <em>Luca Fiorucci</em><br>PERUGIA Si avvia verso la conclusione il processo di appello per la morte di Samuele De Paoli, trovato cadavere il 28 aprile 2022 a Sant’Andrea delle Fratte, a terra nudo, tra i campi, vicino alla sua vettura. Patrizia Pinheiro Duarte, trans brasiliana indagata inizialmente per omicidio, era stata assolta a conclusione del processo di primo grado. La morte di Samuele era stata collocata in un’azione di difesa a fronte di una violenta aggressione. Fortuita la pressione esercita sul nervo vagale, all’origine dell’arresto cardiocircolatorio. Ieri in Corte d’Appello, attraverso le testimonianze dei consulenti tecnici della Procura, Mauro Bacci e Sergio Scalise Pantuso, e dei periti del Tribunale, Vittorio Fineschi e Aniello Maiese, che già avevano svolto gli accertamenti medico legali, sono state ricostruite le cause e le modalità del decesso. Testimonianze, sostiene l’avvocato Francesco Gatti, difensore di Pinheiro, che non hanno «potuto che confermare l’azione meramente incolpevole di Patrizia Pinheiro, e che ha portato all’assoluzione in primo grado». «Sono emersi, anche oggi, il contributo rilevante della cocaina assunta dal De Paoli, la morte subitanea del medesimo a seguito dell’afferramento del collo da parte dell’imputata, con costringimento di modesta entità, per eccessiva reazione vasovagale a causa dell’assunzione di cocaina e alcol, in un contesto pacificamente difensivo e con causazione sostanzialmente fortuita» ha sottolineato ancora il legale che ha ricordato come «Patrizia Pinheiro, per parole espresse dal professor Fineschi, è stata attinta da una «gragnuola di colpi» da parte del De Paoli, e nel tentativo di allontanare l’aggressore, ha afferrato debolmente il glomo carotideo, provocandone la morte, che è stata immediata». I testimoni, inoltre, hanno smentito sia la presenza di altre persone nel contesto dei fatti che «altre supposte anomalie, che peraltro non sarebbero nemmeno rilevanti nel nostro processo». Circostanze sulle quali, invece, i familiari di Samuele chiedevano di fare chiarezza a fronte di situazioni che, secondo la loro valutazione avrebbero potuto dare una differente chiave di lettura alle circostanze della morte del ragazzo. Chiuso così il dibattimento, il processo si avvia agli atti conclusivi, in particolare con le richieste del procuratore generale, Sergio Sottani, che aveva avocato a sé il fascicolo per cui era stata chiesta l’archiviazione, e quindi l’arringa difensiva. «Attendiamo serenamente la discussione del processo», conclude l’avvocato Gatti. Si torna in aula, in Corte d’Appello, il 22 gennaio 2025, alle 9.</p>



<p><strong>Udienza a gennaio</strong><br><strong>PREVISTA LA DISCUSSIONE</strong><br>La tragedia Samuele De Paoli Il processo si avvia agli atti conclusivi, con le richieste del procuratore generale, Sergio Sottani, che aveva avocato a sé il fascicolo. L’udienza è fissata per le 9 del prossimo 22 gennaio.</p>
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		<title>Morte Samuele, periti a confronto Mecchi: “Incongruenze e lacune”</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Nov 2024 08:26:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lacune e incongruenze. Due termini utilizzati da Marilena Mecchi, avvocato della famiglia di Samuele De Paoli, 22enne trovato morto]]></description>
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<p><strong>Invece per l’avvocato di Patrizia, Francesco Gatti, si è trattato di un’azione difensiva</strong></p>



<p>di <em>Alessandro Antonini</em><br>PERUGIA Lacune e incongruenze. Due termini utilizzati da Marilena Mecchi, avvocato della famiglia di Samuele De Paoli, 22enne trovato morto nudo in un fosso il 27 aprile 2021, nell’udienza del processo davanti alla Corte d’appello di Perugia. Sono stati messi a confronto i consulenti del pm, Mauro Bacci e Sergio Scalise Pantuso, e i due periti del tribunale Vittorio Fineschi e Aniello Maiese.E sono state prodotte da Mecchi nuove foto con segni di sangue e lesioni non prese in considerazione in un una prima fase. Nel primo grado la transessuale brasiliana Patrizia, Pinheiro Reis Duarte Hudson è stata assolta perché il fatto non costituisce reato e oggi si trova di nuovo accusata di omicidio preterintenzionale con richiesta di 6 anni da parte della procura generale.“L’udienza &#8211; spiega Francesco Gatti, legale di Patrizia -non ha apportato modifiche nel compendio delle prove, e non ha che potuto confermare l’azione meramente incolpevole di Patrizia Pinheiro, e che ha portato all’assoluzione in primo grado. Sono emersi il contributo rilevante della cocaina assunta dal De Paoli, la morte subitanea del medesimo a seguito dell’afferramento del collo da parte dell’imputata, con costringimento di modesta entità, per eccessiva reazione vasovagale a causa dell’assunzione di cocaina e alcol, in un contesto pacificamente difensivo e con causazione sostanzialmente fortuita. Patrizia Pinheiro, per parole espresse dal professor Fineschi, è stata attinta da una ‘gragnuola di colpi’ da parte del De Paoli, e nel tentativo di allontanare l’aggressore, ha afferrato debolmente il glomo carotideo, provocandone la morte, che è stata immediata. Sono state categoricamente smentite sia la presenza di altre persone nel contesto dei fatti che altre supposte anomalie, che peraltro non sarebbero nemmeno rilevanti nel nostro processo.Attendiamo serenamente la discussione del processo che avverrà, come anticipato, il 22 gennaio 2025 ore 9”.<br><strong>REPLICA MECCHI</strong> “Contro la sentenza del giudice di primo grado -spiega Mecchi &#8211; è stato fatto un appello che ha un senso tenendo conto di tutte le incongruenze che emergono dagli atti. In questa udienza è emerso che le indagini sono state fatte in modo lacunoso e ciò che era opportuno fare non è stato fatto. Ciò ha falsato inevitabilmente il tutto. Rimane un dato oggettivo emerso anche in questa udienza. E cioè che le analisi dei campioni volti a cercare cocaina nell’organismo di Pinheiro sono stati prelevati dopo dieci giorni.E un altro dato che è emerso è che anche il Pinheiro avesse assunto droga. A rettifica delle dichiarazioni del legale di Patrizia è stato evidenziato chiaramente<br>che la cocaina di per sé non è stato motivo di morte ma è intervenuto un afferramento del collo di De Paoli ad opera dell’imputata.Così come Pinheiro non correva pericolo di morte. Deliberatamente ha scelto di continuare nella sua opera delittuosa”.</p>
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		<title>Samuele De Paoli morto Isolate nuove ferite</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Nov 2024 06:09:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La famiglia del 21enne deceduto depositerà oggi altra documentazione medico legale]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>La famiglia del 21enne deceduto depositerà oggi altra documentazione medico legale</strong></p>



<p>di <em>Alessandro Antonini e Francesca Marruco</em><br>PERUGIA Nuove fotografie, inedite, con alcune tracce di sangue trovate sul corpo di Samuele, in particolare all’altezza dei glutei. E ancora: capelli incastrati sotto le unghie che, seppure sembrerebbero appartenenti a Patrizia, l’imputata, sarebbero ancora da analizzare. E un segno sull’avambraccio sinistro che sembra appartenere a una corda, come se il 22enne trovato morto nudo dentro un fosso nelle campagne di Sant’Andrea delle Fratte il 28 aprile del 2021, potesse essere stato legato prima del decesso. Tutto materiale prodotto dall’avvocato della famiglia di <strong>Samuele De Paoli</strong>, Marilena Mecchi, che sarà oggetto di approfondimento oggi, nella seconda udienza istruttoria del processo di secondo grado a carico della transessuale brasiliana Pinheiro Reis Duarte Hudson, assolta in primo grado dall’accusa di omicidio preterintenzionale e ora di nuovo alla sbarra con la richiesta di 6 anni da parte della Procura generale. In particolare, nell’udienza di oggi, che non sarà quella definitiva, verranno ascoltati i medici legali che, nel corso del tempo, si sono espressi nell’ambito dell’inchiesta aperta in seguito alla morte del 21enne di <strong>Bastia Umbra</strong>. In particolare oggi in aula verranno messe a confronto le tesi dei medici legali Mauro Bacci, Sergio Scalise Pantuso, Vittorio Fineschi e Aniello Maiese. Tra le questioni da dirimere c’è quella della dinamica della morte: per alcuni esperti Samuele è deceduto nel fosso in cui venne rinvenuto la mattina successiva, per altri invece nell’auto e poi spostato una volta deceduto.</p>
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		<title>Morte Samuele, nuovi esami sul dna</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Oct 2024 09:29:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’avvocato della famiglia ha disposto accertamenti per svelare l’identità della “terza persona”]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>L’avvocato della famiglia del 22enne trovato cadavere ha disposto accertamenti per svelare l’identità della “terza persona”</strong></p>



<p><strong>Gatti ribadisce “Patrizia assolta perché ha detto la verità”</strong></p>



<p>di Alessandro Antonini<br>PERUGIA C’è un dna misto di una possibile terza persona sul luogo del delitto. E l’avvocato della famiglia della vittima, Samuele De Paoli, 22 anni, trovato morto all’alba del 28 aprile 2021, nudo, disteso dentro un fosso nella campagna di Sant’Andrea delle Fratte, ha richiesto il reperto per effettuare le analisi comparative. La legale Marilena Mecchi, che ha fatto riaprire il caso con l’avocazione del caso da parte della procura generale dopo l’assoluzione in primo grado della trans Patrizia dall’accusa di omicidio preterintenzionale (il pg Sergio Sottani nei giorni scorsi ha chiesto sei anni), ha sporto una nuova denuncia sulla quale la stessa procura generale ha avviato un’indagine “bis”. Un binario parallelo rispetto all’iter giudiziario iniziale, nel quale Mecchi vuol gettare una luce sulle ombre lasciate da quella doppia versione di Patrizia nel primo interrogatorio. “All’inizio &#8211; spiega Mecchi &#8211; la trans aveva parlato di una terza persona in auto con lei e Samuele quella sera, poi ha cambiato versione dopo un confronto con il suo legale. Nel secondo interrogatorio poi dice di essere stata avvicinata e minacciata se avesse parlato. Tutto questo fa pensare a un terzo soggetto che non è stato ancora identificato e che potrebbe modificare anche la dinamica stessa della colluttazione che ha portato alla morte per strozzamento di Samuele De Paoli. Per questo abbiamo deciso di chiedere alla procura generale di poter identificare quel dna misto isolato dalla polizia scientifica”. Anche perché in questa vicenda non si è ancora risposto a una domanda: chi ha fornito lo stupefacente, la cocaina, assunta dai ragazzi quella sera e ritenuta dalla difesa di Patrizia una con -causa del decesso di Samuele che aveva anche ingerito alcol? PARLA GATTI “Dalle analitiche e scientifiche affermazioni, più volte ribadite, dei periti Fineschi e Maiese &#8211; scrive Francesco Gatti, difensore della trans &#8211; nominati dal Giudice in primo grado, tale assunzione ha determinato in Samuele De Paoli uno stato di intossicazione acuta da cocaina (pagina 80 della perizia),con concentrazione del principio attivo della stessa tale da doversi considerarsi già letale di per sé. Patrizia non ha confessato alcunché, ma solo raccontato la verità, limpidamente confermata dai fatti. Del resto, altrimenti, non si spiegherebbe nè la richiesta di archiviazione della procura ordinaria nè tantomeno l’assoluzione con formula piena del giudice di primo grado”, conclude Gatti.</p>
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		<title>Avvocato De Paoli: “Samuele è stato ucciso Pinheiro ha confessato”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Oct 2024 07:25:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Parla il legale della famiglia del ragazzo morto nel 2021]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Parla il legale della famiglia del ragazzo morto nel 2021</strong></p>



<p>PERUGIA All’indomani dell’ordinanza con cui i giudici della Corte d’assise d’appello hanno riaperto il processo a carico dell’imputata Hudson Pinheiro Reis Duarte, l’avvocato Marilena Mecchi, che assiste la famiglia della vittima, Samuele De Paoli, il 21enne trovato cadavere la mattina del 28 aprile 2021 in un fosso di Sant’Andrea delle Fratte, dichiara: “Ritengo doveroso fare delle repliche in merito alle continue evidenziazioni della difesa di Pinheiro sull’assunzione di cocaina da parte del De Paoli che sarebbe stata massiccia e determinante nella morte del ragazzo. Faccio presente che si è sempre parlato in aula come anche in Corte d’appello di 50 euro di cocaina e come affermato dalla stessa difesa dell’imputata che fossero in 4 o 5 persone a dividerla credo che non si possa fare risalire solo alla cocaina la morte del De Paoli. Perché qui sembra che la vittima sia Pinheiro. Ricordo che è morto un ragazzo di venti anni e non si è strangolato da solo. La Pinheiro ha fatto due interrogatori in cui ha confessato di aver messo le mani al collo di Samuele e che la compressione ha provocato la morte di De Paoli laddove l’imputata era ben consapevole che era in una condizione di fragilità proprio perché essa stessa assumeva abitualmente cocaina. Ciò nonostante ha continuato la sua azione. E’ intollerabile venga detto in aula che la Pinheiro si comporta bene perché ritira gli atti giudiziari e rispetta le leggi italiane, faccio notare che l’atto contenente la costituzione di parte civile non l&#8217;ha ritirato e non ha mai in due anni chiesto scusa alla famiglia. Quanto alle leggi italiane che rispetterebbe evidenzio che i precedenti penali parlano da soli, perché se fosse ligia alle leggi italiane non ne avrebbe. Senza tralasciare il fatto che non doveva essere sul suolo italiano visto che era stata espulsa”.<br>F.M .</p>
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		<title>Omicidio Samuele De Paoli chiesti sei anni per la trans</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2024 06:47:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[accusata dell'omicidio preterintenzionale del giovane Samuele De Paoli, il 21enne di Bastia trovato morto a Perugia]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">IL PROCESSO</h3>



<p>Sei anni di carcere: è questa la condanna richiesta dal procuratore generale Sergio Sottani per la transessuale brasiliana Hudson Pinheiro Reis Duarte accusata dell&#8217;omicidio preterintenzionale del giovane Samuele De Paoli, il 21enne di Bastia trovato morto a Perugia all&#8217;alba del 28 aprile 2021 a Sant&#8217;Andrea delle Fratte. La richiesta di condanna è stata avanzata ieri mattina all&#8217;esito della requisitoria del processo d&#8217;appello. La difesa ha sollecitato l&#8217;assoluzione della transessuale, già scagionata dalle accuse nel processo di primo grado in quanto «il fatto non costituisce reato», la Corte ha stabilito che l&#8217;istruttoria verrà riaperta mediante la deposizione di quattro medici legali. «Tutto ciò non deve preoccuparci &#8211; ha fatto sapere il difensore dell&#8217;imputata, l&#8217;avvocato Francesco Gatti -. L&#8217;azione di Patrizia è stata meramente difensiva e comunque incolpevole, l&#8217;assunzione di cocaina da parte di De Paoli ha avuto un ruolo decisivo».Giornata intensa, ieri, in piazza Matteotti. Opposte le visioni dei fatti. Da una parte la Procura generale, secondo cui quella notte tra i due ci fu una colluttazione ma la transessuale Patrizia «invece di scappare, come avrebbe potuto, ha strozzato Samuele cagionando la sua morte». Evento non voluto ma prevedibile, conseguenza di un&#8217;azione come si legge nel ricorso «diretta non tanto a soffocare l&#8217;aggressore, ma a strozzare il suo rivale». Secondo Sottani, che aveva avocato a sé le indagini dopo la richiesta di archiviazione della Procura, la sentenza di assoluzione emessa nel settembre 2023 dal gup di Perugia al termine del rito abbreviato va riformulata perché basata, essenzialmente, sulle conclusioni «prive di supporto scientifico, incoerenti e in contraddizione con le acquisizioni probatorie» della perizia disposta dal giudice. Dall&#8217;altra la difesa. «Patrizia è innocente e la sua assoluzione deve essere confermata. Pur consapevoli dell&#8217;enorme dolore della famiglia De Paoli e della tragedia sullo sfondo degli eventi di quella maledetta sera, siamo convinti che la sentenza del tribunale di Perugia debba essere confermata in quanto intimamente giusta, e rispondente a criteri di verità sostanziale e processuale. Nei giorni scorsi aggiunge l&#8217;avvocato Gatti abbiamo depositato una memoria che dà conto di tutte le risultanze tecnico-scientifiche che comprovano l&#8217;innocenza della mia cliente. Non dimentichiamo, infatti, che tutti i tecnici che si sono occupati della vicenda hanno concluso che l&#8217;imputata si è solo difesa e che la morte di Samuele non sia dipesa dalla sua condotta ma da una concomitanza di eventi, tutti indipendenti da qualsiasi collegamento eziologico con l&#8217;azione, si ripete, difensiva, di Patrizia. A volte conclude Gatti capitano fatti incomprensibili e dolorosi ma dobbiamo avere la forza per affrontarli con approccio tecnico, e questa terribile storia è uno di questi». Uscendo dalla camera di consiglio il presidente Paolo Micheli ha comunicato l&#8217;intenzione da parte della Corte di voler sentire in contraddittorio i due consulenti del pm, Mauro Bacci e Sergio Scalise Pantuso, e i due periti del tribunale Vittorio Fineschi e Aniello Maiese. L&#8217;esame il 27 novembre, sentenza(forse) il 22 gennaio.</p>



<p>Enzo Beretta</p>
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