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	<title>Sonia Sorbelli &#8211; Bastia</title>
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	<description>Notizie da Bastia U.</description>
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		<title>Morte Samuele De Paoli Assolta anche in Appello Patrizia Pinheiro Duarte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jan 2025 06:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bastia]]></category>
		<category><![CDATA[Bastia Umbra]]></category>
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					<description><![CDATA[La mamma della vittima: “Non mi fermerò fin quando non verrà fuori la verità”]]></description>
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<p><strong>Dopo quattro ore di camera di consiglio i giudici hanno confermato la sentenza già emessa in primo grado per la trans imputata</strong></p>



<p><strong>La mamma della vittima: “Non mi fermerò fin quando non verrà fuori la verità”<br>L’avvocato Gatti: “Siamo soddisfatti certo, ma non ci sono vincitori né vinti”</strong></p>



<p>di Francesca Marruco<br>PERUGIA Ha agito per legittima difesa. Per questo motivo è stata assolta. Dopo quattro ore di camera di consiglio, ieri pomeriggio, il presidente della Corte d’Assise d’Appello, Paolo Micheli, ha letto il dispositivo con cui è stata confermata la sentenza di assoluzione di primo grado per Pinherio Reis Duarte Hudson, detta Patrizia, la transessuale imputata per omicidio preterintenzionale in relazione alla morte del 21enne Samuele De Paoli, che venne trovato morto in un fosso nelle campagne di Sant’Andrea delle Fratte il 28 aprile del 2021, dopo aver passato almeno parte della sua serata con la trans. In attesa delle motivazioni quindi, secondo la sentenza emessa, quando Pinheiro esercitò con un solo dito, il pollice, pressione sul collo di Samuele, andando a comprimere il nervo vagale non voleva ucciderlo e comunque, sempre secondo quella che in controluce sembra la ricostruzione dei giudici, lo ha fatto per difendersi dall’aggressione di Samuele. Ieri mattina il procuratore generale, Sergio Sottani, aveva chiesto di condannarla a sei anni di reclusione, sottolineando che non poteva esserci legittima difesa perché se qualcuno può allontanarsi dal luogo del fatto, non si può configurare. Per Sottani l’imputata “non ha agito per difesa quando ha messo la mano sul collo di Samuele, ma è stato un gesto di attacco”. Anche la famiglia di Samuele, rappresentata dall’avvocato Marilena Mecchi, si era associata alla richiesta dell’accusa, sottolineando comunque che si trattava di una indagine “con molte lacune”. Per la parte civile infatti, che a dicembre scorso ha presentato una nuova querela ci sarebbe una verità diversa in cui sono coinvolte anche altre persone. Tornando al processo di secondo grado che si è concluso ieri, appare evidente che la Corte abbia accolto la ricostruzione della difesa tutta incentrata sulla difesa dell’imputata. Per questo motivo l’avvocato Francesco Gatti aveva chiesto l’assoluzione della sua assistita. Dopo la lettura del dispositivo l’avvocato Gatti ha dichiarato: “La sentenza di assoluzione di Patrizia Pinheiro è stata confermata. Non posso nascondere la soddisfazione, anche se, come ho detto in discussione, non ci sono né vincitori né vinti.<br>Avevamo sempre detto che avremmo affrontato serenamente ogni fase processuale, compreso l’appello, certi dell’innocenza di Patrizia, che è stata anche stavolta riconosciuta. Ho già informato la mia cliente, che era assente, la quale è stata felice della notizia. Preciso che da quanto abbiamo capito dal dispositivo e’ stata ritenuta sussistente la scriminante della difesa legittima”. Durissime le parole di Sonia Sorbelli, la mamma di Samuele: “Non mi aspettavo niente di diverso, del resto era una sentenza basata su un’indagine sbagliata. Ma io non mi arrendo e farò venir fuori la verità, quella vera. O vogliamo continuare a dire che Sami è morto per colpa sua? Col nostro avvocato abbiamo avviato nuovi accertamenti, non mi fermerò davanti a nulla”. I giudici si sono presi 90 giorni per depositare le motivazioni della sentenza. Non è escluso il ricordo in Cassazione.<br>f&#114;&#x61;&#x6e;&#x63;e&#115;&#99;&#x61;&#x2e;m&#97;&#114;&#x72;&#x75;co&#64;&#x67;&#x72;&#x75;p&#112;&#x6f;&#x63;&#x6f;r&#114;&#105;&#x65;&#x72;e&#46;&#105;&#x74;</p>


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		<title>Caso-De Paoli, fu legittima difesa Patrizia assolta anche in appello La mamma di Samuele non ci sta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jan 2025 06:33:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bastia]]></category>
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					<description><![CDATA[La sola imputata per il decesso del ragazzo di Bastia Umbra è stata assolta dall’accusa di omicidio preterintenzionale]]></description>
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<p><strong>«La legge non è questa», commenta la donna dopo la lettura della sentenza. Soddisfazione dell’avvocato che assiste Hudson Pinheiro: «Non ci sono vincitori né vinti, ma noi eravamo certi dell’innocenza»</strong></p>



<p>di Luca Fiorucci<br>PERUGIA L’assoluzione di Hudson Pinheiro, conosciuta come Patrizia, è stata confermata. Il processo di appello per la morte di Samuele De Paoli, trovato senza vita la mattina del 28 aprile 2021, si è concluso come quello di primo grado. La sola imputata per il decesso del ragazzo di Bastia Umbra è stata assolta dall’accusa di omicidio preterintenzionale. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, Samuele morì la sera del 27 aprile 2021 in seguito a una colluttazione con Patrizia, avvenuta in macchina per poi concludersi all’esterno dell’auto, in un campo lungo il quale la vettura del giovane era stata parcheggiata. I due, sempre secondo quanto ricostruito, avrebbero litigato per questioni legate a una prestazione sessuale concordata. Nel difendersi dall’aggressione, era la conclusione a cui erano arrivati consulenti e periti risentiti anche nella precedente udienza del processo di appello, Patrizia avrebbe fortuitamente esercitato una pressione sul nervo vagale, innescando una «risposta neurovegetativa» che, amplificata da alcol e droga che le analisi avevano rilevato nel corpo di Samuele, ne avrebbe causato l’arresto cardiaco fatale. Un gesto, quello di afferrare il collo, che sarebbe stato di difesa. Ricostruzione che anche i giudici, in attesa di conoscere le motivazioni della sentenza, sembrano aver riconosciuto. «La sentenza di assoluzione di Patrizia Pinheiro è stata confermata. Non posso nascondere la soddisfazione, anche se, come ho detto in discussione, non ci sono né vincitori né vinti. Avevamo sempre detto che avremmo affrontato serenamente ogni fase processuale, compreso l’appello, certi dell’innocenza di Patrizia, che è stata anche stavolta riconosciuta», ha commentato l’avvocato Francesco Gatti, difensore di Pinheiro, ieri assente in aula, che alla notizia ricevuta dal legale si è detta «felice della notizia».<br>Non si arrende Sonia, la mamma di Samuele. «La legge non è questa. Oggi mi sono trovata davanti ad una corte di parte. Sapevo che oggi sarebbe andata così». È lo sfogo che la donna affida ai social. Con il suo legale, l’avvocato Marilena Macchi, aveva sollevato diversi interrogativi in relazione a una ricostruzione diversa dell’accaduto, che ipotizzava il coinvolgimento di altre persone nel delitto, consumato, secondo i rilievi di parte, altrove prima che il corpo venisse abbandonato nel canale di scolo del campo a Sant’Andrea delle Fratte. Ipotesi che il processo, dopo la riapertura del caso, nei due gradi di giudizio, ha però smentito.</p>
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		<title>“Ombre sulla morte di mio figlio”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jul 2024 17:02:23 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Il Corriere dell'Umbria]]></category>
		<category><![CDATA[OMICIDIO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Troppe omissioni e nessuna verità sulla fine di Samuele De Paoli, trovato cadavere 3 anni e mezzo fa. Parla la madre Sonia Sorbelli di Alessandro&#8230;</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Troppe omissioni e nessuna verità sulla fine di Samuele De Paoli, trovato cadavere 3 anni e mezzo fa. Parla la madre Sonia Sorbelli</strong></p>



<p></p>



<p>di Alessandro Antonini<br>PERUGIA<br>“Troppe omissioni e nessuna verità, ancora. E sono passati tre anni e mezzo. Samuele è il figlio di tutti. Mi devono aiutare. Quella sera era uscito per un aperitivo ed è stato ritrovato morto ammazzato. Hanno paura tutti di parlare”. Sonia Sorbelli, la mamma di Samuele De Paoli, il calciatore 22enne trovato morto nudo in un fosso a Sant ’Andrea delle Fratte nell’aprile del 2021. La trans Patrizia (Pinheiro Duarte Hudson), che era stata accusata di omicidio preterintenzionale, era stata assolta “perché il fatto non sussiste”. La procura generale, diretta da Sergio Sottani, ha presentato appello, l’udienza si terrà il 23 ottobre. “Purtroppo &#8211; continua Sonia, che non si è mai arresa al responso di primo grado &#8211; alcune cose sono chiare in questa vicenda: sono stati tagliati i video, manomessi o cambiati. E gli originali dove sono? Mancano i momenti cruciali dei filmati. Per non parlare dei 4 dna non analizzati, di cui due sotto un’unghia della mano sinistra di Samuele”. L’indagine è stata riaperta dalla procura generale ma ancora non ci sono certezze. Dopo tre anni mezzo dalla morte di mio figlio non so ancora cosa è successo davvero. O meglio, abbiamo dei sospetti, ci sono degli indizi chiari, ma ancora nessuna verità giudiziaria. La mia lotta deve andare avanti e andrà avanti, a prescindere dai tribunali”, fa sapere Sorbelli.Il procuratore Sottani, nell’atto di impugnazione della sentenza di primo grado, “confuta innanzitutto le dichiarazioni dell’imputata nella parte in cui afferma di aver soltanto allontanato e non cercato di strozzare il suo aggressore. In realtà &#8211; dice una nota della procura generale &#8211; dalle risultanze mediche viene dimostrato che il decesso è avvenuto a seguito di un’azione di strozzamento”. Il procuratore effettua inoltre una diversa ricostruzione del momento della morte di Samuele rispetto alla sentenza di primo grado.<br>Secondo il gip, il rapporto sessuale, la colluttazione e la morte del giovane sono avvenuti tutti all’interno dell’abitacolo della Panda rossa della vittima nella posizione di guida. Il corpo del giovane sarebbe stato trascinato dall’imputata successivamente al decesso, fuori dall’auto egettato nel fosso. Diversamente, secondo la ricostruzione del procuratore, “la colluttazione, pur iniziata all’interno dell’abitacolo dell’autovettura, è proseguita all’esterno ed il giovane è morto nel fosso. D’altronde, che l’omicidio sia avvenuto fuori dall’automobile e che non ci sia stato trascinamento sembra dimostrato anche dalla posizione del corpo del ragazzo nel fosso, la cui testa è nella direzione dell’autovettura. Secondo l’atto di impugnazione &#8211; recita la nota della procura generale &#8211; la vittima voleva far scendere l’imputata dall’autovettura e per questo l’ha aggredita. Quest ’ultima ha apposto resistenza e quando il giovane è caduto nel fosso, l’imputata, invece di scappare, come avrebbe potuto, ha seguitato ad afferrare il collo del ragazzo e lo ha strozzato cagionandogli la morte, pur non voluta”.</p>
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		<title>«Samuele, non ci scordiamo di te. Chi sa parli»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Sep 2021 07:53:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[samuele de paoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’appello della madre del ventiduenne trovato morto in un campo a Sant’Andrea delle Fratte. E anche gli amici chiedono giustizia PERUGIA «Chi sa parli. Non&#8230;</p>
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<p><strong>L’appello della madre del ventiduenne trovato morto in un campo a Sant’Andrea delle Fratte. E anche gli amici chiedono giustizia</strong></p>



<p>PERUGIA «Chi sa parli. Non ci scordiamo di te, Samuele». Non si arrende, anzi. Sonia Sorbelli, la mamma di Samuele De Paoli, continua a chiedere verità e giustizia per suo figlio, trovato morto il 28 aprile scorso, in un campo a Sant’Andrea delle Fratte. E a lei, nei post che pubblica su Facebook, si uniscono gli amici del ventiduenne che chiedono che venga fatta luce del decesso di quel ragazzo di Bastia Umbra, amato e stimato da tutti. Per la morte di Samuele è indagata a piede libero ’Patrizia’, al secolo Pinheiro Reis Duarte Hudson, 43 anni, transessuale brasiliana: l’accusa che le rivolge il procuratore Giuseppe Petrazzini, che coordina le indagini svolte dalla squadra mobile di Perugia, è omicidio preterintenzionale. La famiglia di Samuele, assistita dall’avvocato Walter Biscotti, e gli amici non hanno mai smesso di ricordare il ventiduenne né, tantomeno, di chiedere che venga fatta chiarezza sulle tragiche ore che hanno portato alla sua morte. Secondo l’esame autoptico, eseguito dal professor Mauro Bacci e dal dottor Sergio Scalise, Samuele De Paoli è morto per arresto cardiocircolatorio dovuto a un riflesso vagale: in sostanza sarebbe stata sufficiente la pressione del pollice della mano sulla carotide a provocare il decesso del ventiduenne. Una circostanza che sarebbe stata “favorita“, secondo i medici legali, dal fatto che Samuele aveva assunto cocaina (quattro volte nella serata del 27 aprile, stando a quanto riferito dagli amici). Da qui, secondo il procuratore aggiunto Petrazzini, l’accusa di omicidio preterintenzionale mossa nei confronti di ’Patrizia’: la transessuale avrebbe afferrato al collo il giovane, secondo il suo racconto e la ricostruzione degli investigatori, per difendersi dalle botte ricevute da De Paoli (un pugno, per la precisione), provocandone la morte nel giro di pochi istanti. L’avvocato dell’indagata, il legale Francesco Gatti, aveva sottolineato come anche l’esito dell’autopsia abbia confermato «l’ipotesi dell’azione difensiva di Patrizia, l’evento non è riconducibile alla sua volontà». Nei prossimi giorni dovrebbero essere portate a termine nei laboratori romani le indagini di carattere tecnico-scientifico sui cellulari di Samuele di Pinheiro Reis Duarte Hudson, sequestrati nelle prime battute dell’inchiesta. Annalisa Angelici</p>
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