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	<title>SPIGADORO &#8211; Bastia</title>
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	<description>Notizie da Bastia U.</description>
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		<title>Ex Spigadoro, il Tar cancella il vincolo: si riapre la partita sull’area</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 07:54:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bastia]]></category>
		<category><![CDATA[Bastia Umbra]]></category>
		<category><![CDATA[Il Messaggero]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[SPIGADORO]]></category>
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					<description><![CDATA[Soddisfazione è stata espressa dall’ex vicesindaco F. Fratellini, che rivendica la scelta compiuta dal Comune]]></description>
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<p><strong>LA SENTENZA</strong></p>



<p>Il Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria ha annullato anche il secondo decreto di vincolo imposto dalla Soprintendenza sul complesso industriale Spigadoro Petrini di Bastia Umbra, accogliendo i ricorsi presentati da Mignini &amp; Petrini spa e Molini Spigadoro spa contro il decreto del ministero della Cultura del 19 settembre 2025. La decisione riguarda anche la cosiddetta torre Petrini, da anni al centro del confronto sul futuro urbanistico dell’area ex industriale. Secondo il Tar, la Soprintendenza non ha fornito motivazioni sufficientemente solide per giustificare un vincolo culturale particolarmente importante, come richiesto dal Codice dei beni culturali per gli immobili privati. Nella sentenza pubblicata ieri i giudici osservano che la documentazione ricostruisce lo sviluppo dell’azienda Petrini nel Novecento, ma non individua fatti storici specifici, innovazioni o eventi tali da distinguere il complesso rispetto ad altre realtà industriali dello stesso periodo. Per il collegio non basta il successo imprenditoriale dell’azienda né il richiamo generico al valore identitario per la comunità di Bastia Umbra. Il Tar ha inoltre evidenziato il contrasto con un precedente parere della stessa Soprintendenza del 2018,nel quale la torre e il complesso venivano considerati elementi di forte impatto paesaggistico sulle visuali verso Assisi. Secondo i giudici, anche nel secondo provvedimento manca una motivazione adeguata capace di superare i motivi che avevano portato all’annullamento del primo vincolo, già disposto con una precedente sentenza e confermato anche dal Consiglio di Stato. La sentenza richiama inoltre alcune carenze istruttorie, tra cui l’assenza di sopralluoghi diretti all’interno degli immobili prima dell’imposizione del vincolo. È stato invece dichiarato inammissibile il ricorso relativo all’archivio dell’architetto Dino Lilli, nel frattempo acquisito dallo Stato attraverso la donazione degli eredi. Soddisfazione è stata espressa dall’ex vicesindaco Francesco Fratellini, che rivendica la scelta compiuta dal Comune di impugnare il primo decreto di vincolo. «<em>Questa sentenza conferma ciò che avevamo sostenuto fin dall’inizio: non esistevano elementi sufficienti per giustificare un vincolo così pesante sul comparto ex Spigadoro- Petrini</em> &#8211; dichiara Fratellini -. <em>Da assessore promossi il ricorso del Comune per difendere le prerogative dell’ente nella pianificazione del territorio e per evitare che un vincolo privo di adeguati presupposti bloccasse ogni prospettiva di riqualificazione di un’area strategica per la città</em>». Secondo l’ex vicesindaco, la pronuncia rappresenta «<em>un richiamo al corretto equilibrio tra tutela del patrimonio culturale e sviluppo urbano</em>». Il Tar ha quindi annullato anche il secondo decreto della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell’Umbria e i relativi allegati, compensando le spese di giudizio tra le parti. La decisione riapre ora il confronto sul futuro dell’area ex Spigadoro Petrini e sulle prospettive di recupero urbanistico del comparto industriale.<br><em>Massimiliano Camilletti</em></p>
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		<title>Mignini &#038; Petrini,una storia nel segno dell’alimentazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2015 08:52:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bastia]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Il Giornale dell'Umbria]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
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		<category><![CDATA[PETRINI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A fine anno la mostra che racconterà i 200 anni dell’azienda di Bastia Umbra leader nei mangimi PERUGIA &#8211; Due imprese e una storia non&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.bastia.it/?attachment_id=56926" rel="attachment wp-att-56926"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-56926" alt="SPIGADORO-PETRINI-QUALE-FUTURO-300x168" src="http://www.bastia.it/wp-content/uploads/2014/03/SPIGADORO-PETRINI-QUALE-FUTURO-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a>A fine anno la mostra che racconterà i 200 anni dell’azienda di Bastia Umbra leader nei mangimi</strong></p>
<p>PERUGIA &#8211; Due imprese e una storia non è soltanto il titolo della mostra che verrà inaugurata a fine marzo e che racconta nel corso di due secoli l’alimentazione nel cuore verde d’Italia, ma è anche, e soprattutto, la sintesi di 200 anni di impresa che hanno caratterizzato la Mignini &amp; Petrini spa,azienda leader in Italia nel settore mangimistico. L’esposizione al pubblico che racconta appunto la storica azienda avrà anche il patrocinio di Expo 2015, Regione Umbria, Comune di Bastia Umbra, Comune di Assisi, Università degli Studi di Perugia e Assalzoo. L’iniziativa si colloca tra le attività programmate dall’Università degli Studi di Perugia destinate ad affrontare le tematiche sull’alimentazione e l’energia che con l’apertura a Milano dell’Expo nel mese di maggio saranno al centro dell’attenzione mondiale.Attraverso un ampio e ricco apparato di immagini, documenti e testimonianze si vogliono ripercorrere la nascita e l’evoluzione dell’ industria mangimistica, molitoria e della pasta in Umbria senza però trascurare il contesto italiano ed europeo.Da sempre il problema di garantire l’alimento degli animali da lavoro o da reddito ha interessato il mondo dell’agricoltura e nel corso del tempo si sono succedute diverse soluzioni, dai prati naturali a quelli artificiali, alla raccolta dei foraggi fino ad arrivare all’utilizzazione degli scarti di altri processi produttivi come la molitoria.Soltanto agli inizi del XX secolo le soluzioni tradizionali iniziarono ad essere sostituite da prodotti industriali ed agli inizi del Novecento il mercato dei mangimi per animali cominciò a conoscere un radicale e profondo cambiamento.Contemporaneamente nacquero le prime fabbriche moderne per la produzione di pasta: attraverso l’entrata in scena dei pastifici industriali il comparto alimentare italiano acquista alcune importanti caratteristiche che lo hanno contraddistinto nel corso del XX secolo.Tuttavia il benessere economico posteriore alla fine del secondo conflitto mondiale creò le condizioni per l’incremento del consumo di carne e formaggi generando un cambiamento culturale che favorì lo sviluppo della moderna industria mangimistica, rivolta a soddisfare le esigenze di un mercato attraversato da continue e rapide mutazioni. L’Umbria offre la possibilità di conoscere la progressiva evoluzione dai mulini tradizionali a quelli industriali, dai pastifici ai mangimifici, una trasformazione compiuta senza rotture o discontinuità.In questo senso, la mostra parte dall’esperienza di due gruppi industriali che da oltre due secoli sono impegnati nella produzione di alimenti per gli uomini e per gli animali, e si prefigge l’obiettivo di fornire al grande pubblico, agli addetti ai lavori e agli specialisti del settore l’occasione di rileggere alcune delle pagine più significative della storia dell’Italia contemporanea. Si tratta come dimostrano gli edifici e i manifesti pubblicitari esposti di sottolineare la pluralità degli aspetti racchiusi nell’avvincente mondo dell’alimentazione. La mostra, curata dall’Università degli Studi di Perugia (da Manuel Vaquero Piñeiro e Francesca Giommi), verrà inaugurata il 28 marzo alle 16, mentre sarà aperta a tutti e visitabile gratuitamente dal 3 aprile al 31 maggio prossimi, dal venerdì alla domenica (10,30/12,30 &#8211; 16,30/19,30 gli orari di ingresso) presso il secondo piano degli uffici della palazzina direzionale dello stabilimento Petrini di Bastia Umbra.<br />
RE. EC.</p>
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