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	<title>suor noemi scarpa &#8211; Bastia</title>
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	<description>Notizie da Bastia U.</description>
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		<title>Madre Noemi svelai segreti delle antiche ricette del convento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 May 2024 07:46:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I crostini con regaglie di pollo, la minestra detta alla cacciatora ossia latte di gallina, che altro non è che la stracciatella. Ricette tuttora conosciute alla cucina bastiola]]></description>
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<p><strong>Dai crostini con regaglie alla minestra alla cacciatora, tutto in un libro</strong></p>



<p><strong>Lavoro, preghiera e solidarietà Tutto quello che va oltre le esigenze delle suore viene distribuito a chi ha necessità<br>Coltiviamo nell’orto pomodori, zucchine melanzane e peperoni e condividiamo i nostri prodotti con le famiglie bisognose</strong></p>



<p>di <em>Rita Boini</em><br>BASTIA UMBRA I crostini con regaglie di pollo, la minestra detta alla cacciatora ossia latte di gallina, che altro non è che la stracciatella. Ricette tuttora conosciute alla cucina bastiola. Queste due ricette si trovano, insieme a tante altre che i bastioli ancora preparano nelle cucine di casa e in quelle delle strutture ristorative, e a ricette provenienti da antichi taccuini e foglietti scritti in bella grafia femminile, custoditi nell’archivio delle monache, nel libro “<strong>Antiche ricette delle Monache</strong>”, del monastero delle Benedettine di Sant’Anna di Bastia Umbra (a cura di Monica Falcinelli, Bertoni editore ).Il monastero è pieno di vita, e iniziative, si lavora, si prega, si produce (olio, confetture e anche birra artigianale), si pratica la vendita diretta e non si disdegna l’ecommerce. Ma la vita di ogni giorno è tra lavoro, preghiera e tanta solidarietà, perché una volta coperte le esigenze delle suore e del loro monastero tutto quello che avanza è per chi ha bisogno. Merito di un gruppo di suore giovani ed un’energica abbadessa, suor Noemi Scarpa. &#8211; <strong>Madre Noemi, quando si pensa a Bastia Umbra si pensa all’industria, al terziario, non certo all’agricoltura</strong>. E invece quello di Bastia Umbra è un territorio molto fertile, varcato dai fiumi Tescio e Chiascio, bonificato dai benedettini della vicina Assisi, perciò vocato davvero all’agricoltura, sede da secoli dell’abbazia benedettina femminile di Sant’Anna. Un territori adatto all’agr icoltura monastica e alla tradizione agricola umbra.- <strong>Lei però non è umbra</strong>. Sono veneziana di nascita, diventata suora a vent ’anni, 25 anni fa, dopo una carriera sportiva nella pallacanestro (ai massimi livelli, ndr.). Sono capitata a Bastia in aiuto in un momento in cui c’erano poche suore, dovevo rimanerci 40 giorni, e invece da molti anni ormai sono qui, insieme alle mie sorelle. Siamo tutte impegnate con entusiasmo in una missione in cui crediamo.- <strong>Da quando esiste l’abbazia benedettina a Bastia Umbra?</strong> La prima abbazia benedettina di Bastia ha origini nel 1100 circa, e in origine era dove c’è la chiesa di San Paolo, vicino al cimitero. Le monache sono state trasferite in Assisi durante le guerre tra questa città e Perugia, per poi tornare a Bastia nel 1602. Il loro monastero però, nel 1602, l’anno del loro ritorno, insediato nella Rocca baglionesca e c’è rimasto ancora oggi. &#8211; <strong>L’edificio e da subito anche l’orto?</strong> Certo. L’orto che tuttora coltiviamo risale a quell’epoca, ed è legato alla pratica benedettina verso la terra e al fatto che il territorio, tra Chiascio e Tescio, già prima della bonifica, era molto fertile. In realtà in origine il nostro orto era un frutteto, ora di quel frutteto rimangono una ventina di piante, vecchie ma non comunque quelle originali e non particolarmente antiche. L’orto c’è sempre stato ma per uso delle suore. Solo in questi ultimi anni abbiamo iniziato a ingrandirlo e ad aprirlo al pubblico. Molti anche a Bastia non sapevano, infatti, prima che ne svelassimo la presenza, della sua esistenza.- <strong>Quali ortaggi coltivate e come?</strong> Gli ortaggi sono quelli locali, pomodori, zucchine, zucche, melanzane, peperoni e così via. Seguiamo i principi di stagionalità e pratichiamo le antiche tecniche dei contadini bastioli per evitare l’uso di diserbanti e della chimica in genere. Siamo molto legate nella pratica agricola alle consuetudini locali. &#8211; <strong>Chi utilizza i prodotti dell’orto?</strong> L’orto serve a noi e durante l’anno ne condividiamo i prodotti con le famiglie bisognose. Per tre mesi all’anno, però, in estate, quando è più rigoglioso e c’è una grande produzione, l’orto è aperto e si può visitare. Tolti gli ortaggi per la nostra cucina e quelli che diamo alle famiglie bisognose quelli che rimangono li vendiamo, fino ad esaurimento, non pianifichiamo e forziamo niente.- <strong>Avete pubblicato un libro con le vostre ricette, che storia hanno?</strong> Le nostre ricette vanno dal Seicento in poi e riflettono la cucina bastiola in particolare e umbra in generale, spesso tuttora in uso, con impiego di prodotti del territorio, tranne qualche contaminazione. Accanto a ricette monastiche (come i malanni di grasso e i malanni di magro, che non sono medicine ma ricette che preannunciano il piacere per il palato e la distinzione tra piatti di grasso e piatti di magro) ci sono molte preparazioni familiari alla cucina bastiola, dai tozzetti (anche se qui si chiamano “faldoncini con mandorle da affettare”) alla “torta dolce” che assomiglia in modo straordinario alla classica torta di Pasqua dolce umbra. &#8211; <strong>Siete molto attive non solo nel coltivare l’orto</strong>. Oltre al ricettario e alla vendita qui e per online dei nostri prodotti abbiamo riaperto la bottega ad Assisi(La bottega delle monache, a San Pietro, ndr,) siamo in tv con la trasmissione La Cucina delle monache su Food network (accanto a madre Noemi suor Debora, nella vita precedente architetta, suor Miriam con all’attivo quattro lauree, suor Eleonora, laureata in psicologia, ndr) e seguiamo molto i social.- <strong>Quali differenze ci sono tra la vostra vita molto moderna rispetto a quella delle benedettine del passato? </strong>Niente. Ora et labora, prega e lavora, rimane sempre la nostra linea guida, che pratichiamo come si faceva nei secoli passati e, oggi, anche con mezzi, come internet, tv e social che un tempo non c’erano.</p>



<p><strong>Il profilo<br>EX CAMPIONESSA DI PALLACANESTRO</strong><br>Suor Noemi Scarpa, veneziana di nascita, prima di prendere il velo è stata campionessa di pallacanestro. Capitata nel monastero benedettino di Bastia Umbra, dove doveva fermarsi 40 giorni a dare una mano, ci vive da anni ed è diventata abbadessa. Insieme a suore giovani e plurilaureate segue il motto dei benedettini, Ora et labora, Prega e lavora. Utilizzando anche internet e la tv.</p>
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		<title>Le 17 donne dell’Umbria in rosa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Dec 2023 07:57:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Suor Noemi Scarpa, Madre Badessa del Monastero delle Benedettine di Sant ’Anna a Bastia Umbra]]></description>
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<p><strong>Il riconoscimento, nato nel 2016, è andato a chi si è distinta nei campi del sapere e dell’operosità</strong></p>



<p><strong>Chi sono le premiate dalla presidente Proietti nella sala del Consiglio della Provincia</strong></p>


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<figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="304" height="387" src="https://www.bastia.it/wp-content/uploads/2023/12/suornoemiscarpa.jpg" alt="" class="wp-image-127774" srcset="https://www.bastia.it/wp-content/uploads/2023/12/suornoemiscarpa.jpg 304w, https://www.bastia.it/wp-content/uploads/2023/12/suornoemiscarpa-236x300.jpg 236w" sizes="(max-width: 304px) 100vw, 304px" /></figure>
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<p>di Anna Lia Sabelli Fioretti<br>PERUGIA Fiocco rosa sul grande portone del Palazzo della Provincia in Piazza Italia per il ritorno del premio Umbria in rosa interrotto per diverse edizioni a causa della pandemia.Il premio, nato nel 2016 da un’idea dell’allora consigliera di parità Gemma Bracco, intende dare risalto a tutte quelle donne che nella regione operano nei campi del sapere e dell’operosità, esemplari modelli femminili che si distinguono per le capacità professioni valorizzando il proprio patrimonio di conoscenza , tolleranza, laboriosità, umanità. Diciassette le prescelte di quest ’anno dalla presidente Stefania Proietti, da Jean Luc Umberto Bertoni, presidente dell’Associazione Europa Comunica, da Giuliana Astarita,Consigliera di Parità della Provincia di Perugia e da Erika Borghesi,consigliera Provinciale con delega per le Pari Opportunità.Le premiate erano quasi tutte presenti ieri pomeriggio in prima fila nella sala del Consiglio della Provincia.<br><strong>LE PREMIATE</strong> Eccole: Nicoletta Spagnoli per aver portato avanti con creatività e innovazione l’idea imprenditoriale della sua bisnonna Luisa e per aver saputo coniugare la tradizione e i valori con l’innovazione.Anna Chiacchierini, unica donna al mondo imprenditrice e manager a capo di un’azienda particolare come il Centro Tori Chiacchierini dotato di laboratori all’avanguardia di genetica avanzata che riesce ad esportare il materiale seminale e gli embrioni per il miglioramento genetico degli allevamenti.Laura Dalla Ragione per il suo impegno come psichiatra e come fondatrice di una Rete della Usl 1 per curare i disturbi del comportamento alimentare. Gemma Bracco, fondatrice del Premio ma soprattutto Consigliera di Parità premiata per i tanti progetti e attività di supporto nei casi di discriminazione tra donne e uomini nel mondo del lavoro.Monia Filippetti che grazie al suo amore per l’arte,unito alla passione per la moda, ha dato vita al brand Monos, un vero e proprio progetto imprenditoriale iniziato con la creazione di un foulard ispirato al cubismo di Picasso. Francesca Gosti, responsabile della “Sezione Reati contro la persona e reati s essuali” impegnata nell’accoglienza e nella tutela delle donne vittime di violenza Maria Paola Martelli, titolare della Toclinics, una start Up innovativa che opera nella ricerca ematooncologica e oncologica.Maria Concetta Micheli, prima donna elicotterista italiana, che ha lottato contro i pregiudizi sulle donne che vogliono fare lavori considerati maschili.Emanuela Miniati per aver fondato “Carta in fiore ” che produce carta e oggettistica di carta, a<br>Corciano, cooperativa sociale che dà lavoro anche a ragazzi diversamente abili. Maria Giovanna Ranalli, ricercatrice specializzata in discipline statistiche che promuove la cultura della parità di genere </p>



<p><strong>Suor Noemi Scarpa, Madre Badessa del Monastero delle Benedettine di Sant ’Anna a Bastia Umbra, accoglie da anni donne e famiglie in difficoltà.</strong> Laura Teza docente universitaria impegnata a diffondere la conoscenza del nostro patrimonio artistico e ad accrescerne la valorizzazione e la fuizione. Simona Zuncheddu, dirigente scolastica del Liceo delle Scienze Umane che promuove la cultura delle pari opportunità, del rispetto e della non violenza tra i giovani. Chiara Andidero, pcampionessa di nuoto, 19enne ha raggiunto importanti risultati sportivi nonostante le difficoltà legate al disturbo dello spettro autistico. premiate nella sezione Sport Paralimpico.<br>Assenti giustificatissime Monique Veaute, dal 2020 direttrice del Festival di Spoleto, ambasciatrice della cultura contemporanea italiana nel mondo, Laura Chiatti, non solo attrice che sceglie ruoli nel cinema sempre nuovi e diversi ma è anche madre sempre presente nella vita dei figli.E Mirella Alloisio, mitica partigiana “Rossella”, 98 anni, ancora oggi impegnata nelle Associazioni antifasciste.</p>
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		<title>La cucina delle monache Le Benedettine di Bastia approdano anche in tv</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Apr 2023 16:22:58 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Fede & Tradizioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Saranno protagoniste della nuova serie Food Network in onda il sabato]]></description>
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<p><strong>Saranno protagoniste della nuova serie Food Network in onda il sabato, da oggi L’abbadessa, Madre Noemi: «II nostro intento è trasmettere messaggi e valori»</strong></p>



<p>BASTIA UMBRA&nbsp;Le religiose del Monastero delle Benedettine di Sant’Anna protagoniste della nuova serie tv «La cucina delle monache», in onda da oggi ogni sabato alle 17.45 su Food Network sul canale 33 del Digitale Terrestre, su tivùsat Canale 53 e disponibile in streaming su Discovery+.Protagoniste della trasmissione saranno Madre Noemi, abbadessa del Monastero, destinata alla serie A di pallacanestro, ma che ha scelto di essere un’atleta del Signore; Suor Debora, architetto ed esperta in cucina, che dopo aver girato il mondo ha trovato il silenzio che cercava in monastero; Suor Miriam, quattro lauree, che ha scoperto il vero significato della vita solo nella parola del Signore; Suor Eleonora, novizia, che è la più giovane, ma la grinta non le manca; è laureata in psicologia e oggi accoglie le persone che bussano al monastero.«Tutto è partito dal nostro libro di ricette antiche che abbiamo pubblica – spiega Suor Noemi -: ha girato molto, ha destato curiosità e interesse e ci hanno contattato in molti. Alla fine abbiamo deciso di accettare e di dar vita alla trasmissione, con il preciso intento di trasmettere messaggi e valori. La nostra è una cucina che non guarda alla ‘prestazione’, ma una cucina che punta sul rispetto, sull’amore per il creato, una cucina ‘umana’, semplice, per tutti». Il monastero di Sant’Anna segue la regola di San Benedetto fondata sull’Ora et labora: le monache oltre alle attività di preghiera, di metilazione e studio sono molto impegnate nelle attività agricole: nel loro orto, negli uliveti e nei terreni che coltivano. Hanno anche negozio in Assisi, la «Bottega delle Monache» dove sono in vendita prodotti realizzati con i prodotti coltivati dalle religiose. «Le riprese sono state effettuate nella cucina del nostro monastero –aggiunge suo Noemi -, le ricette sono facili, molte partono dai nostri prodotti. Per far capire, anche attarvesro quello che diciamo mentre siamo ai fornelli, che anche la cucina deve essere rispettosa, che non deve guardare al guadagno, allo sfruttamento, ma alla semplicità e al rispetto della terra».&nbsp;In ogni episodio le 4 monache, divise in due coppie, si alterneranno ai fornelli: da una parte Madre Noemi e Suor Debora, le veneziane, e dall’altra Suor Miriam e Suor Eleonora, rispettivamente di Napoli e Treviso. Insieme, tra pentole e mestoli, prepareranno ricette semplici, ma ricche di storia e dei valori di una volta, come la torta umbra al formaggio, i tozzetti (biscotti fatti dalle pazienti mani delle monache da generazioni), il gateau di Santa Chiara, il «torcolo delle monache» (ciambellone soffice e leggero), il pancotto alle verdure, i fagioli in salsa (specialità delle consorelle dell’800) e molte altre imperdibili delizie.&nbsp;Maurizio Baglioni</p>
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		<title>Premiato l’orto delle suore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Mar 2023 19:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bastia]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Il Corriere dell'Umbria]]></category>
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		<category><![CDATA[comunità religiosa di Sant’Anna]]></category>
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					<description><![CDATA[Un premio alle suore e al loro orto e giardino dei semplici che è anche un riconoscimento alla vita culturale di Bastia Umbra]]></description>
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<p><strong>Al giardino dei semplici tecniche medievali su piante aromatiche e alimurgiche. L’applauso del sindaco</strong></p>



<p><strong>Prestigioso encomio del ministero della Cultura al lavoro del monastero benedettino</strong></p>



<p>di Flavia Pagliochini<br>BASTIA UMBRA Un premio alle suore e al loro orto e giardino dei semplici che è anche un riconoscimento alla vita culturale di Bastia Umbra. In occasione della giornata nazionale del paesaggio istituita nel 2016 dal ministero della Cultura, la comunità religiosa di Sant’Anna rappresentata dalla Madre abbadessa del monastero benedettino, suor Noemi Scarpa, ha vinto di un prestigioso encomio (in totale ne sono stati assegnati 70 su 561 progetti presentati).<br>Il premio è stato assegnato al progetto presentato incentrato appunto sull’orto del monastero e giardino dei semplici: “Per l’alto valore simbolico dell’apertura al pubblico di un giardino adibito alla coltivazione, secondo tecniche di origine medievale, di piante aromatiche e alimurgiche, in coerenza con la spiritualità e la cultura dell’Ordine benedettino e per l’esemplare valorizzazione in chiave storica e culturale di uno spazio privato in un contesto urbano” è stata la motivazione del riconoscimento.L’orto, elemento fondante dell’ordine benedettino, esistente nelle pertinenze del monastero bastiolo, è seguito con ogni cura, attenzione e studio dalle monache; è stato inoltre oggetto di conferenze e visite guidate numerose volte nelle occasioni culturali che animano Bastia grazie all’apertura che la comunità monastica ha saputo mostrare, anche in collaborazione con l&#8217;amministrazione comunale. E proprio l’amministrazione<br>comunale nella persona del sindaco Paola Lungarotti “esprime le più vive congratulazioni a Madre Noemi Scarpa e alla comunità monastica per il successo conseguito nella valorizzazione della propria importante realtà storico-culturale che fa onore a Bastia Umbra”. Certa altresì &#8211; aggiunge il sindaco &#8211; che l’orto benedettino sarà finalmente, dopo la costrizione Covid, di nuovo luogo di conoscenza, di incontro, condivisione dei valori che uniscono la comunità bastiola grazie anche all’impegno indiscutibile e costante della comunità monastica Sant’Anna. “Non posso che esprimere orgoglio e soddisfazione per questo encomio assegnato alla comunità benedettina -conclude Lungarotti &#8211; che con tenacia mette a frutto non solo le risorse del patrimonio che ha saputo conservare egregiamente investendo risorse non indifferenti, frutto di duro lavoro prodotto dalle stesse monache, ma anche i preziosi documenti d’archivio custoditi gelosamente e che con cognizione di causa sono stati utilizzati nella redazione del progetto”.</p>
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		<title>Madre Noemi Scarpa confermata alla guida delle benedettine di Sant&#8217;Anna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jan 2022 08:16:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[suor noemi scarpa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ricopre il ruolo già da sette anni. L&#8217;amministrazione comunale: &#8220;Notizia che ci riempe di gioia. Numerosi i progetti da fare insieme&#8221; Contributo In pandemia con&#8230;</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Ricopre il ruolo già da sette anni. L&#8217;amministrazione comunale: &#8220;Notizia che ci riempe di gioia. Numerosi i progetti da fare insieme&#8221;</strong></p>



<p><strong>Contributo In pandemia con le mascherine realizzate per le famiglie</strong></p>



<p>BASTIA UMBRA Il sindaco Paola Lungarotti, a nome dell&#8217;amministrazione co­munale di Bastia Umbra, espri­me le proprie felicitazioni a ma­dre Noemi Scarpa per la riconfer­ma alla guida della comunità be­nedettina di Sant&#8217;Anna, ruolo che ricopre già da sette anni. &#8220;Set­te anni in cui la comunità mona­stica con a guida madre Noemi è stata presente sul territorio in ma­niera silenziosa ma anche labo­riosa, orante e operante, conser­vano tutti i valori evangelici che fortemente San Benedetto contestualizza nel presente di ogni realtà monastica&#8221;, spiegano dal monastero. &#8220;Una notizia che ci riempie di gioia &#8211; dice la prima cittadina &#8211; con la Comunità c&#8217;è un dialogo costante su molte te­matiche socio-culturali e nume­rosi sono i progetti realizzati in­sieme e da realizzare. Ricordia­mo il fondamentale supporto al­ la cittadinanza fornito dal mona­stero benedettino nella prima du­ra fase della pandemia con la rea­lizzazione delle mascherine in­viate a tante famiglie; una sinergia concreta, attiva, per la quale è doveroso esprime­re il nostro più sentito rin­graziamento&#8221;. La Comuni­tà benedettina in questo difficile periodo di pande­mia &#8220;esprime la sua presenza spirituale accanto alla città an­che attraverso gli strumenti so­cial, con la pagina Fb Comunità monastica Sant&#8217;Anna&#8221;.</p>



<p>F.P.</p>
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