Bastia

“Trenitalia fa muro Serve unire le forze”

L’assessore a tutto campo nell’incontro sullo stato delle ferrovie in Umbria

De Rebotti: “Indispensabile fare squadra con altre regioni”

di Claudio Sampaolo

Martedì sera ha parlato per ultimo, ma a lungo. Francesco De Rebotti, titolare di un assessorato regionale pesante (sviluppo economico, lavoro, mobilità, trasporti e infrastrutture) ha ascoltato pazientemente gli interventi di chi l’ha preceduto (ne abbiamo dato conto nell’edizione di ieri; ndr) ed ha risposto iniziando con un piccolo escamotage. Il tema proposto dal comitato Ultimo Treno, presieduto da Alessio Trecchiodi, era ben preciso: “Il trasporto ferroviario in Umbria”, e lui ha iniziato, a sorpresa, con una domanda. “Alzi la mano chi usa il treno tutti i giorni”, ha detto guardando la cinquantina di persone sedute all’interno dell’Auditorium Sant’Angelo di Bastia. Una sola signora ha alzato la mano. Dunque? “Vedete? Fin qui ho sentito parlare tantissimo di Alta Velocità, ma uno dei temi di questa serata riguardava le risposte da dare ai pendolari. Partiamo da loro, prima di parlare di Frecce, perché prioritariamente occorre cercare di salvaguardare i diritti di sale sui treni ogni giorno perché non ha alternativa. E puntare ad avere un riconoscimento di questo problema che viene addirittura negato dal ministro, dal Governo, da Rfi e Trenitalia e dai loro ‘gendarmi’ in consiglio regionale. In sostanza: chi paga acquista spazio e Frecce, gli altri si arrangino. Eppure, ormai sappiamo bene che, per esempio, i pendolari diretti a Roma non sanno più quando partono e nemmeno a che ora torneranno, visto che i nostri treni sono confinati sulla linea lenta. E, purtroppo, quelli nuovi in arrivo, che erano già nel piano regionale dei trasporti del 2003, firmato contrattualmente nel 2018, vanno al massimo a 200 km/h in tratte dove ha la precedenza chi supera i 250. Vi dico sinceramente che discutere con Rfi e Trenitalia a volte è come sbattere contro un muro di gomma (metafora di Renato Locchi: parlare con Trenitalia equivale a confrontarsi con una potenza straniera; ndr), perché non sono loro che decidono le grandi strategie, ma il Governo. Allora, per superare questo stallo, questo senso di arretratezza, l’unica soluzione è fare squadra, far diventare il problema interregionale anche sulla questione ferroviaria, così come è successo con il Quadrilatero. E’ facile con la Toscana che ha i nostri stessi problemi. Difficile, attualmente, con Marche e Lazio”.

ORARI “SPARITI”
“I pendolari non solo debbono assoggettarsi a questo stato di fatto, ma non riescono ad avere nemmeno i rimborsi che spetterebbero loro ogni volta che il treno arriva in ritardo. E sapete qual è il paradosso, anche se la parola da usare dovrebbe essere diversa? Che a Terni o in altre località della nostra regione i ritardi sono sempre nell’ordine dei 20-30 minuti, che dovrebbero essere conteggiati ogni volta per arrivare ad un rimborso totale a fine anno. Ma chi gestisce le ferrovie si è inventato una cosa stupefacente: non verifica gli orari di arrivo, stazione per stazione, ma guarda solo al tempo finale, visto che il Roma-Ancona recupera quasi sempre strada facendo, arrivando pressoché in orario, rendendo inutile ogni richiesta di rimborso”.
FRECCIAROSSA
“Penso che non c’è bisogno di costruire una stazione e chiamarla Medietruria, basta una fermata, cosicché i treni non debbano fare deviazioni. Dove? Giocoforza in Toscana, quindi la valutazione spetta anzitutto a loro. Dico solo che attualmente chi vuol salite su una Freccia diretta al nord e non parte al mattino alle 5,30 da Fontivegge può solo recarsi a Firenze. Quindi avere una stazione posta ancora prima, ovviamente da raggiungere in treno (Creti bocciata, dunque; ndr) che fa risparmiare tempo e consente di intercettare 12-14 Frecce, mediamente una all’ora, sarebbe una opportunità in più da sfruttare. Considerando, poi, che una volta pronta la nuova stazione ad AV di Firenze Belfiore, quella attuale di Santa Maria Novella sarà bypassata, ed anche la soluzione Perugia-Firenze comporterebbe una doppia rottura di carico. Più in generale, in questo momento chi gestisce l’Alta Velocità sta cercando di risparmiare anche uno o due minuti a tratta, figuriamoci se accetterà di deviare una o più Frecce in Umbria, allungando il percorso di un’ora. Forse ci vorrà un investimento di milioni di euro, ma per non lasciare nulla di intentato appena possibile chiederò a Trenitalia il costo di una simile, eventuale operazione”.

BINARI DA RINFORZARE “Ho sentito parlare di nuovo del raddoppio della Foligno-Terontola. Anche questa è una ipotesi che non ha le basi sulle quali appoggiarsi. Consterebbe un miliardo e mezzo che il ministero del Tesoro e quello delle Infrastrutture non hanno. Molto più facile, invece, sistemare definitivamente la Fcu. Ci è stato raccontato che è stata rinnovata e potenziata, una realtà solo
parziale, perché in realtà servono altri 136 milioni per l’armamento che attualmente sopporta 16 tonnellate, mentre ne sono necessarie 18, oltre alla verifica di gallerie e ponti. (L’armamento è la sovrastruttura del binario, comprendente rotaie, traverse, organi di attacco e massicciata, progettato per sostenere e distribuire i carichi dei convogli; ndr). Per far questo Rfi deve riacquistare l’intera infrastruttura. In tal modo la Fcu potrebbe avere le caratteristiche necessarie a diventare una linea nazionale e funzionare come alternativa più interna rispetto alla tratta classica che va a Roma passando da Foligno, Spoleto e Terni”.

Exit mobile version