COMUNICATO STAMPA COORDINAMENTO COMUNALE Fratelli D’Italia Bastia Umbra
È falso sostenere che le amministrazioni di Centrodestra non hanno mai aderito alle rottamazioni
In questi giorni il sindaco e la sua amministrazione progressista stanno cercando in tutti i modi di giustificare la loro scelta di NON ADERIRE alla Rottamazione 2026, arrivando perfino a paragonarla a un condono e a sostenere che, nel 2023, l’Amministrazione Lungarotti avrebbe fatto la stessa cosa.
Ma non è così. E proviamo a spiegarlo per evitare interpretazioni errate.
La Rottamazione non è un condono. Chi deve 1.000 euro di IMU o TARI continua a dover pagare quei 1.000 euro. La Rottamazione elimina le somme aggiunte nel tempo, come sanzioni e interessi, consentendo al contribuente di mettersi in regola pagando il tributo dovuto.
Ma soprattutto è sbagliato il paragone con quanto accadde nel 2023.
Come ci ricorda l’allora assessore al bilancio per Fratelli d’Italia Valeria Morettini, con la Rottamazione-quater, durante l’Amministrazione Lungarotti, i tributi comunali già affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione potevano rientrare nella Rottamazione senza che il Comune dovesse deliberare alcuna adesione. Il cittadino poteva presentare direttamente la propria domanda. Quali sarebbero state le fantomatiche somme affidate ad altri soggetti delegati alla riscossione forzosa per cui il Comune avrebbe dovuto deliberare il loro inserimento (facoltativo) nella rottamazione di cui parla ora il sindaco non si capisce. La decisione presa dall’Amministrazione Lungarotti riguardava invece un’altra cosa: lo stralcio dei debiti fino a 1.000 euro. Un provvedimento diverso, che avrebbe portato in automatico, fino alla cancellazione totale dei debiti, e che all’epoca l’Amministrazione decise di non applicare perché per la sistemazione degli stessi debiti era comunque possibile aderire alla definizione agevolata tramite Rottamazione.
Quindi nel 2023 l’Amministrazione Lungarotti non privò i cittadini della possibilità di rottamare le cartelle
fino a 1000 euro. Quella possibilità c’era comunque.
Nel 2026, invece, la situazione è completamente diversa.
Questa volta, per estendere la Rottamazione ai tributi locali interessati, serviva una scelta esplicita del
Comune. Bastia Umbra, se avesse voluto dare la possibilità ai cittadini di mettersi in regola, doveva aderire con una delibera.
L’Amministrazione Pecci ha scelto di dire NO.
Ed è proprio qui che nasce anche una domanda politica che qualcuno dovrebbe prima o poi chiarire.
Siamo sicuri che tutta l’Amministrazione fosse davvero contraria alla Rottamazione? Oppure all’interno
della maggioranza c’era anche chi avrebbe voluto aderire, ma alla fine ha dovuto piegarsi alla posizione più rigida di una sua componente?
Il dubbio è legittimo: questa scelta è stata davvero condivisa da tutti oppure qualcuno ha politicamente
messo sotto ricatto il resto della maggioranza?
Perché, se così fosse, sarebbe ancora più grave: vorrebbe dire che un’opportunità per famiglie e imprese è stata sacrificata per mantenere gli equilibri politici della maggioranza.
E CHI CI RIMETTE?
Non vogliamo più ascoltare la favoletta che aderire alla Rottamazione avrebbe significato aiutare i “furbetti”.
Pensiamo piuttosto a una famiglia o a una piccola impresa che ha attraversato un periodo di difficoltà e non è riuscita a pagare IMU, TARI o altri tributi. Con il passare del tempo quel debito è cresciuto per sanzioni e interessi.
La Rottamazione avrebbe consentito a queste persone di dire semplicemente: “Pago quello che dovevo e mi rimetto in regola.”
Anche dal punto di vista del Comune il ragionamento è semplice:è meglio recuperare il tributo dovuto oppure continuare a tenere in bilancio crediti di dubbia esigibilità che, con il passare del tempo, rischiano di dover essere stralciati dal bilancio perché diventati definitivamente inesigibili?
I veri furbetti, quelli che organizzano la propria attività per non pagare, continueranno purtroppo a cercare sistemi per farlo, Rottamazione o non Rottamazione.
Qui stiamo parlando soprattutto di chi vuole mettersi in regola e avrebbe potuto farlo con uno strumento in più per riuscirci.
Perciò basta confondere Rottamazione, condono e stralcio. E basta dire che nel 2023 l’Amministrazione
Lungarotti fece la stessa scelta. NON È VERO!
Nel 2023 il Comune non doveva aderire e i cittadini potevano comunque rottamare.
Nel 2026 il Comune doveva scegliere. L’Amministrazione Pecci ha scelto di dire NO.
È stata fatta una scelta politica che i cittadini hanno il diritto di conoscere per quella che è, senza paragoni
impropri e senza confondere istituti completamente diversi.
Poi ognuno può giudicare politicamente quella scelta come vuole.
Ma almeno raccontiamola per quello che è.
FDI Bastia Umbra
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