Il sindaco Pecci: “Puntiamo a tenere insieme sviluppo economico, tutela del territorio, mobilità e qualità urbana”
BASTIA UMBRA Il Comune adotta la Parte strutturale del nuovo piano regolatore generale: il nuovo strumento, che supera e sostituisce l’adozione del luglio 2023, definisce i valori da tutelare, gli indirizzi di sviluppo e le condizioni alle quali il territorio potrà essere trasformato; le scelte puntuali saranno definite dalla Parte operativa, il cui incarico è già stato affidato perché le due parti del piano procedano insieme. “Al centro del piano – le parole delsindaco Erigo Pecci – c’è la volontà di tenere insieme sviluppo economico, tutela del territorio, mobilità e qualità urbana. La priorità è intervenire sulla città esistente: recuperare edifici e aree dismesse o sottoutilizzate, migliorare i quartieri, qualificare gli insediamenti produttivi, rafforzare spazi pubblici e ser vizi”.L’assessore Ramona Furiani ha posto l’accento sul contenimento del consumo di suolo: “In un territorio comunale di 2.763 ettari, già urbanizzato per oltre un terzo, il piano programma al massimo 36 ettari trasformabili da agricoli a urbani, a fronte dei 68,4 ettari consentiti dalla disciplina regionale, conteggiando anche le quantità derivanti da premialità e compensazioni. Almeno il 40% sarà destinato agli insediamenti produttivi e almeno il 40% a quelli residenziali; il restante 20% potrà rispondere alle esigenze che emergeranno nella fase operativa.
Premialità e compensazioni non potranno comunque incrementare le previsioni del piano di oltre il 30%”. Le norme definiscono anche i parametri dei futuri insediamenti e alla tutela si affiancano misure concrete di recupero ambientale: prima di impegnare nuovo suolo per attività produttive sarà verificata la disponibilità di aree dismesse di analoga superficie, e le trasformazioni saranno distribuite progressivamente nel decennio. Tra i tanti punti, anche la delocalizzazione dei venti allevamenti zootecnici intensivi censiti, concentrati prevalentemente nella zona di Costano, consentirà di trasferire circa 27.000 metri quadrati di superfici e di rinaturalizzare nel decennio circa 16,6 ettari di aree di pertinenza, oltre a circa 2 ettari di sedime.
F.P.
![]()




comments (0)
You must be logged in to post a comment.