Il trentaduenne, residente a Bastia Umbra, avrebbe anche impedito alla moglie di chiedere la cittadinanza ritenuta in contrasto con il “vero Islam”

PERUGIA Un marocchino di 32 anni, El Khanchouli Ali, in Italia dai primi anni 2000, è stato espulso per motivi di sicurezza nazionale con un provvedimento firmato dal ministro dell’Interno. La misura è scattata al termine di un’operazione di contrasto e prevenzione del terrorismo internazionale coordinata dalla procura della Repubblica di Perugia e condotta dai carabinieri del Ros. Le indagini, svolte tra novembre 2018 e luglio 2019, hanno consentito di documentare, riferiscono gli investigatori, “il progressivo percorso di radicalizzazione intrapreso dall’uomo”, residente nella zona di Bastia Umbra. Secondo i carabinieri, il 32enne ha pubblicato in Internet materiale propagandistico inneggiante alla jihad, con “espliciti inviti a sostenere i combattenti in Siria nelle file delle organizzazioni jihadiste”. Avrebbe inoltre diffuso a suoi contatti, attraverso applicazioni di messaggistica, “video prodotti da figure di spicco dell’Islam radicale, in prevalenza stranieri, che, teorizzando l’odio verso i miscredenti e il disprezzo verso la cultura occidentale, predicavano il ‘divieto religioso’ d’integrazione”. Altro elemento emerso: avrebbe imposto alla consorte di non richiedere la cittadinanza italiana perché l’acquisizione di questo status, a suo dire, l’avrebbe posta in contrapposizione con i precetti dell’Islam “più puro”. E’ l’ennesimo caso di radicalizzazione individuato dalle forze dell’ordine in Umbria. Il 21 gennaio era stato espulso con decreto del ministero dell’Interno un altro marocchino residente  a  Terni.  In  base  a un’indagine dei carabinieri di Torino, era  “un seguace dell’autoproclamato stato islamico e ne sosteneva l’ideologia anche attraverso il proselitismo verso uno dei figli”. Nell’ambito del contrasto all’immigrazione clandestina, invece, la Questura di Perugia ieri ha fornito i dati sui provvedimenti di espulsione firmati dal Prefetto Claudio Sgaraglia: quaranta in due mesi. In dieci casi, è stato disposto il rimpatrio con immediato accompagnamento alla frontiera. Per sette stranieri è stato disposto l’accompagnamento al Centro di permanenza per il rimpatrio, per altri venti l’ordine di allontanamento dal territorio nazionale, mentre altri sette hanno scelto la partenza volontaria come alternativa all’espulsione. Espulsi anche soggetti ritenuti responsabili di spaccio e furti sia in abitazione sia ai danni di esercizi commerciali. Via dall’Italia anche un ivoriano di 25 anni che era stato arrestato a Perugia nel febbraio 2017 per danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. A Fontivegge il giovane aveva seminato il panico colpendo i vetri di alcune auto parcheggiate con una grossa spranga. Aveva completamente distrutto anche una cabina telefonica. Alla scena avevano assistito numerosi studenti che aspettavano l’autobus all’uscita dalle scuole. Per bloccarlo gli agenti della polizia per la prima volta in città avevano usato lo spray al peperoncino.

Ale.Bor.

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